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Cosa rischi se mangi o bevi alla guida all’estero, da Cipro alla Svizzera

Regole su cibo e bevande alla guida all’estero e differenze tra Italia, Cipro e Svizzera

Mangiare o bere alla guida all’estero: dove è vietato e quali multe rischi
diEzio Notte

Molti automobilisti italiani, in vacanza all’estero, danno per scontato che mangiare uno snack o bere un sorso d’acqua al volante sia sempre tollerato, salvo poi ritrovarsi con multe salate o contestazioni in lingue che non conoscono. Capire perché alcuni Paesi sono molto più severi sulla distrazione alla guida aiuta a evitare errori costosi e a modificare in tempo reale le proprie abitudini, soprattutto in destinazioni come Cipro e Svizzera dove certi comportamenti quotidiani possono essere considerati vere e proprie infrazioni.

Perché alcuni Paesi vietano persino bere acqua mentre si è al volante

Il motivo per cui in diversi Paesi europei si arriva a sanzionare persino il gesto di bere acqua mentre si guida è legato al ruolo centrale della distrazione negli incidenti stradali. La Commissione europea, attraverso l’European Road Safety Observatory, ha evidenziato che i conducenti trascorrono una parte consistente del tempo di guida svolgendo attività distraenti e che tra queste rientrano l’uso del cellulare, l’interazione con i sistemi di bordo, i passeggeri e il fatto di mangiare o bere al volante. Questo quadro spiega perché molti ordinamenti trattano qualsiasi azione che distoglie attenzione e mani dal volante come un rischio da contenere.

Secondo i contenuti diffusi dall’European Road Safety Observatory, ripresi anche dall’EU Urban Mobility Observatory, mangiare durante la guida è considerato una delle principali fonti di distrazione per i conducenti europei, con effetti negativi sui tempi di reazione e sul controllo del veicolo. Se si aggiunge che la distrazione è indicata, insieme a velocità, alcol e mancato uso delle cinture, tra i principali fattori di rischio sulle strade europee, diventa comprensibile perché alcuni Paesi adottino un approccio quasi “tolleranza zero” verso comportamenti che in Italia sono percepiti come innocui. In pratica, ciò che per un turista è una semplice bottiglietta d’acqua, per la polizia locale può essere un segnale di guida non sufficientemente concentrata.

Un altro elemento che spinge le autorità straniere a irrigidire le regole è l’impatto economico e sociale degli incidenti legati alla distrazione. In ambito europeo, iniziative come la European Road Safety Charter ricordano che milioni di sinistri ogni anno sono collegati, almeno in parte, a distrazione o sonnolenza del conducente, tanto che si stanno sviluppando tecnologie di monitoraggio del guidatore per ridurre questi comportamenti. In questo contesto, vietare o scoraggiare esplicitamente il mangiare e il bere alla guida è visto come un tassello di una strategia più ampia di sicurezza stradale, non come un divieto punitivo fine a sé stesso.

Per il turista italiano questo significa che, una volta oltrepassato il confine, il margine di tolleranza verso le “piccole distrazioni” può ridursi drasticamente. Se in autostrada all’estero si ha sete, la scelta più prudente non è arrangiarsi con una mano sola sul volante, ma programmare una sosta in area di servizio. In caso contrario, se un agente interpreta quel gesto come guida distratta, la contestazione può scattare anche senza incidente, sulla base del solo comportamento osservato.

Il caso Cipro e le regole contro le distrazioni alla guida per i turisti

Cipro è spesso citata come esempio di Paese particolarmente severo verso le distrazioni alla guida, anche nei confronti dei turisti. Le informazioni raccolte da club automobilistici europei mostrano che l’isola presta grande attenzione a comportamenti come l’uso del cellulare, il mancato uso delle cinture e, più in generale, qualsiasi azione che possa distogliere il conducente dalla strada. Strumenti come i calcolatori di sanzioni per l’estero, messi a disposizione da associazioni come ADAC, elencano per ciascun Paese le principali infrazioni e le relative conseguenze economiche, richiamando l’attenzione proprio sui rischi legati alla guida distratta.

