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Come si deve circolare correttamente in autostrada?

Regole di circolazione in autostrada per uso corretto delle corsie, gestione delle emergenze e rispetto dei limiti di velocità

Come si deve circolare correttamente in autostrada?
diEzio Notte

L’autostrada è una delle infrastrutture più veloci e complesse della rete viaria: per circolare correttamente non basta “guidare dritto”, ma è necessario rispettare una serie precisa di divieti, obblighi e limiti fissati dal Codice della Strada. Conoscere queste regole significa ridurre il rischio di incidenti, gestire meglio le situazioni di emergenza e viaggiare in modo più scorrevole e responsabile.

Divieti fondamentali in autostrada: inversione, retromarcia, corsia di emergenza

Il primo punto chiave per circolare correttamente in autostrada riguarda i divieti assoluti che proteggono la sicurezza degli utenti. L’articolo 176 del Codice della Strada stabilisce che sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade classificate come autostrade e strade extraurbane principali è vietato invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico e percorrere la carreggiata nel senso opposto a quello previsto. Questi comportamenti, oltre a costituire un illecito, generano situazioni di conflitto frontale ad altissima energia, difficili da gestire anche per i conducenti più esperti.

Lo stesso articolo chiarisce che è vietato effettuare la retromarcia in autostrada, incluse le corsie per la sosta di emergenza, salvo le manovre strettamente necessarie all’interno delle aree di servizio o di parcheggio. Questo significa che, una volta imboccata una rampa o uno svincolo, non è possibile “tornare indietro” a colpi di marcia indietro se ci si accorge di avere sbagliato uscita: qualunque manovra del genere espone gli altri utenti a un pericolo imprevisto e spesso imprevedibile, perché chi sopraggiunge si aspetta che i veicoli procedano tutti nello stesso verso e a velocità relativamente elevate.

Altro elemento di rilievo è l’uso corretto della corsia di emergenza. La norma specifica che sulle corsie per la sosta di emergenza è vietato circolare: sono destinate esclusivamente all’arresto o alla ripresa della marcia in caso di necessità, ad esempio in presenza di un guasto o di un malore del conducente. Utilizzare questa corsia come “scorciatoia” per superare le code o per procedere più rapidamente rispetto al traffico non solo integra una violazione, ma ostacola il passaggio dei mezzi di soccorso e delle forze di polizia, cui la corsia di emergenza è funzionalmente riservata nelle situazioni critiche.

Infine, lo stesso quadro normativo vieta la circolazione sulle corsie di variazione di velocità (quelle di accelerazione e decelerazione) per finalità diverse dall’ingresso o dall’uscita dalla carreggiata principale. Queste corsie hanno una funzione ben precisa: consentire ai veicoli di adeguare progressivamente la velocità, in ingresso o in uscita, senza generare brusche differenze di andatura sulle corsie di marcia. Utilizzarle per sorpassare, per sostare senza motivo o per effettuare manovre azzardate significa trasformare un dispositivo di sicurezza in un fattore di rischio.

Uso corretto delle corsie di marcia, accelerazione e decelerazione

Per circolare in autostrada in modo ordinato è essenziale rispettare le regole sull’uso delle corsie. L’impegno corretto delle corsie è disciplinato, per le strade a più corsie, dall’articolo 143 del Codice della Strada, che impone ai veicoli di percorrere la corsia libera più a destra, riservando le corsie di sinistra prevalentemente al sorpasso. Questo principio si applica anche al contesto autostradale: mantenere la destra quando la corsia è libera consente di preservare fluidità e prevedibilità della circolazione, ma soprattutto riduce i conflitti tra veicoli che desiderano sorpassare e utenti che, senza motivo, occupano le corsie più interne.

Nel dettaglio, il già richiamato articolo 176 del Codice della Strada introduce obblighi specifici per le corsie di accelerazione e decelerazione. Per immettersi sull’autostrada è obbligatorio impegnare la corsia di accelerazione e dare la precedenza ai veicoli che già circolano sulla corsia di marcia. Ciò significa che chi entra non ha alcun “diritto di precedenza naturale”: deve regolare la velocità, accelerando lungo la corsia apposita, e inserirsi soltanto quando lo consenta lo spazio e il flusso presente sulla carreggiata principale, evitando frenate improvvise o tagli di corsia che possano costringere gli altri veicoli a manovre di emergenza.

Allo stesso modo, per uscire correttamente dall’autostrada è obbligatorio impegnare tempestivamente la corsia di destra e poi la corsia di decelerazione sin dal suo inizio. Il concetto di “tempestivamente” qui è cruciale: il conducente deve preparare l’uscita con un certo anticipo, evitando cambi di corsia all’ultimo momento, che possono sorprendere i veicoli sopraggiungenti o costringerli a frenate brusche. La corsia di decelerazione serve proprio a ridurre gradualmente la velocità dopo aver lasciato le corsie di marcia, e non deve essere confusa con un’area di sosta o con una semplice diramazione.

