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Cosa succede se prendo due multe per la stessa infrazione?

Spiegazione delle regole su cumulo, reiterazione e legittimità dei verbali per la stessa infrazione stradale

Cosa succede se prendo due multe per la stessa infrazione?
diRedazione

Ricevere due verbali identici a distanza di pochi giorni per quello che sembra lo stesso comportamento alla guida genera subito dubbi: si pagano entrambi? Si rischia la decurtazione doppia dei punti? L’errore più frequente è considerare automaticamente “illegittima” la seconda multa, senza capire se giuridicamente si tratta di un’unica infrazione o di una condotta reiterata nel tempo.

Quando si possono ricevere più multe per la stessa infrazione

Ricevere più multe per la stessa infrazione è possibile quando la violazione viene ripetuta in momenti diversi, anche se il comportamento è identico. La chiave è distinguere tra “stesso tipo di violazione” e “stesso fatto storico”: due accessi non autorizzati in ZTL in giorni diversi sono due fatti distinti, mentre due verbali riferiti allo stesso passaggio davanti alla stessa telecamera, alla stessa ora e data, possono configurare un duplicato. Per capire se i verbali sono legittimi occorre confrontare con attenzione luogo, giorno, ora e dinamica riportati nei singoli atti.

Un caso tipico riguarda i controlli automatici (ZTL, autovelox, corsie riservate): il conducente scopre solo dopo settimane di aver commesso la prima violazione, ma nel frattempo ha ripetuto la stessa condotta più volte. In questi scenari, ogni passaggio rilevato costituisce, in linea di principio, una violazione autonoma. Diverso è il caso in cui, per un unico episodio (ad esempio un solo accesso in ZTL), arrivino due verbali da enti diversi o due contestazioni per lo stesso articolo del Codice della strada con identici riferimenti temporali: qui diventa centrale verificare se vi sia un errore materiale o un illegittimo “doppio addebito”.

Per avere un quadro completo delle contestazioni pendenti, è utile controllare periodicamente la propria posizione, ad esempio tramite i servizi online messi a disposizione dagli enti accertatori. In ambito urbano, molti Comuni consentono la consultazione dei verbali e degli avvisi di accertamento tramite fascicolo del cittadino o portali dedicati; a livello pratico, può essere utile affiancare a questi strumenti la verifica delle notifiche già ricevute, anche attraverso servizi digitali di consultazione delle multe come spiegato nella guida su come vedere le multe online.

Cumulo di violazioni nello stesso giorno: cosa prevede la legge

Quando più violazioni avvengono nello stesso contesto temporale, il tema centrale è il cosiddetto “cumulo”: se un’unica condotta integra più illeciti, la normativa prevede regole specifiche su come applicare sanzioni e punti. Ad esempio, un sorpasso vietato effettuato a velocità eccessiva può generare due contestazioni distinte (una per il sorpasso, una per il superamento dei limiti), ma riconducibili a un unico episodio. In questi casi, l’autorità deve rispettare i criteri di proporzionalità e le regole sul concorso di violazioni previste dal Codice della strada e dalla legge generale sulle sanzioni amministrative.

Più delicata è l’ipotesi di violazioni ripetute in sequenza nello stesso giorno: si pensi a un veicolo che percorre una corsia riservata ai mezzi pubblici attraversando più varchi elettronici, o a una serie di accessi consecutivi in ZTL nell’arco di poche ore. La giurisprudenza tende a distinguere tra un’unica azione prolungata (che potrebbe giustificare un trattamento unitario) e una pluralità di azioni autonome, ciascuna sanzionabile. In assenza di un’espressa previsione di “tolleranza” o di regole tecniche fissate dal Comune, ogni rilevazione può trasformarsi in un verbale distinto, con effetti rilevanti sia sul totale da pagare sia sulla decurtazione dei punti.

Alcuni enti locali, per gestire in modo più equilibrato i casi di violazioni seriali rilevate da sistemi automatici, adottano criteri interni o regolamentari per il cumulo e la graduazione delle sanzioni. Per comprendere come viene trattato il cumulo di verbali in ambito urbano, è utile consultare le informazioni pubblicate dai singoli Comuni: ad esempio, il Comune di Milano illustra modalità di pagamento e gestione dei verbali sul proprio portale dedicato alla polizia locale e pagamento dei verbali, dove spesso sono richiamate anche le regole applicate ai casi ricorrenti.

Differenza tra infrazione unica e condotta reiterata

La differenza tra infrazione unica e condotta reiterata incide direttamente su quanti verbali possono essere legittimamente emessi e su come si applicano le sanzioni accessorie. Si parla di infrazione unica quando un solo comportamento, circoscritto nel tempo e nello spazio, integra una violazione del Codice della strada: un passaggio con semaforo rosso, un accesso isolato in ZTL, un singolo superamento del limite di velocità. In questi casi, per lo stesso fatto non possono essere irrogate più volte la medesima sanzione, e un eventuale secondo verbale identico, riferito allo stesso episodio, può essere oggetto di richiesta di annullamento.

