Come vengono regolati i segnali orizzontali sulla carreggiata dall’Art. 40 del Codice della Strada?
Spiegazione delle regole sui segnali orizzontali e sui comportamenti previsti dall’articolo 40 del Codice della Strada
I segnali orizzontali sulla carreggiata sono una parte fondamentale della sicurezza stradale: guidano i conducenti, regolano i flussi di traffico e indicano dove fermarsi, dare precedenza o rispettare attraversamenti pedonali e ciclabili. L’articolo 40 del Codice della Strada ne definisce funzioni, tipologie e principali significati, introducendo anche la disciplina delle zone di attestamento ciclabile e chiarendo come devono comportarsi gli utenti di fronte a strisce continue, discontinue e attraversamenti.
Cosa sono i segnali orizzontali e a cosa servono
Secondo l’articolo 40 del Codice della Strada, i segnali orizzontali sono tracciati sulla strada e hanno lo scopo di regolare la circolazione, guidare gli utenti e fornire prescrizioni o indicazioni utili sui comportamenti da seguire. Ciò significa che non hanno una funzione puramente “grafica”, ma incidono direttamente sugli obblighi di guida, come il mantenimento della corsia, il punto esatto in cui arrestarsi o le aree in cui è vietata la sosta. Gli utenti, quindi, devono interpretarli come veri e propri strumenti di disciplina del traffico, alla pari dei segnali verticali e luminosi, nel quadro generale della segnaletica previsto anche dall’art. 38 sulla segnaletica stradale.
I segnali orizzontali costituiscono un linguaggio uniforme: la loro forma, il colore, la posizione sulla carreggiata e la modalità di tracciamento sono definiti dal regolamento di esecuzione del Codice, come ricordato dall’art. 40 stesso, che rimanda espressamente a tali norme per le caratteristiche dettagliate. L’obiettivo è evitare interpretazioni ambigue e garantire che un conducente, trovandosi su qualunque strada, possa riconoscere immediatamente una striscia continua invalicabile, una linea di arresto o un attraversamento pedonale. Questa uniformità è coerente anche con il principio generale di omogeneità della segnaletica richiamato dall’art. 45, che vieta l’uso di segnaletica non conforme o collocata in modo difforme dalle prescrizioni.
Un ulteriore aspetto essenziale è il rapporto tra segnali orizzontali, verticali e luminosi: l’art. 38 stabilisce che gli utenti devono rispettare le prescrizioni rese note dalla segnaletica anche quando appaiono in contrasto con altre regole di circolazione, precisando che le indicazioni semaforiche prevalgono su quelle dei segnali verticali e orizzontali che regolano la precedenza, mentre i segnali verticali prevalgono sui segnali orizzontali. In pratica, le strisce a terra si inseriscono in una gerarchia di segnali, ma restano vincolanti finché non siano superate da indicazioni di rango superiore (come il semaforo o le segnalazioni degli agenti).
La presenza, la manutenzione e la corretta visibilità dei segnali orizzontali rientrano tra i compiti degli enti proprietari della strada, che l’art. 14 obbliga a garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione anche attraverso l’apposizione e la manutenzione della segnaletica prescritta. Ciò include sia le strisce regolamentari sulla carreggiata, sia le eventuali integrazioni richieste da situazioni particolari, come gli attraversamenti in prossimità dei passaggi a livello, che trovano disciplina specifica anche nell’art. 44.
Tipologie di segnali orizzontali previste dal CdS
L’art. 40 elenca con chiarezza le tipologie principali di segnali orizzontali, suddividendole in categorie ben definite: strisce longitudinali, strisce trasversali, attraversamenti pedonali o ciclabili, frecce direzionali, iscrizioni e simboli, strisce di delimitazione degli stalli di sosta o per la sosta riservata, isole di traffico o di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata, strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio di trasporto pubblico di linea, oltre ad altri segnali stabiliti dal regolamento. Questa classificazione consente di attribuire a ogni segno una funzione specifica, riducendo il rischio di letture soggettive da parte dei conducenti.
Le strisce longitudinali sono le linee che seguono il senso di marcia e servono principalmente a delimitare le corsie o i margini della carreggiata; possono essere continue o discontinue, con conseguenze diverse sul comportamento consentito al conducente, come approfondito nei commi successivi dell’articolo. Le strisce di margine, ad esempio, individuano il limite esterno della carreggiata rispetto alla banchina, che l’art. 3 definisce come la parte compresa tra il margine e gli elementi longitudinali come marciapiede o spartitraffico. In questo modo, la geometria della strada e la sua suddivisione in corsie risultano immediatamente leggibili a chi guida.
