Cerca

Cosa dice la legge Tognoli sui parcheggi e quali obblighi prevede per i Comuni?

Spiegazione della legge Tognoli sui parcheggi, delle tipologie di sosta previste e degli effetti sugli obblighi dei Comuni e sui diritti di automobilisti e residenti

Cosa dice la legge Tognoli sui parcheggi e quali obblighi prevede per i Comuni?
diRedazione

Molti automobilisti scoprono l’esistenza della legge Tognoli solo quando un’area di sosta sotto casa diventa cantiere o quando cambiano le regole dei parcheggi residenti. Capire cosa prevede questa normativa aiuta a leggere meglio le scelte dei Comuni, a distinguere tra parcheggi pubblici e pertinenziali e a evitare l’errore di considerare “diritti acquisiti” quelli che spesso sono solo usi tollerati dello spazio stradale.

Cos’è la legge Tognoli e perché è importante per i parcheggi

La legge Tognoli è una normativa nazionale che ha dato ai Comuni uno strumento specifico per realizzare parcheggi, soprattutto in aree urbane congestionate. Il suo obiettivo principale è favorire la creazione di nuove aree di sosta, anche interrate o in struttura, spesso collegate agli edifici residenziali o alle zone centrali dove la domanda di parcheggio supera di gran lunga l’offerta. Per chi guida, significa che molte autorimesse e parcheggi “di quartiere” nascono proprio da programmi comunali impostati su questa legge.

Dal punto di vista giuridico, la legge Tognoli è importante perché consente ai Comuni di pianificare e finanziare parcheggi con regole particolari rispetto alla normale edilizia privata. Vengono previste procedure dedicate, possibilità di convenzioni con soggetti privati e, soprattutto, la figura dei parcheggi pertinenziali legati a specifiche unità immobiliari. Questo incide direttamente sui diritti di uso dei posti auto, sulla loro trasferibilità e sulle modalità con cui i residenti possono accedervi o acquistarli, distinguendo nettamente tra sosta su suolo pubblico e spazi realizzati come pertinenze.

Quali tipi di parcheggi e interventi può finanziare la legge Tognoli

La legge Tognoli consente di programmare diversi tipi di intervento, che vanno dai parcheggi pubblici a rotazione ai parcheggi pertinenziali riservati ai residenti o ai proprietari di immobili. In molti regolamenti comunali, come quelli dedicati ai parcheggi pertinenziali, si trovano disciplinari tecnici che definiscono caratteristiche costruttive, modalità di assegnazione e vincoli d’uso, spesso richiamando espressamente la cornice della legge Tognoli. Un esempio è il disciplinare comunale sui parcheggi pertinenziali che dettaglia come questi posti auto siano legati in modo stabile a specifiche unità immobiliari.

Gli interventi finanziabili non riguardano solo la costruzione ex novo di autorimesse interrate o multipiano, ma anche la riqualificazione di aree di sosta esistenti, la trasformazione di spazi in superficie in parcheggi organizzati e, in alcuni casi, la realizzazione di parcheggi di interscambio collegati al trasporto pubblico. Quando un Comune decide di utilizzare questo strumento, può prevedere bandi, concessioni o project financing che coinvolgono soggetti privati, mantenendo però un controllo pubblico sulla destinazione d’uso e sulle tariffe, soprattutto se si tratta di sosta a rotazione al servizio di un’ampia utenza urbana.

Come i Comuni possono usare la legge Tognoli per gestire la sosta

Per un’amministrazione comunale, la legge Tognoli è una leva di pianificazione della sosta che si affianca agli strumenti urbanistici tradizionali. I Comuni possono predisporre piani parcheggi che individuano le aree dove realizzare nuovi posti auto, definendo se destinarli alla sosta pubblica a pagamento, alla sosta gratuita regolamentata o a parcheggi pertinenziali riservati a residenti e attività. In questo quadro, la normativa consente di stipulare convenzioni che fissano durata, canoni, obblighi di manutenzione e criteri di assegnazione, con un equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica degli interventi.

