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Cosa controllano durante la revisione auto?

Controlli obbligatori in revisione auto, verifiche di sicurezza, emissioni e preparazione del veicolo per comprendere cosa viene esaminato e come evitare esito ripetere

Cosa controllano oggi in revisione auto e come preparare il veicolo
diRedazione

Molte auto vengono respinte alla revisione per difetti che il proprietario avrebbe potuto intercettare prima: luci bruciate, pneumatici usurati, freni squilibrati. Capire cosa viene controllato permette di evitare esiti negativi e circolare con un veicolo davvero sicuro, non solo “in regola” sulla carta.

Quali controlli sono obbligatori in revisione auto

La revisione periodica verifica se il veicolo è idoneo a circolare in sicurezza e nel rispetto dei limiti ambientali. Secondo il D.M. 19 maggio 2017 n. 214, che recepisce la direttiva 2014/45/UE, il tecnico deve controllare una serie di componenti obbligatori: dispositivi di frenatura, sterzo, visibilità, luci, assi e ruote, telaio, emissioni e altri sistemi di sicurezza. L’esito non riguarda solo il singolo difetto, ma la valutazione complessiva dello stato del veicolo.

Prima dei controlli tecnici veri e propri, le istruzioni operative prevedono una verifica preliminare: identificazione del veicolo (targa e numero di telaio), corrispondenza dei documenti e condizioni generali che consentano di lavorare in sicurezza. Se, per esempio, la targa è illeggibile o il numero di telaio non è rintracciabile, il centro può non procedere. Il Portale dell’Automobilista riassume finalità e ambito della revisione periodica, specificando che riguarda sicurezza, emissioni inquinanti e rumorosità del veicolo (scheda ufficiale revisioni).

Un errore frequente è pensare che la revisione sia un “controllo veloce” simile a un tagliando. In realtà il tecnico segue una check-list normativa, con parametri minimi da rispettare. Se un elemento è mancante, inefficiente o pericoloso, il difetto viene classificato per gravità e riportato nel certificato di revisione. A seconda della gravità, l’esito può essere regolare, “ripetere” (con obbligo di nuova prova dopo la riparazione) o sospeso dalla circolazione nei casi più critici.

Per evitare problemi già in fase di prenotazione, è importante rivolgersi a un centro autorizzato. Può essere utile sapere come riconoscere un centro autorizzato per la revisione auto, così da avere la certezza che i controlli vengano eseguiti secondo le procedure previste dal Ministero.

Impianto frenante, sterzo e sospensioni: verifiche di sicurezza

I controlli su freni, sterzo e sospensioni sono il cuore della revisione, perché riguardano la sicurezza attiva del veicolo. L’impianto frenante viene testato al banco prova: il tecnico verifica l’efficienza globale, l’equilibrio tra le ruote dello stesso asse, il funzionamento del freno di servizio e di stazionamento, eventuali vibrazioni o rumorosità anomale. Se, ad esempio, un asse frena molto meno dell’altro, il veicolo può sbandare in frenata e il difetto viene classificato come grave.

Lo sterzo viene controllato sia visivamente sia con prove dinamiche: gioco eccessivo del volante, eventuali indurimenti o punti duri, fissaggio dei componenti, presenza di perdite nell’idroguida o nel servosterzo elettrico. Le sospensioni, invece, vengono verificate per stabilità, fissaggio, eventuali perdite di olio dagli ammortizzatori e usura anomala. Un’auto che “saltella” o che affonda troppo in frenata può essere considerata non sicura, anche se il proprietario si è abituato al comportamento nel tempo.

Se durante la revisione emergono difetti gravi su questi sistemi, l’esito può essere “ripetere” o, nei casi più seri, sospeso dalla circolazione. In uno scenario tipico, se il tecnico rileva freni posteriori quasi inattivi e ammortizzatori scarichi, l’auto viene respinta: il proprietario dovrà riparare l’impianto e tornare entro il termine previsto per una nuova prova. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica che l’elenco dettagliato degli elementi da controllare è disciplinato dal D.M. 214/2017 (normativa revisione veicoli).

Luci, pneumatici e carrozzeria: quando possono far bocciare la revisione

Molti esiti negativi derivano da elementi apparentemente “banali” come luci, pneumatici e carrozzeria. L’impianto di illuminazione e segnalazione viene controllato in tutte le sue funzioni: anabbaglianti, abbaglianti, luci di posizione, stop, retronebbia, retromarcia, indicatori di direzione, luci targa. Una lampadina bruciata o un faro opacizzato che riduce molto la visibilità può essere classificato come difetto, soprattutto se compromette la capacità di vedere o essere visti.

Gli pneumatici vengono verificati per stato di usura, omologazione e coerenza con quanto riportato in carta di circolazione. Se le gomme sono molto consumate, presentano tagli, rigonfiamenti o misure non conformi, il veicolo può non superare la revisione. Anche la carrozzeria rientra nei controlli: parti taglienti sporgenti, paraurti fissati male, ruggine strutturale su punti critici possono essere considerati pericolosi per gli altri utenti della strada. Vengono inoltre controllati vetri e specchi per verificare che non ci siano crepe o rotture che limitano la visibilità.

Un caso tipico: se l’auto arriva in officina con una targa quasi illeggibile, un fanale posteriore rotto e pneumatici molto usurati, il tecnico è tenuto a registrare più difetti. Anche se il motore funziona perfettamente, l’esito può essere “ripetere” perché il veicolo non rispetta i requisiti minimi di sicurezza. Per un quadro pratico dei controlli su luci, gomme, vetri e impianti a gas, è utile l’analisi pubblicata da alVolante sui controlli effettuati in sede di revisione (approfondimento tecnico-pratico).

Controlli su emissioni e diagnosi OBD: cosa cambia con le nuove regole

Oltre alla sicurezza meccanica, la revisione verifica il rispetto dei limiti di emissioni inquinanti e di rumorosità. Il tecnico effettua misurazioni allo scarico (diverse a seconda del tipo di motore e della normativa antinquinamento del veicolo) e controlla che non ci siano fumi eccessivi, odori anomali o rumori oltre i limiti. Per i veicoli più recenti, la verifica delle emissioni è sempre più collegata ai sistemi elettronici di controllo, come sonde lambda, catalizzatori e filtri antiparticolato.

La direttiva 2014/45/UE, recepita dal D.M. 214/2017, prevede che tra gli elementi da controllare rientrino anche i sistemi elettronici di sicurezza e di controllo delle emissioni. Questo si traduce, per molti veicoli moderni, nell’uso della diagnosi OBD (On Board Diagnostics) per verificare la presenza di errori memorizzati in centralina relativi a emissioni o sistemi di sicurezza. L’allegato I della direttiva elenca infatti freni, sterzo, visibilità, luci, assi, ruote, telaio, emissioni, rumorosità e altri dispositivi di sicurezza come categorie obbligatorie di controllo (direttiva 2014/45/UE).

Negli ultimi anni le istituzioni europee hanno lavorato a un aggiornamento delle norme sui controlli tecnici, con particolare attenzione proprio ai sistemi di sicurezza avanzata e alle emissioni. Il Consiglio dell’Unione europea ha definito una posizione su un pacchetto di aggiornamento che modifica la direttiva 2014/45/UE e rafforza i requisiti per questi sistemi, con l’obiettivo di rendere più efficace la verifica periodica dei veicoli (posizione del Consiglio UE). Per l’automobilista questo significa che, nel tempo, i controlli su spie motore, sistemi di assistenza alla guida e dispositivi antinquinamento tenderanno a diventare più puntuali.

Come preparare l’auto alla revisione per evitare esito ripetere

Preparare l’auto alla revisione significa ridurre il rischio di un esito “ripetere” per difetti facilmente prevenibili. Un controllo di base prima di presentarsi al centro può fare la differenza. Se, ad esempio, si verifica che tutte le luci funzionano, che le gomme non sono eccessivamente usurate e che non ci sono spie rosse accese sul cruscotto, si eliminano molte delle cause più comuni di bocciatura. È utile anche controllare tergicristalli, livello dei liquidi e integrità di vetri e specchi.

  • Verificare funzionamento di tutte le luci esterne e sostituire eventuali lampadine bruciate.
  • Controllare lo stato degli pneumatici (usura, eventuali tagli, pressione adeguata).
  • Assicurarsi che non ci siano spie di avaria motore o sistemi di sicurezza accese in modo permanente.
  • Controllare tergicristalli, lavavetri e pulizia del parabrezza per garantire una buona visibilità.
  • Verificare che targa, specchi e vetri siano integri e ben leggibili.
  • Portare con sé tutti i documenti necessari (carta di circolazione, eventuali certificazioni impianto gas).

Un errore frequente è presentarsi alla revisione con la scadenza già superata, confidando di “sbrigarsela” all’ultimo momento. In caso di controlli su strada, la mancanza di revisione può comportare sanzioni e limitazioni alla circolazione. È utile sapere per quanto tempo si può circolare con la revisione scaduta e quando scattano le sanzioni, così da programmare per tempo l’appuntamento. Se si dimentica completamente la revisione e si continua a usare l’auto, le conseguenze possono essere ancora più pesanti, come spiegato anche nell’approfondimento su cosa succede se si circola senza revisione.

Un’ultima verifica utile riguarda l’uso quotidiano del veicolo: se si avvertono vibrazioni in frenata, rumori metallici sulle buche, sterzo che tira da una parte o consumi di carburante insolitamente elevati, è consigliabile far controllare l’auto dal proprio meccanico prima della revisione. In questo modo i difetti vengono risolti in officina, senza rischiare un esito negativo che costringe a tornare al centro revisioni e a circolare, nel frattempo, con limitazioni. Anche i controlli automatici su strada, come quelli effettuati con sistemi di lettura targhe, possono intercettare veicoli con revisione scaduta o irregolare, come spiegato nell’analisi sulle multe con Street Control per assicurazione e revisione.