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Consulenti in infortunistica, se il commento ci aiuta

Risarcimenti: la battaglia dei prossimi mesi
diEzio Notte

Poche ore fa, abbiamo scritto un post sull’importanza dei consulenti in infortunistica, specie in un periodaccio maledetto come questo, in cui è difficilissimo il rapporto assicuratoassicuratore: ci sono i soldini in ballo, che fanno gola più che mai. Dicevamo nel post che le nostre antenne captano segnali negativi: certi “potenti” vogliono mettere sempre più nell’angolo i consulenti in infortunistica stradale, per muoversi con maggiore agio.

A tale proposito, ci sono arrivati commenti ficcanti e preziosi. Ne riporto uno, di Felice Pastore, senza offesa per gli autori degli altri commenti, altrettanto utili a farci capire come stanno le cose.

“Mi chiedo per assurdo: ma se una persona si fa assistere da un consulente che chiede danni maggiori, perché poi vengono pagati? Risposta: perché effettivamente il danno pagato dalla Compagnia non era adeguato. Se si chiede una cosa, non bisogna darla per forza; però, se provata, non vedo quale sia il problema.

“Vi rendete conto di quanto sia arzigogolata la procedura di indennizzo diretto? È balorda, pensata da persone che sono solo dietro una scrivania e che controllano numeri, ignorando la realtà.

“E ancora: perché una persona che si trova in prima classe di merito, alla scadenza annuale del contratto invece di trovare una diminuzione del premio trova un aumento sistematico? Perché l’assicurato virtuoso e’ paragonato al soggetto che causa sinistri? Dove sono le perdite delle compagnie se aumentano indifferentemente tutte le polizze anche quelle che non portano perdite?

“Queste sono le risposte da dare ai cittadini e non aria fritta che si sente tutti i giorni dal saputello di turno. Pensateci, e riflettete”.

foto flickr.com/photos/robertoberlim