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Come funzionava la proroga della revisione auto con il decreto Cura Italia?

Spiegazione delle proroghe straordinarie della revisione auto previste dal decreto Cura Italia e delle attuali regole ordinarie in vigore

Proroga revisione auto con il decreto Cura Italia: come funzionava e per quali veicoli
diRedazione

Molti automobilisti hanno continuato a circolare con la revisione scaduta durante l’emergenza Covid-19 convinti di essere coperti da una “proroga generale”, ma senza capire bene limiti e date. Comprendere come funzionava davvero la proroga del decreto Cura Italia aiuta a ricostruire se si era in regola allora, a evitare errori oggi e a non confondere quelle misure eccezionali con le attuali scadenze ordinarie della revisione.

Perché il decreto Cura Italia ha previsto una proroga per la revisione auto

La proroga della revisione auto con il decreto Cura Italia nasce dall’esigenza di garantire la continuità della circolazione durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, quando gli uffici della Motorizzazione e molti centri di controllo erano chiusi o operavano con forti limitazioni. Il legislatore ha dovuto bilanciare due esigenze: da un lato la sicurezza stradale legata al controllo periodico dei veicoli, dall’altro la necessità di non bloccare trasporti, lavoro e spostamenti essenziali a causa dell’impossibilità materiale di effettuare la revisione nei termini ordinari.

L’articolo 92 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (cosiddetto Cura Italia) ha quindi introdotto una disciplina speciale sui termini di revisione dei veicoli di cui all’articolo 80 del Codice della Strada, prevedendo uno slittamento delle scadenze per chi non poteva rispettare i controlli programmati. La successiva legge di conversione ha confermato questo impianto emergenziale, che si è poi intrecciato con altre norme del medesimo decreto (in particolare l’articolo 103 sui documenti in scadenza) e con interventi successivi, anche a livello europeo, creando un quadro complesso che ha generato non pochi dubbi interpretativi tra gli utenti.

Un ulteriore tassello è rappresentato dalle indicazioni operative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diffuse tramite il Portale dell’Automobilista e le tabelle delle Motorizzazioni territoriali, che hanno tradotto le norme in scadenze concrete per mese di revisione originaria. Proprio queste tabelle hanno chiarito, ad esempio, fino a quando fosse consentita la circolazione per i veicoli con revisione in scadenza nei primi mesi del 2020, evitando che gli automobilisti si affidassero a interpretazioni personali o a notizie frammentarie.

Quali scadenze di revisione sono state prorogate e per quanto tempo

Per capire come funzionava la proroga della revisione con il Cura Italia occorre distinguere tra le diverse “ondate” di misure. Il cuore dell’intervento nazionale è l’articolo 92, comma 4, del decreto-legge 18/2020, che – come riportato su Normattiva – ha prorogato al 31 ottobre 2020 il termine per effettuare la revisione periodica dei veicoli con scadenza entro il 31 luglio 2020. In pratica, chi aveva la revisione in scadenza in quel periodo poteva effettuare il controllo entro la nuova data senza incorrere nelle sanzioni previste per la mancata revisione.

Parallelamente, l’articolo 103 dello stesso decreto ha esteso la validità di una serie di documenti e autorizzazioni in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, comprendendo anche atti collegati alla revisione. Un avviso del Ministero, pubblicato sul Portale dell’Automobilista, ha chiarito che tali documenti restavano validi fino al 15 giugno 2020, come indicato nel relativo allegato PDF disponibile sul Portale stesso.

Per rendere più leggibile il quadro, alcune Motorizzazioni, come l’UMC di Ancona, hanno predisposto tabelle riepilogative che indicavano, per ciascun intervallo di scadenza originaria, la nuova data fino alla quale era consentita la circolazione. Nella tabella diffusa tramite il Portale dell’Automobilista si legge, ad esempio, che per le revisioni con scadenza compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 la circolazione era ammessa fino al 29 ottobre 2020, in applicazione dell’articolo 103 del DL 18/2020. Questo dato è importante perché mostra come la proroga non fosse un generico “anno bianco”, ma un sistema di scadenze puntuali.

A queste misure nazionali si sono poi aggiunte le proroghe di fonte europea. Il Regolamento (UE) 2021/267 ha infatti previsto, per determinate categorie di veicoli (M, N e rimorchi O3-O4) con revisione in scadenza tra settembre 2020 e giugno 2021, uno slittamento di 10 mesi rispetto alla scadenza ordinaria. Una comunicazione del Portale dell’Automobilista dedicata proprio a questo regolamento spiega che la proroga di 10 mesi si inserisce nel solco delle misure emergenziali avviate dal Cura Italia, ma con un perimetro temporale e soggettivo diverso. È proprio l’intreccio tra queste norme che ha portato, fino al 2022, a un calendario di scadenze molto articolato, sintetizzato in una tabella ministeriale diffusa tramite il Portale.

