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Come cambiano i controlli con alcool test dopo il nuovo Codice della Strada?

Aggiornamento sui controlli con alcool test, gestione dei recidivi, uso di alcolock e intensificazione dei posti di blocco nel nuovo Codice della Strada

Nuovo Codice della Strada: come cambiano controlli e alcool test su strada
diEzio Notte

Molti automobilisti temono che con il nuovo Codice della Strada ogni controllo con alcool test si trasformi automaticamente in una “caccia alle streghe”, rischiando di sottovalutare ciò che invece è davvero cambiato: la gestione dei recidivi, l’uso di dispositivi elettronici e l’intensificazione dei posti di blocco mirati. Capire come funzionano oggi i controlli, cosa succede in caso di positività e come prevenire errori banali permette di evitare contestazioni pesanti e di organizzare in modo più responsabile le proprie serate.

Perché alcol e droghe sono al centro della riforma del Codice della Strada

La guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è diventata uno dei bersagli principali della riforma del Codice della Strada perché incide in modo diretto sulla gravità degli incidenti. Le modifiche introdotte dalla legge di sicurezza stradale del 2024, come riportato anche nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non puntano a cambiare i limiti di alcolemia, ma a rendere più efficaci i controlli e le conseguenze per chi viene trovato positivo più volte. L’obiettivo dichiarato è ridurre vittime e feriti intervenendo sui comportamenti più rischiosi e ripetuti.

Secondo le comunicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo impianto normativo insiste su due pilastri: più verifiche su strada e misure accessorie più incisive per i recidivi, come l’obbligo di dispositivi che impediscono di guidare dopo aver bevuto. Una nota del MIT sulle modifiche al Codice della Strada sottolinea che i limiti per l’alcol alla guida restano invariati, mentre cambia il modo in cui vengono gestiti i controlli e le conseguenze per chi continua a violare le regole, come evidenziato nella comunicazione ufficiale disponibile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per chi guida, questo significa che non ci sono nuove soglie da memorizzare, ma aumenta la probabilità di essere sottoposto a un alcool test, soprattutto in contesti a rischio come le ore notturne o le zone della movida. Se in passato qualcuno confidava nella scarsa frequenza dei controlli, oggi questo margine si riduce sensibilmente. In parallelo, le forze dell’ordine sono incoraggiate a utilizzare in modo più sistematico anche i test per le droghe, inserendo la verifica delle condizioni psicofisiche del conducente in una strategia complessiva di prevenzione.

Posti di blocco mirati, test salivari e alcool test: cosa aspettarsi nel 2026

I controlli con alcool test dopo il nuovo Codice della Strada si stanno orientando verso una logica di “posti di blocco mirati”, cioè servizi organizzati in fasce orarie e luoghi dove il rischio di guida alterata è più elevato. Le comunicazioni ufficiali del MIT sui primi mesi di applicazione della riforma indicano un forte incremento dei controlli con etilometri e precursori, con un numero molto elevato di conducenti sottoposti a verifica e una quota relativamente contenuta di positivi, come riportato nella nota su sicurezza stradale e primi sei mesi di nuovo Codice. Questo conferma che l’approccio è preventivo: molti controlli per intercettare pochi casi, ma potenzialmente molto pericolosi.

Nel concreto, un automobilista che nel 2026 si imbatte in un posto di blocco può aspettarsi una sequenza di verifiche standardizzate. In genere si parte da un controllo documentale e visivo, per poi passare, se ritenuto opportuno, a un test preliminare con precursore o etilometro omologato. In parallelo, si stanno diffondendo sempre di più anche i test salivari per le droghe, soprattutto nei servizi notturni e nei fine settimana. Un esempio di questa impostazione è descritto in un comunicato dei Carabinieri dedicato a controlli straordinari lungo il litorale romagnolo, dove sono stati impiegati anche laboratori mobili per gli accertamenti su alcol e stupefacenti, come riportato nel resoconto ufficiale sui controlli nella “notte rosa”.

Per il conducente, la differenza rispetto al passato è soprattutto nella probabilità di essere fermato e nella combinazione di strumenti utilizzati. Se, per esempio, si esce da un locale in una zona nota per la movida e si viene fermati, è realistico aspettarsi non solo l’alcool test, ma anche un eventuale test salivare se l’operatore ha il sospetto di uso di droghe. Rifiutare questi accertamenti comporta conseguenze pesanti, come spiegato nel dettaglio anche nell’approfondimento dedicato a test antidroga alla guida e rifiuto degli accertamenti, dove si chiarisce che il rifiuto è equiparato a una positività con sanzioni e misure accessorie molto severe.

Quando scattano revoca, recidiva e obbligo di alcolock dopo un alcool test positivo

La vera novità del nuovo Codice della Strada non è tanto nel primo alcool test positivo, quanto nella gestione di chi viene sorpreso più volte a guidare dopo aver bevuto. Le fonti ufficiali del MIT chiariscono che i limiti di alcolemia e l’impianto base delle sanzioni restano sostanzialmente invariati, ma per i recidivi si introduce un pacchetto di misure molto più rigido. In particolare, il decreto sulla sicurezza stradale in vigore dal dicembre 2024 prevede, per chi viene trovato positivo più volte oltre determinate soglie, la revoca della patente, un periodo di divieto assoluto di assumere alcol prima di guidare e l’obbligo di installare un dispositivo elettronico che impedisce l’avvio del veicolo se il test dell’alito non è a tasso zero, come indicato nella nota del MIT sulle novità per i recidivi alla guida in stato di ebbrezza.

Questo dispositivo, noto come alcolock, è stato disciplinato da un apposito decreto ministeriale che ne definisce le caratteristiche tecniche e le modalità di installazione. Il MIT ha chiarito che l’alcolock è pensato come misura di prevenzione per chi ha già dimostrato di non rispettare il divieto di guida in stato di ebbrezza, e che il nuovo Codice della Strada lo rende obbligatorio per determinate categorie di recidivi con tassi alcolemici particolarmente elevati, come specificato nel decreto sulle caratteristiche e uso dell’alcolock. In pratica, se un conducente viene sorpreso di nuovo positivo dopo una prima violazione grave, deve aspettarsi non solo sanzioni economiche e penali, ma anche la prospettiva di dover guidare, per un periodo significativo, solo su veicoli dotati di questo sistema.

Per chi ha già avuto problemi con l’alcool test, è fondamentale comprendere che la recidiva non è un dettaglio formale: può significare la perdita del titolo di guida e l’imposizione di vincoli molto stringenti per tornare su strada. Un automobilista che, dopo una prima contestazione, continua a sottovalutare il rischio di mettersi al volante dopo aver bevuto, si espone a un percorso complesso fatto di revoca, visite mediche, eventuale obbligo di alcolock e controlli ripetuti. Per approfondire il funzionamento concreto di questo dispositivo e le implicazioni del cosiddetto codice 69 sulla patente, è utile consultare l’analisi dedicata a alcolock sulla patente B e codice 69, che illustra come l’obbligo di installazione si traduca nella pratica quotidiana.

Campagne di prevenzione e responsabilità personale: come adattare le proprie abitudini

Le istituzioni insistono sul fatto che non esiste una “stretta punitiva” generalizzata sull’alcol, ma un rafforzamento dei controlli mirati e delle misure per chi viola ripetutamente le regole. Il MIT ha più volte ribadito che non c’è alcuna caccia indiscriminata agli automobilisti, ma un’azione combinata di vigilanza e sensibilizzazione, come emerge anche dalle comunicazioni sulla maggiore consapevolezza dei rischi legati alla guida distratta o alterata. Per chi guida, questo si traduce nella necessità di rivedere alcune abitudini: organizzare i rientri serali, scegliere un conducente designato, utilizzare taxi o servizi di trasporto quando si prevede di bere, evitare di minimizzare gli effetti dell’alcol con frasi del tipo “mi sento lucido, posso guidare”.

Un errore frequente è confidare nell’assenza di controlli lungo il solito tragitto casa-locale, oppure pensare che “una volta ogni tanto” non faccia differenza. I comunicati delle forze dell’ordine mostrano invece che i servizi straordinari possono essere organizzati anche in aree apparentemente tranquille, con pattuglie che effettuano alcool test a campione e contestano le violazioni sul posto, come accaduto in vari controlli territoriali dove sono stati denunciati conducenti risultati positivi all’alcool test, ad esempio nel servizio straordinario documentato dai Carabinieri nell’area di Monreale, descritto nel comunicato sui controlli straordinari del territorio.

Per adattare davvero le proprie abitudini, conviene ragionare in termini di scenari concreti. Se, per esempio, si sa già che una cena di lavoro o una festa tra amici includerà consumo di alcol, la scelta più prudente è organizzare in anticipo un rientro alternativo o accordarsi su chi non berrà e guiderà per tutti. Se invece capita di bere inaspettatamente, la decisione più sicura è rinunciare a guidare, anche se questo comporta un rientro più scomodo o costoso. Le nuove regole rendono molto più pesante l’errore di sottovalutare “solo un paio di bicchieri”, soprattutto in caso di recidiva. Per avere un quadro completo delle sanzioni e delle conseguenze oggi previste per la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe, può essere utile leggere l’approfondimento su come sono cambiate le regole per alcol e droghe alla guida, così da valutare con lucidità quanto convenga puntare sulla prevenzione piuttosto che affrontare controlli, sospensioni e dispositivi obbligatori.