Chi può utilizzare le corsie preferenziali e in quali condizioni?
Corsie preferenziali: definizione, accessi consentiti e sanzioni secondo Codice della Strada (Art. 7, 158, 201)

Le corsie preferenziali – spesso chiamate anche corsie riservate – sono uno strumento di gestione della circolazione urbana pensato per rendere più efficiente e sicuro il trasporto pubblico e, di riflesso, la mobilità di tutti. Il Codice della Strada affida ai Comuni il potere di istituire strade o singole corsie dedicate a specifiche categorie di veicoli, a partire da quelli adibiti a servizi pubblici di trasporto. In questo approfondimento spieghiamo, sulla base esclusiva del Codice della Strada, cosa sono le corsie preferenziali, chi può usarle e quali sanzioni scattano in caso di utilizzo improprio, con richiami puntuali agli articoli pertinenti.
Definizione e scopo delle corsie preferenziali
Nel perimetro dei centri abitati, il Codice della Strada stabilisce che i Comuni, tramite ordinanza del sindaco, possano “riservare strade o singole corsie alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana”. Questa facoltà è prevista in modo espresso dall’Art. 7, che disciplina la regolamentazione della circolazione nei centri abitati e individua proprio nelle corsie riservate uno strumento per dare priorità al trasporto pubblico e ottimizzare i flussi di traffico nelle aree urbane più congestionate. La cornice è chiara: è l’ente locale a decidere, con atto formale, se e dove istituire la riserva di corsia.
A livello operativo, la riserva deve essere resa evidente tramite la necessaria segnaletica, così che gli utenti della strada sappiano chi può transitare e chi no. Il Codice, nelle norme sui segnali orizzontali, vieta espressamente “la circolazione dei veicoli non autorizzati sulle corsie riservate”, inserendo quindi un principio generale di tutela di queste corsie attraverso la segnaletica sulla carreggiata e, più in generale, attraverso le prescrizioni imposte con la segnaletica verticale e luminosa. La presenza di questa norma rafforza l’idea che la corsia preferenziale sia uno spazio funzionale con regole di accesso definite e immediatamente percepibili dagli utenti.
Accanto alla segnaletica orizzontale e verticale, il Codice include anche dispositivi luminosi dedicati. In particolare, tra le categorie di segnali luminosi vengono previste le “lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico”, che possono essere utilizzate per regolare con priorità le manovre e i tempi di transito dei mezzi abilitati, assicurando una gestione più fluida degli incroci e delle fasi semaforiche dedicate. Questo apparato semaforico specializzato costituisce un’ulteriore conferma della funzione delle corsie preferenziali come infrastruttura “protetta” per il trasporto pubblico.
È utile anche distinguere le corsie preferenziali da altri corridoi riservati previsti dal Codice, per evitare confusioni interpretative. Ad esempio, sempre l’Art. 7 prevede le “corsie ciclabili per doppio senso ciclabile” sulle strade a senso unico entro determinati limiti di velocità, ma si tratta di misure differenti, con finalità e condizioni di utilizzo specifiche per i velocipedi, non sovrapponibili alle corsie riservate ai veicoli del trasporto pubblico. Questo chiarimento è importante per riconoscere a colpo d’occhio la natura della corsia e comportarsi di conseguenza, seguendo la segnaletica e le prescrizioni applicate caso per caso.

Chi può utilizzare le corsie preferenziali
La regola cardine è contenuta nel combinato disposto dell’Art. 7: nelle corsie preferenziali possono circolare i veicoli “adibiti a servizi pubblici di trasporto”. L’istituzione della corsia – o della strada riservata – ha lo scopo di facilitare la mobilità urbana privilegiando i mezzi che svolgono un servizio pubblico di trasporto persone, in primis quelli di linea, e ogni ulteriore dettaglio operativo viene stabilito con l’ordinanza comunale di istituzione. Pertanto, il perimetro dei soggetti autorizzati è definito dalla natura di servizio pubblico del veicolo e dalle eventuali specificazioni contenute nell’atto amministrativo e nella segnaletica.
Il Codice rimarca inoltre che circolare su una corsia riservata senza averne titolo è vietato: la norma sui segnali orizzontali vieta la marcia dei veicoli non autorizzati su tali corsie, a sottolineare che l’accesso è subordinato all’appartenenza alle categorie indicate dalla riserva e rese note dalla segnaletica. In altre parole, l’automobilista può determinare la propria posizione rispetto al divieto leggendo la segnaletica: se la corsia è riservata ai veicoli del servizio pubblico, il transito di veicoli privati non rientranti nelle categorie autorizzate costituisce violazione.
È opportuno segnalare un limite informativo: il Codice della Strada, nell’Art. 7 dedicato alla regolamentazione nei centri abitati, non elenca puntualmente ulteriori categorie oltre ai “veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto” che possano, in via generale, utilizzare le corsie preferenziali. Eventuali estensioni a categorie diverse, se previste, devono risultare dall’ordinanza comunale e dalla relativa segnaletica; in assenza di tale indicazione, resta valido il divieto di transitare per i veicoli non autorizzati, come ribadito dalle norme sui segnali orizzontali. Non essendo presenti, nel solo testo del Codice qui richiamato, elenchi più dettagliati, non è possibile aggiungere ulteriori eccezioni.
