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Come farsi annullare o togliere una multa stradale già ricevuta?

Guida pratica per valutare quando chiedere l’annullamento di una multa stradale, come presentare ricorso e quando può convenire pagare la sanzione

Come farsi togliere una multa: quando è possibile l’annullamento e quali strade esistono
diRedazione

Molti automobilisti, dopo aver trovato una busta bianca nella cassetta della posta, pagano subito per paura di peggiorare la situazione, senza chiedersi se quella multa sia davvero valida. Un errore frequente è non controllare termini di notifica, dati del verbale o corretto funzionamento degli strumenti di rilevazione. Conoscere quando è possibile ottenere l’annullamento o l’archiviazione della sanzione aiuta a evitare pagamenti inutili e a scegliere il percorso giusto tra autotutela, Prefetto e Giudice di Pace.

In quali casi una multa può essere annullata o archiviata

Una multa può essere annullata o archiviata quando presenta vizi formali, problemi di notifica o errori sostanziali sui fatti contestati. Rientrano in questa categoria, ad esempio, verbali con dati anagrafici errati, targa sbagliata, indicazioni imprecise di luogo e ora, oppure notifiche recapitate oltre i termini previsti dalla legge. In altri casi, la contestazione può essere infondata perché il veicolo non era sul posto, perché il conducente aveva un’esenzione o perché l’apparecchiatura di controllo non risulta correttamente omologata o verificata.

Per capire se esistono margini per chiedere l’annullamento, è utile analizzare con attenzione il verbale, verificando ogni campo e confrontando i dati con la situazione reale. Se la multa arriva da autovelox, tutor o sistemi simili, può essere decisivo controllare la presenza di errori di forma o di indicazioni mancanti: a questo scopo può aiutare una lettura ragionata di come è compilato il verbale, come spiegato nell’approfondimento su come leggere una multa da autovelox o tutor per capire se ci sono vizi di forma. Se emergono anomalie concrete, allora ha senso valutare una richiesta di annullamento o un ricorso formale.

Differenza tra annullamento in autotutela e ricorso formale

L’annullamento in autotutela è una richiesta rivolta direttamente all’ente che ha emesso il verbale (Comune, Polizia Locale, ente gestore), chiedendo che la multa venga corretta o cancellata perché manifestamente illegittima o errata. Si tratta di una procedura amministrativa “di cortesia”, non sempre regolata in modo uniforme, che non sostituisce i rimedi previsti dal Codice della Strada. L’ente può accogliere l’istanza e archiviare il verbale, oppure respingerla senza che ciò chiuda automaticamente la strada al ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

Il ricorso formale, invece, è un atto con valore legale che si presenta, alternativamente, al Prefetto o al Giudice di Pace, come ricordato da diverse amministrazioni comunali e da pubblicazioni specialistiche sul tema delle sanzioni stradali, ad esempio la guida della Fondazione Caracciolo dell’ACI disponibile su La strada delle sanzioni. Una volta scelto uno dei due canali, non è possibile attivare contemporaneamente l’altro sullo stesso verbale. Il ricorso segue termini e modalità precise e, se respinto, può comportare l’obbligo di pagare un importo più elevato rispetto alla sanzione originaria, come evidenziato anche in un approfondimento ACI sui ricorsi al Giudice di Pace consultabile su ACI – ricorsi al Giudice di Pace.

Un errore frequente è confondere l’istanza di autotutela con un vero ricorso: se si presenta solo una richiesta di annullamento al Comune e non si rispettano i termini per il ricorso formale, si rischia di perdere la possibilità di opporsi legalmente alla multa. Per questo, prima di puntare tutto sull’autotutela, conviene valutare se affiancarla o meno a un ricorso nei tempi previsti, tenendo conto che il pagamento della sanzione in misura ridotta, secondo quanto ricorda il Comune di Milano sul servizio dedicato ai verbali, comporta la rinuncia al ricorso, come indicato nella pagina “Pagamento di un verbale d’infrazione al Codice della Strada” disponibile su Polizia Locale Milano – multe e sanzioni.

Come chiedere l’annullamento al Comune: documenti e tempi

Per chiedere l’annullamento di una multa al Comune o all’ente che ha emesso il verbale, occorre predisporre una richiesta scritta chiara e motivata. In genere è necessario indicare i dati del destinatario, gli estremi del verbale (numero, data, targa del veicolo), la descrizione sintetica dei fatti e, soprattutto, i motivi specifici per cui si ritiene che la sanzione sia illegittima o errata. Alla domanda vanno allegati i documenti utili a dimostrare quanto dichiarato: copia del verbale, eventuali fotografie, certificazioni, dichiarazioni di terzi, documenti del veicolo o del conducente, oltre a un documento di identità in corso di validità.

