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Come funzionano i limiti di velocità per i neopatentati?

Spiegazione dei limiti di velocità e potenza per i neopatentati, durata delle restrizioni, sanzioni previste e principali riferimenti al Codice della Strada

Limiti di velocità e potenza per neopatentati: regole e divieti
diEzio Notte

I neopatentati sono una categoria di conducenti a cui il Codice della Strada dedica regole specifiche su velocità, potenza dei veicoli e, in generale, limitazioni alla guida. Conoscere nel dettaglio queste norme è fondamentale non solo per evitare sanzioni, ma anche per impostare da subito uno stile di guida prudente e consapevole. In questo articolo analizziamo in modo sistematico chi è considerato neopatentato, quali limiti di velocità e di potenza si applicano, e quali sono le principali conseguenze in caso di violazioni, basandoci sulle disposizioni del Codice della Strada.

Chi è considerato neopatentato e per quanto tempo

Nel linguaggio comune si definisce neopatentato chi ha conseguito da poco la patente, ma il Codice della Strada collega questo status a precisi intervalli temporali e a specifiche categorie di abilitazione alla guida. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, si applicano particolari limitazioni nella guida, in particolare sui limiti di velocità. Questo significa che il periodo in cui un conducente è considerato neopatentato, ai fini delle limitazioni di velocità e di potenza, è fissato in tre anni dalla data di superamento dell’esame di guida, come precisato dallo stesso articolo, che indica la decorrenza automatica delle limitazioni dalla data di superamento dell’esame.

È importante sottolineare che le limitazioni non si applicano indistintamente a tutte le categorie di patenti, ma solo a quelle espressamente richiamate. L’articolo 117 fa riferimento alle categorie A2, A, B1 e B, che comprendono, in sintesi, motocicli di una certa potenza e gli autoveicoli tipicamente guidati con patente B. La durata triennale delle limitazioni è quindi legata al primo rilascio di queste categorie, e non a eventuali successivi rinnovi o conversioni. Inoltre, lo stesso articolo prevede che le modalità di indicazione dei limiti sulla carta di circolazione siano definite dal regolamento, a conferma del fatto che lo status di neopatentato ha riflessi anche sui documenti del veicolo.

Un ulteriore aspetto da considerare riguarda i conducenti che siano destinatari di particolari divieti in materia di sostanze stupefacenti. L’articolo 117 stabilisce che, per le persone destinatarie del divieto di cui all’articolo 75, comma 1, lettera a), del testo unico sugli stupefacenti, il divieto di guida di veicoli oltre determinati limiti di potenza ha effetto per i primi tre anni dal rilascio della patente. Questo collega lo status di neopatentato, in termini di limitazioni, anche a profili di idoneità personale e di sicurezza, non solo all’anzianità di guida. In pratica, per questi soggetti il periodo di attenzione normativa è particolarmente significativo, perché le limitazioni si intrecciano con valutazioni sulla loro affidabilità alla guida.

Va ricordato, infine, che il Codice della Strada disciplina in modo generale la validità delle diverse categorie di patente e le corrispondenze tra esse. L’articolo 125, ad esempio, definisce per quali veicoli è valida la patente di categoria B e come questa si estenda ad altre categorie, come B1 o A1. Questo quadro è utile per comprendere che lo status di neopatentato non è una “patente diversa”, ma una condizione che si innesta sulle normali categorie di abilitazione, influenzando quali veicoli si possono guidare e con quali limiti, soprattutto nei primi anni di esperienza.

Limiti di velocità specifici per i neopatentati

Il cuore della disciplina sui neopatentati, per quanto riguarda la velocità, è contenuto nell’articolo 117, che introduce limiti più restrittivi rispetto a quelli generali previsti per gli altri conducenti. In particolare, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. Questi valori vanno confrontati con i limiti generali di velocità fissati per le diverse tipologie di strade, ma per i neopatentati assumono carattere vincolante, indipendentemente da eventuali limiti più elevati indicati dalla segnaletica.

Le limitazioni di velocità per i neopatentati operano in modo automatico, senza bisogno di specifiche annotazioni sulla patente, e decorrono dalla data di superamento dell’esame di guida, come chiarito dallo stesso articolo 117. Questo significa che, dal giorno in cui si supera l’esame pratico e si ottiene la patente, il conducente è tenuto a rispettare i limiti ridotti, anche se la segnaletica stradale consente velocità maggiori. La disciplina si applica alle categorie di strade espressamente indicate: autostrade e strade extraurbane principali, che sono quelle dove, per natura e caratteristiche, le velocità di esercizio sono più elevate e quindi il rischio connesso all’inesperienza del conducente è maggiore.

Per comprendere appieno la portata di queste limitazioni, è utile richiamare il ruolo generale delle norme sulla velocità nel Codice della Strada. L’articolo 141 disciplina il comportamento del conducente in relazione alla velocità, imponendo che questa sia sempre adeguata alle condizioni della strada, del traffico e della visibilità, mentre l’articolo 142 fissa i limiti massimi di velocità per le diverse categorie di strade e veicoli. Le regole sui neopatentati si innestano su questo quadro generale, introducendo limiti più bassi in determinate situazioni, proprio per compensare la minore esperienza alla guida e ridurre il rischio di incidenti gravi.

