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Cosa dice l’articolo 167 del Codice della Strada?

Spiegazione tecnica dei limiti di massa, criteri di sovraccarico e sanzioni previsti dall’articolo 167 del Codice della Strada per il trasporto di cose

Cosa dice l'articolo 167 del Codice della Strada?
diEzio Notte

Un veicolo sovraccarico peggiora frenata, stabilità e tenuta di strada, aumentando in modo concreto il rischio di incidente e le responsabilità del conducente. Molti automobilisti sottovalutano i limiti di massa indicati sulla carta di circolazione o li confondono con la sola portata utile, esponendosi a sanzioni pesanti e possibili fermi del mezzo. Conoscere cosa prevede l’articolo 167 del Codice della Strada permette di evitare errori di valutazione sul carico trasportato e di restare pienamente in regola.

Cosa prevede l’articolo 167 del Codice della Strada

L’articolo 167 del Codice della Strada disciplina il trasporto di cose sui veicoli e, in particolare, i limiti di massa complessiva e di carico che non devono essere superati rispetto a quanto indicato nella carta di circolazione. La norma stabilisce che il veicolo non può circolare con una massa superiore a quella massima tecnicamente ammissibile, fissata dal costruttore e recepita nell’omologazione, né oltre i limiti di massa ammessi per le singole categorie di veicoli e per le infrastrutture stradali. Secondo il testo vigente del Codice della Strada, consultabile su testo vigente su Normattiva, il superamento di tali limiti integra una specifica violazione, distinta a seconda dell’entità del sovraccarico.

L’articolo 167 non si limita a vietare il sovraccarico, ma definisce anche le modalità di accertamento e le conseguenze operative. In caso di controllo, gli organi di polizia stradale possono procedere alla pesatura del veicolo, anche mediante bilance dinamiche o stazioni di pesatura, per verificare la corrispondenza tra massa effettiva e massa massima ammessa. Se viene accertato un eccesso di carico oltre le tolleranze previste, la norma consente di imporre la riduzione del carico prima di proseguire il viaggio e, nei casi più gravi, di disporre il fermo amministrativo del veicolo fino al ripristino delle condizioni regolari. Per chi utilizza il mezzo per lavoro, questo aspetto ha un impatto diretto sull’organizzazione dei trasporti e sulle tempistiche di consegna.

Limiti di massa complessiva e carico ammesso sui veicoli

I limiti di massa complessiva e di carico ammesso derivano da due piani distinti: da un lato la massa massima tecnicamente ammissibile del veicolo, definita in sede di omologazione e riportata sulla carta di circolazione; dall’altro i limiti generali fissati dal Codice della Strada per le varie categorie di veicoli e per la tutela delle infrastrutture. Il conducente deve sempre attenersi al valore più restrittivo tra quanto indicato sul documento del veicolo e quanto previsto dalla normativa. Per un’autovettura ad uso privato, ad esempio, la massa complessiva a pieno carico comprende il peso del veicolo in ordine di marcia, degli occupanti e di tutti i bagagli o merci trasportate, e non può superare il valore riportato alla voce specifica del libretto.

Per i veicoli destinati al trasporto di cose, come autocarri, autotreni e autoarticolati, l’articolo 167 si intreccia con la disciplina dell’autotrasporto e con le norme tecniche sui pesi massimi per asse. Le tabelle di riferimento, richiamate dalla dottrina e dalla prassi applicativa, sono spesso commentate da fonti specialistiche come l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, che dedica un approfondimento specifico al sovraccarico dei veicoli pesanti in relazione all’articolo 167 del Codice della Strada (analisi ASAPS sul sovraccarico). In ambito operativo, ciò significa che non conta solo il rispetto della massa complessiva, ma anche la corretta ripartizione del carico sugli assi, per evitare sovraccarichi localizzati che possono danneggiare la sede stradale e compromettere la stabilità del mezzo.

Come si calcola il sovraccarico e quando scatta la violazione

Il sovraccarico si calcola confrontando la massa effettiva del veicolo al momento del controllo con la massa complessiva massima indicata sulla carta di circolazione o con il limite normativo applicabile, se più restrittivo. La massa effettiva viene determinata tramite pesatura: il valore rilevato, al netto delle tolleranze strumentali previste, viene rapportato al limite ammesso e l’eccedenza costituisce il sovraccarico. Se, ad esempio, un veicolo ha una massa complessiva massima ammessa di X tonnellate e alla pesa risulta una massa effettiva di X+Y tonnellate, il sovraccarico è pari a Y tonnellate; la percentuale di superamento si ottiene dividendo Y per X e moltiplicando per cento. Questo dato percentuale è rilevante perché l’articolo 167 prevede fasce sanzionatorie graduate in funzione dell’entità dell’eccedenza.

