Cosa succede se supero il limite di velocità di 40 km/h?
Conseguenze del superamento del limite di velocità oltre 40 km/h: sanzioni, punti patente e sospensione della guida

Superare il limite di velocità di oltre 40 km/h non è una semplice “multa salata”, ma una violazione che il Codice della Strada considera grave, con conseguenze che vanno dalla sanzione economica alla sospensione della patente e alla decurtazione di punti. Conoscere cosa prevede la normativa aiuta a capire i rischi concreti, anche in termini di sicurezza, e a valutare come comportarsi dopo aver ricevuto un verbale per eccesso di velocità.
Cosa dice il Codice della Strada
Il riferimento principale per l’eccesso di velocità è l’articolo 142 del Codice della Strada, che stabilisce sia i limiti da rispettare sia le sanzioni in caso di superamento. La norma distingue tra diverse fasce di violazione, in base a quanti chilometri orari vengono superati rispetto al limite imposto. La soglia dei 40 km/h rappresenta uno spartiacque importante: oltre questo valore, l’infrazione non è più considerata “minore”, ma rientra tra quelle con effetti rilevanti sulla patente di guida. È quindi essenziale capire se il superamento è “oltre 40 e fino a 60 km/h” oppure “oltre 60 km/h”, perché le conseguenze cambiano sensibilmente.
Quando si parla di “superare il limite di 40 km/h” occorre essere precisi: non si fa riferimento alla velocità assoluta del veicolo, ma alla differenza tra la velocità rilevata e il limite vigente su quel tratto di strada. Ad esempio, se il limite è 90 km/h e il veicolo viene rilevato a 135 km/h, il superamento è di 45 km/h e rientra quindi nella fascia “oltre 40 km/h”. La misurazione avviene tramite dispositivi omologati (autovelox fissi, mobili, tutor, telelaser), sui quali la normativa prevede margini di tolleranza per compensare eventuali errori di rilevazione. Solo dopo l’applicazione di questa tolleranza si determina la velocità “valida” ai fini sanzionatori.
Il Codice della Strada collega in modo diretto l’eccesso di velocità alla sicurezza stradale: più si supera il limite, maggiore è il rischio di incidenti gravi, soprattutto in caso di ostacoli improvvisi o condizioni meteo sfavorevoli. Per questo, oltre una certa soglia, non si parla più soltanto di sanzione pecuniaria, ma entrano in gioco misure come la sospensione della patente e la perdita di punti. La logica del legislatore è quella di disincentivare i comportamenti più pericolosi, intervenendo non solo sul portafoglio ma anche sulla possibilità stessa di guidare per un certo periodo.
Negli ultimi anni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rafforzato il monitoraggio delle violazioni legate alla velocità, anche attraverso strumenti dedicati. Un esempio è l’Osservatorio nazionale sulle sanzioni, istituito per seguire l’applicazione degli articoli 142 e 208 del Codice della Strada e raccogliere dati sugli eccessi di velocità e sull’uso dei dispositivi elettronici di controllo. Informazioni aggiornate su questo fronte sono disponibili sul sito del MIT, ad esempio nella pagina dedicata all’Osservatorio nazionale sulle sanzioni per il Codice della Strada.
Sanzioni per eccesso di velocità
Quando il superamento del limite di velocità è compreso tra 40 e 60 km/h, il Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa significativa, a cui si aggiunge la sospensione della patente per un periodo determinato. L’importo della multa varia in base a diversi fattori, tra cui la fascia oraria (violazioni commesse in orario notturno possono comportare un aumento) e l’eventuale recidiva. In questa fascia, l’eccesso di velocità viene considerato un comportamento ad alto rischio, perché riduce drasticamente i tempi di reazione e allunga gli spazi di frenata, soprattutto su strade extraurbane e autostrade dove le velocità di base sono già elevate.
Se il superamento del limite è superiore a 60 km/h, le conseguenze diventano ancora più pesanti. La sanzione pecuniaria aumenta e la sospensione della patente si allunga, con periodi che possono arrivare a diversi mesi. In caso di reiterazione della violazione entro due anni, la normativa prevede misure ulteriormente aggravate, fino alla revoca della patente nei casi più gravi. Questo significa che chi viene sorpreso più volte a superare di molto i limiti di velocità rischia non solo di restare senza patente per un lungo periodo, ma di dover ripercorrere l’intero iter per conseguirla nuovamente.
È importante ricordare che le sanzioni per eccesso di velocità possono essere accertate sia con contestazione immediata da parte delle forze dell’ordine, sia tramite dispositivi automatici come autovelox e sistemi di controllo della velocità media. In entrambi i casi, il verbale deve riportare con chiarezza il limite vigente, la velocità rilevata, la velocità considerata dopo l’applicazione della tolleranza e la fascia di superamento in cui rientra la violazione. Questi elementi sono fondamentali anche nel caso in cui il conducente decida di valutare un eventuale ricorso, ad esempio per contestare errori formali o problemi di segnaletica.
La collocazione e l’utilizzo degli autovelox sono disciplinati da specifici criteri tecnici e normativi, definiti a livello ministeriale. Un decreto interministeriale ha fissato le regole per l’installazione e l’impiego di questi dispositivi, con l’obiettivo dichiarato di legare i controlli di velocità alla sicurezza stradale e alla prevenzione degli incidenti, e non a una mera logica sanzionatoria. Informazioni di dettaglio su questi criteri sono disponibili sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad esempio nella sezione dedicata al decreto sugli autovelox e sui controlli di velocità.
