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CAM Strade 2025: quali requisiti per la segnaletica in gara e capitolati?

Requisiti CAM 2025 per segnaletica stradale: materiali, rifrangenza, durabilità, documentazione di gara, tracciabilità e gestione del fine vita nei capitolati tecnici

CAM Strade 2025: requisiti ambientali e prestazionali per la segnaletica in appalto
credits: Jakub Pabis | Pexels

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per le strade, aggiornati al nuovo quadro normativo 2025, incidono in modo diretto sulla progettazione, scelta e gestione della segnaletica verticale e orizzontale da inserire nei capitolati di gara. Per RUP, progettisti e uffici tecnici, comprenderne l’impatto significa rivedere materiali, specifiche prestazionali, documentazione di conformità, criteri premianti e gestione del fine vita, con ricadute concrete su costi, manutenzione e ciclo di vita dell’opera.

Materiali, rifrangenza e durabilità: cosa prevedono i CAM per cartelli e vernici

Nel quadro dei CAM Strade 2025, la segnaletica non è più considerata un semplice accessorio di cantiere o di esercizio, ma un elemento tecnico con requisiti ambientali e prestazionali specifici. Per i cartelli verticali, i CAM tendono a richiedere materiali con contenuto di riciclato, ridotto impatto ambientale in produzione e maggiore durabilità in esercizio. Questo si traduce, ad esempio, nella preferenza per supporti metallici o compositi con percentuali minime di materiale riciclato, rivestimenti protettivi a bassa emissione di sostanze pericolose e pellicole rifrangenti di classe adeguata al contesto (urbano, extraurbano, autostradale), in grado di mantenere le prestazioni per un numero di anni definito. Per la segnaletica orizzontale, i CAM orientano verso vernici e materiali plastici preformati a ridotto contenuto di solventi, con schede di sicurezza trasparenti e prestazioni di visibilità notturna e in condizioni di bagnato coerenti con le classi previste dalla normativa tecnica.

La rifrangenza diventa un parametro centrale, non solo per la sicurezza ma anche per la sostenibilità: una segnaletica più visibile e durevole riduce la frequenza degli interventi di sostituzione, con minori consumi di materiali, energia e movimentazioni di cantiere. I CAM richiedono quindi di specificare in capitolato le classi di rifrangenza delle pellicole (ad esempio per i segnali verticali) e dei materiali per la segnaletica orizzontale, collegandole alla vita utile attesa e alle condizioni di esercizio (traffico pesante, esposizione agli agenti atmosferici, presenza di gallerie). In parallelo, viene posta attenzione alla compatibilità dei materiali con le superfici di posa e con le tecniche di rimozione, per evitare residui difficili da smaltire o interventi invasivi che possano danneggiare il manto stradale.

Un ulteriore aspetto che i CAM portano in primo piano è la durabilità complessiva del sistema segnaletico, intesa come combinazione di supporto, pellicola, fissaggi e, per la segnaletica orizzontale, strato legante e cariche rifrangenti. Nei capitolati, questo si traduce nella richiesta di classi prestazionali minime per resistenza all’abrasione, agli agenti chimici (sali disgelanti, idrocarburi), ai raggi UV e alle sollecitazioni meccaniche. La logica è quella del ciclo di vita: un segnale che mantiene leggibilità e rifrangenza per più anni riduce il numero di sostituzioni, con benefici ambientali e gestionali. In ambito di segnaletica temporanea, come coni e barriere, i CAM si intrecciano con i decreti di omologazione MIT, che definiscono categorie e modalità d’impiego, imponendo che i dispositivi siano conformi e tracciabili.

Per inquadrare correttamente i requisiti tecnici da richiamare nei capitolati, gli operatori possono fare riferimento alla sezione normativa “Strade e autostrade” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che raccoglie decreti e istruzioni operative su infrastrutture e segnaletica, costituendo il punto di accesso istituzionale per la normativa tecnica da integrare con i CAM nelle gare stradali. La sezione normativa strade e autostrade del MIT consente di verificare gli atti vigenti da richiamare in modo coerente con i criteri ambientali minimi.

