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Come scegliere un carrello porta moto per il trasporto su strada?

Criteri per confrontare tipologie, omologazione, costi e alternative al carrello porta moto per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze di trasporto

Carrello porta moto: come sceglierlo, omologazione, costi e regole di traino
diEzio Notte

Molti motociclisti scelgono il carrello porta moto solo in base al prezzo o all’estetica, salvo poi scoprire che l’auto non può trainarlo legalmente o che caricare la moto è complicato e rischioso. Valutare prima tipologia, pesi, omologazione e modalità di fissaggio permette di evitare sanzioni, problemi con l’assicurazione e situazioni pericolose in frenata o in emergenza.

Tipologie di carrello porta moto: mono, doppio, pianale e ribaltabile

La prima scelta riguarda il tipo di carrello porta moto, perché ogni configurazione ha pro e contro in termini di praticità, stabilità e costi. Il carrello mono moto è il più compatto e leggero: ideale se si trasporta sempre una sola moto e si ha poco spazio per il rimessaggio. Di solito offre una corsia centrale con canalina e rampa, sufficiente per naked, enduro o sportive di dimensioni standard, ma può risultare meno versatile con scooter a pedana larga o moto molto pesanti.

Il carrello doppio nasce per chi deve trasportare due moto o una moto più accessori (ad esempio un set di gomme o attrezzatura da pista). A parità di qualità costruttiva è più pesante e ingombrante, quindi richiede maggiore attenzione ai limiti di traino dell’auto e alla manovrabilità. Se si usa spesso con una sola moto, conviene verificare che siano presenti più punti di ancoraggio per distribuire bene il carico, evitando di viaggiare con la moto troppo decentrata rispetto all’asse del rimorchio.

I carrelli a pianale offrono una superficie chiusa, spesso in lamiera o legno, che permette di trasportare anche altri oggetti oltre alla moto. Sono più versatili ma pesano di più rispetto ai modelli con sole corsie, riducendo la portata utile per il veicolo. Un vantaggio concreto è la facilità di salire e scendere, soprattutto per scooter o moto basse, e la possibilità di aggiungere bauli o casse fissate al pianale. I carrelli ribaltabili, infine, facilitano enormemente il carico: il pianale si inclina e riduce l’angolo della rampa, utile se si viaggia da soli o con moto pesanti. Di contro, la meccanica di ribaltamento è più complessa e richiede manutenzione accurata per restare sicura nel tempo.

Se si prevede un uso misto (pista, viaggi, trasporto occasionale di scooter di amici), un carrello a pianale o doppio con canaline regolabili può essere una scelta più flessibile rispetto a un mono dedicato. Al contrario, chi ha un’auto con limiti di traino ridotti e un box stretto potrebbe preferire un mono leggero, magari richiudibile in verticale per occupare meno spazio a riposo.

Omologazione, peso e limiti di traino: cosa controllare su auto e carrello

La compatibilità tra auto e carrello porta moto non è scontata e va verificata sui documenti. Sul libretto dell’auto sono indicati i limiti di massa rimorchiabile e la massa complessiva del complesso veicolare, che devono essere rispettati quando si aggancia un rimorchio. Una direttiva del Ministero delle Infrastrutture chiarisce che la massa complessiva del complesso è data dalla somma tra tara del veicolo trattore e massa complessiva a pieno carico del rimorchio, parametro fondamentale nella scelta del carrello porta moto (direttiva MIT su massa complessiva).

Per i rimorchi, l’articolo 62 del Codice della Strada stabilisce i limiti di massa massima tecnicamente ammissibile: per i rimorchi su un solo asse, come molti carrelli porta moto, la massa complessiva a pieno carico può arrivare ad almeno 6 tonnellate, valore che rappresenta un tetto massimo normativo e non la portata effettiva del singolo modello, che sarà molto inferiore e indicata nella carta di circolazione del rimorchio (art. 62 Codice della Strada). Quando si valuta un carrello, è quindi essenziale confrontare: massa a vuoto del carrello, massa complessiva ammessa del carrello, massa rimorchiabile dell’auto e peso reale della moto con eventuali accessori.

L’articolo 167 del Codice della Strada, richiamato anche in un estratto aggiornato della Polizia di Stato, prevede che la massa complessiva a pieno carico dei veicoli adibiti al trasporto di cose, compresi i rimorchi leggeri, non possa superare i limiti indicati in carta di circolazione, con sanzioni specifiche in caso di eccedenza (estratto Codice della Strada). Un parere del Ministero dell’Interno, riportato da ASAPS, indica una tolleranza del 5% sulla massa complessiva accertata rispetto a quella indicata in carta di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di cose (tolleranza 5% sulla massa). Tuttavia, affidarsi sistematicamente a questa tolleranza è un errore: se si viaggia spesso vicino ai limiti, conviene scegliere un carrello più leggero o ridurre il carico per restare ampiamente entro i valori riportati sui documenti.

Un altro aspetto da non trascurare è la patente necessaria. Un documento del Parlamento europeo ricorda che per veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 tonnellate di massa massima ammissibile, comprensiva di eventuali rimorchi, è sufficiente la patente B (documento PETI Parlamento europeo). Se il complesso auto + carrello supera questo valore, possono essere richieste categorie superiori. Prima di acquistare un carrello molto robusto o di grande portata, è quindi opportuno verificare non solo i limiti di traino dell’auto, ma anche la categoria di patente posseduta e le regole nazionali applicabili, consultando le norme sul rilascio delle patenti di guida.

Costi di acquisto, gestione e assicurazione di un carrello porta moto

Quando si confrontano diversi carrelli porta moto, il prezzo di acquisto è solo una parte del quadro. Un modello economico ma pesante può richiedere un’auto più potente o limitare il carico utile, mentre un carrello più costoso ma leggero e ben progettato può ridurre consumi, usura dei freni e stress meccanico sul gancio traino. Nella valutazione complessiva rientrano anche eventuali costi per il montaggio e collaudo del gancio traino, la revisione periodica del rimorchio e la manutenzione di pneumatici, impianto luci e sistema di ribaltamento, se presente.

L’assicurazione è un altro elemento da considerare in ottica comparativa. Alcune polizze RC Auto prevedono l’estensione automatica al rimorchio quando è agganciato, altre richiedono un’estensione specifica o una copertura dedicata. Se si utilizza il carrello per spostamenti frequenti o per viaggi lunghi, può essere utile confrontare le condizioni delle diverse compagnie, valutando non solo il premio ma anche le esclusioni (ad esempio danni al carico o al rimorchio sganciato e parcheggiato su suolo pubblico). In caso di incidente con carico mal fissato, inoltre, la compagnia potrebbe rivalersi se emergono violazioni delle norme sul trasporto di cose, disciplinate dal Codice della Strada e approfondite nella sezione dedicata al Codice della Strada e regole di circolazione.

Un confronto realistico tra modelli dovrebbe includere anche gli accessori necessari: rampe aggiuntive, cavalletti, cinghie a cricchetto di buona qualità, blocca-ruota anteriore, eventuali sponde o teloni. Spesso un carrello apparentemente più costoso integra già alcuni di questi elementi, mentre un modello base richiede acquisti successivi che fanno lievitare il costo finale. Se si prevede di rivendere il carrello in futuro, vale la pena considerare anche la tenuta del valore nel tempo: marchi noti, omologazioni chiare e documentazione completa rendono più semplice la rivendita e riducono il rischio di contestazioni in caso di controlli.