Per chi arriva a Cipro con un’auto a noleggio, il primo impatto è spesso la guida a sinistra, che già di per sé richiede un surplus di concentrazione. In questo scenario, mangiare un panino, bere una bibita o maneggiare il telefono mentre si cerca di abituarsi alla nuova disposizione della carreggiata aumenta in modo significativo il rischio di errore. Se un agente nota che il conducente ha le mani occupate o lo sguardo rivolto altrove, può interpretare la scena come violazione delle norme sulla condotta prudente, con sanzioni che, secondo le schede informative sui “Verkehrssünden im Ausland”, risultano spesso più pesanti di quanto ci si aspetterebbe.

Un aspetto che molti turisti sottovalutano è la tracciabilità delle multe prese all’estero. ADAC, nelle sue comunicazioni sulle sanzioni straniere, ricorda che le multe dall’estero, comprese quelle per violazioni dovute a distrazione alla guida, non andrebbero ignorate perché possono essere riscosse anche successivamente nel Paese di residenza. Ciò significa che una contestazione per guida distratta a Cipro può riemergere mesi dopo il rientro in Italia, con eventuali maggiorazioni o costi di recupero, rendendo ancora meno conveniente il “rischiare” per un semplice sorso d’acqua al volante.

Per ridurre al minimo i problemi, chi guida a Cipro dovrebbe adottare alcune accortezze pratiche. Prima di partire, è utile informarsi sulle principali regole locali tramite fonti affidabili, verificando in particolare le norme su cellulare, cinture e comportamenti distraenti. Durante il viaggio, se si avverte la necessità di mangiare o bere, la scelta più sicura è fermarsi in un’area di sosta o in un parcheggio, spegnere il motore e solo allora dedicarsi alla pausa. In caso di controllo, poter dimostrare di aver tenuto entrambe le mani sul volante e lo sguardo sulla strada riduce il rischio di contestazioni soggettive legate alla distrazione.

Motore acceso, rumori evitabili e altre abitudini vietate in Svizzera

La Svizzera è nota per l’attenzione rigorosa al rispetto delle regole stradali e per un sistema sanzionatorio particolarmente severo verso le condotte considerate pericolose o irrispettose degli altri utenti della strada. Le schede informative sui comportamenti vietati all’estero sottolineano che in Paesi come Svizzera, Italia e Paesi Bassi le multe per infrazioni comuni, tra cui velocità, alcol e uso del cellulare, figurano tra le più alte d’Europa, proprio per scoraggiare qualsiasi leggerezza alla guida. In questo contesto, anche abitudini che in Italia passano spesso inosservate possono diventare motivo di contestazione.

Tra i comportamenti che possono creare problemi in Svizzera rientrano, oltre alla guida distratta da cibo e bevande, l’abitudine di lasciare il motore acceso durante soste prolungate, i rumori evitabili (come accelerate inutili o musica a volume eccessivo) e una gestione disinvolta del veicolo in sosta. Un conducente che, ad esempio, resta fermo a bordo strada con motore acceso mentre mangia, ascolta musica ad alto volume e maneggia il telefono può essere percepito come poco rispettoso delle norme di sicurezza e di quiete pubblica. Anche se non tutte queste condotte sono sempre sanzionate automaticamente, il margine di discrezionalità delle forze dell’ordine è ampio e spesso orientato alla tutela rigorosa dell’ordine e della sicurezza.

Le comunicazioni di associazioni come ADAC sulle “Verkehrssünden im Ausland” ricordano che le violazioni del codice della strada, comprese quelle legate alla distrazione, sono perseguite e sanzionate in tutta Europa con importi spesso molto più elevati rispetto ad altri contesti. In Svizzera, questo approccio si traduce in controlli frequenti e in una scarsa tolleranza verso chi appare poco concentrato alla guida o utilizza il veicolo come se fosse un salotto privato. Per il turista italiano, ciò implica che gesti come cambiare brano sullo smartphone, sistemare il navigatore mentre si è in movimento o consumare un pasto veloce al volante possono essere interpretati come mancanza di diligenza.

