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Chi paga il passaggio di proprietà in caso di acquisto di un’auto usata nel 2026?

Spiegazione delle regole su chi è obbligato al passaggio di proprietà, come accordarsi sui costi e quali rischi si corrono con un’auto usata

Chi paga il passaggio di proprietà in caso di acquisto di un’auto usata nel 2026?
diRedazione

Molti acquirenti di auto usate danno per scontato che il passaggio di proprietà lo paghi “sempre il compratore” o “sempre il concessionario”, salvo poi ritrovarsi con conti inattesi o, peggio, con un’auto intestata ancora al vecchio proprietario. Capire chi è davvero obbligato per legge, cosa si può pattuire liberamente e quali rischi si corrono se qualcosa va storto permette di evitare errori costosi e litigi difficili da risolvere.

Cosa prevede la normativa sul soggetto obbligato al passaggio di proprietà

La prima domanda da chiarire è chi sia il soggetto giuridicamente coinvolto nel passaggio di proprietà di un’auto usata. La normativa sulla circolazione e sulla pubblicità dei veicoli stabilisce che il trasferimento di proprietà deve risultare da un atto (tipicamente la firma sul Certificato di Proprietà o su apposito modulo) e deve essere trascritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). L’auto, fino alla trascrizione, continua a risultare intestata al venditore, con tutte le conseguenze in termini di responsabilità formale.

Dal punto di vista strettamente legale, l’obbligo di richiedere la trascrizione al PRA e l’aggiornamento della carta di circolazione riguarda il nuovo proprietario, perché è lui che ha interesse a risultare intestatario del veicolo. Tuttavia, il venditore ha un interesse altrettanto forte a far sì che il passaggio venga perfezionato, per non restare formalmente legato a un’auto che non controlla più. Proprio per questo l’Automobile Club d’Italia, nelle sue pagine dedicate a chi deve vendere l’auto, insiste sulla necessità di seguire con attenzione la fase di autenticazione della firma e di registrazione dell’atto, così da evitare che la vendita resti “solo sulla carta” (indicazioni ACI per chi vende l’auto).

Chi paga di solito il passaggio di proprietà quando compri un’auto usata

La seconda domanda, più pratica, è chi paghi concretamente le imposte e gli emolumenti dovuti per il passaggio di proprietà. La legge individua chi deve richiedere la trascrizione, ma non impone chi debba sostenere il costo economico: questo significa che, in linea generale, il pagamento può essere liberamente concordato tra le parti. Nelle compravendite tra privati, è molto frequente che sia l’acquirente a farsi carico di tutte le spese, perché è lui a beneficiare dell’intestazione del veicolo; tuttavia non mancano casi in cui il venditore accetta di contribuire, ad esempio riducendo il prezzo o dividendo le spese.

Quando l’acquisto avviene presso un concessionario o un autosalone, lo schema più comune è diverso: spesso il rivenditore include il costo del passaggio nel prezzo “chiavi in mano” o lo indica come voce separata nel preventivo. In questo scenario, il cliente paga comunque il passaggio, ma lo fa indirettamente, tramite il concessionario che gestisce per suo conto la pratica amministrativa. Se stai valutando un’auto usata in salone, è utile confrontare il prezzo esposto con quello finale “su strada” e chiedere espressamente come viene gestito il passaggio rispetto ad altre voci come eventuali garanzie o servizi accessori.

Come gestire accordi scritti su chi paga il passaggio tra privati o con il concessionario

La risposta alla domanda se sia meglio mettere per iscritto chi paga il passaggio è semplice: sì, conviene sempre. Un accordo chiaro, riportato nella scrittura privata di vendita o nel contratto di acquisto, riduce drasticamente il rischio di incomprensioni. Tra privati, è buona prassi indicare nel testo dell’atto non solo il prezzo dell’auto, ma anche chi sosterrà le spese di trascrizione e di aggiornamento dei documenti. Se, ad esempio, si concorda che il venditore contribuisca alle spese riducendo il prezzo, è utile che questo risulti in modo esplicito, così da evitare contestazioni successive.

Nel rapporto con il concessionario, il contratto di vendita e il preventivo firmato sono gli strumenti principali per disciplinare la ripartizione dei costi. Prima di firmare, è opportuno verificare se la voce “passaggio di proprietà” è inclusa nel prezzo complessivo o indicata a parte, e se l’importo è fisso o soggetto a variazioni. In caso di permuta, può essere utile chiarire per iscritto anche chi si occupa del passaggio relativo all’auto data indietro e in quali tempi avverrà l’intestazione a favore del rivenditore. Se non ti senti sicuro nella gestione della documentazione, puoi prendere spunto dai moduli e dalle indicazioni messi a disposizione dall’ACI per il trasferimento di proprietà (modulistica ACI per il passaggio).

Rischi se il passaggio non viene trascritto o pagato correttamente

La domanda più sottovalutata è cosa succede se il passaggio non viene trascritto o se la pratica resta sospesa perché non pagata correttamente. Se l’atto di vendita non viene registrato al PRA, il veicolo continua a risultare intestato al vecchio proprietario: questo può comportare notifiche di multe, richieste di pagamento di tributi e, in alcuni casi, responsabilità civili che ricadono su chi, di fatto, non possiede più l’auto. Per l’acquirente, il rischio è di circolare con un veicolo che non risulta formalmente suo, con possibili problemi in caso di controlli, incidenti o successive rivendite.

Un caso tipico è quello in cui venditore e acquirente firmano l’atto, ma poi nessuno si occupa di completare la pratica o di verificare che sia andata a buon fine. Se, ad esempio, il pagamento delle imposte o degli emolumenti dovuti non viene effettuato correttamente, la trascrizione può non essere perfezionata. Per ridurre questi rischi, molti automobilisti scelgono di affidarsi a sportelli specializzati o agli uffici ACI, che offrono indicazioni operative dettagliate su come procedere e su quali controlli effettuare una volta conclusa la pratica (informazioni ACI su costi e adempimenti).

Consigli pratici per evitare litigi e problemi fiscali sul passaggio

Per evitare litigi su chi paga il passaggio di proprietà, il primo consiglio è affrontare il tema prima di stringere la mano, non dopo. Se stai acquistando da un privato, chiarisci subito se il prezzo richiesto include o meno un contributo alle spese di passaggio e chiedi che l’accordo venga riportato per iscritto. Se vendi, puoi tutelarti pretendendo che l’atto venga autenticato e che la richiesta di trascrizione sia presentata immediatamente, ad esempio recandoti insieme allo sportello competente. In un tipico scenario di vendita tra privati, se il compratore propone di occuparsi da solo della pratica “nei prossimi giorni”, è prudente rifiutare e preferire una gestione contestuale.

Dal punto di vista fiscale e amministrativo, è utile coordinare il passaggio di proprietà con altri adempimenti collegati all’auto. Ad esempio, se la compravendita avviene vicino alla scadenza del bollo, è importante sapere chi sarà tenuto al pagamento del tributo per evitare doppi versamenti o omissioni; su questo tema può essere utile approfondire come viene gestito il pagamento del bollo auto quando si vende o si compra vicino alla scadenza. Prima di concludere l’acquisto, è altrettanto prudente verificare online la storia del veicolo e l’assenza di vincoli o fermi amministrativi, così da non ritrovarsi a pagare un passaggio per un’auto difficilmente rivendibile; per questo può aiutare una lettura su come controllare storia e vincoli di un’auto usata prima di comprarla, oltre alle indicazioni ACI su cosa fare quando si vende un veicolo.