Bombe, atti e acquisti: i Cantieri Vittoria nel mirino
Cosa emerge dalle indagini su Lavitola e sul caso Ranucci per Cantieri Navali Vittoria

Tra le carte sull’attentato a Sigfrido Ranucci spunta il nome dei Cantieri Navali Vittoria di Adria, insieme a quello di Valter Lavitola e dell’imprenditore Roberto Cavazzana. Il riferimento non riguarda le dinamiche dell’esplosione ma l’acquisizione del cantiere, rilevato nel febbraio 2025 in una procedura di ristrutturazione, che finisce sotto la lente della magistratura con atti destinati alla procura di Rovigo e un fascicolo già aperto.
In parallelo arriva però la smentita netta della proprietà, che rivendica la liceità delle risorse usate per l’acquisto e chiede di non essere associata a contesti di camorra o al movente dell’attentato. Il cantiere di Adria, già al centro di inchieste giornalistiche, diventa così anche un caso giudiziario, ma per i giudici romani la vicenda societaria resta distinta dalle valutazioni penali sulle responsabilità dell’attacco contro il conduttore di Report.
Cosa emerge dalle indagini su Lavitola e Ranucci
Dalle motivazioni con cui il giudice per le indagini preliminari di Roma nega i domiciliari a Valter Lavitola emerge che la sua versione sull’attentato a Ranucci viene definita “fumosa”, priva di riscontri e giudicata inidonea a ridurre il rischio di nuove azioni. La tesi secondo cui l’ordigno sarebbe stato pensato per aumentare la protezione del giornalista viene quindi respinta, mentre si sottolinea il pericolo di condotte recidive da parte dell’indagato.
Nello stesso provvedimento si dà conto del fatto che, tra gli atti acquisiti, compaiono rilievi sull’acquisizione del Cantiere Navale Vittoria di Adria da parte di Roberto Cavazzana. Questi rilievi, pur nati nel contesto delle indagini romane su Lavitola e sull’attentato, vengono ritenuti autonomi rispetto al movente dell’attacco ed è previsto che siano trasmessi alla procura di Rovigo, competente per territorio su Adria.
La notizia dell’apertura di un fascicolo veneto su Cantieri Vittoria viene confermata da fonti di stampa generalista, tra cui ANSA sulla trasmissione degli atti. Il quadro che ne esce è duplice: da un lato la ricostruzione giudicata poco credibile del faccendiere sull’attentato, dall’altro l’avvio formale di verifiche sulla compravendita del cantiere navale, con dossier che seguono binari separati rispetto al procedimento penale sulla bomba.
L’acquisizione del cantiere di Adria e le criticità
La cessione dei Cantieri Navali Vittoria di Adria, conclusa nel febbraio 2025 nell’ambito di una procedura di ristrutturazione, viene oggi riletta dagli inquirenti nei suoi aspetti economici e societari. Dagli atti emergono dubbi sulle modalità del passaggio di proprietà a Roberto Cavazzana, sulle effettive risorse messe in campo e sulla solidità del progetto di rilancio, con particolare attenzione all’eventuale assenza di un piano industriale dettagliato presentato al momento dell’operazione.
Le ricostruzioni giornalistiche citano interrogativi su continuità produttiva, carichi di lavoro e prospettive occupazionali dello stabilimento di Adria, già segnato da anni complessi. Le carte giudiziarie, destinate alla procura di Rovigo, indicano che la verifica riguarda proprio le condizioni dell’acquisizione in ristrutturazione e la coerenza tra dichiarazioni pubbliche, impegni verso creditori e realtà economico-finanziaria del gruppo subentrante, senza però spingersi a ipotizzare scenari sul futuro industriale del sito, che restano fuori dal perimetro degli atti.
Nel frattempo, il cantiere continua a operare in un contesto di controlli incrociati su sicurezza, finanza e qualità delle unità prodotte, come mostrano casi paralleli in cui navi sono state fermate o bandite per gravi carenze, ad esempio il provvedimento europeo citato da ANSA sulla nave Antille esclusa dai porti UE, a conferma di un clima generale di forte attenzione sugli operatori marittimi.
La posizione del gruppo Cavazzana e le smentite
Da parte del gruppo riconducibile a Roberto Cavazzana arrivano smentite nette riguardo alle ombre sull’acquisizione di Cantieri Vittoria. Le dichiarazioni raccolte dalla stampa insistono su due punti: la provenienza lecita delle risorse utilizzate per l’operazione societaria e la richiesta esplicita di non collegare l’azienda a contesti di camorra o ad altre vicende criminali richiamate nelle inchieste, rivendicando l’estraneità del gruppo a tali ambienti.
Le stesse posizioni vengono estese alle società di comunicazione e media vicine alla proprietà, come MediaCavazzana, che respingono ogni lettura dell’affare Vittoria come tassello di un sistema opaco. Il contrasto centrale resta quello fra le ombre sollevate dagli atti, ora all’esame della procura di Rovigo, e la volontà della proprietà di ribadire una gestione regolare, presentando l’acquisizione come passaggio necessario per salvaguardare continuità aziendale e posti di lavoro, in un settore dove ogni sospetto pesa immediatamente su commesse e rapporti con istituzioni e clienti pubblici.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale