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Che multa rischi se vieni rilevato a 150 km/h in autostrada dove il limite è 130?

Spiegazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada per chi viaggia a 150 km/h in autostrada con limite di 130, tra tolleranza, fasce e punti patente

Che multa rischi se vieni rilevato a 150 km/h in autostrada dove il limite è 130?
diEzio Notte

Essere rilevati a 150 km/h in autostrada con limite di 130 significa superare il limite di 20 km/h, ma la sanzione effettiva dipende dal calcolo della velocità “valida” dopo il margine di tolleranza e dalla fascia di eccesso individuata dal Codice della Strada. Un errore frequente è pensare che “solo 20 km/h in più” comportino sempre una multa lieve: in realtà, tra tolleranza, modalità di rilevazione e possibili recidive, le conseguenze possono cambiare in modo significativo.

Come si calcola l’eccesso di velocità rispetto al limite

Per capire quale multa rischia chi viaggia a 150 km/h dove il limite è 130, il primo passaggio è il calcolo della velocità ai fini sanzionatori. Il Codice della Strada prevede una tolleranza strumentale che viene sottratta alla velocità rilevata dall’autovelox, dal tutor o dal dispositivo utilizzato dalla pattuglia. Solo dopo questa correzione si confronta il valore ottenuto con il limite vigente sul tratto di autostrada, così da individuare la fascia di superamento applicabile.

In pratica, se il dispositivo rileva 150 km/h, la velocità considerata ai fini della sanzione sarà leggermente inferiore, proprio per tener conto dell’errore massimo ammesso dello strumento. Questo meccanismo può determinare il passaggio da una fascia sanzionatoria a un’altra, soprattutto quando ci si trova a ridosso dei confini tra le varie soglie di eccesso di velocità. Per questo motivo, due rilevazioni apparentemente simili possono produrre esiti diversi a seconda del valore effettivo dopo la tolleranza.

Fasce sanzionatorie per chi viaggia a 150 km/h con limite 130

La domanda chiave è quale fascia sanzionatoria si applichi quando si viaggia a 150 km/h in un tratto con limite di 130 km/h. Il Codice della Strada, all’art. 142, distingue le violazioni in base allo scostamento dal limite, prevedendo sanzioni crescenti al crescere dell’eccesso di velocità. La collocazione nella fascia corretta dipende dalla velocità “netta” dopo la tolleranza, non dal valore grezzo visualizzato sul display dell’autovelox o del tutor.

Secondo l’art. 142 del Codice della Strada, consultabile sul sito dell’Automobile Club d’Italia, le sanzioni per il superamento dei limiti sono articolate per scaglioni di eccesso rispetto al limite vigente, con importi e conseguenze accessorie che aumentano progressivamente all’aumentare della violazione (art. 142 CdS sul sito ACI). Nel caso di una velocità rilevata di 150 km/h con limite di 130, l’eccesso rientra tipicamente nella fascia più bassa di superamento, ma è sempre la velocità risultante dopo la tolleranza a determinare con precisione la sanzione applicabile.

Decurtazione punti e possibili sospensioni della patente

La decurtazione dei punti patente per chi supera i limiti di velocità è stabilita in modo specifico per ciascuna fascia di eccesso. L’Automobile Club d’Italia riporta che la perdita di punti aumenta al crescere dello scostamento dal limite, con un numero di punti più contenuto per gli eccessi minori e più elevato per le violazioni più gravi, fino ad arrivare ai casi in cui è prevista anche la sospensione della patente (schema punti per superamento limiti su l’Automobile ACI). Viaggiare a 150 km/h in autostrada con limite 130, rientrando nella fascia di eccesso più contenuta, comporta quindi una decurtazione di punti più limitata rispetto agli scaglioni superiori.

La sospensione della patente entra in gioco solo oltre determinate soglie di superamento del limite, sempre individuate dall’art. 142 CdS e dalle relative tabelle applicative. Per gli eccessi più elevati, oltre alla perdita di punti, è prevista una sospensione temporanea del titolo di guida, con durata che cresce al crescere della gravità della violazione. Nel caso di un conducente che, dopo l’applicazione della tolleranza, risulti aver superato il limite di 130 km/h solo di poco, il rischio di sospensione è in genere assente, ma resta comunque la possibilità di un impatto significativo sulla dotazione di punti, soprattutto se non si parte da un saldo pieno.

Differenze tra rilevazione con autovelox fisso, tutor e pattuglia

La modalità con cui viene rilevata la velocità a 150 km/h incide su alcuni aspetti procedurali, pur non modificando le fasce sanzionatorie previste dall’art. 142. Gli autovelox fissi e i sistemi di controllo della velocità media (tutor) operano in automatico, registrando il transito del veicolo e la velocità istantanea o media su un tratto. La contestazione è in genere differita: il verbale viene notificato al proprietario del veicolo, che dovrà eventualmente comunicare i dati del conducente per la decurtazione dei punti.

Quando la rilevazione avviene tramite pattuglia con dispositivo mobile, la contestazione può essere immediata, con fermo del veicolo e consegna del verbale sul posto. In questo scenario, il conducente può chiedere chiarimenti direttamente agli agenti sulla velocità rilevata e sulla fascia applicata. In ogni caso, sia per autovelox fissi sia per tutor e apparecchi mobili, i dispositivi devono essere omologati e sottoposti alle verifiche previste dal regolamento di esecuzione del Codice della Strada, richiamato anche dall’art. 345 del relativo regolamento consultabile su Normattiva (art. 345 regolamento CdS su Normattiva).

Come evitare recidive e gestire correttamente una multa per velocità

Per evitare di trovarsi nuovamente nella situazione di essere rilevati a 150 km/h con limite 130, il primo accorgimento è adottare una guida che tenga conto dei limiti e dei tratti più controllati. Se si viaggia spesso in autostrada, può essere utile impostare il cruise control leggermente al di sotto del limite, così da compensare eventuali variazioni di velocità in discesa o nei sorpassi. Un altro aspetto importante è conoscere le conseguenze della recidiva: più violazioni per eccesso di velocità in un arco di tempo ristretto possono portare a un progressivo impoverimento del saldo punti e, nei casi più gravi, a provvedimenti più severi.

Quando la multa arriva, gestirla correttamente significa verificare con attenzione i dati riportati: limite vigente sul tratto, velocità rilevata, velocità considerata dopo la tolleranza, fascia di eccesso indicata, importo e decurtazione punti. Se si ritiene che vi siano errori formali o sostanziali, è possibile valutare i rimedi previsti dall’ordinamento, come il ricorso nelle sedi competenti, tenendo conto dei termini indicati nel verbale. In assenza di contestazioni, il pagamento nei tempi previsti consente di chiudere la posizione ed evitare aggravi, mentre una maggiore consapevolezza delle conseguenze aiuta a modulare la velocità in futuro per non ricadere nella stessa violazione.