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Cessione del credito: il delirio di chi vuole abolirlo

diEzio Notte

Sentite i sindacati che modifica vogliono introdurre rispetto all’articolo 8 del decreto Destinazione Italia: “La cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento del danno causato  dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può comportare un aggravamento della prestazione cui è tenuta la parte obbligata. In presenza di  cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle  spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura  corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa  di assicurazione e l’impresa di autoriparazione”

Tale modifica, spiega Federcarrozzieri, oltre a essere peggiorativa, è sconcertante in quanto a oggi il divieto di cessione è limitato ai contratti stipulati tra assicurato e Compagnia, permettendo al danneggiato di continuare a cedere il credito fuori dalla procedura del risarcimento diretto. Nell’emendamento presentato da Rete Imprese Italia, invece,”il divieto non è più limitato a chi lo sottoscrive contrattualmente permettendo alle Compagnie di sostenere la generale applicabilità di un tale limite. Inoltre, la previsione secondo la quale la cessione di credito non può comportare un aggravamento della posizione cui è tenuta la parte obbligata” è assurda poiché la cessione di un credito non può in alcun modo aggravare la posizione del debitore ceduto, ma è anche grave che venga proposta una simile lettura che politicamente avvalla le maldicenze sul settore dell’autoriparazione. La norma, dunque, pare limitare la cessione di credito al riparatore, escludendola quando a favore di un terzo diverso dal carrozziere.

L’ennesimo regalo alle Assicurazioni, così piene di pacchi doni da non saper più dove piazzarli.