Documentazione da inserire in capitolato e prove di conformità

L’applicazione effettiva dei CAM Strade 2025 alla segnaletica passa in modo decisivo dalla documentazione prescritta nei capitolati di gara. Per garantire che i materiali proposti dagli operatori economici siano conformi ai requisiti ambientali e prestazionali, i capitolati devono richiedere in modo esplicito certificazioni, rapporti di prova e dichiarazioni del produttore. Tra i documenti tipicamente necessari rientrano le dichiarazioni sulle percentuali di materiale riciclato nei supporti e nei componenti metallici, le schede tecniche delle pellicole rifrangenti con indicazione delle classi di prestazione, le schede di sicurezza delle vernici e dei materiali per segnaletica orizzontale, nonché eventuali certificazioni di prodotto rilasciate da organismi accreditati. È importante che tali documenti siano richiesti già in fase di offerta, per consentire alla stazione appaltante una valutazione comparativa basata su elementi verificabili.

Le prove di conformità rappresentano il complemento operativo di questa documentazione. I CAM, in coerenza con la normativa tecnica di settore, richiedono che le prestazioni dichiarate (rifrangenza, resistenza, durabilità) siano supportate da prove eseguite secondo norme riconosciute, presso laboratori qualificati. Nei capitolati è quindi opportuno indicare le norme di prova di riferimento per la misurazione della rifrangenza iniziale e dopo invecchiamento artificiale, per la resistenza all’abrasione e agli agenti atmosferici, nonché per la valutazione dell’aderenza della segnaletica orizzontale al supporto stradale. In ambito di segnaletica temporanea, i decreti di omologazione MIT, come quelli relativi ai coni di segnalamento, specificano categorie e modalità d’impiego che devono essere richiamate, a conferma che i dispositivi utilizzati in cantiere sono omologati e rispondono a requisiti tecnici puntuali.

Per la segnaletica in galleria, la documentazione deve tenere conto anche delle prescrizioni specifiche in materia di sicurezza e gestione del rischio. Le linee guida tecniche sulle gallerie stradali esistenti, approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, includono indicazioni su dispositivi e segnaletica di sicurezza che possono essere integrate nei capitolati per lavori in ambito galleria, in coerenza con i CAM. In questo contesto, le prove di conformità possono riguardare, oltre alla rifrangenza, la resistenza al fuoco, la visibilità in condizioni di emergenza e la compatibilità con i sistemi di illuminazione e ventilazione. La corretta integrazione di tali requisiti nella documentazione di gara consente di evitare contenziosi e di garantire che la segnaletica installata sia adeguata al contesto operativo.

Un ulteriore fronte documentale riguarda la segnaletica temporanea per cantieri, oggetto di particolare attenzione da parte del MIT anche sul piano della sicurezza degli operatori e degli utenti. Le campagne istituzionali sulla sicurezza nei cantieri stradali richiamano l’importanza di sistemi segnaletici ben visibili e correttamente posizionati; nei capitolati, questo si traduce nella richiesta di dispositivi omologati, con schede tecniche aggiornate e, ove previsto, certificazioni di conformità alle classi prestazionali indicate nei decreti ministeriali. In tale ottica, il decreto dirigenziale di omologazione di specifici dispositivi, come i coni per segnalamento temporaneo, rappresenta un riferimento operativo da citare per assicurare che le forniture rispettino le caratteristiche tecniche definite a livello ministeriale. Il decreto dirigenziale MIT di omologazione dei coni di segnalamento è un esempio di atto che chiarisce categoria, classe di prestazione e modalità d’impiego dei dispositivi temporanei.

Criteri premianti e impatto su costi, manutenzione e LCC

I CAM Strade 2025 non si limitano a fissare requisiti minimi obbligatori, ma introducono criteri premianti che possono orientare in modo significativo le scelte progettuali e le offerte in gara. In ambito segnaletica, i criteri premianti possono riguardare, ad esempio, l’utilizzo di materiali con percentuali di riciclato superiori ai minimi richiesti, l’adozione di pellicole rifrangenti con vita utile certificata più lunga, l’impiego di vernici a bassissimo contenuto di solventi o di sistemi di applicazione che riducano l’impatto ambientale del cantiere. Tali elementi possono essere tradotti in punteggi aggiuntivi nell’offerta tecnica, incentivando gli operatori a proporre soluzioni con migliori prestazioni ambientali e di durabilità rispetto alla soglia minima. Per la stazione appaltante, la definizione accurata di questi criteri premianti è cruciale per evitare ambiguità e per garantire una valutazione oggettiva delle offerte.

L’impatto sui costi iniziali può essere significativo, soprattutto quando si opta per materiali di fascia prestazionale più elevata o per sistemi segnaletici innovativi. Tuttavia, l’ottica dei CAM è quella del costo del ciclo di vita (Life Cycle Cost, LCC), che considera non solo il prezzo di fornitura e posa, ma anche i costi di manutenzione, sostituzione, gestione del cantiere e smaltimento a fine vita. Una segnaletica con maggiore durabilità e migliori prestazioni di rifrangenza può ridurre il numero di interventi di ripristino, i fermi di traffico e i rischi di incidenti legati a segnali poco visibili, con benefici economici e sociali nel medio-lungo periodo. Nei capitolati, è quindi opportuno richiedere agli operatori economici una valutazione del LCC delle soluzioni proposte, almeno in termini qualitativi, per supportare le decisioni della commissione di gara.

