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Evita multe e distrazioni: collega il navigatore in modo sicuro

Tipi di navigatori per auto e modalità di collegamento possibili

Mani adulte collegano un dispositivo di navigazione all'interno di un'auto.
diEzio Notte

In sintesi

  • Esistono tre tipi di navigatore: portatile dedicato, smartphone con app, sistema di navigazione integrato dell’auto.
  • Il navigatore portatile si alimenta principalmente dalla presa 12V e può collegarsi via USB all’autoradio per audio e aggiornamenti.
  • Lo smartphone dialoga con l’auto via Bluetooth e tramite Android Auto o Apple CarPlay, cablati o wireless se supportati.
  • Il dispositivo va fissato con supporto stabile, regolato prima della partenza; il cavo va fatto passare lungo il cruscotto e la spina 12V inserita per ultimo.
  • La Bluetooth trasmette audio, la USB serve per ricarica e dati; le autoradio aftermarket devono essere compatibili con comandi al volante.

Un navigatore collegato male diventa un problema doppio: non indica bene la strada e aggiunge cavi penzolanti, distrazioni e perfino rischi di multa se costringe a maneggiare il telefono in marcia. Collegare correttamente navigatore e autoradio, invece, permette di usare mappe, indicazioni vocali e comandi al volante riducendo al minimo le distrazioni. La differenza la fanno pochi accorgimenti pratici: tipo di dispositivo, cablaggio, posizione sul cruscotto e rispetto delle regole del Codice della Strada su cellulare e schermi in abitacolo.

Tipi di navigatori per auto e modalità di collegamento possibili

Il primo passo è distinguere che tipo di navigatore per auto viene usato, perché cambia tutto il modo di collegarlo. Esistono tre grandi famiglie: il navigatore portatile dedicato (tipo i classici dispositivi con ventosa sul parabrezza), lo smartphone usato come navigatore con app, e il sistema di infotainment integrato dell’auto con cartografia a bordo. Ogni soluzione ha pro e contro su visibilità, alimentazione e integrazione con i comandi al volante, e spesso nell’abitacolo convivono più sistemi che vanno fatti “parlare” tra loro senza creare confusione.

Con un portatile dedicato, il collegamento principale è tramite cavo di alimentazione alla presa accendisigari o 12V, più l’eventuale cavo dati USB verso l’autoradio per scambio audio o aggiornamenti. Lo smartphone, invece, dialoga con l’auto soprattutto via Bluetooth e tramite i sistemi di mirroring come Android Auto e Apple CarPlay, che secondo Altroconsumo possono operare sia con cavo USB sia in modalità wireless se il sistema di bordo lo supporta guida a Android Auto. I sistemi integrati moderni, descritti da Quattroruote, uniscono già in un solo schermo navigatore, telefono e multimedia, limitando la necessità di altri dispositivi collegati sistemi di infotainment.

Collegare il navigatore alla presa 12V e al cruscotto in sicurezza

Quando si usa un navigatore esterno, il punto critico è la combinazione tra cavo di alimentazione e supporto sul cruscotto o parabrezza. Il dispositivo va montato con un supporto stabile, regolato prima di partire, come raccomanda anche l’Automobile Club d’Italia quando ricorda che il telefono usato come navigatore deve essere fissato a un supporto e non tenuto in mano regole d’oro ACI per la guida sicura. Il cavo va fatto passare lungo profili e fessure del cruscotto, evitando che spunti a metà plancia dove può impigliarsi nella leva del cambio o interferire con i comandi clima e la visuale degli strumenti.

Per collegare senza problemi il navigatore alla presa 12V conviene seguire sempre una piccola sequenza: inserire il supporto, regolare l’altezza dello schermo, collegare il cavo al navigatore e solo per ultimo inserire la spina nella presa accendisigari. Questo riduce il rischio di strattoni sul cavo e di falsi contatti. In molti modelli la stessa presa alimenta anche dongle Bluetooth o caricabatterie multipli, quindi l’automobilista dovrebbe verificare che l’assorbimento totale non crei surriscaldamenti o disturbi all’autoradio. Per approfondire il funzionamento delle unità con schermo centrale e mappe integrate è utile valutare come funziona il sistema di navigazione dell’auto rispetto a un navigatore esterno alimentato a parte.

