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Come saranno le auto tra 10 anni?

Evoluzione di tecnologie, normative, mobilità urbana e sistemi di assistenza alla guida per capire come scegliere l’auto adatta ai prossimi anni

Come saranno le auto tra 10 anni: scenari realistici tra elettrico, guida assistita e divieti
diRedazione

Molti automobilisti stanno rinviando l’acquisto della prossima vettura per paura di sbagliare tecnologia, tra elettrico, ibrido e motori tradizionali sotto pressione normativa. Capire come saranno le auto tra 10 anni aiuta a evitare scelte affrettate, come comprare un modello destinato a forti limitazioni d’uso o sottovalutare l’impatto di ZTL e blocchi del traffico sulla vita quotidiana.

Norme europee e italiane che cambieranno le auto nei prossimi 10 anni

Le norme europee sul clima stanno già orientando il modo in cui saranno progettate e vendute le auto del prossimo decennio. La Commissione europea ha delineato un quadro di lungo periodo per un settore automobilistico a basse emissioni, con obiettivi stringenti sulle emissioni allo scarico delle nuove vetture. Nel cosiddetto “automotive package” viene prospettata una riduzione molto forte delle emissioni delle auto nuove verso metà degli anni Trenta, con la possibilità di compensare una parte residua tramite materiali e carburanti a basse emissioni, come indicato dalla Commissione stessa nel documento dedicato al futuro del settore automobilistico europeo (automotive package).

Questa traiettoria europea si intreccia con le politiche italiane per la transizione ecologica. Secondo gli approfondimenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’Italia presenta ancora una densità di auto molto elevata e una quota relativamente bassa di immatricolazioni elettriche rispetto alla media UE, ma con un forte potenziale di cambiamento del parco circolante nel prossimo decennio (Stati Generali della Green Economy). Per chi guida, questo significa che le regole su emissioni, accesso alle città e incentivi tenderanno a favorire sempre più veicoli elettrici e ibridi, mentre i motori tradizionali potrebbero subire restrizioni crescenti, soprattutto nei centri urbani.

Un altro tassello importante è la pianificazione della rete elettrica nazionale. Nel Piano di sviluppo della rete elettrica, il MASE descrive scenari in cui la mobilità elettrica privata cresce in modo significativo entro il 2030, richiedendo un adeguamento delle infrastrutture di ricarica e della rete di trasmissione (Piano di sviluppo della rete elettrica 2023). Se questi scenari si concretizzeranno, tra 10 anni sarà normale trovare colonnine in molti contesti oggi poco serviti, e le auto saranno progettate dando per scontata una maggiore disponibilità di ricarica pubblica e privata.

Elettrico, ibrido, carburanti alternativi: quali tecnologie resteranno davvero

La domanda chiave per chi deve cambiare auto è capire quali tecnologie hanno più probabilità di restare centrali nei prossimi 10 anni. Le fonti ufficiali sulla mobilità sostenibile indicano che la quota di veicoli elettrici e ibridi è destinata ad aumentare in modo significativo entro il 2030‑2035, con una riduzione delle emissioni del trasporto stradale e un cambiamento strutturale del parco auto (Roadmap della mobilità sostenibile). Questo non significa che i motori a combustione spariranno, ma che saranno sempre più affiancati da sistemi elettrificati e, in alcuni casi, da carburanti alternativi a basse emissioni.

Nel breve‑medio periodo, è probabile che convivano diverse soluzioni: auto elettriche pure per chi percorre molti tragitti urbani o dispone di ricarica domestica, ibride per chi alterna città e extraurbano, e motori tradizionali alimentati con carburanti più puliti o miscele a minore impatto. In parallelo, carburanti come GPL e metano continueranno a giocare un ruolo di transizione, soprattutto per chi cerca costi di esercizio contenuti e percorrenze elevate. Un esempio è l’evoluzione del GPL rispetto al diesel, con scenari in cui il gas di petrolio liquefatto guadagna terreno come soluzione intermedia per chi non è ancora pronto al passaggio all’elettrico, come analizzato nell’approfondimento su perché nel 2026 il GPL sta sorpassando il diesel.