Dal punto di vista della manutenzione, i CAM spingono verso una gestione programmata e basata sulle prestazioni, anziché su interventi reattivi. La definizione di classi di durabilità e di livelli minimi di rifrangenza residua consente di pianificare le sostituzioni in modo razionale, riducendo sprechi e interventi emergenziali. In questo quadro, i criteri premianti possono valorizzare soluzioni che facilitano le attività manutentive, ad esempio sistemi di fissaggio che consentano la sostituzione del solo pannello senza rimuovere il sostegno, o vernici per segnaletica orizzontale che permettano sovrapplicazioni senza necessità di rimozione integrale. Tali scelte progettuali, se correttamente descritte in offerta e valutate in gara, possono incidere in modo rilevante sul costo globale di gestione della segnaletica.

Un ulteriore elemento da considerare è l’integrazione tra criteri ambientali e requisiti di sicurezza, in particolare nei contesti più critici come cantieri e gallerie. Le linee guida tecniche per le gallerie stradali e le campagne MIT sulla sicurezza nei cantieri evidenziano come una segnaletica adeguata e ben visibile sia essenziale per ridurre il rischio di incidenti. Nei criteri premianti, la stazione appaltante può quindi valorizzare soluzioni che, pur rispettando i CAM, offrano un livello di sicurezza superiore, ad esempio attraverso sistemi segnaletici ad alta visibilità, dispositivi integrati con tecnologie di monitoraggio o materiali che mantengano prestazioni elevate anche in condizioni ambientali difficili. In questo modo, i CAM diventano uno strumento per coniugare sostenibilità, sicurezza e ottimizzazione dei costi lungo l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura.

Tracciabilità e fine vita: recupero e riciclo dei materiali

La tracciabilità dei materiali utilizzati per la segnaletica stradale è un pilastro dei CAM Strade 2025, strettamente collegato alla gestione del fine vita e al recupero di materia. Nei capitolati, questo si traduce nella richiesta di sistemi di identificazione dei componenti (ad esempio codici o marcature) che consentano di risalire al produttore, al lotto di produzione e alle principali caratteristiche tecniche e ambientali del prodotto. Tale tracciabilità è fondamentale non solo per verificare la conformità ai CAM in fase di fornitura, ma anche per gestire in modo corretto la manutenzione e lo smaltimento, distinguendo tra materiali riciclabili, recuperabili energeticamente o da avviare a smaltimento controllato. Per i cartelli verticali, ciò può riguardare supporti metallici, pellicole rifrangenti e sistemi di fissaggio; per la segnaletica orizzontale, le vernici e gli eventuali inserti plastici o rifrangenti.

Il fine vita della segnaletica è un ambito in cui i CAM introducono indicazioni specifiche per ridurre l’impatto ambientale complessivo dell’infrastruttura stradale. I capitolati devono prevedere che i materiali dismessi siano avviati a filiere di recupero e riciclo ove tecnicamente ed economicamente possibile, privilegiando soluzioni che facilitino la separazione dei componenti. Ad esempio, per i segnali verticali, la possibilità di separare facilmente il pannello dal sostegno e di distinguere tra metallo, plastica e pellicole consente un riciclo più efficiente; per la segnaletica orizzontale, la scelta di vernici e materiali che non rilascino sostanze pericolose durante la rimozione agevola il trattamento dei residui. Nei documenti di gara, è opportuno richiedere all’operatore economico un piano di gestione del fine vita dei materiali segnaletici, con indicazione delle filiere di recupero previste.

La tracciabilità si collega anche alla necessità di monitorare nel tempo le prestazioni e la conformità ai CAM. Sistemi di registrazione delle forniture, associati a banche dati interne della stazione appaltante, permettono di sapere quali materiali sono stati installati in un determinato tratto di strada, con quali caratteristiche e in quale periodo. Ciò facilita non solo la programmazione della manutenzione, ma anche la rendicontazione degli obiettivi ambientali, ad esempio in termini di percentuale di materiali riciclati utilizzati o di quantità di rifiuti avviati a recupero. In prospettiva, l’adozione di strumenti digitali per la gestione del patrimonio segnaletico (inventari georeferenziati, schede digitali di prodotto) può diventare un elemento premiato nei bandi, in linea con la digitalizzazione della gestione delle infrastrutture.

Infine, il tema del fine vita si intreccia con la sicurezza e con la normativa tecnica di settore. In contesti come le gallerie o i cantieri, la rimozione e sostituzione della segnaletica devono essere pianificate in modo da minimizzare i rischi per gli utenti e per gli operatori, rispettando le indicazioni delle linee guida tecniche e delle campagne istituzionali sulla sicurezza stradale. I CAM, richiedendo una gestione responsabile dei materiali anche nella fase di dismissione, spingono le stazioni appaltanti a considerare il fine vita già in fase di progettazione e di redazione del capitolato, selezionando soluzioni che facilitino sia il riciclo sia le operazioni di cantiere. In questo senso, la segnaletica diventa parte integrante di una strategia più ampia di economia circolare applicata alle infrastrutture viarie.

Checklist per RUP e progettisti nella fase di gara

Per tradurre in pratica i CAM Strade 2025 sulla segnaletica, RUP e progettisti possono fare riferimento a una checklist operativa da utilizzare nella fase di impostazione della gara. Un primo blocco di verifiche riguarda il quadro normativo: occorre accertare che il capitolato richiami in modo aggiornato il Codice della Strada, il relativo Regolamento, i decreti di omologazione dei dispositivi segnaletici e le eventuali linee guida tecniche pertinenti (ad esempio per le gallerie o per le ZTL in ambito urbano), integrandoli con i requisiti ambientali dei CAM. È importante verificare che per ogni tipologia di segnaletica (verticale permanente, verticale temporanea, orizzontale) siano chiaramente indicati materiali ammessi, classi di rifrangenza, requisiti di durabilità e contenuto minimo di riciclato, evitando formulazioni generiche che lascino spazio a interpretazioni difformi.

Un secondo blocco di checklist riguarda la documentazione da richiedere agli operatori economici. Il RUP deve verificare che il disciplinare di gara e il capitolato prevedano, tra i documenti obbligatori, le schede tecniche dei prodotti, le dichiarazioni ambientali (ad esempio sul contenuto di riciclato), le certificazioni di conformità alle norme tecniche e ai decreti di omologazione, nonché i rapporti di prova sulle prestazioni di rifrangenza e durabilità. È utile prevedere anche la richiesta di un piano di gestione della manutenzione e del fine vita della segnaletica, che descriva come l’operatore intende garantire il rispetto dei CAM lungo l’intero ciclo di vita. In fase di valutazione, la commissione dovrà disporre di criteri chiari per attribuire punteggi ai diversi livelli di prestazione ambientale e tecnica offerti.

La checklist deve includere anche i criteri premianti e la loro coerenza con gli obiettivi dei CAM. Il RUP, in collaborazione con i progettisti, deve verificare che i criteri di valutazione dell’offerta tecnica valorizzino effettivamente soluzioni con migliori prestazioni ambientali (maggiore contenuto di riciclato, minore impatto emissivo, maggiore durabilità) e di sicurezza (migliore visibilità, integrazione con sistemi di gestione del traffico), evitando sovrapposizioni o duplicazioni di punteggio. È importante che i criteri premianti siano misurabili e supportati da documentazione oggettiva, per ridurre il rischio di contenziosi. In questo quadro, possono essere considerati elementi premianti anche la tracciabilità digitale dei materiali segnaletici e la disponibilità di strumenti per il monitoraggio delle prestazioni nel tempo.

Infine, la checklist dovrebbe contemplare gli aspetti di tracciabilità e fine vita. Il capitolato deve prevedere l’obbligo di marcatura o identificazione dei componenti segnaletici, la tenuta di un inventario aggiornato delle forniture e la presentazione di un piano di gestione dei rifiuti derivanti dalla sostituzione della segnaletica, con indicazione delle filiere di recupero e riciclo. Il RUP dovrà verificare che tali previsioni siano coerenti con la normativa ambientale vigente e con gli obiettivi di economia circolare promossi dai CAM. In ambito urbano, dove la segnaletica è spesso collegata a regolamentazioni specifiche come le ZTL, può essere utile confrontare le prescrizioni di capitolato con le linee guida ministeriali sulla segnaletica omogenea, per garantire coerenza tra requisiti ambientali, leggibilità per l’utenza e rispetto del Codice della Strada. In questo modo, la fase di gara diventa il momento chiave per impostare una gestione della segnaletica che coniughi sostenibilità, sicurezza e qualità tecnica lungo l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura.

Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale