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Cosa prevede il Codice per la sicurezza sulle autostrade?

Regole del Codice della Strada per sicurezza, limiti di velocità, veicoli ammessi e divieti specifici sulle autostrade

Cosa prevede il Codice per la sicurezza sulle autostrade?
diEzio Notte

In sintesi. Regole del Codice della Strada per sicurezza, limiti di velocità, veicoli ammessi e divieti specifici sulle autostrade

  • Come il Codice definisce l’autostrada
  • Limiti di velocità e loro possibili aumenti o riduzioni
  • Veicoli ammessi e veicoli vietati in autostrada
  • Carico, condizioni del veicolo e altri divieti tipici
  • Consigli pratici per viaggiare in sicurezza in autostrada
  • Fonti normative

La sicurezza in autostrada è il risultato di una combinazione di infrastruttura, regole precise e comportamenti corretti da parte dei conducenti. Il Codice della Strada disciplina in modo dettagliato chi può circolare su queste strade, con quali veicoli, a quali velocità e con quali limiti, prevedendo specifici divieti e sanzioni per ridurre il rischio di incidenti.

Come il Codice definisce l’autostrada

Per comprendere cosa prevede il Codice per la sicurezza sulle autostrade è essenziale partire dalla definizione giuridica di questo tipo di strada. L’articolo 2 del Codice della Strada classifica le strade in diverse categorie e indica che l’autostrada è una strada, urbana o extraurbana, con carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e sistemi di assistenza all’utente, riservata alla circolazione di determinate categorie di veicoli e contraddistinta da segnali di inizio e fine. Questa struttura, con separazione fisica dei sensi di marcia e assenza di incroci a raso, è alla base delle elevate condizioni di sicurezza e delle velocità consentite.

La definizione normativa prevede inoltre che l’autostrada sia attrezzata con apposite aree di servizio e aree di parcheggio, entrambe collegate tramite corsie di decelerazione e di accelerazione. Questi elementi non sono accessori: servono a garantire che le manovre di ingresso e uscita dal flusso principale del traffico avvengano in spazi dedicati, riducendo le interferenze tra veicoli che viaggiano a velocità elevate e veicoli che si fermano per esigenze di rifornimento, riposo o emergenza. La presenza di recinzioni e dei sistemi di assistenza lungo il tracciato è pensata per limitare l’accesso di utenti non ammessi e per rendere più rapido l’intervento in caso di guasti o incidenti.

Un altro aspetto rilevante della definizione è la riserva dell’autostrada a “talune categorie di veicoli a motore”. Questo principio generale viene poi sviluppato da norme specifiche che individuano quali veicoli sono esclusi o ammessi con particolari condizioni. La riserva dell’infrastruttura a mezzi in grado di tenere andature adeguate e con determinati requisiti tecnici contribuisce a omogeneizzare i flussi di traffico e ridurre le situazioni di pericolo legate a forti differenze di velocità o a veicoli strutturalmente inadatti alle caratteristiche dell’autostrada.

Infine, la classificazione delle strade e la definizione dell’autostrada si collegano alla disciplina dei limiti di velocità e delle altre regole di circolazione. Proprio perché l’autostrada è progettata per la circolazione veloce e per lunghi percorsi, il legislatore stabilisce condizioni più stringenti su accesso, manovre consentite, soste e comportamento in caso di emergenza, nell’ottica di tutelare in modo particolare la sicurezza collettiva.

Limiti di velocità e loro possibili aumenti o riduzioni

Il quadro generale dei limiti di velocità è fissato dall’articolo 142 del Codice della Strada, che stabilisce che nelle autostrade la velocità massima non può superare 130 km/h. La stessa norma precisa i limiti per le altre categorie di strade, ma per la sicurezza in autostrada sono centrali le regole collegate alle condizioni della strada e del traffico. Il legislatore collega infatti il limite di velocità alla tutela della vita umana, richiamando la finalità di sicurezza della circolazione, e non si limita a un valore numerico astratto.

Lo stesso articolo prevede che, sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possano elevare il limite massimo fino a 150 km/h, previa installazione dei relativi segnali e sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato. Tale possibilità è subordinata anche all’intensità del traffico, alle condizioni atmosferiche prevalenti e ai dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio: si tratta di un meccanismo che collega direttamente l’eventuale aumento del limite alla reale sicurezza del tratto, valutata nel tempo.

In senso opposto, il Codice consente agli enti proprietari della strada di fissare, entro i limiti massimi stabiliti, limiti di velocità massimi e minimi diversi da quelli generali, in specifiche strade o tratti, quando l’applicazione dei criteri del comma 1 renda opportuno un limite diverso. Ciò significa che, in presenza di particolari condizioni infrastrutturali, di traffico o di rischio, il limite in autostrada può essere ridotto rispetto ai 130 km/h, purché adeguatamente segnalato. Lo stesso articolo pone poi a carico dell’ente l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti al venir meno delle cause che avevano giustificato la modifica.