Le norme impongono anche l’obbligo di segnalare il cambio di corsia in modo tempestivo, secondo quanto previsto dalle disposizioni generali sulle manovre. L’articolo 176 del Codice della Strada richiama esplicitamente la necessità di usare correttamente gli indicatori di direzione per ogni cambiamento di corsia. Segnalare con anticipo le proprie intenzioni consente a chi segue o si trova sulle corsie adiacenti di adeguare la traiettoria e la velocità, evitando sorprese e riducendo il rischio di collisioni laterali, particolarmente pericolose alle velocità tipiche dell’autostrada.

Gestione di code, ingorghi e soste di emergenza

La circolazione in autostrada non è sempre scorrevole: incidenti, lavori o elevata intensità di traffico possono generare code e ingorghi. L’articolo 176 disciplina anche il comportamento da tenere in queste situazioni. In caso di arresto della circolazione per ingorghi o formazione di code, se la corsia di emergenza manca, è occupata da veicoli in sosta di emergenza o non è sufficiente al transito dei veicoli di polizia e di soccorso, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono disporsi il più vicino possibile alla striscia di sinistra. In pratica, si deve creare lo spazio necessario a consentire il passaggio dei mezzi di intervento, che devono raggiungere rapidamente il luogo dell’evento.

La normativa prevede inoltre che, in caso di ingorgo, sia consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza esclusivamente per uscire dall’autostrada, ma solo a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a 500 metri dallo svincolo. Si tratta di una deroga mirata: permette di alleggerire la coda nei pressi dell’uscita, ma non autorizza a percorrere lunghi tratti di corsia di emergenza per “saltare” il traffico. Fuori da questa specifica ipotesi, resta valido il divieto di circolare sulla corsia di emergenza se non per fermarsi o riprendere la marcia in occasione di una sosta di emergenza, come previsto dallo stesso articolo.

Quando un veicolo è costretto ad arrestarsi in autostrada per un guasto o per altre cause di forza maggiore, il rispetto delle regole sulla sosta di emergenza diventa decisivo per la sicurezza. L’obbligo di utilizzare la corsia per la sosta di emergenza, anziché arrestarsi sulle corsie di marcia, è funzionale a tenere il veicolo quanto più possibile fuori dal flusso. Posizionare correttamente il veicolo, restando quanto più vicino al margine destro della corsia di emergenza, consente ai mezzi che sopraggiungono di avere un corridoio libero, oltre a rendere più agevole eventuali operazioni di assistenza e recupero.

In tutte queste circostanze — code, ingorghi, soste forzate — torna centrale anche il principio generale della regolazione della velocità e del mantenimento del controllo del veicolo, sancito dall’articolo 141 del Codice della Strada, che impone di adeguare l’andatura alle condizioni del traffico, della strada e a ogni circostanza, per evitare situazioni di pericolo e garantire la possibilità di arresto tempestivo del veicolo. In prossimità di un rallentamento o di una colonna, quindi, è necessario ridurre gradualmente la velocità, mantenere distanze adeguate e prestare la massima attenzione ai cambiamenti improvvisi del flusso.

Rapporto tra limiti di velocità e sicurezza in autostrada

La velocità è uno degli elementi più caratteristici e delicati della circolazione autostradale. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce che, ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana, la velocità massima non può superare, in condizioni ordinarie, i 130 km/h per le autostrade. La stessa norma prevede anche che su determinate autostrade, a tre corsie più corsia di emergenza per senso di marcia e dotate di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media, i limiti possano essere elevati fino a 150 km/h, purché lo consentano le caratteristiche del tracciato, l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche e i dati di incidentalità.

La relazione tra limiti di velocità e sicurezza è ulteriormente rafforzata dalla previsione che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non possa superare i 110 km/h sulle autostrade e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Ciò rispecchia l’esigenza di tenere conto dell’aderenza ridotta, dell’aumento degli spazi di frenata e della visibilità compromessa che caratterizzano pioggia, neve o altre condizioni meteo avverse: la stessa infrastruttura, nelle stesse condizioni geometriche, diventa più rischiosa se il fondo è bagnato o scivoloso.

Accanto ai limiti massimi, la normativa riconosce anche la possibilità per gli enti proprietari delle strade di fissare limiti di velocità diversi, sia minimi sia massimi, entro i valori stabiliti dalla legge, in base alle caratteristiche concrete dei tratti di strada e alle esigenze della circolazione. Questo consente, per esempio, di imporre limiti inferiori su tratti in curva, in prossimità di cantieri, in zone con particolare incidentalità o dove il tracciato presenta elementi che richiedono maggiore prudenza, sempre con l’obbligo di adeguare tali limiti quando vengano meno le ragioni che ne hanno motivato l’introduzione.

Il rispetto dei limiti di velocità si intreccia con il dovere generale, previsto dall’articolo 141 del Codice della Strada, di regolare la velocità in modo da evitare ogni pericolo e mantenere sempre il controllo del veicolo, soprattutto nelle situazioni di visibilità limitata, nelle curve, nei tratti in discesa e in presenza di condizioni atmosferiche sfavorevoli. Questo significa che il limite indicato dal segnale non rappresenta un “obiettivo” da raggiungere in ogni caso, ma il valore massimo consentito: il conducente deve valutare se sia opportuno mantenere un’andatura inferiore, adeguata al carico del veicolo, allo stato del fondo, al traffico e a ogni altra circostanza che possa incidere sulla sicurezza.

Fonti normative

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.