Cerca

Bollo auto elettriche e ibride 2026: dove non si paga più

Aggiornamento su esenzioni e sconti regionali del bollo auto per veicoli elettrici e ibridi nel 2026 in base a regione e anno di immatricolazione

Bollo auto elettriche e ibride 2026: dove non si paga più
diEzio Notte

In sintesi

  • Gli autoveicoli a trazione esclusivamente elettrica sono esenti dal bollo per 5 anni dalla prima immatricolazione (Legge 449/1997).
  • La Regione Lombardia mantiene l’esenzione permanente del bollo per elettriche e a idrogeno anche oltre i 5 anni nazionali.
  • In Campania, dopo i 5 anni di esenzione nazionale, le auto elettriche pagano il 25% del bollo ordinario.
  • La Liguria concede esenzione del primo bollo e delle due annualità successive alle ibride benzina-elettrico fino a 3,5 t (l.r. 15/2022, art.5).
  • Il Piemonte prevede 5 anni di esenzione per ibride benzina-elettrico fino a 100 kW immatricolate prima del 1/1/2025; per alcune immatricolazioni post‑2025 è previsto il 50% per i primi cinque anni (l.r.18/2017).

Molti proprietari di auto elettriche e ibride nel 2026 rischiano di pagare il bollo senza doverlo, solo perché non hanno capito bene come funzionano esenzioni e sconti regionali. Il trucco è incastrare tre variabili: tipo di alimentazione, anno di immatricolazione e regione. Capendo come si parlano questi tre elementi, si evita di buttare soldi e ci si organizza per sfruttare al massimo gli anni “gratis” o scontati.

Quanti anni dura l’esenzione bollo per le auto elettriche nel 2026

La durata dell’esenzione bollo per le auto elettriche nel 2026 parte da una base nazionale e poi viene modificata (in meglio o in peggio) dalle regioni. A livello statale, gli autoveicoli a trazione esclusivamente elettrica sono esenti dal pagamento del bollo per 5 anni dalla prima immatricolazione su tutto il territorio, come previsto dalla Legge 449/1997 richiamata da Auto.it. Su questo zoccolo di 5 anni ogni regione costruisce la propria politica di sconti o ulteriori esenzioni.

Dopo il quinquennio nazionale succedono due cose, a seconda di dove è immatricolata l’auto. In alcune regioni l’esenzione finisce e l’elettrica paga un bollo ridotto; in altre l’agevolazione continua. La Lombardia è il caso più “spinto”: secondo la Regione Lombardia l’esenzione per le auto elettriche e a idrogeno, una volta passati i 5 anni nazionali, prosegue senza scadenza, quindi di fatto il bollo resta azzerato anche oltre il 2026 e per tutta la vita del veicolo, salvo cambi normativi futuri.

All’estremo opposto ci sono regioni che, finito lo sconto, trattano quasi l’elettrica come una termica. Un esempio intermedio è la Campania: la sintesi riportata da Auto.it su base ACI Campania indica che, dopo i 5 anni di esenzione nazionale, le auto elettriche pagano solo il 25% del bollo ordinario. Capisci subito la differenza pratica: stessa auto, stesso valore, stesso proprietario; a Milano non paghi nulla, a Napoli paghi un quarto del bollo di una benzina equivalente.

ZonaCosa succede dopo i 5 anni nazionali
LombardiaEsenzione che resta a 0 anni di bollo dovuto oltre il quinquennio, quindi bollo azzerato in modo permanente per elettriche e idrogeno (Regione Lombardia).
CampaniaBollo ridotto al 25% del valore ordinario per le elettriche (Auto.it su base ACI Campania).
Resto d’ItaliaRegole variabili: in genere si passa a un bollo ridotto o pieno dopo i 5 anni nazionali, secondo le delibere regionali.

Se stai valutando un’elettrica usata immatricolata da più anni, la prima cosa da fare è calcolare quanti dei 5 anni nazionali sono già “mangiati” e che regole applica la tua regione dopo quel periodo. Un’auto del 2022 in mano a un acquirente lombardo nel 2026 è ancora in piena fase di esenzione nazionale; la stessa auto trasferita in una regione meno generosa potrebbe trovarsi a pagare già un bollo, anche se ridotto.

