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Cosa prevede l’articolo 143 del Codice della Strada?

Spiegazione tecnica delle regole sulla posizione dei veicoli in carreggiata previste dall’articolo 143 del Codice della Strada e delle relative sanzioni

Cosa prevede l'articolo 143 del Codice della Strada?
diEzio Notte

Un errore molto comune alla guida è considerare “indicative” le linee di corsia e il margine destro della carreggiata, spostandosi a piacere tra una corsia e l’altra. L’articolo 143 del Codice della Strada stabilisce invece regole precise su posizione del veicolo, uso delle corsie, sorpassi e comportamento in curva o sui dossi. Conoscerle permette di evitare manovre pericolose, contestazioni con gli altri utenti e pesanti sanzioni amministrative.

Cosa stabilisce l’articolo 143 del Codice della Strada

L’articolo 143 del Codice della Strada disciplina la posizione dei veicoli sulla carreggiata e l’uso delle corsie. La regola cardine è l’obbligo di tenere la destra: il conducente deve marciare il più possibile vicino al margine destro della carreggiata, compatibilmente con la sicurezza, con le condizioni del traffico e con la necessità di evitare ostacoli. Non si tratta di una raccomandazione generica, ma di un obbligo che orienta tutte le altre manovre, dal cambio di corsia al sorpasso.

La norma specifica anche che, sulle strade con più corsie per senso di marcia, ogni veicolo deve occupare la corsia libera più a destra, salvo che le condizioni del traffico rendano necessario utilizzare corsie più interne. L’articolo 143 si collega quindi alle disposizioni su sorpasso, segnaletica orizzontale e precedenze, definendo il quadro di riferimento per la circolazione ordinata e prevedibile. Per una lettura testuale e aggiornata della disposizione è possibile consultare il Codice della Strada su Normattiva, che riporta il testo vigente del decreto legislativo n. 285/1992.

Come ci si deve posizionare correttamente in carreggiata

Il corretto posizionamento in carreggiata, secondo l’art. 143 CdS, significa mantenere il veicolo stabilmente in corsia e vicino al margine destro, senza zigzagare o “tagliare” le curve. In un tratto urbano a una sola corsia per senso di marcia, ad esempio, l’auto deve procedere in linea con la corsia, lasciando un margine di sicurezza rispetto al marciapiede ma senza invadere il centro della carreggiata. Se la carreggiata è stretta o sono presenti ciclisti e pedoni, il conducente deve adeguare velocità e traiettoria per garantire la massima sicurezza.

Un errore frequente è “centrare” la carreggiata anche quando non è necessario, ad esempio per evitare buche o parcheggi in doppia fila, senza valutare bene la presenza di veicoli in senso opposto. Se il conducente, per scansare un ostacolo, invade la corsia opposta senza la dovuta prudenza e provoca una situazione di pericolo, può essere ritenuto responsabile di violazione dell’art. 143 e, nei casi più gravi, di ulteriori illeciti. Il principio da seguire è chiaro: se è indispensabile spostarsi verso sinistra, lo si fa solo per il tempo strettamente necessario, segnalando la manovra e verificando che la corsia opposta sia libera.

Sorpasso, cambio di corsia e rispetto delle strisce di corsia

Il sorpasso e il cambio di corsia sono manovre strettamente connesse all’art. 143, perché implicano l’abbandono temporaneo della corsia più a destra. La norma consente di occupare corsie più interne per effettuare un sorpasso o per predisporre una manovra (ad esempio svoltare a sinistra), ma impone di ritornare quanto prima sulla corsia libera più a destra una volta conclusa l’operazione. Se, ad esempio, in autostrada ci si mantiene stabilmente in corsia centrale o di sorpasso pur avendo la corsia di destra libera, si viola il principio di corretto uso delle corsie e si ostacola il flusso del traffico.

Il rispetto delle strisce di corsia è parte integrante dell’obbligo di posizione. Le linee continue non possono essere oltrepassate, salvo i casi tassativamente previsti, mentre le linee discontinue consentono il cambio di corsia solo dopo essersi assicurati che la manovra non crei pericolo o intralcio. Un caso tipico: se il conducente cambia corsia senza preavviso, tagliando la strada a un veicolo che sopraggiunge più velocemente, può essere sanzionato sia per violazione dell’art. 143 sia per mancato rispetto delle norme sul sorpasso e sulla segnalazione delle manovre. Per comprendere meglio come le violazioni di corsia possano essere rilevate con dispositivi automatici, può essere utile approfondire il funzionamento degli strumenti di controllo come descritto in come funzionano gli autovelox e quali requisiti devono rispettare.

Comportamento nelle curve, sui dossi e nelle strade a più corsie

Nelle curve e sui dossi l’art. 143 assume un rilievo particolare, perché la visibilità è ridotta e il margine di errore minimo. Il conducente deve mantenere la propria posizione il più possibile aderente al margine destro, evitando di “tagliare” la curva invadendo la corsia opposta, anche se apparentemente libera. Se, ad esempio, su una strada extraurbana a doppio senso si affronta una curva cieca allargandosi verso il centro per “fare traiettoria”, si viola l’obbligo di posizione e si aumenta in modo significativo il rischio di collisione frontale con veicoli che sopraggiungono in senso contrario.

Sulle strade a più corsie per senso di marcia, come tangenziali e autostrade, l’art. 143 impone di utilizzare la corsia più a destra disponibile, riservando le corsie interne al sorpasso o ai flussi più intensi. Se il traffico è scarso e la corsia di destra è libera, mantenersi stabilmente in corsia centrale o di sorpasso è contrario alla logica della norma, perché riduce la capacità della strada e costringe chi sopraggiunge più velocemente a sorpassi multipli. In condizioni di traffico intenso, invece, è ammesso che i veicoli occupino stabilmente più corsie parallele, purché ciascuno mantenga la propria corsia senza cambi repentini e senza superare i limiti di velocità, che possono essere controllati anche con dispositivi omologati.

Sanzioni previste in caso di violazione dell’art. 143 CdS

Le violazioni dell’articolo 143 del Codice della Strada rientrano tra gli illeciti amministrativi disciplinati dal Titolo VI del Codice stesso, con sanzioni pecuniarie e, nei casi previsti, sanzioni accessorie come la decurtazione di punti dalla patente. L’entità della sanzione varia in funzione della gravità della condotta: occupare indebitamente una corsia di sorpasso, invadere la corsia opposta in curva o non rispettare il margine destro della carreggiata possono essere valutati diversamente dall’organo accertatore, anche alla luce delle conseguenze concrete sul traffico e sulla sicurezza. Per il quadro generale delle sanzioni amministrative accessorie, è utile il riferimento all’art. 224-ter CdS disponibile sul portale dell’ACI, che illustra il procedimento di applicazione di confisca e fermo amministrativo in conseguenza di ipotesi di reato: procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie.

Dal punto di vista pratico, chi viene sorpreso a circolare in posizione irregolare può subire non solo la sanzione pecuniaria, ma anche conseguenze sulla patente, specie in caso di recidiva o di condotte particolarmente pericolose. Se, ad esempio, un motociclista invade ripetutamente la corsia opposta in curva o un automobilista percorre lunghi tratti in contromano su una strada a senso unico, l’organo accertatore può contestare più violazioni e, nei casi più gravi, procedere al ritiro del documento di guida. Inoltre, alcune condotte scorrette nella posizione in carreggiata possono concorrere con altre violazioni (come eccesso di velocità o guida pericolosa), con un aggravio complessivo delle sanzioni, come spesso accade anche per chi circola con ciclomotori o motocicli in violazione di più norme del Codice, tema approfondito anche nel contesto delle multe con il motorino e dei rischi connessi al nuovo Codice.