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Casco in bici: perché tutta quell’isteria?



Casco in bici: civiltà
diEzio Notte

Leggiamo su diversi blog che la proposta di rendere obbligatorio il casco per chi va in bici (oggi lo usano pochissimi) non viene condivisa dagli amanti di quel veicolo. Addirittura, si paventa il pericolo che scenda il numero di ciclisti, con danno per l’aria e per il traffico. Noi non capiamo perché ogni volta che sta per entrare in vigore una norma sui ciclisti, questi si ribellano.

Tempo fa, non erano d’accordo sul taglio di punti-patente per chi passa col semaforo rosso in bici; adesso è il turno del caschetto obbligatorio. Come se si volesse il loro male. In realtà, si punta solo a migliorare la sicurezza di lorsignori: un caschetto può salvare da danni irreparabili. Allo stesso modo, dissuadere dal passare col rosso o dal guidare col telefonino in mano è utile.

Oppure chi va in bici dica chiaramente che si sente in diritto di non avere regole, e di fare lo slalom fra i pedoni sul marciapiede col cellulare in mano, così almeno avremo una posizione chiara per sempre.

foto flickr.com/photos/extranoise