La violazione scatta quando il superamento dei limiti di massa va oltre la tolleranza ammessa dalla normativa e dalle istruzioni operative fornite agli organi di controllo. Secondo la prassi illustrata anche nei materiali di aggiornamento per la polizia stradale, come i quesiti e le circolari raccolti da ASAPS (raccolta di quesiti operativi), gli agenti devono considerare le incertezze di misura degli strumenti di pesatura e applicare le percentuali di scarto previste. Solo oltre tale margine l’eccedenza viene imputata al conducente e, se del caso, al proprietario o al committente del trasporto. In un controllo tipico su un furgone carico per un trasloco, ad esempio, se la pesatura evidenzia un lieve superamento rientrante nella tolleranza, non viene contestata la violazione; se invece il superamento è significativo, scattano sanzione e obbligo di alleggerire il mezzo prima di ripartire.

Sanzioni, decurtazione punti e possibili fermi del veicolo

Le sanzioni previste dall’articolo 167 sono di natura amministrativa pecuniaria e variano in base alla percentuale di sovraccarico rispetto alla massa complessiva ammessa. La norma distingue diverse fasce di eccedenza, con importi crescenti al crescere del superamento, e prevede che la sanzione possa essere applicata sia al conducente sia, in determinate condizioni, al proprietario del veicolo o al soggetto che ha organizzato il trasporto. Nei casi più gravi, oltre alla sanzione pecuniaria, può essere disposto il fermo amministrativo del veicolo fino alla riduzione del carico entro i limiti consentiti, con conseguente immobilizzazione del mezzo e necessità di riorganizzare il trasporto. Per chi utilizza il veicolo per attività professionali, questo può tradursi in ritardi, costi aggiuntivi e possibili contestazioni contrattuali con i clienti.

Oltre alla sanzione economica, il sovraccarico può comportare la decurtazione di punti dalla patente di guida, secondo le tabelle ministeriali che associano a ciascuna violazione un determinato punteggio. La Polizia di Stato mette a disposizione una tabella ufficiale delle decurtazioni, utile per verificare l’impatto delle singole infrazioni sul saldo punti (tabella punti patente). In uno scenario concreto, un autista che abbia già subito altre decurtazioni per eccesso di velocità o mancato rispetto dei tempi di guida potrebbe, con un’ulteriore violazione per sovraccarico, avvicinarsi pericolosamente all’azzeramento del punteggio, con conseguente revisione della patente. Va inoltre considerato che, in caso di incidente con veicolo sovraccarico, possono emergere profili di responsabilità concorsuale e riflessi sulla copertura assicurativa, come evidenziato dagli studi sulla responsabilità negli incidenti stradali diffusi in ambito specialistico.

Consigli pratici per evitare il sovraccarico e restare in regola

Per evitare il sovraccarico è essenziale partire dalla lettura attenta della carta di circolazione, individuando la massa complessiva a pieno carico e, se presenti, i limiti di carico sugli assi. Prima di affrontare un viaggio con il veicolo particolarmente carico, conviene stimare il peso complessivo di persone e bagagli, tenendo conto che ogni accessorio aggiuntivo (portapacchi, gancio traino, attrezzature) incide sulla massa totale. Se si utilizza un carrello appendice o un rimorchio, occorre verificare anche la massa rimorchiabile ammessa e la corretta ripartizione del carico, evitando di concentrare pesi eccessivi nella parte posteriore. In caso di dubbio, soprattutto per trasporti occasionali di oggetti pesanti, è prudente rivolgersi a un centro di pesatura o a una piattaforma autorizzata per una verifica preventiva, piuttosto che affidarsi a stime approssimative.

Un errore frequente è ritenere che, per i veicoli ad uso privato, il rischio di controlli sul peso sia trascurabile e che il sovraccarico riguardi solo i mezzi pesanti. In realtà, un’autovettura caricata oltre misura per le vacanze, con portapacchi pieno e bagagliaio saturo, può superare i limiti di massa e diventare instabile in frenata o in curva. Per chi vuole approfondire il quadro generale delle regole di circolazione e delle relative sanzioni, può essere utile confrontare il tema del sovraccarico con altre ipotesi di violazione, come quelle legate alla regole su fermata, sosta e rimozione, per comprendere come il Codice della Strada tuteli la sicurezza e la fluidità del traffico in modo sistematico. Adottare abitudini di carico prudenti, distribuire i pesi in modo equilibrato e rispettare sempre i valori riportati sul libretto consente non solo di evitare sanzioni, ma anche di migliorare concretamente la sicurezza propria e degli altri utenti della strada.