Un aspetto delicato riguarda gli errori di impostazione che alcuni enti locali hanno commesso in passato, ad esempio promettendo ai residenti un uso “quasi proprietario” di spazi che in realtà restavano pubblici, o non chiarendo bene la differenza tra posto auto pertinenziale e semplice abbonamento alla sosta. Per evitare contenziosi, i Comuni devono definire con precisione nei regolamenti chi può accedere ai parcheggi realizzati con la legge Tognoli, per quanto tempo, con quali vincoli di rivendita o subentro. Per gli automobilisti, leggere attentamente convenzioni, bandi e regolamenti comunali è essenziale per capire se si sta acquistando un diritto reale su un posto auto o solo un titolo di utilizzo nel tempo.

Rapporto tra legge Tognoli, ZTL e politiche di mobilità urbana

La legge Tognoli si inserisce nelle più ampie politiche di mobilità urbana, che comprendono ZTL, aree pedonali, corsie preferenziali e tariffe della sosta. Molti Comuni utilizzano i parcheggi realizzati con questa normativa come strumenti per accompagnare la creazione o l’estensione delle ZTL: si riduce l’accesso veicolare in alcune strade, ma si offrono parcheggi in struttura ai margini delle zone a traffico limitato, spesso a rotazione e con tariffe calibrate per favorire la sosta di breve durata. Questo consente di mantenere l’accessibilità commerciale e residenziale, limitando però la presenza di auto in superficie.

Per chi guida, il rapporto tra parcheggi Tognoli e ZTL si traduce in scelte pratiche: lasciare l’auto in un parcheggio in struttura e proseguire a piedi o con mezzi pubblici, oppure cercare soluzioni alternative come il car pooling o l’uso di veicoli meno penalizzati dalle restrizioni. In alcune città, la combinazione di ZTL, parcheggi a pagamento e costi di gestione dell’auto può incidere anche sulla convenienza di passare a veicoli diversi, come analizzato per esempio quando si valuta quanto conviene davvero l’auto elettrica in presenza di ZTL e sosta a pagamento. La legge Tognoli, in questo contesto, è uno dei tasselli con cui i Comuni ridisegnano l’equilibrio tra spazio per le auto e spazio per altre funzioni urbane.

Cosa cambia per automobilisti e residenti nelle aree interessate

Per automobilisti e residenti, l’applicazione della legge Tognoli comporta cambiamenti concreti nelle abitudini di sosta. In un tipico scenario, un’area oggi usata informalmente come parcheggio libero può essere trasformata in cantiere per un parcheggio interrato: per alcuni anni la disponibilità di posti in superficie diminuisce, poi compaiono nuovi posti auto in struttura, spesso a pagamento o assegnati come pertinenziali. Se si è residenti, può aprirsi la possibilità di acquistare o ottenere in concessione un posto auto legato all’abitazione; se si è pendolari o visitatori, la sosta potrebbe diventare più regolamentata e costosa, ma anche più ordinata e sicura.

Chi vive o lavora nelle aree interessate deve prestare attenzione a bandi, avvisi pubblici e regolamenti comunali per non perdere opportunità o incorrere in sanzioni. Se, ad esempio, un Comune introduce un nuovo sistema di parcheggi pertinenziali in sostituzione della sosta libera, può essere necessario presentare domanda entro termini precisi per ottenere un posto riservato, oppure riorganizzare gli spostamenti sfruttando soluzioni alternative come il car pooling per ridurre traffico, smog e costi dei parcheggi. Per chi si sposta verso i centri storici, conoscere in anticipo dove parcheggiare rispetto alle ZTL, come nel caso di chi cerca parcheggio a Roma centro evitando la ZTL, diventa parte integrante della pianificazione del viaggio.