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Come si interpretano le strisce e i segnali orizzontali sulla carreggiata secondo il Codice della Strada?

Segnaletica orizzontale su carreggiata e significato di linee, attraversamenti e isole di traffico secondo il Codice della Strada

Come si interpretano le strisce e i segnali orizzontali sulla carreggiata secondo il Codice della Strada?
diEzio Notte

Interpretare correttamente le strisce e i segnali orizzontali è fondamentale per guidare in sicurezza e rispettare gli obblighi previsti dal Codice della Strada. La segnaletica tracciata sull’asfalto non ha solo una funzione “decorativa”: regola la circolazione, guida le manovre e indica ai conducenti come comportarsi in prossimità di incroci, attraversamenti pedonali e ciclabili, corsie e isole di traffico.

Tipologie di segnali orizzontali previste dal Codice della Strada

Il Codice definisce i segnali orizzontali come quelli tracciati direttamente sulla superficie stradale, con lo scopo di regolare la circolazione, guidare gli utenti e fornire prescrizioni o indicazioni utili per particolari comportamenti di guida. In questo quadro generale, la legge li distingue nettamente dalla segnaletica verticale e luminosa, ma ne ribadisce l’obbligo di osservanza: gli utenti devono attenersi alle prescrizioni rese note dalla segnaletica, anche quando impongono comportamenti specifici rispetto alle regole generali della circolazione.

Secondo l’articolo 40 del Codice della Strada, i segnali orizzontali si dividono in diverse categorie, ciascuna con una funzione precisa nella gestione del traffico. Rientrano in questa famiglia le strisce longitudinali, che separano corsie e carreggiate; le strisce trasversali, legate soprattutto alle manovre di arresto; gli attraversamenti pedonali e ciclabili; le frecce direzionali che indicano le traiettorie consentite; iscrizioni e simboli a terra che richiamano obblighi o divieti; le strisce che delimitano gli stalli di sosta o le aree riservate; le isole di traffico o di presegnalamento di ostacoli; infine, le strisce che individuano le fermate dei veicoli in servizio di trasporto pubblico.

Le strisce longitudinali rappresentano l’elemento più immediatamente riconoscibile della segnaletica orizzontale, perché accompagnano il conducente lungo tutto il percorso e definiscono materialmente gli spazi di circolazione. Esse indicano il limite della corsia o della carreggiata e, a seconda che siano continue o discontinue, stabiliscono la possibilità o il divieto di oltrepassarle. Allo stesso modo, le strisce trasversali non sono semplici linee in prossimità di incroci o semafori, ma segni che individuano il punto esatto in cui il veicolo deve fermarsi per rispettare segnali e precedenze.

Accanto a queste linee principali, il Codice elenca anche attraversamenti pedonali e ciclabili, frecce direzionali, iscrizioni e simboli, strisce per la sosta, isole di traffico e delimitazioni delle fermate del trasporto pubblico. Ognuna di queste tipologie risponde a un’esigenza specifica di sicurezza e fluidità: ad esempio, gli attraversamenti evidenziano zone di possibile conflitto tra veicoli e utenti vulnerabili, le frecce ricordano l’obbligo di seguire determinate direzioni, le isole di traffico incanalano le correnti veicolari, mentre gli stalli di sosta impediscono la sosta disordinata lungo la carreggiata.

Significato di linee continue, discontinue e isole di traffico

Comprendere la differenza tra linee continue e discontinue è essenziale per evitare infrazioni e manovre pericolose. Il Codice stabilisce che le strisce longitudinali possono essere continue o discontinue: quelle continue, salvo il caso delle corsie di emergenza, indicano un limite invalicabile della corsia di marcia o della carreggiata; quelle discontinue, invece, delimitano corsie o carreggiate ma possono essere oltrepassate nel rispetto delle altre norme di circolazione. In pratica, la linea continua sull’asse o al margine della corsia segnala un confine che non deve essere valicato, mentre la discontinua consente, ad esempio, il cambio di corsia o il sorpasso se permesso dalle altre regole.

Una situazione particolare è quella in cui una striscia longitudinale continua affianca una discontinua. In questo caso, la combinazione di linee indica ai conducenti che si trovano alla destra della striscia discontinua la possibilità di oltrepassare entrambe, mentre chi si trova dalla parte della linea continua non può superare il limite così tracciato. La stessa norma precisa che le strisce longitudinali continue non devono essere oltrepassate e che è vietato valicarle, tranne dalla parte dove siano affiancate da una discontinua; le strisce discontinue, invece, possono essere superate, sempre nel rispetto di tutte le altre regole di circolazione.

Le strisce di margine continue hanno un’ulteriore funzione: segnalano il bordo della carreggiata, oltre il quale la circolazione è normalmente esclusa. Il Codice consente il loro oltrepassamento solo a veicoli in attività di servizio di pubblico interesse o a quelli che debbano effettuare una sosta di emergenza. A ciò si aggiungono specifici divieti: non è consentita la sosta sulle carreggiate i cui margini sono evidenziati da una striscia continua, né la circolazione sopra le strisce longitudinali, salvo nel momento del cambio di corsia; è inoltre vietata la circolazione di veicoli non autorizzati sulle corsie riservate, che sono spesso delimitate proprio da segnaletica orizzontale.

