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Come funziona il divieto di guida in stato di ebbrezza e quali sono le sanzioni previste?

Spiegazione delle regole sulla guida in stato di ebbrezza, con fasce di tasso alcolemico, sanzioni previste e aggravanti per categorie di conducenti

Come funziona il divieto di guida in stato di ebbrezza e quali sono le sanzioni previste?
diEzio Notte

Un controllo con etilometro dopo una cena tra amici può trasformarsi in un problema serio se si sottovalutano gli effetti dell’alcol alla guida. Molti conducenti sbagliano pensando che “un paio di bicchieri” non comportino conseguenze, ignorando soglie, fasce di tasso alcolemico e sanzioni accessorie come sospensione o revoca della patente. Conoscere con precisione quando si è considerati in stato di ebbrezza e quali rischi si corrono permette di evitare errori costosi, sia sul piano economico sia su quello penale.

Quando si è considerati in stato di ebbrezza alla guida

La guida in stato di ebbrezza è disciplinata dall’art. 186 del Codice della Strada, che definisce il divieto di condurre veicoli dopo aver assunto bevande alcoliche in misura tale da alterare le capacità psicofisiche. In termini pratici, la verifica avviene tramite etilometro, con una o più misurazioni del tasso alcolemico nell’aria espirata. La norma considera rilevante non solo il superamento di determinate soglie, ma anche il comportamento del conducente, ad esempio in caso di incidente o guida pericolosa, che possono aggravare il quadro sanzionatorio.

Per i conducenti “ordinari” la legge prevede una soglia di tasso alcolemico oltre la quale si entra nelle fasce sanzionatorie previste dall’art. 186 CdS. Tuttavia, per alcune categorie come neopatentati, under 21 e conducenti professionali, l’art. 186-bis introduce regole più severe, con limiti più stringenti e sanzioni anche per valori di alcolemia che, per gli altri conducenti, non sarebbero puniti. È importante ricordare che il rifiuto di sottoporsi all’accertamento con etilometro è esso stesso sanzionato in modo pesante, come se si fosse in una delle fasce più gravi di tasso alcolemico.

Fasce di tasso alcolemico e relative sanzioni

L’art. 186 del Codice della Strada pubblicato dall’ACI distingue diverse fasce di tasso alcolemico, a ciascuna delle quali corrispondono sanzioni crescenti. Al di sopra della soglia minima prevista per i conducenti ordinari, si applicano sanzioni amministrative pecuniarie, sospensione della patente e, per i valori più elevati, anche sanzioni penali. La gravità delle conseguenze aumenta ulteriormente se la guida in stato di ebbrezza è causa di incidente stradale, con possibili arresti, revoca della patente e confisca del veicolo.

Le sanzioni non si limitano alla multa: possono includere la sospensione del titolo di guida per un periodo significativo, la decurtazione di punti dalla patente e, nelle ipotesi più gravi, l’iscrizione di un reato nel casellario giudiziale. In uno scenario concreto, un conducente fermato con un tasso alcolemico elevato dopo aver provocato un sinistro rischia non solo la perdita della patente per un lungo periodo, ma anche la confisca del veicolo e l’obbligo di affrontare un procedimento penale, con ripercussioni su lavoro, assicurazione e responsabilità civile verso i danneggiati.

Aggravanti per neopatentati, under 21 e conducenti professionali

L’art. 186-bis del Codice della Strada introduce un regime particolarmente rigoroso per alcune categorie considerate più a rischio o con maggiori responsabilità. Per i neopatentati, i conducenti di età inferiore a 21 anni e i conducenti professionali (ad esempio alla guida di veicoli adibiti al trasporto di persone o merci), il limite di alcolemia consentito è molto più basso rispetto agli altri conducenti, e in alcuni casi è previsto un vero e proprio divieto di assumere alcol prima di mettersi alla guida. Anche valori che per un conducente “normale” non comporterebbero sanzioni possono invece determinare multe e sospensioni per queste categorie.

Le aggravanti non riguardano solo la soglia di tasso alcolemico, ma anche l’entità delle sanzioni. Se un neopatentato o un conducente professionale viene sorpreso con un tasso alcolemico che rientra nelle fasce più elevate, le sanzioni pecuniarie e i periodi di sospensione della patente possono essere aumentati rispetto a quelli previsti per gli altri conducenti. In un caso pratico, un autista di autobus o un giovane che ha conseguito la patente da poco rischiano di perdere il lavoro o di compromettere seriamente la propria mobilità quotidiana anche per condotte che, per altri, avrebbero conseguenze meno pesanti.

Sospensione, revoca della patente e confisca del veicolo

Le conseguenze più temute della guida in stato di ebbrezza sono le sanzioni accessorie: sospensione o revoca della patente e confisca del veicolo. Come illustrato nella scheda dedicata dell’ACI sull’art. 186 CdS, la sospensione della patente è prevista già per le fasce meno gravi di tasso alcolemico, con durata che aumenta al crescere dell’alcolemia e in presenza di incidente. La revoca della patente interviene nelle ipotesi più serie, ad esempio quando il conducente in stato di ebbrezza provoca un sinistro con lesioni gravi o quando è recidivo in un arco temporale definito dalla legge.

La confisca del veicolo, che comporta la perdita definitiva del mezzo, è una misura particolarmente incisiva e può essere disposta nei casi più gravi di guida in stato di ebbrezza, soprattutto se il veicolo appartiene al conducente. Se, ad esempio, un automobilista viene sorpreso con un tasso alcolemico molto elevato dopo aver causato un incidente, può andare incontro non solo alla revoca della patente, ma anche alla confisca dell’auto, con conseguenze economiche immediate. Chi guida un’auto in leasing o intestata a terzi può invece vedere applicate misure diverse, come il fermo amministrativo, a seconda delle previsioni normative e delle valutazioni dell’autorità giudiziaria.

Consigli pratici per evitare la guida in stato di ebbrezza

Il modo più efficace per evitare sanzioni e rischi alla sicurezza è organizzarsi prima di bere alcolici. Una regola pratica è stabilire in anticipo un “guidatore designato” che si impegna a non bere, oppure pianificare il rientro con taxi, car sharing o mezzi pubblici. Se si è incerti sul proprio stato, è prudente considerare che fattori come peso, sesso, stanchezza e assunzione di farmaci possono amplificare gli effetti dell’alcol: anche se ci si sente lucidi, il tasso alcolemico potrebbe superare le soglie previste dalla legge, con tutte le conseguenze del caso in caso di controllo.

Un altro accorgimento utile è evitare di affidarsi a “metodi casalinghi” per smaltire l’alcol (caffè, docce fredde, passeggiate), che non riducono il tasso alcolemico in modo significativo. Se, ad esempio, dopo una serata si ha il dubbio di essere ancora sotto l’effetto dell’alcol, la scelta più sicura è lasciare l’auto parcheggiata e rientrare con un passaggio o un servizio di trasporto alternativo. Per approfondire il quadro delle sanzioni e delle buone pratiche di sicurezza stradale, è possibile consultare anche le informazioni messe a disposizione dall’Arma dei Carabinieri sulla guida in stato di ebbrezza, che offrono un utile promemoria dei rischi concreti legati alla combinazione tra alcol e guida.