Banca dati contro le frodi: inutile senza un’agenzia
Scusate, ma non ci tornano i conti.
L’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) fa una banca dati contro le truffe: lo spiega benissimo Eleonora Lilli su OmniAuto.it. In questa banca dati confluiscono tutti i nomi sospetti: gente che testimonia a 45mila incidenti in tre mesi, altri che si fanno di continuo la bibi al collo in un tamponamento, altri ancora che chiedono soldi in continuazione alle Compagnie in seguito a strani incidenti.
L’Isvap ha individuato i parametri di significatività, indicatori di possibili fenomeni fraudolenti, in presenza dei quali i soggetti abilitati possono consultare la banca dati sinistri accedendo ai dati relativi al singolo sinistro. Insomma, i campanelli d’allarme che uno vuole fare il furbetto.
Si parte a gennaio 2011 con la banca dati.
Però ci manca una tessera importante del puzzle: un’agenzia che funga da intermediario tra le Assicurazioni (le quali devono comunicare i comportamenti dubbi) e la banca dati sinistri.
A nostro giudizio, così la banca dati non serve. È come uno che deve correre i 100 metri alle Olimpiadi con una scarpa sola.