Un aspetto importante per la sicurezza è la disciplina della velocità in condizioni meteorologiche avverse: l’articolo 142 stabilisce che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h in autostrada. Questa norma recepisce la maggiore pericolosità della circolazione con pioggia, neve o altre precipitazioni, imponendo automaticamente una condotta più prudente e riducendo il rischio di perdita di controllo del veicolo e di tamponamenti a catena.

La sicurezza sulle autostrade è influenzata anche da limiti specifici per alcune categorie di conducenti. L’articolo 117 del Codice della Strada prevede, per i primi tre anni dal conseguimento della patente delle categorie A2, A, B1 e B, il divieto di superare la velocità di 100 km/h in autostrada. Questa limitazione tiene conto della minore esperienza dei neopatentati e impone una condotta più prudente proprio sulle strade dove le velocità sono più elevate. Il mancato rispetto di questi limiti specifici comporta sanzioni che si aggiungono a quelle previste per le violazioni dei limiti generali di velocità.

Veicoli ammessi e veicoli vietati in autostrada

La selezione dei veicoli che possono circolare sulle autostrade è uno dei pilastri della sicurezza. L’articolo 175 del Codice della Strada stabilisce che le sue norme e quelle dell’articolo 176 si applicano ai veicoli ammessi a circolare su autostrade, strade extraurbane principali e altre strade individuate con decreto e segnalate come tali. Lo stesso articolo elenca in modo puntuale i veicoli la cui circolazione è vietata su queste infrastrutture, ponendo così un filtro tecnico e funzionale in funzione della sicurezza.

In autostrada è vietata la circolazione di velocipedi, ciclomotori e motocicli con cilindrata inferiore a determinate soglie se a motore termico, o con potenza inferiore a specifici valori se a motore elettrico, nonché di motocarrozzette al di sotto di una certa cilindrata. Sono esclusi anche altri motoveicoli leggeri di massa ridotta, con alcune eccezioni per tricicli che rispettino parametri minimi di cilindrata e potenza, i veicoli non muniti di pneumatici, le macchine agricole e le macchine operatrici. Si tratta di categorie generalmente inadatte a sostenere le velocità tipiche dell’autostrada o a garantire un adeguato livello di sicurezza in caso di emergenza.

Lo stesso articolo vieta l’accesso ai veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti, ai veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto se trasportano materie suscettibili di dispersione, e ai veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti dagli articoli 61 e 62, salvo alcune eccezioni previste dalla disciplina dei trasporti eccezionali. Sono vietati anche i veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura possano costituire pericolo per la circolazione, nonché quelli con carico non opportunamente sistemato e fissato. In tutti questi casi il legislatore collega l’accesso all’autostrada alla capacità del veicolo e del carico di non generare situazioni di rischio per gli altri utenti.

Il Codice prevede una deroga mirata: il comma 2-bis dell’articolo 175 consente, in deroga al divieto generale, la circolazione in autostrada di motocicli con cilindrata non inferiore a 120 cm³ se a motore termico, o di potenza non inferiore a 6 kW se a motore elettrico, ma solo se condotti da un soggetto maggiorenne. Anche questa eccezione è orientata alla sicurezza: riduce l’accesso a mezzi troppo deboli o condotti da persone molto giovani, che potrebbero trovarsi in difficoltà a gestire velocità e flussi tipici dell’autostrada.

Carico, condizioni del veicolo e altri divieti tipici

Oltre ai requisiti generali per l’accesso, il Codice disciplina in modo dettagliato il comportamento e le manovre consentite durante la circolazione in autostrada. L’articolo 176 del Codice della Strada vieta esplicitamente, sulle carreggiate, rampe e svincoli delle autostrade e delle strade indicate dall’articolo 175, l’inversione del senso di marcia e l’attraversamento dello spartitraffico, anche all’altezza dei varchi, così come la percorrenza della carreggiata nel senso opposto a quello consentito. Sono inoltre vietate la retromarcia, anche sulle corsie di emergenza (salvo le manovre nelle aree di servizio o parcheggio), la circolazione sulle corsie di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia, e l’uso delle corsie di variazione di velocità per scopi diversi dall’entrata o dall’uscita dalla carreggiata.

Lo stesso articolo impone specifici obblighi: per immettersi sulla corsia di marcia è obbligatorio utilizzare la corsia di accelerazione e dare precedenza ai veicoli già in circolazione, mentre per uscire dalla carreggiata occorre impegnare tempestivamente la corsia di destra e la corsia di decelerazione fin dal suo inizio, segnalando con anticipo il cambiamento di corsia secondo le modalità dell’articolo 154. In caso di ingorghi o code, l’articolo prescrive anche come disporre i veicoli per agevolare il transito dei mezzi di soccorso e prevede casi limitati in cui è consentito transitare sulla corsia di emergenza, ad esempio per uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri.

Per quanto riguarda il carico e lo stato del veicolo, le regole generali dell’articolo 175 – che vieta carichi disordinati, non solidamente assicurati, sporgenti oltre i limiti o suscettibili di dispersione, nonché veicoli con condizioni di equipaggiamento e gommatura pericolose – assumono in autostrada un rilievo ancora maggiore. La velocità più elevata amplifica gli effetti di eventuali perdite di carico, scoppi di pneumatici o guasti, con conseguenze potenzialmente gravi per tutti gli utenti. Il mancato rispetto di queste condizioni può tradursi in sanzioni pecuniarie, riduzioni di punti patente secondo la tabella allegata all’articolo 126-bis e, nei casi più gravi o reiterati, in sanzioni accessorie.

Ulteriori obblighi scattano in caso di veicolo fermo in autostrada o su strade extraurbane principali. L’articolo 162 del Codice della Strada prevede l’obbligo, fuori dei centri abitati e in determinate condizioni di visibilità, di presegnalare il veicolo con il segnale mobile di pericolo (triangolo riflettente) e stabilisce che, durante le operazioni di presegnalazione, debbano essere utilizzati dispositivi retroriflettenti di protezione individuale. Dal 1° aprile 2004 è vietato scendere dal veicolo e circolare sulla strada senza aver indossato giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, obbligo che vale anche quando il veicolo si trova sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di sosta.

Consigli pratici per viaggiare in sicurezza in autostrada

Le norme del Codice della Strada forniscono un quadro preciso di obblighi e divieti, che possono essere tradotti in alcune regole pratiche per aumentare la sicurezza del viaggio in autostrada. In primo luogo è opportuno verificare, prima di mettersi in marcia, che il veicolo rientri tra quelli ammessi dall’articolo 175 e che non presenti condizioni di uso, equipaggiamento o gommatura tali da costituire pericolo. Un controllo accurato del carico – che deve essere ordinato, solidamente assicurato, non sporgente oltre i limiti consentiti e non suscettibile di dispersione – è fondamentale per evitare situazioni di rischio legate alla caduta di oggetti sulla carreggiata.

Durante la marcia, il rispetto dei limiti di velocità dell’articolo 142, tenendo conto delle eventuali riduzioni per precipitazioni atmosferiche e delle limitazioni specifiche per neopatentati previste dall’articolo 117, è essenziale per mantenere spazi di frenata adeguati e per consentire manovre di emergenza. In presenza di pioggia o condizioni meteo difficili, adeguare la velocità non solo al limite ridotto, ma anche alla reale aderenza del fondo stradale e alla visibilità, riduce in modo significativo il rischio di incidenti. Chi ha conseguito la patente da meno di tre anni deve tenere conto del proprio limite più restrittivo in autostrada, adottando uno stile di guida particolarmente prudente.

Le manovre di ingresso e uscita dall’autostrada meritano particolare attenzione: l’obbligo di utilizzare le corsie di accelerazione e decelerazione, dare la precedenza ai veicoli già in marcia e segnalare per tempo i cambi di corsia, come richiesto dall’articolo 176 e richiamando le modalità dell’articolo 154, può essere tradotto nella pratica in una pianificazione anticipata delle manovre, evitando cambi di corsia improvvisi o frenate brusche. In caso di code o rallentamenti, seguire le disposizioni sulla disposizione dei veicoli e sulle condizioni in cui è possibile utilizzare la corsia di emergenza contribuisce a mantenere corridoi liberi per i mezzi di soccorso e riduce il rischio di ulteriori collisioni.

Se il veicolo si arresta per guasto o emergenza, soprattutto in autostrada, è cruciale applicare con rigore le prescrizioni dell’articolo 162: posizionare correttamente il triangolo, indossare il giubbotto retroriflettente prima di scendere dal veicolo e limitare al minimo la permanenza sulla carreggiata o in prossimità di essa. La scelta della piazzola o della corsia di emergenza per fermarsi, quando possibile, riduce l’esposizione al traffico in transito ad alta velocità. In ogni caso, è opportuno rimanere, quando le condizioni lo consentano, in posizione protetta rispetto al flusso dei veicoli, in attesa dei soccorsi, facendo sempre riferimento alle regole del Codice per orientare le proprie decisioni.

Fonti normative