Un ulteriore elemento da considerare è l’effetto delle violazioni dei limiti di velocità commesse dai neopatentati sul piano sanzionatorio. L’articolo 195 prevede che le sanzioni amministrative pecuniarie per alcune violazioni, tra cui quelle relative agli articoli 141 e 142, siano aumentate di un terzo quando la violazione è commessa nella fascia oraria notturna, tra le 22 e le 7. Questo incremento si applica anche ai neopatentati, che quindi, in caso di superamento dei limiti di velocità nelle ore notturne, si trovano esposti a sanzioni più elevate. La combinazione tra limiti ridotti e maggiorazioni notturne rende particolarmente rilevante, per chi ha appena conseguito la patente, mantenere una condotta prudente soprattutto su autostrade e strade extraurbane principali.

Limiti di potenza dei veicoli guidabili con patente B

Oltre ai limiti di velocità, il Codice della Strada introduce per i neopatentati con patente B anche specifiche limitazioni sulla potenza dei veicoli che possono essere guidati. L’articolo 117, al comma 2-bis, stabilisce che ai titolari di patente di guida di categoria B, per i primi tre anni dal rilascio, non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t. Questo parametro mette in relazione la potenza del motore con la massa del veicolo, in modo da limitare l’accesso, nei primi anni di guida, a veicoli particolarmente prestazionali in rapporto al loro peso.

Per i veicoli di categoria M1, cioè quelli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente, l’articolo 117 prevede un’ulteriore soglia: oltre al limite di potenza specifica di 75 kW/t, si applica anche un limite di potenza massima pari a 105 kW. Questo significa che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente B, un neopatentato non può guidare autovetture che superino uno di questi due parametri, anche se la potenza specifica rientra nel limite ma la potenza massima è superiore, o viceversa. La norma si applica anche ai veicoli M1 elettrici o ibridi plug-in, a conferma del fatto che il legislatore considera la potenza complessiva del veicolo, indipendentemente dal tipo di alimentazione.

La disciplina prevede alcune eccezioni mirate. Le limitazioni di potenza non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’articolo 188, purché la persona invalida sia presente sul veicolo. Inoltre, le stesse limitazioni non si applicano se, a fianco del conducente neopatentato, si trova, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, oppure valida per la categoria superiore. In queste situazioni, il legislatore ritiene che la presenza di un soggetto esperto o la particolare finalità sociale del trasporto giustifichino una deroga ai limiti di potenza.

È utile inquadrare queste limitazioni nel sistema generale delle categorie di veicoli e patenti. L’articolo 47 classifica i veicoli in diverse tipologie, tra cui gli autoveicoli, mentre l’articolo 125 chiarisce che la patente di categoria B è valida, sul territorio nazionale, anche per condurre alcuni tricicli di potenza superiore a 15 kW e i veicoli della categoria A1, a determinate condizioni. Tuttavia, per i neopatentati con patente B, la possibilità di guidare veicoli più potenti resta comunque condizionata dal rispetto dei limiti di potenza specifica e massima fissati dall’articolo 117, che prevalgono come disciplina speciale nei primi tre anni dal rilascio della patente.

Sanzioni e conseguenze per chi non rispetta le limitazioni

Il mancato rispetto delle limitazioni previste per i neopatentati comporta conseguenze rilevanti sul piano sanzionatorio. L’articolo 117, oltre a definire limiti di velocità e di potenza, prevede che la violazione di tali disposizioni sia soggetta alle sanzioni amministrative stabilite dal Codice della Strada, che possono comprendere sia il pagamento di somme di denaro sia sanzioni accessorie sulla patente. In particolare, la guida di veicoli che superano i limiti di potenza specifica o massima, o il superamento dei limiti di velocità ridotti per i neopatentati, rientrano tra le condotte che il legislatore considera pericolose in relazione all’inesperienza del conducente.

Per quanto riguarda gli importi delle sanzioni pecuniarie, l’articolo 195 stabilisce i principi generali di applicazione delle sanzioni amministrative, prevedendo che esse consistano nel pagamento di una somma di denaro compresa tra un limite minimo e un limite massimo fissato dalla singola norma violata. Lo stesso articolo precisa che, nella determinazione concreta della sanzione, si deve tener conto della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’agente per attenuarne le conseguenze, della personalità del trasgressore e delle sue condizioni economiche. Inoltre, per alcune violazioni, tra cui quelle relative ai limiti di velocità, è previsto un aumento di un terzo se commesse nella fascia oraria notturna, tra le 22 e le 7, con effetti anche per i neopatentati.

Quando un neopatentato commette più violazioni contemporaneamente, ad esempio superando i limiti di velocità e violando altre norme di comportamento, trova applicazione l’articolo 198, che disciplina il caso di più violazioni di norme che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie. La norma stabilisce che, salvo diversa previsione, chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni o commette più violazioni della stessa disposizione soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata fino al triplo. Questo meccanismo può incidere in modo significativo sulla posizione del neopatentato, perché la combinazione di più infrazioni in un unico episodio può portare a sanzioni molto più pesanti rispetto alla singola violazione.

Accanto alle sanzioni pecuniarie, il Codice della Strada prevede anche sanzioni accessorie sulla patente, come la sospensione o la revoca, che assumono particolare rilievo per i neopatentati. Sebbene la disciplina dettagliata di sospensione e revoca sia contenuta in altri articoli, è importante ricordare che, in presenza di condotte gravi, come la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, le conseguenze possono includere la revoca della patente e il divieto di conseguirne una nuova per un certo periodo, come previsto, ad esempio, dall’articolo 187 in relazione alle sostanze stupefacenti. Per un neopatentato, ciò significa non solo la perdita del titolo di guida, ma anche l’azzeramento del percorso di esperienza che il legislatore intendeva accompagnare con le limitazioni di velocità e potenza.

Fonti normative

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.