La condotta reiterata, invece, si configura quando il medesimo tipo di violazione viene ripetuto in momenti diversi, anche a breve distanza l’uno dall’altro. Se, ad esempio, un automobilista entra ogni mattina in una ZTL senza autorizzazione, ciascun accesso costituisce un fatto autonomo, potenzialmente sanzionabile con un verbale distinto. In questo quadro si inserisce anche la disciplina della reiterazione specifica delle violazioni, che può comportare un aggravamento del trattamento sanzionatorio in caso di recidiva. Il Codice della strada prevede una disciplina specifica per il cumulo e la reiterazione delle sanzioni, richiamata dall’art. 198-bis, consultabile sul sito dell’ACI dedicato al Codice della strada, che disciplina il coordinamento tra le diverse disposizioni in materia.

Un esempio pratico aiuta a chiarire: se un veicolo viene ripreso da un autovelox fisso mentre supera il limite di velocità e, pochi minuti dopo, dallo stesso dispositivo per un nuovo superamento, occorre verificare se si tratti di un’unica accelerazione protratta (un solo episodio) o di due condotte distinte (ad esempio, rallentamento e nuova accelerazione). In caso di dubbio, la ricostruzione dei fatti attraverso i dati riportati nei verbali (orario preciso, chilometraggio, eventuali fotografie) diventa essenziale per valutare la legittimità del cumulo.

Come comportarsi se arrivano più verbali per lo stesso fatto

Quando arrivano più verbali che sembrano riferirsi allo stesso fatto, il primo passo è un controllo puntuale dei dati riportati in ciascun atto. Occorre verificare: targa, luogo esatto, data e ora, articolo del Codice della strada contestato, ente accertatore. Se tutti questi elementi coincidono, è plausibile trovarsi di fronte a un duplicato o a un errore di emissione; se invece cambiano orario, punto di rilevazione o norma violata, è più probabile che si tratti di episodi distinti. Una verifica accurata evita di perdere termini importanti per il pagamento in misura ridotta o per l’eventuale ricorso.

Se i verbali provengono da enti diversi (ad esempio Comune e altro ente proprietario della strada) ma descrivono lo stesso episodio, è opportuno contattare tempestivamente almeno uno degli uffici competenti, allegando copia di tutti gli atti ricevuti e chiedendo chiarimenti sulla legittimità del doppio addebito. In molti casi, gli uffici di polizia locale dispongono di canali telematici per l’invio di istanze e richieste di riesame informale, che possono portare all’annullamento di uno dei verbali in presenza di un evidente errore. Per non perdere il controllo della situazione, è utile anche monitorare se esistono altre contestazioni pendenti, ad esempio seguendo le indicazioni su come sapere se ho preso altre multe.

Un errore frequente è ignorare il secondo verbale ritenendolo “automaticamente nullo” perché simile al primo: se l’ente non procede d’ufficio all’annullamento, il mancato pagamento può portare all’iscrizione a ruolo e all’avvio delle procedure di riscossione coattiva. Per evitare questo scenario, è consigliabile formalizzare sempre le proprie osservazioni per iscritto, rispettando i termini indicati nel verbale, e conservare ricevute e protocolli di invio. In caso di dubbi sulla corretta notifica, può essere utile verificare lo stato delle comunicazioni seguendo anche le indicazioni su come sapere se mi è stata notificata una multa.

Quando ha senso valutare un ricorso o una richiesta di annullamento

Valutare un ricorso ha senso quando emergono elementi oggettivi che fanno pensare a un illegittimo “doppio addebito” per lo stesso fatto o a un’applicazione errata delle regole sul cumulo e sulla reiterazione. Se, ad esempio, due verbali riportano la stessa targa, lo stesso luogo, la stessa data e ora e la stessa norma violata, è ragionevole ipotizzare un errore e presentare una richiesta di annullamento in autotutela all’ente accertatore, allegando copia di entrambi gli atti e spiegando sinteticamente le ragioni della richiesta. L’autotutela non sospende automaticamente i termini per il ricorso, quindi occorre monitorare con attenzione le risposte ricevute.

Il ricorso vero e proprio (al Prefetto o al Giudice di pace, secondo le modalità indicate nel verbale) diventa uno strumento da considerare quando l’ente conferma la legittimità di più verbali che il conducente ritiene invece riferiti a un unico episodio, o quando si contesta l’interpretazione della condotta come reiterata anziché unitaria. In questi casi, è fondamentale costruire una ricostruzione precisa dei fatti, magari utilizzando anche elementi esterni (ricevute, percorsi, orari di lavoro) per dimostrare che non vi è stata una pluralità di azioni autonome. Per chi riceve, ad esempio, più verbali per passaggi con semaforo rosso, può essere utile confrontare quanto accaduto con le indicazioni pratiche contenute nella guida su come sapere se ho preso una multa al semaforo.

In presenza di numerosi verbali per la stessa tipologia di infrazione, è opportuno anche valutare l’impatto complessivo su punti patente e sanzioni accessorie, alla luce delle regole sul cumulo e sulla reiterazione richiamate dall’art. 198-bis del Codice della strada. Una consulenza specializzata può aiutare a individuare se esistono margini per chiedere una diversa applicazione del cumulo, soprattutto quando le violazioni sono state accertate in un arco temporale ristretto e con sistemi automatici che non hanno consentito al conducente di correggere tempestivamente il proprio comportamento.