Un caso tipico è quello di chi, arrivato in una località di montagna, lascia l’auto accesa per scaldare l’abitacolo mentre mangia qualcosa seduto al posto di guida. Se in quel momento sopraggiunge un controllo, l’agente potrebbe contestare sia l’inutile funzionamento del motore sia la distrazione del conducente, soprattutto se le mani non sono libere o lo sguardo non è rivolto alla strada. Per evitare problemi, è preferibile spegnere il motore, utilizzare il freno di stazionamento e consumare il pasto con il veicolo chiaramente in sosta, trattando la vettura come un semplice spazio chiuso e non come un mezzo in potenziale movimento.

Come adattare lo stile di guida italiano alle regole più severe in vacanza

Adattare lo stile di guida italiano alle regole più severe che si incontrano in Paesi come Cipro e Svizzera richiede soprattutto un cambio di mentalità sulla distrazione. In Italia il Codice della strada vieta già di guidare in stato di ebbrezza e prevede limiti specifici per determinate categorie di conducenti, come ricordato anche dall’ACI nei contenuti dedicati al rapporto tra alcol e guida. All’estero, però, l’attenzione non si concentra solo su alcol e velocità, ma anche su tutto ciò che può ridurre la concentrazione, compresi cibo, bevande e uso disinvolto dei dispositivi elettronici. Il primo passo è quindi considerare il veicolo come un ambiente in cui ogni gesto deve essere funzionale alla guida, non al comfort personale.

Per trasformare questo principio in abitudini concrete, è utile seguire alcune fasi operative, che possono essere sintetizzate in una tabella di controllo:

FaseCosa verificareObiettivo
Prima di partireConoscere le regole locali su distrazione, cellulare, cinture, alcolRidurre il rischio di infrazioni inconsapevoli
Durante la guidaMantenere entrambe le mani libere e lo sguardo sulla stradaLimitare al minimo le attività non essenziali
Pausa programmataFermarsi in area sicura per mangiare, bere, usare il telefonoSeparare nettamente guida e attività distraenti
Dopo un lungo tragittoValutare stanchezza e capacità di concentrazioneEvitare colpi di sonno e cali di attenzione

Un errore frequente dei turisti è sottovalutare la combinazione tra stanchezza, caldo e abitudini “multitasking”. Se, ad esempio, si guida da molte ore, si è affaticati e si tenta di restare svegli mangiando o bevendo continuamente al volante, il rischio di distrazione aumenta invece di diminuire. Contenuti divulgativi sulla sicurezza stradale, come quelli promossi dalla European Road Safety Charter, ricordano che espedienti come aprire il finestrino o alzare la radio non eliminano il pericolo di colpo di sonno e possono anzi aggiungere ulteriori fonti di distrazione. In queste condizioni, la scelta più sicura non è “fare qualcosa mentre si guida”, ma fermarsi, riposare e solo dopo riprendere il viaggio.

Per chi viaggia spesso all’estero, può essere utile adottare una sorta di “protocollo personale” contro la distrazione: impostare il navigatore prima di partire, regolare climatizzazione e sedile a veicolo fermo, tenere a portata di mano solo una bottiglietta da usare esclusivamente durante le soste, disattivare notifiche non essenziali sullo smartphone. Se, durante il viaggio, ci si accorge di avere la tentazione di mangiare o controllare messaggi, la regola pratica dovrebbe essere: se l’azione richiede di togliere lo sguardo dalla strada o una mano dal volante per più di un istante, allora è il momento di cercare un’area di sosta. Questo semplice criterio aiuta ad allineare il proprio comportamento alle aspettative, spesso più rigide, delle autorità straniere.