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Cosa indica la freccia sotto il cartello di divieto di sosta?

Spiegazione del significato delle frecce sotto il cartello di divieto di sosta e di come individuano inizio e fine del tratto vietato

Cosa indica la freccia sotto il cartello di divieto di sosta?
Aggiornato ildiEzio Notte

Molte multe per divieto di sosta nascono da un equivoco: il segnale è chiaro, ma la piccola freccia bianca sotto al cartello viene ignorata o interpretata a intuito. Capire cosa indica quella freccia permette di sapere dove inizia e dove finisce il divieto, evitando di lasciare l’auto nel tratto sbagliato della strada e di contestare inutilmente sanzioni che, in realtà, risultano legittime.

Significato delle frecce sotto il cartello di divieto di sosta

La freccia sotto il cartello di divieto di sosta indica il campo di applicazione del segnale lungo la strada, cioè da dove parte o dove termina il tratto in cui non è consentito sostare. Non è un dettaglio decorativo: è un pannello integrativo previsto dal regolamento di esecuzione del Codice della Strada, pensato proprio per evitare dubbi su inizio e fine del divieto, soprattutto quando il segnale non coincide con un incrocio o con un punto facilmente riconoscibile.

Per capire perché la freccia è così importante, basta pensare a un automobilista che parcheggia pochi metri prima del cartello, convinto che il divieto valga solo “dopo il palo”. Se la freccia indica invece la fine del divieto, quel posto è vietato, anche se visivamente sembra “prima del cartello”. La lettura corretta del pannello integrativo è quindi essenziale per valutare se il veicolo si trova all’interno o all’esterno del tratto soggetto a divieto di sosta.

Freccia verso l’alto, verso il basso e doppia freccia: come cambia il divieto

La freccia rivolta verso l’alto, posta sotto il cartello di divieto di sosta, segnala di norma l’inizio del divieto nel senso di marcia: da quel punto in avanti, lungo il margine della carreggiata, la sosta non è consentita fino a un successivo segnale che ne indichi la fine o fino a un incrocio, se non diversamente specificato. L’automobilista che si ferma oltre il palo, nel tratto indicato, si espone quindi alla sanzione per sosta vietata, anche se il cartello è distante qualche metro dal veicolo.

La freccia rivolta verso il basso indica invece la fine del divieto: il tratto di strada precedente al cartello è soggetto al divieto di sosta, mentre dopo il segnale la sosta torna ad essere consentita, salvo altre prescrizioni. Quando sotto il cartello compare una doppia freccia, una verso l’alto e una verso il basso, il pannello segnala che il punto in cui è installato il segnale si trova all’interno del tratto vietato, e che il divieto si estende sia prima sia dopo il palo, fino ai successivi segnali di inizio e fine o ai riferimenti previsti dalla normativa.

Come si combina la freccia con orari, giorni e altre indicazioni

La freccia non agisce da sola: spesso è accompagnata da altri pannelli integrativi che specificano orari, giorni o condizioni particolari del divieto di sosta. In questi casi, la freccia continua a indicare l’estensione spaziale del divieto, mentre il pannello con orari o giorni ne delimita l’estensione temporale. Per esempio, un cartello con freccia verso l’alto e pannello “8–20” significa che, da quel punto in avanti, la sosta è vietata solo in quella fascia oraria, mentre al di fuori di essa la sosta è consentita.

Quando sono presenti più pannelli integrativi, l’automobilista deve leggerli come un insieme coerente: la freccia definisce il “dove”, gli orari e i giorni definiscono il “quando”, eventuali altre diciture (come indicazioni di categorie di veicoli) definiscono il “a chi si applica”. Se, ad esempio, un pannello specifica una categoria di veicoli, il divieto con quella estensione spaziale indicata dalla freccia riguarderà solo tali veicoli, mentre gli altri potranno sostare, sempre che non vi siano ulteriori limitazioni o segnali diversi lungo lo stesso tratto.

Esempi pratici di applicazione lungo la strada

Un caso tipico è quello di una strada urbana con più posti auto in fila: se il cartello di divieto di sosta con freccia verso l’alto è collocato a metà del marciapiede, i posti prima del palo restano liberi, mentre quelli successivi rientrano nel divieto. Se, invece, lo stesso cartello presenta una freccia verso il basso, il tratto vietato è quello che precede il segnale, e l’automobilista che parcheggia subito dopo il palo si trova in una zona consentita, a condizione che non vi siano altri segnali più avanti che introducono nuove limitazioni.

Un altro scenario frequente riguarda i divieti di sosta temporanei per lavori o traslochi, dove il cartello può essere posizionato in modo provvisorio con pannelli integrativi e frecce per delimitare un tratto specifico. Se, ad esempio, due cartelli riportano entrambi il simbolo di divieto di sosta, uno con freccia verso l’alto e l’altro con freccia verso il basso, il divieto si applica al tratto compreso tra i due segnali. In situazioni di dubbio, è utile ricordare che la freccia indica sempre la direzione lungo la quale il divieto si estende rispetto al punto in cui è collocato il cartello.