Decurtazione punti patente
Oltre alla multa e alla sospensione, superare il limite di velocità di oltre 40 km/h comporta anche la perdita di punti dalla patente. Il sistema della patente a punti è stato introdotto proprio per rendere più incisiva la risposta alle violazioni che incidono sulla sicurezza, come l’eccesso di velocità. La decurtazione varia in base all’entità del superamento: le violazioni meno gravi (ad esempio oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h) comportano una perdita limitata di punti, mentre quelle oltre 40 km/h determinano una decurtazione molto più consistente. Questo meccanismo fa sì che chi accumula comportamenti rischiosi veda progressivamente ridotta la propria “dotazione” di punti, fino a poter arrivare all’azzeramento.
Per le violazioni con superamento del limite di oltre 40 km/h ma non oltre 60 km/h, la perdita di punti è intermedia ma comunque rilevante, proprio perché si tratta di un comportamento che il legislatore considera pericoloso, pur non estremo. Quando invece il superamento è superiore a 60 km/h, la decurtazione raggiunge il livello massimo previsto per questo tipo di infrazione. In pratica, una sola violazione particolarmente grave può comportare la perdita di una quota significativa dei punti disponibili, con effetti immediati sulla posizione del conducente. È quindi fondamentale tenere sotto controllo il proprio saldo punti, soprattutto se si è già incorsi in altre violazioni.
La gestione dei punti patente segue regole precise: ogni conducente parte con un certo numero di punti, che possono diminuire in caso di infrazione o aumentare nel tempo in assenza di violazioni. Quando la decurtazione riguarda un conducente neopatentato, gli effetti possono essere ancora più incisivi, perché in alcuni casi la perdita di punti viene raddoppiata rispetto a quella prevista per i conducenti esperti. Questo rende l’eccesso di velocità oltre i 40 km/h particolarmente rischioso per chi ha conseguito la patente da poco, sia in termini di punti sia in termini di possibili sospensioni.
Per avere un quadro aggiornato delle violazioni che comportano perdita di punti, comprese quelle legate all’eccesso di velocità, è possibile consultare le tabelle messe a disposizione dall’Automobile Club d’Italia. Sul sito ACI sono presenti approfondimenti dedicati alla patente a punti e alle violazioni che comportano decurtazione, utili per capire quanti punti si perdono in base alla fascia di superamento del limite e per valutare l’impatto complessivo di una o più infrazioni sul proprio saldo.
Effetti sulla patente di guida
Superare il limite di velocità di oltre 40 km/h ha effetti diretti sulla validità e sulla disponibilità della patente di guida. Nella fascia tra 40 e 60 km/h, oltre alla multa e alla perdita di punti, il Codice della Strada prevede la sospensione della patente per un periodo che può arrivare a diversi mesi, in funzione della gravità del caso e di eventuali precedenti. Questo significa che, per tutta la durata della sospensione, il conducente non può guidare alcun veicolo per il quale sia richiesta la patente, con conseguenze pratiche importanti sulla vita lavorativa e personale, soprattutto per chi utilizza l’auto per motivi professionali.
Quando il superamento del limite è superiore a 60 km/h, la sospensione della patente diventa più lunga e, in caso di reiterazione della violazione entro un determinato arco temporale (ad esempio due anni), la normativa può arrivare a prevedere la revoca del titolo di guida. La revoca è una misura più severa della sospensione: non si tratta di un semplice “stop temporaneo”, ma dell’annullamento della patente, con la necessità di ripetere l’intero percorso per conseguirla nuovamente (esami teorici e pratici, requisiti di idoneità, ecc.). Per chi guida spesso su strade ad alto scorrimento, questo aspetto rende particolarmente rilevante il rispetto dei limiti, soprattutto in presenza di controlli frequenti.
Gli effetti sulla patente non si esauriscono con la sospensione o la revoca. Una violazione grave per eccesso di velocità può incidere anche sul profilo del conducente in termini assicurativi, con possibili ripercussioni sul premio della polizza RCA, e può essere valutata in caso di ulteriori procedimenti amministrativi o penali legati alla circolazione stradale. Inoltre, se l’eccesso di velocità è collegato a un incidente con danni a persone o cose, la posizione del conducente può aggravarsi, con l’eventuale contestazione di ulteriori reati o il coinvolgimento in cause civili per il risarcimento dei danni.
Per chi ha dubbi sulla propria situazione, è possibile verificare il saldo punti e lo stato della patente attraverso i canali ufficiali messi a disposizione dall’amministrazione, come il Portale dell’Automobilista o i servizi informativi dell’ACI. In caso di sospensione, è importante rispettare scrupolosamente il periodo indicato nel provvedimento: guidare con patente sospesa costituisce un’ulteriore violazione, con conseguenze ancora più gravi. Una volta terminato il periodo di sospensione, possono essere previsti adempimenti specifici (ad esempio la visita medica o la revisione della patente) prima di tornare a guidare regolarmente, soprattutto se la violazione rientra tra quelle considerate di maggiore pericolosità per la sicurezza stradale.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale