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Cosa succede oggi se prendo una multa col cellulare e ho pochi punti patente?

Regole attuali su multa per cellulare, decurtazione punti, sospensione breve e gestione del saldo punti patente in base al punteggio residuo

Cellulare alla guida con pochi punti patente: sospensione breve, rischi e difese nel 2026
diRedazione

Se oggi ti fermano con il cellulare in mano mentre guidi e hai pochi punti sulla patente, rischi molto più di una “semplice” multa. In questa guida capirai quanti punti perdi, quando scatta la sospensione breve automatica e cosa cambia se hai 10, 15 o 25 punti. Vedrai anche come evitare l’errore più comune: sottovalutare il saldo punti e ritrovarti con la patente sospesa senza averci fatto caso.

Come funzionano oggi decurtazione punti e sospensione per l’uso del cellulare alla guida

Per capire cosa succede se prendi una multa col cellulare, bisogna partire dalla regola base: l’articolo 173 del Codice della Strada vieta l’uso di apparecchi radiotelefonici che comportino l’allontanamento delle mani dal volante durante la marcia, consentendo solo sistemi viva voce o auricolari che non richiedano queste manovre. Il testo vigente è consultabile su Normattiva (art. 173 CdS) e chiarisce che il problema non è il telefono in sé, ma il fatto di tenerlo e usarlo in mano mentre si guida.

Dal punto di vista dei punti patente, la tabella allegata all’articolo 126-bis stabilisce che la violazione dell’articolo 173 comporta la decurtazione di 5 punti dalla patente per ogni infrazione accertata. Questo valore è riportato nella tabella ufficiale pubblicata in Gazzetta Ufficiale (tabella punti patente) e viene confermato anche nelle schede pratiche di associazioni specializzate come ASAPS. Oltre ai punti, è prevista una sanzione pecuniaria in una forbice che va da 148 a 594 euro, come indicato dalla Rivista Giuridica ACI.

La vera novità degli ultimi aggiornamenti è però la sospensione breve automatica della patente per chi viene sorpreso con il cellulare alla guida avendo pochi punti residui. La legge 25 novembre 2024 n. 177 ha modificato l’articolo 126-bis introducendo, per alcune violazioni tra cui l’articolo 173 comma 3-bis, una sospensione accessoria da 7 a 15 giorni quando al momento dell’accertamento il punteggio residuo è inferiore a 20 punti. Il meccanismo è descritto nell’articolo 4 della legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In pratica, oggi non conta solo “quale” infrazione commetti, ma anche “con quanti punti” la commetti. Se al momento del controllo hai meno di 20 punti, l’uso del cellulare alla guida può far scattare automaticamente la sospensione breve, oltre alla decurtazione di 5 punti e alla multa in denaro. Questo approccio è confermato anche dalle schede informative della Polizia di Stato sulla patente a punti, che inseriscono l’uso del cellulare tra le violazioni più attenzionate.

Se vuoi un quadro più ampio di come è cambiata la distribuzione dei punti per le varie infrazioni dopo il decreto sicurezza, puoi approfondire la nuova tabella punti patente e cosa cambia con il decreto sicurezza, così da capire quanto pesa il cellulare rispetto ad altre violazioni.

Quando scatta la sospensione breve se hai meno di 20 punti sulla patente

La domanda chiave per chi ha pochi punti è: quando scatta esattamente la sospensione breve? L’articolo 126-bis, come modificato, prevede che per alcune infrazioni, tra cui l’uso del cellulare alla guida, se al momento dell’accertamento il punteggio residuo è inferiore a 20 punti, si applica automaticamente una sospensione della patente per un periodo compreso tra 7 e 15 giorni. La durata dipende dalla fascia di punti residui: 7 giorni se il punteggio è tra 10 e 19, 15 giorni se è inferiore a 10, come chiarito nella scheda dedicata su Il Portale dell’Automobilista.

Questo significa che, se vieni fermato con il cellulare in mano e hai già consumato una parte importante del tuo “credito” di punti, non rischi solo di scendere ancora di più, ma anche di dover lasciare la patente per alcuni giorni. La sospensione breve si aggiunge alla decurtazione di 5 punti e alla sanzione pecuniaria, e viene disposta in modo automatico in base al punteggio risultante dagli archivi al momento del controllo. Le forze dell’ordine, come ricordato anche dall’Arma dei Carabinieri nella scheda “Uso del cellulare alla guida: controlli e sanzioni”, considerano questa violazione tra le principali cause di ritiro immediato del documento di guida.

Se ti stai chiedendo se la sospensione breve sostituisca o meno le sospensioni più lunghe previste per recidiva o per casi particolarmente gravi, la risposta è che si tratta di un livello aggiuntivo di tutela della sicurezza stradale. In caso di recidiva nel biennio o di concorso con altre infrazioni, possono continuare ad applicarsi le sospensioni “classiche” di durata ben superiore, secondo quanto previsto dal Codice della Strada. Per avere un quadro operativo di come funziona, puoi leggere anche la guida dedicata alla sospensione breve della patente e al nuovo articolo 218-ter, che spiega come si coordina con le altre misure.

Esempi pratici con 10, 15 o 25 punti: quanto rischi davvero in caso di multa

Per capire “quanto rischi davvero” se ti beccano col cellulare, è utile ragionare su scenari concreti. Immagina di avere 25 punti sulla patente (magari perché non hai commesso infrazioni per anni o hai beneficiato dei bonus periodici): in questo caso, una multa per uso del cellulare comporta la decurtazione di 5 punti, portandoti a 20. Non scatta la sospensione breve, perché la soglia che fa scattare il meccanismo è “inferiore a 20 punti” al momento dell’accertamento. Resta però il fatto che hai perso un quarto del tuo margine rispetto ai 20 punti standard.

Scenario diverso se hai 15 punti. Se vieni fermato mentre usi lo smartphone in mano, la violazione dell’articolo 173 comporta sempre la perdita di 5 punti, ma qui la situazione è più delicata: al momento dell’accertamento il tuo punteggio è inferiore a 20, quindi rientri nella fascia per cui è prevista la sospensione breve. Con un saldo tra 10 e 19 punti, la durata della sospensione è di 7 giorni, secondo quanto indicato nella legge 177/2024 e ripreso dal Portale dell’Automobilista. In pratica, oltre a scendere a 10 punti, dovrai rinunciare alla patente per una settimana, con tutte le conseguenze organizzative che questo comporta per lavoro, famiglia e spostamenti quotidiani.

La situazione più critica è quella di chi ha 10 punti o meno. Se, ad esempio, hai 10 punti e vieni sorpreso a usare il cellulare alla guida, la decurtazione di 5 punti ti porta a 5, ma soprattutto ti colloca nella fascia di punteggio inferiore a 10, per cui la sospensione breve sale a 15 giorni. Se invece parti già da meno di 10 punti, il rischio è duplice: sospensione di 15 giorni e avvicinamento pericoloso allo zero, con la prospettiva di dover rifare gli esami se continui a commettere infrazioni. È uno scenario tutt’altro che teorico: secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei primi tre mesi di applicazione del nuovo Codice sono state ritirate 8.912 patenti per uso del cellulare alla guida, come riportato nella news ufficiale del MIT sulla consapevolezza dei rischi.

Se ti riconosci in uno di questi scenari, il primo passo è verificare con precisione il tuo saldo punti, ad esempio tramite i servizi online dedicati. In base al risultato, puoi valutare se una singola multa per cellulare ti porterà solo a una decurtazione gestibile o se rischi di entrare subito nella fascia della sospensione breve. Per capire meglio come funziona il sistema della patente a punti nel suo complesso, può esserti utile la guida su quanti punti si perdono e come si recuperano con la patente a punti, che spiega anche i meccanismi di recupero.

Come difendersi tra ricorso, errori nel verbale e gestione del saldo punti

Chiedersi come difendersi non significa “cercare il trucco”, ma capire quali margini di tutela hai se ritieni che la multa per cellulare sia ingiusta o viziata da errori. Un primo aspetto riguarda la contestazione: la giurisprudenza ha chiarito che, per la decurtazione dei punti, è in genere necessaria la contestazione immediata al trasgressore, salvo i casi in cui la legge consente la contestazione differita (ad esempio per motivi di sicurezza o impossibilità di fermare il veicolo). Una nota della Rivista Giuridica ACI richiama proprio questo orientamento, sottolineando l’importanza della corretta contestazione ai fini della decurtazione.

Se ritieni che il verbale presenti errori (targa sbagliata, luogo o ora non corretti, indicazioni generiche sull’uso del cellulare senza descrizione minima del comportamento), puoi valutare un ricorso, nei termini e con le modalità previste dal Codice della Strada. È importante però distinguere tra la sanzione pecuniaria e la decurtazione dei punti: anche se paghi la multa, la perdita di punti segue un suo iter amministrativo, basato sui dati comunicati dall’organo accertatore al Ministero. Per questo, se il tuo problema principale è il saldo punti, può essere utile affiancare alla valutazione del ricorso una strategia di gestione del punteggio, ad esempio informandoti sui corsi di recupero e sui tempi per riacquisire punti.

Un errore frequente è pensare che, se non si indica il conducente o se si paga “in fretta”, si possa evitare la decurtazione. In realtà, il sistema della patente a punti è strutturato per collegare la violazione al titolare del documento di guida, e la mancata collaborazione può portare ad altre conseguenze. Se ti trovi in una situazione limite, con pochi punti e una multa per cellulare appena notificata, può essere utile leggere la guida su come si fa a non farsi togliere i punti della patente, che spiega quali margini legittimi di tutela esistono e quali, invece, sono false scorciatoie.

Strategie per evitare di arrivare allo zero punti dopo una multa per smartphone

Se hai già preso una multa per uso del cellulare e temi di avvicinarti allo zero punti, la priorità è impostare una strategia per non peggiorare la situazione. La prima mossa è sempre verificare il saldo punti aggiornato, perché solo così puoi capire quanto margine ti resta prima di rischiare la revisione della patente. Se, ad esempio, dopo la decurtazione di 5 punti ti ritrovi sotto i 10, sai già che una nuova infrazione grave potrebbe portarti molto vicino allo zero, con l’obbligo di rifare gli esami di teoria e pratica. In questo scenario, se commetti un’altra violazione che comporta decurtazione, allora il rischio di azzeramento diventa concreto e immediato.

Per evitare di arrivare allo zero punti dopo una multa per smartphone, puoi lavorare su tre fronti. Il primo è comportamentale: adottare abitudini che ti impediscano materialmente di usare il cellulare in mano alla guida (modalità “non disturbare”, supporto fisso, uso rigoroso del viva voce). Il secondo è formativo: valutare la partecipazione a corsi di recupero punti, che permettono di riacquisire un certo numero di punti in un’unica soluzione, riducendo il rischio di sospensione breve in caso di nuove infrazioni. Il terzo è informativo: conoscere bene quali violazioni pesano di più sul punteggio, così da evitare cumuli pericolosi in poco tempo.

Se ti trovi già in una situazione critica, con pochi punti e una sospensione breve appena applicata per uso del cellulare, può essere utile pianificare un “percorso di rientro” che includa: verifica periodica del saldo, valutazione di eventuali ricorsi fondati, partecipazione a corsi di recupero e, soprattutto, un cambio radicale di abitudini alla guida. In molti casi, basta un singolo controllo in più con lo smartphone in mano per passare da una situazione gestibile a una patente azzerata, con tutti i costi e i tempi per riottenerla. Lavorare in anticipo su questi aspetti è il modo più efficace per non trasformare una multa per cellulare in un problema strutturale di mobilità personale.