Le modalità di invio possono variare da Comune a Comune: spesso sono ammessi la posta elettronica certificata, la raccomandata o la consegna a mano presso gli uffici competenti. Alcune amministrazioni mettono a disposizione moduli specifici per il ricorso o per gli scritti difensivi, come avviene per esempio a Roma, dove il modulo per il ricorso avverso verbale di violazione consente anche di chiedere l’annullamento del verbale, come si può verificare nel documento pubblicato su Comune di Roma – ricorso avverso verbale. Se la richiesta viene presentata in autotutela, è prudente non attendere l’ultimo momento: se l’ente non risponde o rigetta l’istanza, bisogna essere ancora in tempo per valutare un ricorso formale.

Un caso tipico riguarda le multe per accesso a zone a traffico limitato o aree a pagamento, come l’Area C di Milano: se, ad esempio, il veicolo era esente o il pass era stato regolarmente attivato ma non risulta nei sistemi, nella richiesta di annullamento è fondamentale allegare le prove (ricevute, schermate, attestazioni). In situazioni simili può essere utile confrontare la propria posizione con quanto spiegato nell’approfondimento dedicato a quando conviene il ricorso contro una multa Area C e quali prove servono, per capire quali documenti possono risultare più convincenti per l’ente accertatore.

Quando conviene fare ricorso e quando è meglio pagare

Decidere se fare ricorso o pagare la multa richiede una valutazione pratica dei pro e contro. Conviene prendere in considerazione la solidità delle proprie ragioni, la presenza di prove concrete, i possibili costi aggiuntivi e il tempo da dedicare alla procedura. Secondo quanto spiegato da associazioni di consumatori come Altroconsumo, una multa può essere contestata con ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, ma il pagamento della sanzione chiude la possibilità di presentare ricorso sullo stesso verbale, come ricordato nella pagina dedicata a come fare ricorso per una multa. Questo significa che, se si paga subito, si rinuncia a ogni contestazione successiva.

In generale, il ricorso può avere senso quando si dispone di elementi oggettivi: errori evidenti nel verbale, mancanza di segnaletica, veicolo venduto prima dell’infrazione, esenzioni non considerate, apparecchiature di controllo potenzialmente non omologate o non correttamente segnalate, come richiamato anche da approfondimenti specialistici sulle sanzioni del Codice della Strada disponibili su ASAPS – ricorso contro le sanzioni. Se invece la violazione è stata effettivamente commessa e non emergono vizi formali, può essere più prudente pagare nei termini previsti, beneficiando delle eventuali riduzioni e evitando il rischio che, in caso di rigetto del ricorso, l’importo complessivo e le spese aumentino sensibilmente.

Un esempio concreto: se si riceve una multa da tutor in autostrada e, controllando il verbale, non emergono errori di targa, luogo, ora o limiti indicati, e non si hanno prove che dimostrino un malfunzionamento del sistema, il ricorso rischia di trasformarsi in una scommessa costosa. In casi simili può essere utile confrontare la propria situazione con le valutazioni su come capire se conviene fare ricorso contro una multa presa con il Vergilius o con i sistemi di rilevazione del rosso semaforico, come spiegato nell’analisi su quando conviene davvero fare ricorso contro una multa presa con il Photored, per avere un parametro di confronto prima di decidere.

Cosa succede se la richiesta di annullamento viene respinta

Se la richiesta di annullamento in autotutela viene respinta, o se l’ente non risponde, la multa resta valida e prosegue il suo iter ordinario. A questo punto, se i termini non sono ancora scaduti, è ancora possibile valutare un ricorso formale al Prefetto o al Giudice di Pace, secondo le modalità previste dal Codice della Strada e illustrate, ad esempio, da diversi Comuni italiani e da guide pratiche come quella pubblicata da Quattroruote su come fare ricorso e contestare una multa. Se invece non si presenta alcun ricorso e non si paga nei termini, la sanzione può essere iscritta a ruolo e affidata alla riscossione coattiva, con l’aggiunta di interessi e spese.

Un errore comune è pensare che la sola presentazione dell’istanza di annullamento blocchi automaticamente ogni scadenza: se l’ente non sospende formalmente i termini, questi continuano a decorrere. Se, ad esempio, si aspetta l’esito dell’autotutela e nel frattempo decorrono i termini per il ricorso, ci si può trovare senza più strumenti per contestare la multa. In caso di mancato pagamento, è importante sapere cosa può accadere: dall’aumento dell’importo fino alle possibili azioni esecutive, come spiegato nell’approfondimento su cosa succede se non pago una multa. Per evitare sorprese, è sempre consigliabile annotare le date di notifica e verificare sul sito del proprio Comune o dell’ente accertatore se sono previste procedure specifiche per la sospensione dei termini in pendenza di autotutela.