Infine, è bene ricordare che il Codice prevede strumenti generali con cui l’autorità locale può imporre obblighi, divieti o limitazioni, compresa la riserva di corsie, e – in specifiche situazioni – consentire permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Tali facoltà operative, che restano nell’alveo dell’Art. 7, confermano che l’uso delle corsie preferenziali discende da atti amministrativi puntuali e dalla conseguente segnaletica, cui l’utenza deve attenersi scrupolosamente. Per questo, la lettura dei segnali e delle integrazioni (anche luminose) installate lungo il tracciato è fondamentale per capire se si è autorizzati al transito.
Sanzioni per uso improprio
Il Codice della Strada individua una sanzione specifica per chi viola il divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto. L’Art. 7 stabilisce che, in caso di accesso o transito non autorizzato su tali corsie, si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria da 83,00 a 332,00 euro. Il medesimo articolo prevede che, per le altre violazioni agli obblighi, divieti o limitazioni stabiliti nel medesimo contesto, si applichino sanzioni diverse, comunque tipizzate. Questa cornice sanzionatoria rafforza l’efficacia delle corsie preferenziali come strumento di priorità per il trasporto pubblico.
Un secondo ambito sanzionatorio riguarda la sosta: l’Art. 158 vieta la sosta “nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici”, prevedendo, tra l’altro, la decurtazione di 2 punti dalla patente per tale condotta. La norma esprime così un doppio presidio: da un lato tutela il transito dei mezzi del servizio pubblico, dall’altro impedisce che la corsia riservata venga intralciata da veicoli fermi. Gli importi sanzionatori previsti dall’Art. 158 variano in funzione della specifica fattispecie; in questa sede, attenendoci al solo testo del Codice consultato, evidenziamo il divieto, la natura di illecito amministrativo e la relativa decurtazione punti.
Per l’accertamento delle violazioni, il Codice prevede anche l’uso di dispositivi dedicati. L’Art. 201 consente infatti la rilevazione degli accessi non autorizzati e della circolazione su corsie e strade riservate mediante apparecchiature omologate, definendone le condizioni di installazione e di esercizio. Questo significa che l’utilizzo improprio delle corsie preferenziali può essere rilevato anche senza contestazione immediata, con documentazione fotografica o video a supporto del verbale, secondo le procedure indicate nel Codice. L’insieme delle regole sugli accertamenti contribuisce a garantire continuità ed efficacia alla tutela delle corsie riservate.
Sintetizziamo le principali fattispecie, ricordando che i dettagli applicativi e le eventuali estensioni a categorie ulteriori discendono dall’ordinanza locale e dalla segnaletica. L’accesso o il transito non autorizzato sulle corsie riservate ai mezzi pubblici è espressamente sanzionato dall’Art. 7 con importi specifici; la sosta su tali corsie è vietata dall’Art. 158 e comporta anche decurtazione punti. L’accertamento può avvenire con dispositivi omologati, come indicato dall’Art. 201. Attenersi alla segnaletica e alle prescrizioni locali non è solo una regola di responsabilità, ma anche il modo più sicuro per evitare sanzioni.
| Comportamento | Riferimento CDS | Importi/Note | Punti |
| Circolazione non autorizzata su corsie riservate ai mezzi pubblici | Art. 7 (Regolamentazione nei centri abitati) | Sanzione amministrativa da € 83,00 a € 332,00; accertabile anche con dispositivi ove previsti (vedi accertamenti) | — |
| Sosta nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici | Art. 158 (Divieto di fermata e sosta) | Condotta vietata; si applicano le sanzioni previste dall’Art. 158 per la sosta vietata in tali spazi | −2 punti (come previsto per la fattispecie) |
| Accertamento degli accessi/ transiti non autorizzati su corsie/strade riservate | Art. 201 (Notificazione verbale – accertamenti) | Possibile tramite dispositivi omologati, con condizioni definite dal Codice | — |
In conclusione, le corsie preferenziali sono uno strumento essenziale per dare priorità al trasporto pubblico e migliorare la mobilità urbana. La loro istituzione e il loro funzionamento discendono dall’Art. 7, che consente ai Comuni di riservare strade o corsie ai veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, con l’obiettivo dichiarato di favorire gli spostamenti e decongestionare le tratte più critiche. L’accesso è strettamente regolato: i veicoli non autorizzati non possono transitare – come ribadito anche dalle norme sulla segnaletica orizzontale – e incorrono nelle sanzioni previste. La migliore strategia è sempre la stessa: osservare la segnaletica, rispettare le corsie riservate e ricordare che ogni eventuale eccezione deve risultare chiaramente dall’ordinanza locale e dai segnali installati.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale