Come vi avevamo previsto: il fumo in faccia all’automobilista
Prendi un argomento che sta a cuore all’automobilista. Fai un mini-comunicato stampa o una mini-conferenza. Convochi un paio di giornalisti giusti, di quelli che lavorano in testate importanti per grazia divina. Spara che vuoi proibire il fumo in auto: multa di 250 euro a chi guida con la sigaretta in mano. Poi aspetta: molti ci cascheranno e diranno che arriverà una nuova legge, per proibire il fumo in macchina. E nell’articolo di giornale verranno nominati i politici che hanno proposto la norma. Si chiama pubblicità gratuita sulla pelle dell’automobilista. È successo anche in passato con altre possibili novità del Codice della strada urlate ai quattro venti. Dopodiché, ci ripensi: scherzavamo, niente fumo in auto. Ma, di certo, questa seconda notizia non avrà lo stesso risalto sui quotidiani che contano. Ormai il gioco è fatto e l’incasso mediatico-pubblicitario è avvenuto. Chissenefrega più della sicurezza in macchina e della salute del guidatore e del passeggero e dei bambini, che aspirano fumo passivo col rischio di tumore. Massì, passata la festa mediatica, gabbato lo santo automobilista.
Proprio per questo, noi di Automobilista.it, oltre a parlare di ipotesi di legge, non abbiamo mai fatto i nomi dei politici che hanno avanzato quella proposta.
Tuttavia, una considerazione s’impone. Il fumo in auto che prima c’è, poi viene vietato temporaneamente sui mass media, poi ritorna, è la spia d’un Paese incivile dal punto di vista della sicurezza del guidatore e della salute di chi sta in auto. Nonché lo specchio dello spessore politico di chi ci rappresenta in Parlamento. Non vi pare?