Collegare il navigatore via Bluetooth e USB all’autoradio

La connessione via Bluetooth è oggi la più comoda per far dialogare navigatore o smartphone con l’autoradio. Molti dispositivi portatili includono Bluetooth per inviare le indicazioni vocali all’impianto audio, come riportato anche nelle schede comparative ACI sui navigatori, che citano questa funzione tra le dotazioni ormai diffuse scheda comparativa navigatori ACI. In pratica si associa il navigatore come se fosse un telefono, scegliendo però, quando possibile, di abilitare solo il profilo audio multimediale e non quello telefonico, così da non creare conflitti con lo smartphone principale collegato per le chiamate.

Il cavo USB ha invece due ruoli distinti: ricarica e trasporto dati. Per Android Auto e Apple CarPlay cablati lo stesso cavo permette sia di alimentare il telefono sia di proiettare sul display dell’auto app di navigazione e indicazioni, come spiegato da Altroconsumo. Se l’autoradio è più datata e gestisce solo chiavette USB, lo stesso cavo può comunque ricaricare lo smartphone usato come navigatore GPS, ma in questo caso l’audio passerà dal Bluetooth o dall’altoparlante del dispositivo. Prima di scegliere un nuovo impianto vale la pena confrontare i modelli di autoradio con navigatore e le alternative, così da sapere se si hanno a disposizione porte USB dati, Bluetooth evoluto e compatibilità con i sistemi di mirroring.

Integrazione con sistemi di bordo e comandi al volante: cosa è consentito

Le auto con sistemi di infotainment integrati permettono di gestire il navigatore dal touch centrale, dai tasti fisici e spesso dai comandi al volante o vocali. Quattroruote evidenzia che i sistemi più recenti integrano già di serie navigazione e connettività smartphone, riducendo la necessità di fissare ulteriori schermi in plancia infotainment, connettività e intrattenimento a bordo. In generale è consentito usare questi comandi integrati mentre si guida, purché non costringano a distogliere a lungo lo sguardo, e si imposti la destinazione preferibilmente a veicolo fermo.

Quando si aggiunge un’autoradio aftermarket con navigatore integrato bisogna però fare attenzione alla compatibilità con i comandi al volante e alle funzioni di mirroring. Un’installazione ben fatta deve permettere di regolare volume, cambiare schermate e accettare chiamate senza allungare le mani verso la zona bassa della plancia. Alcuni sistemi avanzati, come ricordato in una guida Quattroruote, usano versioni recenti del Bluetooth per gestire più dispositivi contemporaneamente, evitando che il navigatore “scippi” la connessione al telefono principale. Per chi valuta un upgrade, è utile capire anche i pro e contro di un’autoradio touch con navigatore, soprattutto in termini di ergonomia e di integrazione con i comandi già presenti a bordo.

Errori da evitare per non avere disturbi, distrazioni o sanzioni

Il primo errore da evitare è usare lo smartphone-navigatore tenendolo in mano o appoggiato alla gamba, pratica che contrasta con l’art. 173 del Codice della Strada, come ricorda la Rivista Giuridica ACI, vietando l’uso di apparecchi radiotelefonici durante la marcia salvo specifiche eccezioni uso dei telefoni alla guida secondo art. 173 CdS. La Polizia di Stato ribadisce la stessa linea nei quiz ufficiali dedicati all’uso del telefonino alla guida, collegando la violazione a sanzioni economiche e, in caso di recidiva, anche a sospensione della patente schede quiz 2019 sul telefonino alla guida. Di fatto, se il navigatore è uno smartphone, deve essere fissato a un supporto e comandato con sistemi vivavoce o vocali.

L’altro grande blocco di errori riguarda cavi e posizione degli schermi. Se il cavo di alimentazione attraversa la zona pedali o sporge davanti alla leva del cambio, basta un movimento brusco perché si sfili, facendo spegnere il navigatore proprio in un incrocio complicato. Se invece il dispositivo è fissato al centro del parabrezza, può coprire parte della visuale e creare riflessi fastidiosi di notte. Una buona regola pratica è montare il supporto in basso, vicino ai montanti, tenendo lo schermo a portata di sguardo rapido ma fuori dal campo visivo diretto sulla strada. Per chi sta valutando se affidarsi del tutto al telefono o puntare su un sistema fisso, può essere utile un confronto su come funziona il navigatore auto e le differenze tra le varie soluzioni, così da scegliere quella che riduce al minimo distrazioni, cavi vaganti e rischio di violare le norme sul cellulare.