Un ruolo particolare è assegnato alle isole di traffico e alle isole di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata, espressamente indicate tra le tipologie di segnali orizzontali. Queste aree, di norma delimitate da strisce e campiture sull’asfalto, sono destinate a incanalare le correnti di veicoli e a separare le diverse direzioni di marcia o a proteggere punti critici come imbocchi di rampe e ostacoli fissi. In parallelo, la definizione di isola di canalizzazione contenuta tra le nozioni generali del Codice la descrive come una parte della strada, opportunamente delimitata e non transitabile, dedicata proprio a guidare le correnti di traffico. Dal punto di vista del comportamento di guida, queste isole non sono superfici percorribili: il conducente deve seguirne il profilo, senza salirvi o tagliare gli spazi delimitati.

Attraversamenti pedonali e ciclabili: diritti e doveri

Gli attraversamenti pedonali e ciclabili rappresentano il punto di incontro tra veicoli e utenti vulnerabili, e il Codice attribuisce loro un rilievo particolare all’interno della segnaletica orizzontale. Tra le categorie di segnali orizzontali rientrano espressamente gli attraversamenti pedonali e quelli ciclabili, ponendoli allo stesso livello di linee e frecce nel disciplinare la circolazione. Oltre alla funzione di canalizzare il flusso dei pedoni e dei ciclisti, questi attraversamenti segnalano al conducente l’obbligo di adottare maggiore prudenza e di prepararsi a un eventuale arresto del veicolo.

Il Codice prevede in modo chiaro che, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, i conducenti devono dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada o che hanno già iniziato l’attraversamento. Analogo comportamento è richiesto nei confronti dei ciclisti quando si trovano in corrispondenza di attraversamenti ciclabili, evidenziando così l’equiparazione, sotto il profilo della precedenza, tra chi si muove a piedi e chi procede in bicicletta lungo le strutture dedicate. Questa regola si innesta sul principio generale per cui gli utenti della strada devono rispettare la segnaletica, e in particolare i segnali orizzontali, anche se ciò comporta adeguare la marcia alle situazioni concrete di traffico.

Gli attraversamenti pedonali devono inoltre essere sempre accessibili anche alle persone non deambulanti su sedia a ruote; a tutela dei non vedenti, possono essere collocati segnali a pavimento o altri segnali di pericolo in prossimità degli stessi attraversamenti. Si tratta di indicazioni che rafforzano l’idea di una segnaletica orizzontale non solo al servizio dei veicoli, ma pensata per garantire condizioni di maggiore sicurezza a chi presenta fragilità o limitazioni nella mobilità. Il conducente che si avvicina a un passaggio pedonale deve quindi considerare non solo la presenza di chi è già sulla carreggiata, ma anche di chi si appresta a impegnarla.

La disciplina degli attraversamenti si collega infine a quella sui divieti di fermata e sosta: è vietato fermarsi o sostare sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, così come sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime. Tali divieti impediscono che veicoli in sosta o in fermata intralcino la visibilità e la percorribilità degli attraversamenti, garantendo a pedoni e ciclisti di poter utilizzare in sicurezza la zona appositamente tracciata sulla carreggiata. L’osservanza di queste regole, letta in combinazione con gli obblighi di precedenza, rappresenta un elemento chiave per ridurre i conflitti tra traffico veicolare e mobilità dolce.

Infrazioni tipiche legate alla segnaletica orizzontale

Molte violazioni connesse alla guida quotidiana derivano da un’interpretazione errata o da una sottovalutazione della segnaletica orizzontale. Il Codice stabilisce, innanzitutto, che gli utenti devono rispettare le prescrizioni rese note dalla segnaletica, anche quando queste appaiono in difformità rispetto ad altre regole della circolazione. Da ciò discende che ignorare una striscia di arresto, un attraversamento, una linea continua o una corsia riservata non è un errore formale, ma una violazione a pieno titolo delle norme sulla circolazione stradale.

Tra le infrazioni più tipiche vi è il valicamento o l’oltrepassamento di strisce longitudinali continue che segnano un limite invalicabile di corsia o di carreggiata. Il Codice chiarisce che tali strisce non devono essere oltrepassate e che è vietato valicarle, se non dalla parte in cui siano affiancate da una striscia discontinua. Un’altra condotta non consentita è la circolazione sopra le strisce longitudinali, consentita esclusivamente per il cambio di corsia, così come la sosta sulle carreggiate i cui margini siano segnalati da una striscia continua. Questi comportamenti, oltre a violare il significato dei segnali orizzontali, compromettono l’ordinato scorrimento del traffico.

Un ulteriore gruppo di infrazioni riguarda gli attraversamenti pedonali e ciclabili. La mancata precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare o che hanno già iniziato l’attraversamento in corrispondenza delle strisce pedonali, e la mancata precedenza ai ciclisti sugli attraversamenti ciclabili, contrasta direttamente con gli obblighi imposti ai conducenti. A queste si aggiunge il divieto di fermata e sosta sui passaggi pedonali, sui passaggi per ciclisti, sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle stesse, espressamente previsto nella disciplina del divieto di fermata e sosta: sostare in tali zone significa occultare la visibilità, ostacolare il transito degli utenti vulnerabili e violare la funzione di protezione degli attraversamenti.

Infine, non vanno dimenticate le violazioni legate all’uso improprio delle corsie e degli spazi delimitati dalla segnaletica orizzontale. L’occupazione di corsie riservate da parte di veicoli non autorizzati, vietata dal Codice quando queste sono individuate anche tramite strisce longitudinali, e la sosta in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione o lungo le corsie di canalizzazione, sono esempi di come il mancato rispetto dei segni tracciati sull’asfalto possa pregiudicare la corretta canalizzazione del traffico. Per evitare tali comportamenti, è indispensabile considerare la segnaletica orizzontale non come un semplice sfondo della strada, ma come un vero linguaggio normativo, che definisce diritti, doveri e limiti per ogni utente.

Fonti normative

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.