Le strisce trasversali si sviluppano invece in senso perpendicolare alla marcia e indicano, tra l’altro, il punto di arresto in presenza di semafori, segnali di stop o dare precedenza. Nella stessa categoria rientrano le strisce che definiscono gli attraversamenti pedonali o ciclabili, ai quali l’art. 40 dedica una disciplina specifica in tema di precedenza dei pedoni e dei ciclisti. La distinzione tra strisce trasversali continue e discontinue è fondamentale per capire se il conducente ha l’obbligo di arrestarsi o di fermarsi solo se necessario in relazione alla segnaletica verticale presente.
Accanto a queste categorie principali, l’art. 40 contempla frecce direzionali, iscrizioni e simboli che forniscono indicazioni di corsia, direzione obbligata o specifiche riservate (come le corsie riservate a determinati veicoli), nonché le strisce che delimitano gli stalli di sosta e le aree di sosta riservata. Completano il quadro le isole di traffico e di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata, che svolgono una funzione di canalizzazione del traffico, concetto definito dall’art. 3 come insieme di apprestamenti destinato a selezionare le correnti di traffico per guidarle in determinate direzioni.
Significato di strisce continue, discontinue e attraversamenti
Il cuore operativo dell’art. 40 riguarda il significato delle strisce longitudinali e trasversali, nonché la disciplina degli attraversamenti. Il comma 3 stabilisce che le strisce longitudinali possono essere continue o discontinue: le continue, salvo quelle che delimitano le corsie di emergenza, indicano il limite invalicabile di una corsia di marcia o della carreggiata; le discontinue delimitano le corsie di marcia o la carreggiata senza però costituire un limite invalicabile. Ciò si traduce in un chiaro obbligo per il conducente di non oltrepassare le strisce continue, mentre può attraversare quelle discontinue nel rispetto delle altre norme di circolazione, ad esempio in occasione di un sorpasso secondo le regole generali dell’art. 148.
L’articolo precisa anche il caso in cui una striscia longitudinale continua affianchi una discontinua: in questa configurazione, le due linee indicano ai conducenti che marciamo alla destra di quella discontinua la possibilità di oltrepassarle, mentre per chi si trova dalla parte della striscia continua permane il divieto di valicarla. Il comma 8 ribadisce che le strisce longitudinali continue non devono essere oltrepassate, mentre le discontinue possono esserlo a condizione che siano rispettate tutte le altre norme di circolazione; è espressamente vietato valicare le strisce longitudinali continue, salvo dal lato dove sia eventualmente affiancata una discontinua.
Le strisce trasversali assumono un ruolo cruciale nei punti di potenziale conflitto tra correnti di traffico. Una striscia trasversale continua indica il limite prima del quale il conducente ha l’obbligo di arrestare il veicolo per rispettare le prescrizioni semaforiche, il segnale di “fermarsi e dare precedenza” o un segnale manuale del personale che espleta servizio di polizia stradale, nonché in corrispondenza dei passaggi a livello dotati di dispositivi luminosi o del segnale “fermarsi e dare precedenza”. La striscia trasversale discontinua, invece, indica il limite prima del quale il conducente deve arrestarsi, se necessario, per rispettare il segnale “dare precedenza”.
Per quanto riguarda gli attraversamenti, il comma 2 include tra i segnali orizzontali gli attraversamenti pedonali o ciclabili, mentre il comma 11 precisa che, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, i conducenti devono dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada o che hanno iniziato l’attraversamento, e che analogo comportamento è dovuto nei confronti dei ciclisti in corrispondenza degli attraversamenti ciclabili. Viene inoltre specificato che gli attraversamenti pedonali devono essere sempre accessibili anche alle persone non deambulanti su sedie a ruote e che, a tutela dei non vedenti, possono essere collocati segnali a pavimento o altri segnali di pericolo in prossimità degli attraversamenti stessi, rafforzando la funzione di sicurezza dei segnali orizzontali a favore degli utenti più vulnerabili.
Zone di attestamento ciclabile e novità normative
Una delle novità più rilevanti introdotte nell’art. 40 riguarda la zona di attestamento ciclabile, disciplinata dal comma 5-bis. In questa configurazione, sono presenti due strisce trasversali continue nel senso di marcia: la prima indica il limite prima del quale i conducenti dei veicoli diversi dai velocipedi hanno l’obbligo di fermarsi, mentre la seconda segna il limite per i soli velocipedi, ai fini del rispetto delle prescrizioni semaforiche. Si crea così uno spazio avanzato, compreso tra le due strisce, destinato alle biciclette in prossimità dell’intersezione regolata da semaforo.
Questa impostazione modifica in modo significativo l’assetto tradizionale della linea di arresto: i veicoli a motore devono fermarsi arretrati rispetto alla consueta posizione, lasciando ai velocipedi la possibilità di attestarsi più avanti, in un’area a loro dedicata. La finalità è coerente con la generale attenzione del Codice verso la sicurezza degli utenti deboli e con le definizioni di corsia e corsia ciclabile contenute nell’art. 3, dove si descrive la corsia come parte longitudinale della strada idonea al transito di una sola fila di veicoli e si introducono le nozioni di corsia ciclabile e corsia ciclabile per doppio senso ciclabile.
Dal punto di vista del comportamento di guida, la presenza di due strisce trasversali continue in una zona di attestamento ciclabile implica che il conducente di un veicolo diverso dal velocipede non può superare la prima linea di arresto quando il semaforo impone lo stop, mentre il ciclista deve fermarsi in corrispondenza della seconda, rispettando anch’egli la segnalazione luminosa. Questo assetto rende più visibili i velocipedi in fase di ripartenza e contribuisce a ordinare le posizioni in colonna, specialmente agli incroci con elevato traffico.
Le zone di attestamento ciclabile si inseriscono, inoltre, in un contesto dove il Codice valorizza la mobilità ciclabile anche attraverso la realizzazione di percorsi e piste ciclabili, come richiamato negli articoli 13 e 14 che, tra i compiti degli enti proprietari delle strade, includono la realizzazione di percorsi ciclabili adiacenti in fase di manutenzione straordinaria e la costruzione di nuove infrastrutture con piste ciclabili adiacenti per determinate categorie di strade. In questo quadro, la segnaletica orizzontale diventa strumento essenziale per rendere leggibili e sicuri gli spazi riservati ai ciclisti in prossimità delle intersezioni.
Errori comuni nella lettura delle strisce e relative sanzioni
Un errore frequente da parte dei conducenti riguarda la sottovalutazione del divieto di oltrepassare le strisce longitudinali continue. L’art. 40, al comma 8, stabilisce che tali strisce non devono essere oltrepassate e vieta espressamente di valicarle, salvo dal lato in cui siano affiancate da una discontinua. Nonostante ciò, molti comportamenti scorretti consistono nel sorpasso in tratti con linea continua o nello spostamento di corsia attraversando la linea invalicabile, in contrasto anche con le regole sul sorpasso dell’art. 148, che richiedono condizioni di sicurezza e rispetto della segnaletica di delimitazione della carreggiata.
Un altro errore tipico è ignorare il significato delle strisce di margine continue: il comma 9 dell’art. 40 prevede che possano essere oltrepassate solo dai veicoli in attività di servizio di pubblico interesse e dai veicoli che debbano effettuare una sosta di emergenza. Tuttavia, alcuni conducenti utilizzano les aree oltre la striscia di margine per soste non consentite o per manovre improprie, in violazione anche delle norme sul divieto di sosta, come quelle dell’art. 158 che vietano, tra l’altro, la sosta sulle corsie di canalizzazione, sugli attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti.
Il comma 10 dell’art. 40 elenca specifici divieti collegati alla segnaletica orizzontale: è vietata la sosta sulle carreggiate i cui margini sono evidenziati da una striscia continua; è vietata la circolazione sopra le strisce longitudinali, salvo che per il cambio di corsia; è vietata la circolazione dei veicoli non autorizzati sulle corsie riservate. Il mancato rispetto di tali prescrizioni può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative secondo le disposizioni generali sulle violazioni al Codice, che prevedono il pagamento di una somma in denaro e, nei casi previsti, la decurtazione di punti dalla patente in base alle norme sanzionatorie specifiche.
Un ulteriore ambito di errore è legato agli attraversamenti pedonali e ciclabili: l’art. 40 impone ai conducenti di dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare o hanno già iniziato l’attraversamento e ai ciclisti sugli attraversamenti ciclabili. L’omessa precedenza o l’occupazione indebita dell’area di attraversamento, ad esempio sostando o fermandosi sopra le strisce, viola sia le prescrizioni dell’art. 40, sia i divieti di fermata e sosta dell’art. 158, che proibisce espressamente la sosta sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti. Un’attenzione corretta alla segnaletica orizzontale consente quindi di evitare infrazioni e, soprattutto, di ridurre situazioni di pericolo per gli utenti più esposti.
Fonti normative
- Articolo 40 del Codice della Strada – Segnali orizzontali
- Articolo 38 del Codice della Strada – Segnaletica stradale
- Articolo 3 del Codice della Strada – Definizioni stradali e di traffico
- Articolo 14 del Codice della Strada – Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade
- Articolo 45 del Codice della Strada – Uniformità della segnaletica
- Articolo 148 del Codice della Strada – Sorpasso
- Articolo 158 del Codice della Strada – Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
- Articolo 13 del Codice della Strada – Norme per la costruzione e la gestione delle strade
- Articolo 44 del Codice della Strada – Passaggi a livello
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.