Come caricare e fissare correttamente la moto sul carrello

La sicurezza del trasporto dipende in larga parte da come la moto viene caricata e fissata. Prima di salire sul carrello, è fondamentale verificare che la rampa sia ben agganciata e che il carrello sia in piano, con freno a mano inserito (se presente) e ruote bloccate. Se si carica da soli una moto pesante, conviene spingerla con il motore spento, usando la frizione solo per aiutarsi in salita e mantenendo sempre almeno un punto di appoggio saldo. Un carrello ribaltabile riduce l’angolo di salita e il rischio che la ruota posteriore slitti, ma richiede comunque attenzione alla stabilità durante la manovra.

Per il fissaggio, la regola di base è creare un sistema di ancoraggio ridondante, con almeno quattro punti: due anteriori e due posteriori. Le cinghie a cricchetto vanno agganciate a parti robuste del telaio o alle piastre della forcella, evitando manubri troppo stretti o componenti plastici. La moto deve essere leggermente compressa sulle sospensioni anteriori, in modo che non “rimbalzi” sulle buche, ma senza arrivare a fine corsa. Se si trasportano più moto, è importante che non si tocchino tra loro: in caso di urto o frenata brusca potrebbero danneggiarsi reciprocamente. Un errore frequente è fissare solo la ruota anteriore con un blocca-ruota senza usare cinghie adeguate: in caso di manovra d’emergenza, la moto può comunque spostarsi o inclinarsi pericolosamente.

Un controllo pratico consiste nel provare a muovere la moto con forza in tutte le direzioni dopo aver serrato le cinghie: se si nota gioco eccessivo, è meglio aggiungere un punto di ancoraggio o riposizionare le cinghie. Durante il viaggio, soprattutto nei primi chilometri, è consigliabile fermarsi e verificare la tensione delle cinghie, che può calare leggermente per assestamento. In caso di pioggia o lunghi tragitti autostradali, coprire la moto con un telo ben fissato può proteggerla da sporco e detriti, ma il telo non deve mai interferire con le luci o la targa del carrello, né svolazzare al punto da compromettere la visibilità degli altri utenti della strada.

Alternative al carrello porta moto: furgone, pick-up e servizi di trasporto

Prima di investire in un carrello porta moto, vale la pena confrontare anche le alternative. Un furgone offre il vantaggio di proteggere la moto dalle intemperie e dai furti, oltre a permettere il trasporto di attrezzi, ricambi e bagagli nello stesso vano. Di contro, richiede un veicolo dedicato o il noleggio, con costi e vincoli di parcheggio maggiori rispetto a un’auto con carrello. Dal punto di vista normativo, restano comunque da rispettare i limiti di massa complessiva e le regole sul fissaggio del carico, analoghe a quelle applicabili ai rimorchi.

Un pick-up con pianale aperto può essere una soluzione intermedia: consente di caricare la moto direttamente sul cassone, usando rampe e sistemi di fissaggio simili a quelli di un carrello. È però necessario verificare la portata utile del veicolo e la distribuzione dei pesi sull’asse posteriore, oltre a considerare l’altezza del pianale, spesso maggiore rispetto a quella di un carrello ribassato. Per chi usa la moto solo occasionalmente in pista o per trasferimenti sporadici, i servizi di trasporto specializzati rappresentano un’alternativa interessante: si paga solo quando serve, senza doversi occupare di gancio traino, assicurazione del rimorchio o rimessaggio. Tuttavia, si rinuncia alla flessibilità di partire quando si vuole e di modificare il programma all’ultimo momento.

La scelta tra carrello, furgone, pick-up o trasporto conto terzi dipende quindi da frequenza d’uso, budget, spazio disponibile e tipo di moto. Se, ad esempio, si possiede una sola moto stradale e si fanno pochi viaggi l’anno, un carrello leggero e facilmente rimessabile può essere la soluzione più equilibrata. Se invece si gestisce un piccolo team amatoriale con più moto e attrezzatura, un furgone o un pick-up ben allestito potrebbero risultare più efficienti, anche alla luce delle possibili modifiche alla viabilità in occasione di grandi eventi, come quelle già previste per le Olimpiadi Milano-Cortina, che possono influire sui tempi e sui percorsi di trasferimento.