Regioni dove il bollo per elettriche e ibride è azzerato o scontato

Nel 2026 la vera differenza non è tanto tra elettrico e termico, ma tra regione e regione. Il bollo è tassa regionale e ogni consiglio regionale decide quanto spingere sugli sconti per auto green. Su alcune aree l’agevolazione è strutturale, su altre è un piccolo “bonus” a tempo, magari legato a finestre di immatricolazione o a rottamazioni. L’effetto per l’automobilista è enorme: stesso modello, stessa potenza, ma centinaia di euro di differenza all’anno.

Per le elettriche pure il quadro, semplificando, ha tre macro-categorie: regioni con esenzione lunga e stabile (come la Lombardia, che dopo i 5 anni nazionali azzera per sempre il bollo per elettriche e idrogeno secondo le proprie delibere), regioni che dopo il quinquennio applicano forti riduzioni (tipo Campania con il 25% del bollo ordinario su base Auto.it/ACI Campania) e regioni che si fermano sostanzialmente alla sola esenzione nazionale, ripristinando poi un bollo vicino a quello delle termiche. Sapere in quale fascia rientra la tua targa è fondamentale per stimare il risparmio reale nel 2026 e negli anni successivi.

Le ibride, invece, sono il regno del “caso per caso”. Alcune regioni premiano qualsiasi ibrido fino a una certa potenza, altre solo certi tipi o solo se benzina-elettrico. La Regione Liguria, ad esempio, con l’art. 5 della l.r. 15/2022 riconosce alle autovetture ibride benzina-elettrico fino a 3,5 tonnellate l’esenzione del primo bollo e delle due annualità successive, quindi 3 annualità totali senza pagare. In Piemonte la l.r. 18/2017 assicura 5 anni di esenzione totale per gli ibridi benzina/elettrico fino a 100 kW immatricolati prima del 1° gennaio 2025, mentre per certe immatricolazioni post-2025 è previsto il 50% del bollo per le prime cinque annualità secondo la sintesi regionale.

In Lombardia il discorso è ancora diverso: per le ibride M1 e N1 fino a 100 kW immatricolate dal 1° gennaio 2026 è prevista una riduzione del 50% del bollo (Regione Lombardia). Per le ibride nuove immatricolate dal 1° gennaio 2021 il regime precedente, secondo la disciplina in vigore fino alle rimodulazioni della l.r. 20/2025, prevedeva uno sconto del 50% per 5 anni. Chi compra nel 2026 un’ibrida usata lombarda del 2021, quindi, si ritrova nel mezzo di questo periodo agevolato, con alcuni anni di bollo già pagati ma ancora diverse annualità scontate da sfruttare.

Come cambiano le regole in base ad anno di immatricolazione e rottamazione

L’anno di immatricolazione è la chiave di lettura principale per capire che cosa succede al bollo nel 2026. L’esenzione nazionale di 5 anni per le elettriche parte sempre dalla prima immatricolazione, mentre molte agevolazioni regionali sulle ibride si attivano solo se l’auto rientra in specifici intervalli temporali (per esempio “immatricolate dal 1° gennaio 2021” o “fino al 31 dicembre 2024”). Questo significa che due ibride identiche ma targate con un anno di differenza possono avere diritti al bollo completamente diversi.

Il Piemonte lo mostra bene: la sua l.r. 18/2017 lega i 5 anni di esenzione totale per gli ibridi benzina/elettrico fino a 100 kW al fatto che l’auto sia immatricolata prima del 1° gennaio 2025. Per veicoli con caratteristiche simili ma immatricolati in Italia dopo quella data, se provenienti dall’estero, la stessa regione prevede, secondo la propria sintesi, che sia dovuto solo il 50% del bollo per le prime cinque annualità. In concreto: se ti arriva un ibrido d’importazione targato nel 2026, non sei completamente esente ma ti porti a casa cinque anni a metà prezzo.

La Lombardia ha cambiato più volte rotta: le auto ibride nuove immatricolate dal 1° gennaio 2021 godono di uno sconto del 50% per 5 anni secondo il regime vigente fino alle modifiche introdotte dalla l.r. 20/2025, mentre per i veicoli ibridi M1 e N1 fino a 100 kW targati dal 1° gennaio 2026 viene confermato un 50% di riduzione del bollo anche nel 2026 (Regione Lombardia). Per le autovetture usate a basse emissioni che rispettano requisiti specifici, la stessa regione ha previsto un’esenzione dal bollo pari a tre periodi d’imposta consecutivi. Tradotto: su certe usate “virtuose” prendi 3 anni di respiro totale sul bollo.

La rottamazione entra in gioco in alcuni schemi regionali come condizione per accedere allo sconto più forte (tipicamente quel 50% di riduzione sul bollo per le ibride). Uno scenario tipico nel 2026: se rottami un vecchio diesel Euro basso e immatricoli un ibrido che rientra nei parametri di potenza e di data, la regione ti fa accedere a esenzione o sconto triennale/quinquennale; se salti la rottamazione, passi a una fascia di agevolazione più debole o nulla. Prima di fare il passaggio di proprietà conviene sempre verificare se vale la pena tenere in piedi una vecchia carcassa solo per “attivare” il massimo sconto bollo.

Differenze tra elettriche pure, ibride full, mild e plug-in nel 2026

Non tutte le ibride sono uguali agli occhi del fisco regionale. Quando si parla di esenzione o sconto bollo nel 2026 bisogna distinguere bene tra elettriche pure (a trazione solo elettrica) e le varie famiglie di ibride: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Le elettriche full-BEV godono dei 5 anni di esenzione nazionale (Legge 449/1997 richiamata da Auto.it) e in alcune regioni, come la Lombardia, di un’esenzione che prosegue senza limiti di tempo anche dopo il quinquennio, restando a zero anni di bollo dovuto oltre il periodo iniziale secondo le indicazioni regionali.

Le ibride, invece, vivono di regole molto più frammentate e spesso più “tirate”. In Liguria l’art. 5 della l.r. 15/2022 parla di autovetture ibride benzina-elettrico fino a 3,5 tonnellate e concede esenzione del primo bollo e delle due annualità successive, per un totale di 3 annualità esenti. In Piemonte la l.r. 18/2017 guarda ai veicoli ibridi benzina/elettrico fino a 100 kW e offre 5 anni di esenzione totale se immatricolati prima del 1° gennaio 2025; per certi veicoli immatricolati dopo quella data, ma con prime immatricolazioni estere anteriori, la regione ha previsto di far pagare solo il 50% del bollo per cinque anni, secondo la sintesi ufficiale.

In Lombardia pesano anche la potenza e la categoria: la riduzione del 50% per le ibride M1 e N1 fino a 100 kW immatricolate dal 1° gennaio 2026 si applica in modo selettivo (Regione Lombardia). Un mild hybrid “leggero” da 90 kW rientra nello sconto; un grosso plug-in da 150 kW, in teoria più “green” sulle emissioni, può restarne escluso perché troppo potente. Lo stesso vale per alcune agevolazioni su usato a basse emissioni: il requisito non è solo essere ibrido, ma rientrare in tabelle tecniche e allegati regionali molto precisi.

Per un automobilista che nel 2026 sta scegliendo tra full hybrid, mild e plug-in, il messaggio pratico è chiaro: non basta guardare ai consumi e agli incentivi statali, serve una lettura fine delle regole sul bollo nella propria regione. Un mild hybrid può costare meno di bollo di un plug-in più ecologico, semplicemente perché la norma regionale è stata scritta su un certo taglio di potenza. Fare due conti prima di firmare il contratto evita brutte sorprese alla prima scadenza di tassa automobilistica.

Come verificare online la propria posizione e simulare il risparmio

Per capire se nel 2026 rientri in esenzione, sconto o bollo pieno, il metodo più rapido è un doppio check: verificare i dati tecnici dell’auto e incrociarli con il calcolo ufficiale online. Dal lato dati, servono almeno targa, anno di prima immatricolazione, alimentazione esatta (elettrica pura, ibrida benzina-elettrico, ecc.) e potenza in kW. Con questi elementi si può già stimare a quale fascia agevolata appartiene il veicolo in base alle norme nazionali e regionali.

Per avere un valore realistico di quanto si pagherà o si risparmierà sul bollo, conviene poi usare un servizio di calcolo automatico. Il portale ACI mette a disposizione uno strumento dedicato al calcolo del bollo auto, che incrocia la targa con le regole regionali vigenti. Confrontando l’importo dovuto nel 2026 con quello teorico di un’auto termica equivalente, oppure ricalcolando lo stesso veicolo in un’altra regione, si può simulare al volo il risparmio reale legato a esenzioni e sconti. Questo passaggio è decisivo prima di cambiare auto o trasferire la residenza, perché un semplice spostamento di regione può valere anni di bollo gratis o dimezzato.