Poste Italiane: 271 colonnine in Veneto entro il 2026 — ecco dove
Il piano di Poste Italiane per le colonnine in Veneto: numeri, tempi e località

Poste Italiane ha già acceso 160 colonnine per auto elettriche in Veneto e punta a salire a 271 punti di ricarica entro il 2026, tutte collegate agli uffici postali. Questo significa che molti parcheggi “davanti alle Poste” stanno diventando anche aree di sosta dove fare il pieno di kWh mentre si spedisce un pacco o si ritira una raccomandata, soprattutto nei comuni medi e piccoli dove le stazioni pubbliche scarseggiano.
Il progetto rientra nel programma Polis, che prevede fino a 10.000 punti di ricarica in tutta Italia con potenze tipiche di 2×22 kW in corrente alternata e una parte in corrente continua veloce. Per chi guida elettrico questo tassello si aggiunge a una rete pubblica già composta da oltre 80.000 punti di ricarica, ma con forti differenze tra città, costa e aree interne, dove l’arrivo delle colonnine negli uffici postali può cambiare davvero la quotidianità.
Il piano di Poste Italiane in Veneto: numeri e dove sono
Il piano di Poste Italiane in Veneto prevede 271 punti di ricarica entro il 2026, di cui 160 già attivi al 16 agosto 2026 presso 91 uffici postali. La differenza, 111 colonnine, è già programmata e verrà attivata man mano che saranno completati gli allacci alla rete elettrica. Il modello è lo stesso visto in Molise e Abruzzo, dove parte delle colonnine è installata ma in attesa di connessione.
Le colonnine sono collocate nelle pertinenze degli uffici postali o in aree pubbliche immediatamente vicine, spesso nei parcheggi frontali o laterali. In altre regioni il progetto privilegia comuni sotto i 15.000 abitanti, segno che l’obiettivo è coprire i buchi della rete più che aggiungere altre prese nei grandi capoluoghi. In Veneto questo significa più opzioni soprattutto per aree interne e zone montane come il Bellunese.
Per avere il quadro nazionale, l’analisi sui punti di ricarica pubblici in Italia secondo Motus-E indica 84.564 punti disponibili a luglio 2026, con un punto di ricarica ogni 5,4 auto elettriche. Il contributo di Polis va quindi letto come un rafforzamento della rete in zone in cui, finora, la densità di prese era molto più bassa rispetto alla media nazionale.
Come funzionano le colonnine agli uffici postali e chi può usarle
Le colonnine di Poste Italiane legate a Polis sono accessibili al pubblico 24 ore su 24, secondo quanto già comunicato per Molise e Abruzzo, dove i dispositivi attivi offrono complessivamente centinaia di prese utilizzabili da qualunque automobilista. La potenza tipica indicata è di 2×22 kW in corrente alternata, con una quota di colonnine in corrente continua veloce da 50 kW, adatte a una sosta breve.
L’accesso avviene in genere tramite app o card dei gestori di ricarica partner, con tariffe allineate al mercato, dove oggi la media rilevata è di circa 0,63 euro per kWh in alternata e 0,74 euro per kWh in continua ad alta potenza, con offerte occasionali molto più basse. Chi utilizza l’auto elettrica può quindi integrare queste soste nel proprio mix tra ricarica domestica, lavoro e rete pubblica tradizionale, scegliendo la combinazione più conveniente in base alle abitudini.
Per orientarsi nella mappa delle colonnine, inclusi i punti presso gli uffici postali, il riferimento ufficiale è la Piattaforma Unica Nazionale gestita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, descritta anche da un approfondimento dedicato alla mappatura delle colonnine. Sul fronte dei costi complessivi di utilizzo, un quadro più ampio arriva dai calcoli su quanto costa ricaricare un’auto elettrica in Italia, che tengono insieme colonnine pubbliche, wallbox domestiche e offerte flat dei diversi operatori.
Che impatto ha questo piano sulla rete di ricarica
L’espansione di Polis in Veneto si inserisce in una rete nazionale che sta crescendo in modo disomogeneo, con autostrade ormai coperte per circa il 54% delle aree di servizio ma province ancora con pochi punti. I 271 punti veneti previsti per Poste Italiane non stravolgono i numeri nazionali, ma possono ridurre in modo netto la distanza tra una colonnina e l’altra nelle zone di campagna, di montagna o lungo la costa meno turistica.
Un esempio pratico è quello di un comune montano dove l’unica presa pubblica è al supermercato: l’arrivo di una colonnina davanti all’ufficio postale raddoppia di colpo le opzioni per chi vive o lavora in zona. Analisi su dove sono ancora i veri buchi neri di colonnine mostrano come proprio i piccoli centri restino i più scoperti, e il piano Polis interviene esattamente lì, anche con impianti fotovoltaici e sistemi di gestione energetica sugli edifici postali.
Il quadro normativo che spinge verso più infrastrutture resta quello del Regolamento (UE) 2019/631 sulle emissioni di anidride carbonica, che incentiva la diffusione di veicoli elettrici da parte dei costruttori. Mentre la rete europea cresce, come illustrato dalle analisi sulla crescita della rete di ricarica in Europa, i punti installati da Poste Italiane contribuiscono a rendere più praticabile l’uso quotidiano dell’auto elettrica anche lontano dai grandi assi autostradali.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale