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Come scegliere e usare un carrello porta auto in sicurezza?

Guida pratica per scegliere, omologare e usare in sicurezza un carrello porta auto, rispettando masse tecniche, patente richiesta, fissaggio del carico e limiti di velocità

Carrello porta auto: regole di traino, limiti di peso e consigli per l’acquisto
diRedazione

Molti automobilisti agganciano un carrello porta auto confidando “a occhio” su pesi, fissaggi e limiti di velocità, rischiando sanzioni e situazioni di instabilità in frenata o in curva. Per scegliere e usare il carrello in sicurezza serve invece leggere correttamente i libretti, rispettare le masse tecniche e fissare l’auto come un vero carico professionale, evitando errori tipici come sovraccarico sull’asse posteriore o cinghie posizionate male.

Norme per il traino di carrelli porta auto e requisiti di omologazione

La prima cosa da chiarire è che il carrello porta auto è un rimorchio a tutti gli effetti, quindi soggetto alle regole del Codice della Strada sui veicoli trainati. La normativa distingue le categorie di rimorchi e ne fissa le masse massime complessive a pieno carico in funzione del numero di assi: per esempio, per i rimorchi ad un asse sono previste masse fino ad almeno 6.000 kg, mentre per quelli a due assi si arriva ad almeno 22.000 kg, e per tre o più assi ad almeno 26.000 kg, alle condizioni costruttive indicate dall’articolo 62 del Codice della Strada, consultabile su Normattiva.

Per l’uso privato con autovettura, i carrelli porta auto sono normalmente rimorchi leggeri rispetto a questi limiti generali, ma devono comunque essere omologati per il trasporto di veicoli. Ciò significa che sul libretto del carrello devono risultare: categoria del veicolo, massa complessiva a pieno carico, eventuale presenza di freno proprio, dimensioni utili e, soprattutto, destinazione d’uso (trasporto veicoli). Un errore frequente è usare un generico rimorchio pianale non omologato per il trasporto auto: in caso di controllo o incidente, il carico può essere considerato irregolare, con possibili contestazioni sulla sicurezza del fissaggio e sulla corrispondenza tra uso e omologazione.

Masse tecniche, limiti di peso e quale patente serve per il traino

Per capire se un certo carrello porta auto è trainabile dal proprio veicolo, occorre incrociare le masse tecniche indicate sui due libretti. Da un lato c’è la “massa complessiva a pieno carico” del rimorchio, dall’altro la “massa massima rimorchiabile” del veicolo trainante, definita dalla normativa di attuazione del Codice della Strada come “massa totale rimorchiabile massima tecnicamente ammissibile”, cioè il limite di peso che il costruttore ha omologato come trainabile in sicurezza, come spiegato in un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Se la massa complessiva del carrello supera anche solo di poco la massa rimorchiabile indicata per l’auto, il complesso è irregolare, anche se il carrello viaggia scarico.

Oltre ai pesi, bisogna verificare quale patente è necessaria per condurre il complesso auto + carrello. Un provvedimento riportato in Gazzetta Ufficiale e su Normattiva chiarisce che con patente B si può guidare un veicolo di categoria B con rimorchio solo entro determinati limiti di massa massima autorizzata del rimorchio e del complesso. Quando questi limiti vengono superati, occorre una estensione o una patente specifica per il traino di rimorchi più pesanti. Per orientarsi tra B, B96 e BE e capire quando la sola B è sufficiente e quando serve un’estensione, è utile approfondire i casi tipici spiegati nella guida su rimorchi con la B, B96 e BE, così da scegliere il carrello porta auto compatibile con la propria abilitazione di guida.

FaseCosa verificareObiettivo
Controllo libretto autoMassa massima rimorchiabileCapire il peso massimo trainabile
Controllo libretto carrelloMassa complessiva a pieno caricoVerificare compatibilità con l’auto
Verifica patenteCategoria B, B96 o BEGuidare il complesso con titolo idoneo

Come scegliere il carrello porta auto in base a veicolo trainante e carico

La scelta del carrello porta auto parte sempre dal veicolo trainante: se l’auto ha una massa rimorchiabile limitata, sarà necessario orientarsi su un carrello leggero, magari con struttura più compatta e portata utile ridotta. Al contrario, un SUV o un veicolo con omologazione per traini più gravosi consente di valutare carrelli a doppio asse, più stabili e con maggiore capacità di carico. Un documento tecnico pubblicato in Gazzetta Ufficiale ricorda che nelle schede di omologazione deve essere indicata la “massa massima del rimorchio/macchina intercambiabile trainata”, dato che aiuta a capire il margine effettivo di traino.

Dal lato del carico, bisogna considerare il peso dell’auto da trasportare (compresi eventuali accessori montati) e la sua lunghezza. Se, ad esempio, si vuole caricare una vettura sportiva molto bassa, conviene un carrello con rampe lunghe e angolo di salita ridotto, per evitare urti al frontale. Se invece l’auto ha passo lungo e sbalzi importanti, è preferibile un pianale più esteso, così da non avere sporgenze eccessive. Un errore comune è scegliere il carrello solo in base alla portata dichiarata, senza valutare la distribuzione dei pesi: se il veicolo da trasportare è troppo arretrato o troppo avanzato rispetto all’asse del carrello, si rischiano sbandamenti o un carico eccessivo sul gancio di traino, con effetti negativi sulla direzionalità dell’auto trainante.

Carico, fissaggio dell’auto e controlli di sicurezza prima del viaggio

Il caricamento dell’auto sul carrello è una fase critica: l’obiettivo è ottenere una distribuzione equilibrata dei pesi e un fissaggio che renda il veicolo parte integrante del rimorchio. In pratica, l’auto va posizionata in modo che il carico sul timone non sia né troppo leggero (che favorisce il “serpeggio” del complesso) né eccessivo (che alleggerisce l’avantreno dell’auto trainante). Una volta in posizione, si utilizzano cinghie a cricchetto omologate, fissate ai punti previsti dal costruttore del carrello o del veicolo, evitando di ancorarsi a parti delicate come tubi di scarico o bracci sospensione non progettati per tali sforzi.

Prima di partire è buona pratica eseguire una vera e propria checklist di sicurezza. Se, ad esempio, si è caricato l’auto in fretta sotto la pioggia, conviene fermarsi in un’area sicura e verificare: chiusura corretta del gancio di traino con sicura inserita, collegamento del cavo di sicurezza, funzionamento di luci e indicatori di direzione del carrello, serraggio delle cinghie dopo qualche chilometro (il carico può assestarsi), pressione degli pneumatici del rimorchio. Una guida di Quattroruote dedicata al traino ricorda l’importanza di rispettare i limiti di massa rimorchiabile, distribuire correttamente il carico e ridurre la velocità per mantenere stabilità e spazi di frenata adeguati, come spiegato nell’approfondimento su consigli di sicurezza in caso di traino.

Velocità consentite, manovre e errori da evitare con il carrello porta auto

Con un carrello porta auto agganciato, il complesso rientra tra i “treni” di veicoli per i quali il Codice della Strada prevede limiti di velocità specifici. Un estratto dell’articolo sui limiti di velocità pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce che i treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di determinate categorie devono viaggiare a 70 km/h fuori dei centri abitati e a 80 km/h sulle autostrade, limiti più restrittivi rispetto alle autovetture senza rimorchio, come riportato nel documento disponibile in Gazzetta Ufficiale. Ignorare questi limiti significa non solo esporsi a sanzioni, ma anche ridurre drasticamente il margine di controllo in caso di frenata improvvisa o manovra di emergenza.

Nella guida quotidiana, gli errori più pericolosi con un carrello porta auto sono: affrontare le curve come se si fosse senza rimorchio, frenare bruscamente in discesa anziché usare marce basse, sottovalutare gli ingombri in retromarcia e nei sorpassi. Se, ad esempio, si entra in una rotonda troppo velocemente con il carrello carico, il trasferimento di carico può innescare ondeggiamenti difficili da correggere. Per ridurre i rischi è utile allenarsi in un parcheggio ampio alle manovre di retromarcia, ricordando che il rimorchio “sterza al contrario” rispetto al volante, e pianificare i viaggi con margini di tempo maggiori, così da non essere costretti a recuperare ritardi con velocità eccessive. Un ulteriore controllo utile, specie se il carrello viene usato saltuariamente, è verificare le scadenze di revisione del veicolo trainante, utilizzando metodi di calcolo affidabili come quelli descritti nella guida su calcolo della scadenza della revisione, così da non trovarsi con un’auto non in regola proprio quando serve trainare.