Un errore frequente è pensare che esista una sola tecnologia “giusta” per i prossimi 10 anni. In realtà, la neutralità tecnologica richiamata anche nel dibattito europeo lascia spazio a più soluzioni, purché compatibili con gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Per un automobilista che percorre soprattutto autostrada, per esempio, potrebbe restare sensato valutare motori termici efficienti o ibridi plug‑in, tenendo conto di come cambierà la disponibilità e il costo dei carburanti tradizionali, tema affrontato anche nell’analisi su come cambierà fare rifornimento di gasolio in autostrada dopo il 2026. La scelta migliore dipenderà quindi dal proprio profilo d’uso, più che da una previsione astratta sul “tramonto” di una tecnologia.

Blocchi del traffico, ZTL e città: come cambierà l’uso quotidiano dell’auto

L’uso quotidiano dell’auto in città è destinato a cambiare almeno quanto la tecnologia dei veicoli. Le politiche di mobilità sostenibile puntano a ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa‑lavoro, che oggi si basano ancora in larga parte sull’auto privata. Il Ministero dell’Ambiente, in un approfondimento dedicato alle abitudini di spostamento, indica come obiettivo l’espansione di soluzioni condivise, elettriche e multimodali che affianchino e in parte sostituiscano l’uso dell’auto tradizionale (soluzioni sostenibili per il tragitto casa‑lavoro). Questo si tradurrà, con ogni probabilità, in ZTL più estese, corsie preferenziali per mezzi pubblici elettrici e maggiori vantaggi per chi utilizza veicoli a basse emissioni.

Per l’automobilista, lo scenario tipico tra 10 anni potrebbe essere quello di un accesso al centro città consentito solo a veicoli elettrici, ibridi o comunque classificati come a basse emissioni, mentre i motori più inquinanti saranno confinati alle periferie o soggetti a blocchi temporanei in caso di picchi di smog. Se, ad esempio, si vive in un comune che ha già introdotto limitazioni ai veicoli più vecchi, è ragionevole aspettarsi un irrigidimento progressivo delle regole, con controlli automatizzati e integrazione con i sistemi di pagamento della sosta. In parallelo, il Green Deal europeo prevede target stringenti per autobus e camion, inserendo la trasformazione del trasporto su gomma in una traiettoria che influenzerà anche le politiche locali sulle auto private (Green Deal europeo e veicoli stradali).

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le microcar e i veicoli leggeri, che potrebbero diventare una soluzione diffusa per muoversi nelle ZTL con minori costi di gestione e requisiti di patente diversi rispetto alle auto tradizionali. Chi oggi sta valutando un mezzo di questo tipo dovrebbe considerare come cambieranno accessi, parcheggi e regole di circolazione per ciclomotori e microcar elettrici, temi già rilevanti per chi utilizza la patente AM con microcar elettriche tra ZTL, blocchi e parcheggi. Prepararsi a un contesto urbano più regolato significa quindi valutare non solo il tipo di motore, ma anche dimensioni del veicolo, facilità di parcheggio e compatibilità con le future regole cittadine.

ADAS e guida autonoma: quali sistemi saranno davvero di serie

Nel prossimo decennio, le auto saranno sempre più “software‑defined”, con sistemi di assistenza alla guida avanzati (ADAS) e funzioni di automazione progressiva. Già oggi molti modelli offrono frenata automatica d’emergenza, mantenimento di corsia e cruise control adattivo; tra 10 anni, è plausibile che questi sistemi diventino standard su gran parte delle nuove vetture vendute in Europa, anche per effetto di requisiti di sicurezza sempre più stringenti. L’evoluzione non riguarderà solo la quantità di sensori, ma soprattutto l’uso dell’intelligenza artificiale per interpretare l’ambiente e prevedere i comportamenti degli altri utenti della strada.

