Cosa succede se supero i limiti di velocità più volte?
Conseguenze, sanzioni e recidiva per chi supera più volte i limiti di velocità secondo il Codice della Strada italiano
Superare il limite di velocità più volte, anche con scarti apparentemente contenuti, può avere conseguenze molto diverse a seconda dell’entità di ogni singola violazione, del luogo in cui avviene (ad esempio dentro o fuori dai centri abitati) e dell’eventuale recidiva in un certo arco temporale. Il Codice della Strada disciplina in modo preciso sia le sanzioni pecuniarie, sia le sanzioni accessorie sulla patente (decurtazione punti, sospensione, fino alla possibile revoca in casi estremi), oltre alle regole speciali per violazioni ripetute e per più infrazioni accertate in un intervallo di tempo limitato. Comprendere queste norme è fondamentale per valutare cosa succede quando si supera il limite di velocità più volte e quali margini si hanno per gestire correttamente i verbali.
Soglie di eccesso di velocità e relative sanzioni
Il punto di riferimento per capire cosa succede quando si supera il limite di velocità è l’articolo 142 del Codice della Strada, che stabilisce le diverse fasce di superamento del limite e le relative sanzioni amministrative. La norma distingue innanzitutto tra chi non rispetta i limiti minimi o supera i limiti massimi di non oltre 10 km/h, per cui è prevista una sanzione pecuniaria compresa tra 42 e 173 euro, e chi invece eccede in misura più rilevante. All’aumentare dello scarto rispetto al limite, crescono in modo significativo sia l’importo della sanzione, sia la probabilità che si applichino sanzioni accessorie sulla patente, come la sospensione.
Per i superamenti di oltre 10 km/h e fino a 40 km/h rispetto al limite massimo, l’articolo 142 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 173 a 694 euro, con un aggravamento specifico quando la violazione avviene all’interno del centro abitato e si ripete almeno due volte nell’arco di un anno: in questo caso la sanzione sale in una forbice tra 220 e 880 euro e si aggiunge la sospensione della patente da quindici a trenta giorni. Questo meccanismo mostra come il legislatore consideri particolarmente grave l’eccesso di velocità ripetuto in ambito urbano, dove le conseguenze sulla sicurezza di pedoni e altri utenti vulnerabili sono più elevate.
Quando il superamento del limite è ancora più marcato, cioè oltre 40 km/h ma non oltre 60 km/h, la sanzione pecuniaria sale in modo netto, collocandosi tra 543 e 2.170 euro, e alla violazione consegue automaticamente la sospensione della patente da uno a tre mesi. Se invece lo scarto supera i 60 km/h, l’importo della sanzione va da 845 a 3.382 euro e la sospensione della patente si allunga da sei a dodici mesi. In queste fasce più alte, quindi, ogni singolo episodio di eccesso di velocità comporta già di per sé conseguenze molto pesanti, a prescindere dal fatto che il conducente abbia commesso o meno altre violazioni in passato.
Un aspetto importante, quando si parla di più superamenti del limite, riguarda anche il caso in cui vengano accertate più violazioni in un arco di tempo molto ristretto. L’articolo 142 prevede infatti che, se con le modalità di controllo automatico di cui ai commi 6 e 6-bis vengono accertate più violazioni dei commi 7, 8, 9 o 9-bis dallo stesso veicolo, su tratti stradali di competenza del medesimo ente e in un periodo non superiore a un’ora, si possano applicare, se più favorevoli, le sanzioni previste per la violazione più grave aumentate di un terzo, richiamando le disposizioni dell’articolo 198-bis. Questo meccanismo è rilevante quando un conducente supera ripetutamente il limite in un breve lasso di tempo sullo stesso itinerario controllato.
Decurtazione punti patente per le diverse violazioni
Oltre alle sanzioni pecuniarie e alle sospensioni, l’eccesso di velocità incide anche sul sistema della patente a punti, disciplinato dall’articolo 126-bis, che prevede la decurtazione di un certo numero di punti per ogni violazione che comporti tale conseguenza. Il funzionamento generale è che, per ciascuna infrazione per la quale il Codice lo stabilisce, viene sottratto un determinato punteggio dalla dotazione iniziale, con la possibilità di arrivare, in caso di azzeramento, alla revisione della patente. Nel caso delle violazioni dei limiti di velocità, le decurtazioni sono graduati in funzione della gravità dello scarto, con un impatto crescente sulle possibilità future di guida.
Il collegamento tra eccesso di velocità e punti patente emerge anche in modo indiretto attraverso l’articolo 218-ter del Codice della Strada, che disciplina la sospensione della patente in relazione al punteggio residuo. Questa norma stabilisce che, per una serie di violazioni considerate particolarmente rilevanti per la sicurezza, quando al momento dell’accertamento il punteggio attribuito alla patente è inferiore a venti punti, si applica, oltre alla sanzione pecuniaria, anche una sospensione breve della patente. Pur non riferendosi direttamente alle singole soglie di velocità, questo meccanismo mostra come la reiterazione di condotte scorrette, tra cui gli eccessi di velocità, possa portare a un progressivo impoverimento del punteggio fino a far scattare ulteriori conseguenze.
La sospensione breve prevista dall’articolo 218-ter è graduata in base al punteggio residuo: se al momento dell’accertamento il conducente ha meno di venti punti ma almeno dieci, la sospensione è di sette giorni; se invece il punteggio è inferiore a dieci, la sospensione sale a quindici giorni. Questo significa che chi accumula più verbali per eccesso di velocità, con relative decurtazioni, rischia non solo le sospensioni direttamente collegate alle singole violazioni più gravi, ma anche queste sospensioni aggiuntive legate al livello complessivo del punteggio.
Va inoltre considerato che, in presenza di più violazioni, possono concorrere sia le decurtazioni previste per ogni singolo episodio, sia gli effetti derivanti da norme che prendono in considerazione il comportamento complessivo del conducente. In pratica, superare il limite di velocità più volte non si traduce soltanto in una somma di importi da pagare, ma in una progressiva erosione del capitale di punti, con il rischio di arrivare a soglie che attivano meccanismi di sospensione o di revisione della patente. La gestione attenta dei verbali e la consapevolezza del proprio punteggio diventano quindi elementi essenziali per evitare conseguenze più pesanti nel medio periodo.
Effetti della recidiva nel biennio e possibili sospensioni
Quando si parla di “superare il limite di velocità più volte”, è fondamentale distinguere tra violazioni semplicemente ripetute e vere e proprie ipotesi di recidiva previste dal Codice. Alcune norme collegano infatti effetti più gravi al fatto che la stessa persona commetta una determinata infrazione almeno due volte in un certo arco temporale. Un esempio significativo, anche se riferito a un diverso tipo di condotta, è l’articolo 173 del Codice della Strada, che disciplina l’uso di apparecchi radiotelefonici e simili durante la guida: per chi viola il divieto di utilizzo di tali dispositivi, è prevista una sanzione pecuniaria e la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi; se lo stesso soggetto commette un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, la sanzione pecuniaria aumenta e la sospensione sale da uno a tre mesi.
Questo schema di recidiva nel biennio, pur applicato in modo espresso all’uso di dispositivi durante la guida, evidenzia l’impostazione generale del Codice: la reiterazione di comportamenti pericolosi in un arco temporale definito è considerata più grave del singolo episodio isolato. Nel caso specifico degli eccessi di velocità, l’articolo 142 prevede una forma di recidiva annuale per i superamenti di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h all’interno dei centri abitati, con aggravamento della sanzione pecuniaria e applicazione della sospensione della patente da quindici a trenta giorni quando la violazione è commessa almeno due volte nell’arco di un anno. Questo significa che, se un conducente ripete la stessa condotta in tempi relativamente ravvicinati, le conseguenze diventano più severe.
Un ulteriore tassello nel quadro delle violazioni reiterate è rappresentato dall’articolo 198-bis del Codice della Strada, che introduce una disciplina specifica per gli illeciti reiterati relativi alla circolazione di veicoli privi dei requisiti tecnici o amministrativi richiesti. La norma stabilisce che la violazione, anche in tempi diversi, della medesima disposizione, in presenza di determinate condizioni, è considerata come un’unica infrazione ai fini dell’applicazione di una sanzione pari al triplo del minimo edittale, se più favorevole, fermo restando che le condotte successive alla prima notificazione costituiscono comunque nuove violazioni. Pur non riguardando direttamente le soglie di velocità, questo articolo è richiamato dall’articolo 142 per il caso di più violazioni accertate in un’ora, mostrando come il legislatore cerchi di evitare cumuli eccessivamente penalizzanti in situazioni particolari.
