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Cosa si intende per pertinenze della strada nel Codice?

Significato giuridico delle pertinenze stradali, loro tipologie, gestione e relazione con sicurezza e circolazione secondo il Codice della Strada

Cosa si intende per pertinenze della strada nel Codice?
diEzio Notte

In sintesi

  • Le pertinenze stradali sono parti della strada destinate permanentemente al servizio o all’arredo funzionale, definite dal Codice.
  • Devono essere individuate e organizzate in modo da non intralciare la circolazione né limitare la visibilità.
  • Il Codice distingue pertinenze di esercizio (integranti la sede stradale) e di servizio (aree di rifornimento, parcheggio, manutenzione).
  • Le pertinenze di servizio sono determinate dall’ente proprietario secondo il regolamento e non nascono automaticamente.
  • È vietato danneggiare, occupare o alterare opere, piantagioni e impianti appartenenti alle pertinenze e creare pericolo per la circolazione.

Quando pensiamo alla “strada” immaginiamo corsie, segnaletica e poco altro. In realtà, dal punto di vista giuridico, intorno alla carreggiata vive un mondo fatto di aree di servizio, parcheggi, fabbricati tecnici, fossi, opere di sostegno e così via. Tutti elementi che il Codice della Strada mette sotto un’unica etichetta: pertinenze. Capire cosa sono, come si classificano e chi le gestisce serve a orientarsi meglio tra diritti, divieti e responsabilità, soprattutto quando si entra o si lavora in prossimità di queste aree “a bordo strada”.

Definizione di pertinenze stradali secondo il Codice

Il punto di partenza è chiaro: le pertinenze stradali sono definite direttamente dal Codice. Le norme stabiliscono che le pertinenze sono le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o all’arredo funzionale della stessa, specificando anche che sono regolate sia da queste disposizioni che dal relativo regolamento, che ne dettaglia caratteristiche e modalità di gestione . In pratica, tutto ciò che serve alla strada per funzionare meglio, per essere più sicura o più fruibile dagli utenti, pur non essendo la carreggiata vera e propria, rientra in questo contenitore giuridico. Non si tratta quindi di elementi occasionali o temporanei, ma di componenti pensati e realizzati per restare al servizio della viabilità.

Questa impostazione mette subito in chiaro due aspetti. Il primo: le pertinenze non sono un di più estetico o decorativo, ma fanno parte della logica funzionale della strada, che si tratti di consentire la sosta, il rifornimento, la manutenzione o semplicemente garantire visibilità e sicurezza. Il secondo: proprio perché integrate nella logica della circolazione, queste porzioni di suolo e manufatti sono soggette alle stesse esigenze di tutela e di disciplina che regolano la proprietà stradale. Non siamo quindi su “terra di nessuno”: valgono regole precise su chi può costruire, usare, modificare queste aree.

Un altro passaggio fondamentale riguarda il collegamento fra pertinenze e uso sicuro della strada. Le disposizioni precisano che le pertinenze devono essere individuate e organizzate in modo da non intralciare la circolazione e da non limitare la visibilità, ponendo così una relazione diretta fra progettazione delle pertinenze e sicurezza alla guida . Questo significa che, ad esempio, un’area di parcheggio o un fabbricato tecnico collocato male, che ostacoli il campo visivo nelle intersezioni o negli svincoli, contrasterebbe con la funzione stessa di pertinenza e con i principi generali di tutela della circolazione.

La nozione di pertinenza va poi letta insieme ad altre norme che parlano di “strada e loro pertinenze”. Ad esempio, le disposizioni sugli atti vietati vietano di danneggiare, occupare o alterare in qualsiasi modo opere, piantagioni e impianti, inclusi quelli che appartengono alle pertinenze, e di creare comunque stati di pericolo per la circolazione . In altre parole, la pertinenza non è solo un luogo dove si può sostare o transitare con più libertà, ma un tassello dell’infrastruttura stradale da rispettare esattamente come la carreggiata.

Differenza tra pertinenze di esercizio e di servizio

Il Codice non si limita a dire cosa sono le pertinenze, ma le divide in due grandi categorie: pertinenze di esercizio e pertinenze di servizio. Le prime sono quelle che costituiscono parte integrante della strada o che ineriscono in modo permanente alla sede stradale . Parliamo quindi di tutti quegli elementi strettamente connessi alla struttura fisica della via: opere di contenimento, elementi di arredo funzionale, infrastrutture tecniche a bordo sede. Sono, per così dire, il prolungamento naturale della strada, sia dal punto di vista strutturale che funzionale.

Questa categoria comprende quindi elementi che, se rimossi o alterati, inciderebbero direttamente sulla possibilità stessa di utilizzare la strada in condizioni di sicurezza. Non a caso, altre norme vietano espressamente di eseguire escavazioni, costruzioni o piantumazioni in prossimità delle proprietà stradali fuori dai centri abitati, fissando anche fasce di rispetto e aree di visibilità nelle intersezioni, proprio per non interferire con la funzionalità della sede e delle sue pertinenze . Qui la “pertinenza di esercizio” non è quindi un concetto astratto, ma un perimetro entro cui il proprietario del fondo confinante ha limiti chiari.

Le pertinenze di servizio sono invece di tutt’altra natura: sono definite come le aree di servizio con i relativi manufatti per il rifornimento e la ricarica dei veicoli e il ristoro degli utenti, le aree di parcheggio, le aree e i fabbricati per la manutenzione delle strade o comunque destinati dall’ente proprietario, in modo permanente ed esclusivo, al servizio della strada e dei suoi utenti . Qui il focus si sposta dal “corpo” della strada a ciò che gravita intorno per offrire funzioni accessorie: fare carburante, fermarsi a riposare, lasciare il veicolo in sosta, effettuare interventi tecnici.

Una particolarità importante è che le pertinenze di servizio non nascono “automatiche”: sono determinate dall’ente proprietario secondo modalità fissate dal regolamento, sempre con il paletto di non intralciare la circolazione né limitare la visibilità . In pratica, l’ente decide dove e come realizzare parcheggi, aree di servizio, fabbricati di manutenzione, ma deve farlo rispettando equilibri ben precisi tra funzionalità aggiuntiva e scorrimento sicuro del traffico.

Questa distinzione fra esercizio e servizio ha conseguenze pratiche: le prime riguardano la struttura e la continuità della strada, le seconde riguardano l’offerta di funzioni aggiuntive per gli utenti. Ma in entrambi i casi, chi usa l’infrastruttura deve ricordarsi che si muove sempre all’interno di ambiti assoggettati a norme puntuali, anche quando ha la sensazione di essere “fuori dalla carreggiata”.

Aree di servizio, parcheggi e fabbricati al servizio della strada

Entrando più nel dettaglio, il Codice elenca in modo esplicito quali elementi rientrano fra le pertinenze di servizio: aree di servizio con manufatti per rifornimento e ricarica dei veicoli e ristoro degli utenti, aree di parcheggio, aree e fabbricati per la manutenzione delle strade o comunque destinati dall’ente proprietario al servizio della strada e degli utenti . Sono quindi comprese sia le classiche stazioni di servizio autostradali con bar e servizi, sia i parcheggi a bordo strada e i fabbricati tecnici usati per depositi, officine interne, magazzini di materiali per la manutenzione.

Queste aree non sono però spazi “neutri”: devono essere pianificate in modo da non creare pericoli o intralci. Il Codice, ad esempio, prevede che le autostrade siano attrezzate con apposite aree di servizio e aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione, proprio per consentire ingressi e uscite in sicurezza senza interferire direttamente con il flusso principale dei veicoli . Anche sulle strade extraurbane principali è prevista la presenza di aree di servizio con spazi per la sosta, organizzate con analoghe accortezze. Questo collegamento fra progetto geometricamente corretto delle rampe e funzione di pertinenza di servizio è un punto chiave per la sicurezza.

Inoltre, lo stesso impianto normativo ricorda che su tutte le strade e relative pertinenze è vietato danneggiare opere, piantagioni e impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma, occupare la piattaforma e le pertinenze o creare comunque situazioni di pericolo per la circolazione . Ciò vale anche per le aree di parcheggio e per gli spazi di rifornimento: usarli in modo improprio, trasformandoli in depositi di materiali, zone di manovre pericolose o altre attività non previste, va in rotta di collisione con questa disciplina.

Infine, nelle autostrade e nelle strade extraurbane principali viene chiarito che sulle aree di servizio o di parcheggio è vietato svolgere attività commerciali o di propaganda sotto qualsiasi forma, salvo che siano autorizzate dall’ente proprietario . Lo stesso vale per la pubblicità: lungo alcune categorie di strade la pubblicità è ammessa solo nelle aree di servizio o parcheggio, con l’obbligo che non sia visibile dalla carreggiata e solo se autorizzata dall’ente proprietario . Questo dimostra che anche l’uso economico di queste aree è strettamente regolato e subordinato alle esigenze di sicurezza e fluidità della circolazione.

Chi gestisce le pertinenze e con quali limiti

Dal punto di vista giuridico, il regista delle pertinenze è l’ente proprietario della strada. È lui che individua le pertinenze di servizio, ne decide la destinazione permanente ed esclusiva al servizio della strada e degli utenti e ne regola la conformazione in coerenza con le norme e con il regolamento . Tuttavia, la proprietà o la gestione concreta di alcune pertinenze di servizio può appartenere anche a soggetti diversi, oppure essere affidata in concessione a terzi, a condizioni stabilite dalle norme . In pratica, un’area di servizio autostradale può essere di un concessionario, ma rientra comunque nel sistema delle pertinenze della strada.

Questo schema di gestione non è illimitato: chi realizza impianti od opere che interessano la proprietà stradale e le sue pertinenze deve ottenere specifici provvedimenti dell’autorità pubblica; chi installa, mette in esercizio, trasforma o varia l’uso di tali impianti senza il necessario titolo è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria, con importi ben determinati, e alle sanzioni accessorie della rimozione delle opere abusive, a proprie spese . Il Codice prevede anche l’ulteriore sanzione accessoria dell’obbligo di ripristino dei luoghi o di rimozione di opere abusive, con una procedura specifica che coinvolge l’ente proprietario e il prefetto .

In parallelo, i concessionari di determinati servizi che interessano comunque le strade – come linee elettriche, telefoniche, oleodotti, metanodotti, servizi di fognature o altri impianti – hanno l’obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall’ente proprietario per la conservazione della strada e per la sicurezza della circolazione . Se per esigenze della viabilità si rende necessario modificare o spostare tali impianti su sedi messe a disposizione dall’ente proprietario, l’onere economico è a carico del gestore del pubblico servizio, con termini e modalità concordati fra le parti.

Anche i provvedimenti di concessione e autorizzazione relativi all’uso o all’occupazione delle strade e delle loro pertinenze sono fortemente regolati: indicano condizioni tecniche e amministrative, durata (comunque non superiore a un certo limite temporale), somme dovute e possibilità per l’autorità competente di revocare o modificare tali atti in qualsiasi momento per motivi di pubblico interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza obbligo di indennizzo . Chi intraprende lavori o occupazioni senza rispettare queste regole o senza avere a disposizione il relativo titolo autorizzatorio espone sé stesso a sanzioni e, in caso di mancata collaborazione, a interventi sostitutivi dell’autorità.

Impatto delle pertinenze sulla sicurezza e sulla circolazione

Le pertinenze non sono un dettaglio urbanistico, ma incidono direttamente sulla sicurezza stradale e sulla fluidità del traffico. Da un lato, il Codice impone che siano individuate e disposte in modo da non intralciare la circolazione e da non limitare la visibilità ; dall’altro, norme più generali ribadiscono che gli utenti devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio e da salvaguardare la sicurezza stradale, ponendo così un principio cardine valido in qualunque punto della rete viaria, pertinenze comprese . Questo significa che non basta progettare bene un’area di servizio o un parcheggio: anche il modo in cui vengono usati dagli automobilisti fa la differenza.

Il ruolo delle pertinenze è evidente, ad esempio, nelle autostrade. Qui è espressamente vietato svolgere attività commerciali o di propaganda sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale, salvo autorizzazione dell’ente proprietario nelle sole aree destinate a servizio o parcheggio . In più è vietato campeggiare, se non nelle zone espressamente destinate allo scopo. Tutti divieti che servono a evitare situazioni caotiche o pericolose proprio nei punti in cui la velocità dei veicoli si combina con ingressi, uscite e soste frequenti.

La sicurezza passa anche dalle fasce di rispetto e dalle aree di visibilità fissate per i fondi che confinano con le proprietà stradali fuori dai centri abitati: qui è vietato aprire canali, fossi, eseguire escavazioni, costruire edificazioni o impiantare alberi e recinzioni entro determinate distanze, proprio per non ridurre la visibilità e non creare ostacoli improvvisi in prossimità della sede e delle sue pertinenze . Allo stesso modo, le norme sugli atti vietati proibiscono di impedire il deflusso delle acque nei fossi laterali e nelle opere di raccolta e scarico, essenziali per mantenere la stabilità del corpo stradale e delle sue pertinenze drenanti .

Non meno importante è il collegamento fra pertinenze e disciplina della sosta. Le disposizioni che vietano la sosta in determinate aree – come banchine, aree destinate al mercato, spazi riservati ad emergenza o igiene pubblica, aree pedonali urbane o zone a traffico limitato – servono anche a mantenere libere quelle pertinenze destinate a funzioni specifiche, come servizi di emergenza o raccolta rifiuti, che devono restare operative per non diventare a loro volta fonte di rischio . Usare in modo scorretto queste zone significa spezzare l’equilibrio fra infrastruttura, pertinenza e sicurezza operativa.

Infine, va ricordato che fabbricati e muri fronteggianti le strade devono essere mantenuti in condizioni tali da non compromettere l’incolumità pubblica e da non arrecare danno alle strade e alle relative pertinenze . Se queste opere minacciano rovina e il proprietario non interviene, l’autorità può imporne demolizione o consolidamento, anche d’ufficio, con addebito delle spese. Ancora una volta, ciò che accade nei pressi della strada, pur restando in proprietà privata, ha un impatto diretto sulla stabilità e sulla sicurezza dell’infrastruttura stradale e delle sue pertinenze, che il Codice tutela in modo esplicito.

Fonti normative