Le piattaforme di calcolo dedicate alla guida assistita stanno facendo un salto di generazione. Un esempio è l’accordo tra un grande costruttore cinese e un fornitore di tecnologia per adottare una piattaforma AI di nuova generazione, pensata per abilitare sistemi di guida assistita di livello molto avanzato, fino a scenari di automazione di livello 4 in contesti specifici. Secondo quanto riportato da una testata specializzata, queste soluzioni saranno centrali nelle auto di prossima generazione che arriveranno sul mercato entro pochi anni (accordo per piattaforma AI Drive Thor). Per chi guida, questo significa che tra 10 anni sarà normale delegare all’auto molte funzioni oggi manuali, come la gestione della velocità nel traffico o le manovre di parcheggio in spazi stretti.

Un errore da evitare è confondere “guida autonoma” con assenza totale di responsabilità del conducente. Anche con sistemi molto evoluti, è probabile che la normativa continui a richiedere un livello di attenzione e supervisione da parte del guidatore, almeno nella maggior parte degli scenari. In pratica, se si immagina di acquistare oggi un’auto da tenere per 8‑10 anni, conviene puntare su modelli aggiornabili via software, con ADAS già completi e predisposti per funzioni aggiuntive, piuttosto che inseguire promesse di guida completamente autonoma che potrebbero richiedere tempi più lunghi per essere pienmente autorizzate sulle strade aperte al traffico.

Come prepararsi oggi al futuro dell’auto senza scelte affrettate

Prepararsi al futuro dell’auto significa combinare scenari di lungo periodo con esigenze personali concrete. Le istituzioni europee stanno discutendo anche nuove categorie di veicoli elettrici compatti e accessibili, le cosiddette E‑Car, pensate per offrire auto piccole e meno costose, con una revisione del quadro normativo che tenga conto della neutralità tecnologica e della necessità di mantenere la produzione in Europa (piano per auto elettriche piccole e accessibili). Questo lascia intendere che, tra 10 anni, il mercato potrebbe offrire molte più opzioni di citycar elettriche e veicoli compatti pensati per l’uso urbano quotidiano.

Per evitare scelte affrettate, può essere utile seguire alcuni passaggi pratici prima di decidere quale auto acquistare oggi, sapendo che dovrà restare attuale per un decennio:

  • valutare con attenzione il proprio chilometraggio annuo e il mix città/autostrada, per capire se l’elettrico puro è già adatto o se ha più senso una forma di ibrido;
  • verificare i piani del proprio comune su ZTL, blocchi del traffico e parcheggi, così da evitare di acquistare un’auto che rischia di essere penalizzata a breve;
  • considerare la possibilità di ricarica domestica o sul luogo di lavoro, elemento decisivo per sfruttare al meglio un veicolo elettrico;
  • informarsi sulla disponibilità di infrastrutture di ricarica lungo i percorsi abituali, anche alla luce degli scenari di potenziamento della rete elettrica;
  • preferire modelli con aggiornamenti software over‑the‑air e ADAS completi, per mantenere l’auto “attuale” più a lungo.

Se, ad esempio, si vive in una grande città con ZTL in espansione e si percorrono soprattutto tragitti casa‑lavoro relativamente brevi, allora una piccola elettrica o una microcar a basse emissioni potrebbe rivelarsi la scelta più lungimirante, soprattutto se si dispone di un posto auto con possibilità di ricarica. Al contrario, chi vive in aree rurali e usa l’auto per lunghi viaggi autostradali potrebbe orientarsi su soluzioni ibride o termiche efficienti, tenendo d’occhio l’evoluzione dei carburanti alternativi e delle politiche fiscali. In ogni caso, monitorare periodicamente le fonti ufficiali su mobilità e clima permette di aggiornare le proprie decisioni senza farsi guidare solo dalle mode del momento.