Le possibili sospensioni della patente, in presenza di recidiva o di violazioni particolarmente gravi, si innestano poi sulle regole generali in materia di sospensione, disciplinate dall’articolo 218, che definisce modalità e durata della sanzione accessoria in relazione alle singole violazioni che la prevedono. In pratica, chi supera il limite di velocità più volte può trovarsi esposto sia alle sospensioni direttamente collegate alle singole infrazioni (come per i superamenti oltre 40 km/h), sia a sospensioni aggiuntive legate alla recidiva in ambito urbano o al punteggio residuo, con un effetto complessivo che può incidere in modo significativo sulla possibilità di continuare a guidare nel breve e medio periodo.
Strategie legali e amministrative per gestire più verbali
Quando un conducente riceve più verbali per eccesso di velocità, è importante innanzitutto verificare con attenzione le circostanze di ciascuna violazione: data, ora, luogo, limite vigente, modalità di accertamento e fascia di superamento contestata. Questo controllo è utile non solo per valutare l’esattezza formale dei verbali, ma anche per comprendere se ricorrono le condizioni per l’applicazione di regole particolari, come quelle previste dall’articolo 142 per più violazioni accertate nello stesso arco di un’ora sul medesimo tratto, che consentono di applicare, se più favorevoli, le sanzioni previste per la violazione più grave aumentate di un terzo. In tali casi, la corretta qualificazione giuridica della sequenza di infrazioni può incidere in modo rilevante sull’importo complessivo dovuto.
Un altro profilo da considerare riguarda la disciplina degli illeciti reiterati di cui all’articolo 198-bis, che, in presenza di più violazioni della medesima norma relative alla circolazione di un veicolo privo dei requisiti tecnici o amministrativi, consente di trattare l’insieme come un’unica infrazione ai fini dell’applicazione di una sanzione pari al triplo del minimo edittale, se più favorevole, con possibilità di pagamento entro cento giorni dalla prima notificazione. Sebbene questa disciplina sia riferita a una tipologia specifica di illeciti, il suo richiamo da parte dell’articolo 142 per il caso di più violazioni accertate in un’ora suggerisce che, in presenza delle condizioni previste, il conducente possa beneficiare di un trattamento sanzionatorio complessivamente meno gravoso rispetto alla somma aritmetica di tutte le sanzioni minime.
Dal punto di vista amministrativo, è essenziale monitorare l’andamento del proprio punteggio patente, soprattutto quando si sono già subite decurtazioni per eccessi di velocità o altre violazioni che incidono sui punti. L’articolo 218-ter mostra come, al di sotto di determinate soglie di punteggio, possano scattare sospensioni brevi aggiuntive rispetto a quelle direttamente collegate alle singole infrazioni. In presenza di più verbali, quindi, una strategia prudente consiste nel valutare l’impatto complessivo delle decurtazioni e nel considerare, ove previsto dalla normativa, gli strumenti che consentono di recuperare punti attraverso comportamenti virtuosi o percorsi formativi, così da ridurre il rischio di sospensioni automatiche legate al punteggio residuo.
Infine, quando le violazioni sono numerose o particolarmente gravi, può diventare decisivo comprendere come le diverse norme del Codice interagiscono tra loro: dalle soglie e sanzioni dell’articolo 142, alle regole sulla recidiva annuale in ambito urbano, fino alle disposizioni sugli illeciti reiterati dell’articolo 198-bis e sulle sospensioni collegate al punteggio dell’articolo 218-ter. Ogni situazione concreta richiede di verificare se si tratti di episodi isolati, di violazioni ripetute nel tempo o di una sequenza ravvicinata di infrazioni sullo stesso tratto, perché da questa qualificazione dipendono sia l’entità delle sanzioni pecuniarie, sia la durata e il numero delle eventuali sospensioni della patente. Una gestione consapevole dei verbali, basata sulla lettura attenta delle norme applicabili, è quindi lo strumento principale per limitare gli effetti negativi di più superamenti del limite di velocità.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.