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Diesel verso 2,50 €/l? Così il decreto può fermare la corsa

Come funziona il decreto sulle accise mobili sul diesel

Spazio di lavoro con un documento che dettaglia le modifiche alle normative fiscali sui carburanti diesel.
Immagine generata con l’ausilio di AI

Accise sul gasolio, si cambia registro. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha ridotto lo sconto sulle accise del gasolio e ha preparato il terreno per il meccanismo delle accise mobili che scatterà da ottobre. Il risultato si vede alle pompe: con il primo taglio allo sconto fiscale il diesel è arrivato a 2,357 euro al litro, con punte di 2,439 euro in autostrada. Una parte del rincaro viene assorbita dai tetti volontari ai prezzi fissati da alcuni operatori.

Il gasolio resta quindi più caro rispetto a un anno fa. Un pieno costa oltre 35 euro in più nonostante il taglio delle accise ancora in vigore. Dal 6 ottobre dovrà entrare in azione l’accisa mobile, che usa l’extra gettito dell’imposta sul valore aggiunto per ridurre l’accisa fissa. Il governo lavora intanto a misure selettive come bonus carburante e aiuti all’autotrasporto, per evitare un ulteriore balzo dei costi di mobilità e dei trasporti.

Come funziona il decreto sulle accise mobili

Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha fissato per il gasolio un’aliquota di accisa pari a 572,90 euro per 1.000 litri dal 18 al 25 settembre e di 622,90 euro per 1.000 litri dal 26 settembre al 5 ottobre. Lo sconto complessivo sulle accise, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, è passato da 12,2 centesimi di euro al litro nel primo periodo a 6,1 centesimi nel secondo. L’effetto sui listini ai distributori è stato immediato.

Dal 6 ottobre dovrebbe attivarsi il meccanismo delle accise mobili, che utilizza l’extra gettito di imposta sul valore aggiunto generato dai rincari del greggio per alleggerire la componente fissa dell’imposta sui carburanti. Di norma il sistema consente di modulare la tassazione del diesel, limitando gli aumenti netti alla pompa quando le quotazioni internazionali restano elevate. Il funzionamento concreto dipenderà dai decreti attuativi che il governo adotterà nelle prossime settimane.

Sconto ridotto e tetti ai prezzi alla pompa

Dal 26 settembre al 5 ottobre lo sconto sulle accise del gasolio, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, vale 6,1 centesimi di euro al litro rispetto ai 12,2 centesimi applicati tra il 18 e il 25 settembre. Il prezzo medio è salito a 2,357 euro al litro, con 2,439 euro in autostrada. Per limitare l’impatto sui listini, Eni ha annunciato un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina sulla rete Enilive per 30 giorni.

Dal 28 settembre anche la rete Ip ha iniziato ad applicare limiti ai prezzi dei carburanti con modalità progressive in base alle singole aree, con valutazioni di estensione ad altre stazioni rifornite. Occhio ai numeri veri, però: nonostante il taglio delle accise il gasolio costa comunque il 43 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un pieno è oltre 35 euro più caro. Il quadro conferma quanto già evidenziato nei ragionamenti sui prezzi di benzina e diesel senza proroga del taglio accise.

Accise mobili, bonus carburante e autotrasporto

Il passaggio alle accise mobili dal 6 ottobre si accompagna al lavoro del governo su misure selettive come un bonus carburante in busta paga e aiuti mirati alle categorie più esposte. Per l’autotrasporto è stato prorogato anche il credito di imposta. L’obiettivo è contenere il trasferimento immediato dei rincari sul costo dei trasporti, e quindi sui prezzi finali delle merci. Le scelte su questi strumenti incideranno sul divario tra benzina e gasolio nei prossimi mesi.

Non solo. Il quadro normativo continua a muoversi anche su altri fronti che penalizzano il gasolio rispetto alla benzina: le riforme che porteranno il diesel a essere più tassato dal 2026, e lo slittamento di un anno del blocco ai diesel Euro 5 nel Bacino Padano, che riguarda 1.200.000 autovetture e 200.000 furgoni. I futuri equilibri tra motori a benzina e a gasolio, già analizzati nel confronto su quale conviene davvero nel 2026, dipenderanno anche da quanto a lungo resteranno in campo gli sconti fiscali attuali.

Che cosa può cambiare dopo il 5 ottobre

La scadenza del 5 ottobre coincide con la fine programmata della riduzione lineare delle accise e con l’avvio della vera fase di accise mobili sul diesel. Da quel momento i margini di intervento si sposteranno sulle misure mirate: social card carburante per redditi più bassi, bonus in busta paga per lavoratori dipendenti, strumenti specifici per partite Iva e settore dell’autotrasporto. Ogni scelta politica peserà sul prezzo al litro e sulla convenienza dei diversi carburanti.

Il diesel è tornato stabilmente vicino alla soglia dei 2 euro al litro, e la tassazione relativa è destinata a crescere nei prossimi anni. Campa cavallo, verrebbe da dire, se si aspetta un ritorno ai prezzi di un tempo. Chi valuta quale motorizzazione scegliere si muove quindi in un contesto in cui il vantaggio storico del gasolio è meno scontato, come mostrano le analisi su perché dal 2026 il diesel sarà più tassato della benzina e su diesel di nuovo sopra i 2 euro e cosa cambia ora.

Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale