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Come devo fermarmi e sostare correttamente con l’auto?

Arresto, fermata, sosta e sosta di emergenza: definizioni, posizionamento del veicolo e obblighi del conducente secondo il Codice della Strada

Arresto, fermata e sosta: le definizioni dell’Art. 157 CDS
diEzio Notte

Fermare e sostare correttamente il veicolo non è solo una buona pratica di guida, ma un obbligo giuridico preciso. Il Codice della Strada disciplina in modo puntuale cosa si intende per arresto, fermata, sosta e sosta di emergenza, come posizionare il veicolo rispetto al margine della carreggiata, quali regole valgono dentro e fuori i centri abitati e quali cautele deve adottare il conducente quando interrompe la marcia. Conoscere e applicare queste norme significa ridurre il rischio di incidenti, evitare intralci alla circolazione e prevenire sanzioni amministrative spesso rilevanti.

Differenza tra arresto, fermata, sosta e sosta di emergenza

Il punto di partenza per comprendere come fermare o sostare correttamente il veicolo è la definizione giuridica delle diverse situazioni. L’articolo 157 del Codice della Strada chiarisce che per arresto si intende l’interruzione della marcia dovuta a esigenze della circolazione, come ad esempio una coda o un semaforo rosso. In questo caso il conducente non sceglie liberamente di fermarsi, ma è costretto dalle condizioni del traffico o dalla segnaletica. L’arresto è quindi una fase fisiologica della circolazione, che non comporta di per sé una scelta di sosta o di fermata volontaria, ma rientra nel normale flusso di marcia imposto dalle condizioni esterne.

La fermata, sempre secondo l’articolo 157, è definita come la temporanea sospensione della marcia, anche in area dove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone o per altre esigenze di brevissima durata. Un elemento essenziale è che la fermata non deve arrecare intralcio alla circolazione e che il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia. Questo significa che la fermata è un’azione volontaria, ma limitata nel tempo e nelle finalità: non è destinata a lasciare il veicolo inattivo per un periodo prolungato, bensì a soddisfare un’esigenza immediata e circoscritta, mantenendo il controllo diretto del mezzo.

La sosta viene invece definita come la sospensione della marcia protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente. Sempre l’articolo 157 specifica che, durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento. La sosta implica quindi una scelta più stabile: il conducente può lasciare il veicolo, purché lo collochi in modo conforme alle norme e alla segnaletica. La distinzione tra fermata e sosta è cruciale anche ai fini sanzionatori, poiché molte disposizioni vietano espressamente la sosta in determinate aree, pur consentendo una fermata breve che non intralci il traffico.

La sosta di emergenza è una categoria particolare, sempre definita dall’articolo 157, che riguarda l’interruzione della marcia quando il veicolo è inutilizzabile per avaria oppure deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero. In questo caso la sospensione della marcia è giustificata da una situazione di necessità. La disciplina della sosta di emergenza assume rilievo soprattutto sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, dove l’articolo 176 del Codice della Strada vieta la circolazione sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia, e consente il transito su tali corsie solo in casi specifici, come l’uscita dall’autostrada in presenza di ingorghi. In questo contesto, la corretta gestione della sosta di emergenza è fondamentale per la sicurezza di tutti gli utenti.

Come posizionare il veicolo lungo il margine della carreggiata

Per fermata e sosta, la posizione del veicolo rispetto al margine della carreggiata è regolata in modo preciso. L’articolo 157 stabilisce che, salvo diversa segnalazione o il caso particolare previsto per alcune strade urbane, in caso di fermata o sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Questo criterio vale come regola generale e ha una chiara finalità di sicurezza: mantenere il veicolo aderente al margine riduce l’ingombro della corsia di marcia e limita il rischio di collisioni con i veicoli in transito, soprattutto in condizioni di traffico intenso o di scarsa visibilità.

Lo stesso articolo precisa che, qualora non esista un marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore a un metro. Questo obbligo tutela la circolazione pedonale, impedendo che la fermata o la sosta trasformino il margine stradale in un ostacolo per chi si muove a piedi. Il conducente deve quindi valutare non solo la propria comodità di parcheggio, ma anche l’effettiva possibilità per i pedoni di transitare in sicurezza, evitando di occupare completamente la banchina o lo spazio laterale disponibile.

Fuori dei centri abitati, la disciplina è ancora più stringente: l’articolo 157 prevede che i veicoli in sosta o in fermata debbano essere collocati fuori della carreggiata, senza occupare le piste per velocipedi e, salvo apposita segnalazione, neppure le banchine. Solo in caso di impossibilità la fermata o la sosta possono avvenire il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente e secondo il senso di marcia. Inoltre, sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata. Queste prescrizioni mirano a preservare la piena funzionalità delle corsie di marcia su strade dove le velocità sono generalmente più elevate e un veicolo fermo in carreggiata costituirebbe un pericolo particolarmente grave.

Un’eccezione importante riguarda le strade urbane a senso unico di marcia: l’articolo 157 consente la sosta anche lungo il margine sinistro della carreggiata, a condizione che rimanga spazio sufficiente al transito di almeno una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza. In queste situazioni, la configurazione della strada permette una maggiore flessibilità, ma il conducente deve comunque verificare che la larghezza residua sia adeguata a garantire il passaggio in sicurezza. Nelle zone di sosta appositamente predisposte, infine, i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla segnaletica, il che significa rispettare orientamento, delimitazioni e eventuali indicazioni di stalli riservati o regolamentati.

Regole per la sosta fuori e dentro i centri abitati

La distinzione tra sosta dentro e fuori i centri abitati emerge con chiarezza dalle norme che vietano la fermata e la sosta in determinate posizioni. L’articolo 158 del Codice della Strada elenca una serie di casi in cui fermata e sosta sono vietate, con differenze specifiche a seconda che ci si trovi in ambito urbano o extraurbano. Ad esempio, la fermata e la sosta sono vietate in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie, nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, fornici e portici, salvo diversa segnalazione. Sono inoltre vietate sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità, per evitare situazioni di scarsa visibilità e manovre improvvise da parte degli altri conducenti.

Lo stesso articolo 158 distingue poi le intersezioni fuori e dentro i centri abitati: fuori dai centri abitati la fermata e la sosta sono vietate in corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione, mentre nei centri abitati il divieto riguarda la corrispondenza delle aree di intersezione e la prossimità delle stesse a meno di cinque metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione. Questa differenza tiene conto della diversa densità di traffico e della maggiore presenza di manovre di svolta in ambito urbano, imponendo distanze minime per garantire la visibilità e la fluidità delle manovre di incrocio e svolta.

L’articolo 158 vieta inoltre la fermata e la sosta sui passaggi e attraversamenti pedonali, sui passaggi per ciclisti, sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime, nonché sui marciapiedi salvo diversa segnalazione. Sono vietate anche negli spazi riservati alla fermata e alla sosta dei veicoli elettrici e negli spazi riservati alla ricarica di tali veicoli, con una disciplina specifica per i veicoli elettrici che non effettuano l’operazione di ricarica o che permangono oltre un certo tempo dopo il completamento della ricarica. Queste previsioni valgono sia dentro che fuori i centri abitati, ma assumono particolare rilievo in ambito urbano, dove la compresenza di pedoni, ciclisti e veicoli richiede una gestione rigorosa degli spazi.

Per quanto riguarda la sola sosta, l’articolo 158 la vieta, tra l’altro, allo sbocco dei passi carrabili, ovunque venga impedito l’accesso o lo spostamento di veicoli regolarmente in sosta, in seconda fila (salvo veicoli a due ruote), negli spazi riservati al trasporto pubblico, nelle aree destinate al mercato o al carico e scarico nelle ore stabilite, sulle banchine salvo diversa segnalazione, negli spazi riservati ai veicoli per persone invalide o al permesso rosa, nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici, nelle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati. Nei centri abitati è inoltre vietata la sosta dei rimorchi quando siano staccati dal veicolo trainante, salvo diversa segnalazione. Queste regole, integrate con le possibilità di regolamentazione locale previste dall’articolo 7 del Codice della Strada, definiscono un quadro articolato in cui il conducente deve sempre verificare segnaletica verticale e orizzontale prima di lasciare il veicolo in sosta.

Obblighi del conducente durante la fermata e la sosta

Oltre al corretto posizionamento del veicolo e al rispetto dei divieti di fermata e sosta, il Codice della Strada impone specifici obblighi di comportamento al conducente. L’articolo 157 stabilisce che, durante la fermata, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia, e che la fermata non deve arrecare intralcio alla circolazione. Questo comporta una valutazione preventiva del luogo scelto per la fermata: anche se non espressamente vietato, il punto prescelto non deve creare ostacoli alla visibilità, restringere eccessivamente la carreggiata o costringere gli altri utenti a manovre pericolose. Il conducente deve quindi mantenere il controllo del veicolo e la capacità di spostarlo immediatamente in caso di necessità.

Per la sosta, lo stesso articolo prevede che il veicolo debba avere il motore spento, a conferma del carattere non temporaneo della sospensione della marcia. L’articolo 158 del Codice della Strada aggiunge che, durante la sosta e la fermata, il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso. Questo obbligo comprende tutte le misure ragionevoli per garantire che il veicolo non si muova in modo incontrollato e non possa essere utilizzato da terzi non autorizzati. Rientrano in questa logica, ad esempio, la corretta azione sul freno di stazionamento e la chiusura del veicolo quando il conducente si allontana, in funzione delle caratteristiche del mezzo e del contesto.

In ambito autostradale e sulle strade extraurbane principali, l’articolo 176 del Codice della Strada introduce ulteriori obblighi connessi alla sosta di emergenza. È vietato circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia, e in caso di ingorgo è consentito transitare su tali corsie solo al fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita. Inoltre, quando la corsia di emergenza manca o è occupata da veicoli in sosta di emergenza, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono disporsi il più vicino possibile alla striscia di sinistra per consentire il passaggio dei veicoli di polizia e di soccorso. Queste prescrizioni evidenziano come, in situazioni di arresto forzato o di emergenza, il conducente debba sempre considerare la necessità di garantire l’accesso ai mezzi di soccorso.

Infine, va ricordato che la violazione delle norme su fermata e sosta comporta sanzioni amministrative, la cui prevenzione e accertamento possono essere affidati, oltre che agli organi di polizia stradale, anche a personale specificamente designato. L’articolo 12-bis del Codice della Strada prevede infatti che, con provvedimento del sindaco, possano essere conferite funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta e fermata a dipendenti comunali, a personale delle società che gestiscono la sosta a pagamento o dei servizi di trasporto pubblico, con potere di contestare le infrazioni agli articoli 7, 157 e 158 e di disporre la rimozione dei veicoli nei limiti degli ambiti affidati. Questo quadro rafforza l’importanza, per ogni conducente, di conoscere e rispettare puntualmente le regole su arresto, fermata, sosta e sosta di emergenza, per evitare non solo sanzioni, ma anche situazioni di pericolo per la sicurezza stradale complessiva.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.