Come verificare se la tua revisione ha beneficiato della proroga

Per verificare se un veicolo ha effettivamente beneficiato delle proroghe previste dal decreto Cura Italia e dalle norme successive, il primo passo è individuare con precisione la data di scadenza originaria della revisione. Questa informazione si ricava dal certificato di revisione o dal tagliando applicato sulla carta di circolazione, facendo attenzione a non confondere la data del controllo effettuato con la data di validità. Se, ad esempio, la revisione era in scadenza a maggio 2020, occorre verificare in quale fascia rientrava quella scadenza rispetto alle tabelle ministeriali per capire fino a quando la circolazione era consentita senza sanzioni.

Un secondo passaggio consiste nel confrontare la scadenza originaria con le finestre temporali previste dalle norme emergenziali. Se la revisione scadeva entro il 31 luglio 2020, si applicava la proroga al 31 ottobre 2020 prevista dall’articolo 92 del DL 18/2020, come riportato su Normattiva. Se invece la scadenza rientrava tra settembre 2020 e giugno 2021 e il veicolo apparteneva alle categorie interessate dal Regolamento (UE) 2021/267, la comunicazione del Portale dell’Automobilista indica una proroga di 10 mesi rispetto alla data ordinaria. In un caso concreto, se la revisione di un veicolo M1 scadeva a novembre 2020, allora – secondo quella disciplina – la nuova scadenza si spostava di 10 mesi, fermo restando il rispetto delle ulteriori condizioni previste dal regolamento europeo.

Per chi deve oggi ricostruire la propria posizione pregressa, può essere utile consultare la tabella di sintesi delle proroghe di validità fino al 31 marzo 2022 predisposta dal Ministero e diffusa tramite il Portale dell’Automobilista, che riassume l’effetto combinato dell’articolo 92 del Cura Italia e del Regolamento (UE) 2021/267. In parallelo, è sempre possibile verificare lo stato attuale della revisione del proprio veicolo e le scadenze future confrontandole con le regole ordinarie e con le indicazioni su chi deve fare la revisione nei prossimi anni, come spiegato nella pagina dedicata a chi deve fare la revisione dell’auto nel 2026 e come capire quando tocca al proprio veicolo.

Un errore frequente è ritenere che, avendo beneficiato di una proroga emergenziale, anche la scadenza successiva della revisione si sposti automaticamente rispetto alla data originaria. In realtà, le tabelle ministeriali chiariscono che la “nuova” scadenza di riferimento diventa la data in cui la revisione è stata effettivamente effettuata durante il periodo di proroga, e da quella data decorrono gli intervalli ordinari successivi. Se, ad esempio, un’auto con revisione biennale in scadenza a marzo 2020 è stata revisionata a settembre 2020 sfruttando la proroga, la successiva scadenza biennale si calcola a partire da settembre 2020, non da marzo 2020. Per evitare confusioni, può essere utile calcolare con precisione i giorni tra due date, ad esempio utilizzando i metodi illustrati nella guida su come calcolare i giorni tra due date per scadenze e termini legati all’auto.

Perché oggi non esistono più proroghe generali e quali sono le regole in vigore

Le proroghe introdotte dal decreto Cura Italia e dalle norme successive erano strettamente legate allo stato di emergenza Covid-19 e alla situazione eccezionale di chiusura o riduzione dei servizi. Una tabella di sintesi pubblicata dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, diffusa tramite il Portale dell’Automobilista, evidenzia che tali proroghe hanno avuto efficacia fino al 31 marzo 2022, data di riferimento per la fine del regime emergenziale riportata nel documento ministeriale. Terminato quel periodo, il sistema è tornato alla piena applicazione delle regole ordinarie del Codice della Strada sulla revisione periodica, senza ulteriori proroghe generalizzate.

Oggi, quindi, la revisione auto segue nuovamente gli intervalli temporali previsti dall’articolo 80 del Codice della Strada e dalla relativa normativa tecnica: la scadenza dipende dalla categoria del veicolo e dall’anzianità, e non esistono più slittamenti automatici legati all’emergenza sanitaria. Se un automobilista circola con revisione scaduta, non può invocare le vecchie proroghe del Cura Italia, perché si tratta di misure ormai esaurite e riferite a scadenze ben determinate nel tempo. In caso di controllo, l’assenza di revisione valida comporta le sanzioni amministrative e le possibili conseguenze accessorie previste dalla disciplina vigente, come illustrato nell’approfondimento su cosa succede se circolo con la revisione dell’auto scaduta o mai effettuata.

Un aspetto spesso sottovalutato è che, cessate le proroghe, la responsabilità di mantenere il veicolo in regola con la revisione ricade integralmente sul proprietario o sull’utilizzatore. Se oggi si prenota la revisione in ritardo rispetto alla scadenza indicata sul certificato, non esistono margini di tolleranza generalizzati come quelli introdotti nel 2020–2021: l’unica eccezione è la possibilità di circolare il giorno della prenotazione per recarsi al centro revisioni, se si è già oltre la scadenza, ma sempre assumendosi il rischio di eventuali contestazioni in caso di controlli. Per evitare equivoci, è consigliabile programmare con anticipo l’appuntamento presso un centro autorizzato, anche utilizzando strumenti di ricerca dedicati come il servizio di individuazione dei centri di revisione presenti su revisioneauto.eu, così da non trovarsi nuovamente a fare affidamento su proroghe che oggi non esistono più.