Aste d’auto: il prezzo, più le commissioni, più l’Iva, più…
I mass media fanno in fretta a delirare per una novità. Vogliono attrarre lettori e, se esiste una primizia, non esitano a proporla con tanto di titolo accattivante. Se poi ci sono di mezzo le auto e i soldi, la news diventa di sicuro fascino. Uno degli esempi più recenti di scaloppina al limone da dare in pasto ai lettori riguarda le aste delle macchine, specie quelle online e le vendite giudiziarie: in ballo, di solito, vetture usate. Che sono state confiscate o che appartenevano a concessionari falliti.
Si fa così. Metti un titolo in cui evidenzi che, grazie all’asta, risparmi almeno il 50% sul prezzo di mercato. Scrivi che parteciparvi è facile: basta alzare una manina, firmare un assegno, portare a casa un veicolo che farà impazzire d’invidia i coinquilini e permetterà di avere finalmente successo con le donne.
Ma noi di Automobilista.it torniano sull’argomento aste d’auto per mettervi in guardia: state attenti a quattro aspetti.
1) Non c’è solo il prezzo di aggiudicazione dell’auto all’asta. Ci devi aggiungere le cosiddette commissioni. Che possono variare molto. Vogliamo fare un bel 10% in più?
2) Dopodiché, devi calcolare anche la maledetta Iva, che è sempre del 20%. Non si sfugge.
3) Poi un terzo, ma pesantissimo prezzo, lo potresti pagare se la macchina si scassasse al millesimo chilometro di percorrenza. Vogliamo proprio vedere se è in garanzia. Vi sfidiamo a trovare un venditore di auto che si sobbarchi le spese di riparazione per un veicolo che non è stato comprato da lui. Ma neanche se vi mettete in ginocchio a pregare.
4) Magari, ognuno di noi è convinto di essere un esperto d’auto: ne vedi una usata e al volo sai se è in buone condizioni. Però poi possono saltare fuori guai sia alla carrozzeria sia alla meccanica, per non parlare dell’elettronica.
Siete ancora convinti degli affari che si fanno alle aste d’auto?