Cosa succede se supero il limite di velocità in città più di due volte in un anno?
Spiegazione delle sanzioni per eccesso di velocità ripetuto in città, tra limiti del Codice della Strada, patente a punti e possibili sospensioni
Superare il limite di velocità in città non è mai una violazione “banale”, soprattutto quando si ripete più volte nello stesso anno. Il Codice della Strada stabilisce limiti precisi per la circolazione nei centri abitati e collega a queste infrazioni un sistema di sanzioni economiche, sospensione della patente e decurtazione di punti. In questo articolo analizziamo cosa prevede il Codice quando l’eccesso di velocità si ripete, quali sono le conseguenze concrete per il conducente e come si intrecciano le norme sui limiti di velocità con quelle sulla patente a punti, restando rigorosamente all’interno di quanto previsto dal testo ufficiale.
Quando scatta l’aggravante per eccesso di velocità ripetuto in città
Il punto di partenza è il limite generale di velocità nei centri abitati: il Codice stabilisce che la velocità massima non può superare i 50 km/h sulle strade nei centri abitati, con la possibilità di elevarla fino a 70 km/h solo sulle strade urbane che presentino particolari caratteristiche costruttive e funzionali e siano adeguatamente segnalate. Questo quadro è fissato dall’articolo 142 del Codice della Strada, che definisce i limiti massimi per tutte le tipologie di strade, includendo espressamente i centri abitati. Ogni volta che il conducente supera questi limiti, si configura una violazione che può essere più o meno grave a seconda dell’entità del superamento, e che viene valutata singolarmente al momento dell’accertamento.
Il Codice della Strada, per quanto riguarda i limiti di velocità, disciplina in modo dettagliato i limiti massimi e la possibilità per gli enti proprietari della strada di fissare limiti diversi, ma non contiene, nel testo disponibile, una norma specifica che parli espressamente di “aggravante automatica” legata al fatto di superare il limite di velocità in città più di due volte in un anno. Questo significa che, sulla base della sola lettura dell’articolo 142, ogni singola violazione viene valutata per sé, in funzione del limite vigente su quel tratto e della velocità effettivamente tenuta, senza che sia esplicitamente codificata una soglia annuale di recidiva riferita esclusivamente agli eccessi di velocità nei centri abitati.
È importante sottolineare che il Codice prevede, in altri ambiti, meccanismi di aggravamento delle sanzioni in caso di reiterazione di determinate violazioni in un certo arco temporale. Ad esempio, per il servizio di piazza con taxi o per il noleggio con conducente, sono previste espressamente conseguenze più gravi quando la stessa violazione viene commessa più volte in un determinato periodo, fino alla revoca della patente. Tuttavia, questi casi riguardano specifiche attività professionali e non possono essere automaticamente estesi, sulla base del solo testo del Codice, agli eccessi di velocità in città, se non vi è una previsione analoga esplicita.
In assenza, nella documentazione disponibile, di una norma che disciplini in modo testuale l’“aggravante per eccesso di velocità ripetuto in città” oltre una certa soglia annuale, occorre quindi attenersi a due livelli: da un lato, le sanzioni previste per ogni singola violazione dei limiti di velocità; dall’altro, gli effetti cumulativi sul punteggio della patente e sulle eventuali misure accessorie (come la sospensione) che possono derivare dal susseguirsi di più infrazioni, anche se non qualificate formalmente come “aggravante annuale” dall’articolo 142.
Va inoltre ricordato che il Codice della Strada è improntato al principio generale secondo cui gli utenti devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare sempre la sicurezza stradale, principio sancito dall’articolo 140. Anche se non viene menzionata una specifica aggravante per chi supera più volte il limite in città, la ripetizione di condotte pericolose come l’eccesso di velocità contrasta chiaramente con questo principio e, attraverso il sistema delle sanzioni e della patente a punti, può portare nel tempo a conseguenze sempre più pesanti per il conducente.
Quali sanzioni sono previste per chi supera più volte il limite nei centri abitati
Le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità sono stabilite dall’articolo 142, che definisce i limiti massimi e rinvia, per la parte sanzionatoria, alle disposizioni del Titolo VI del Codice. Ogni violazione dei limiti di velocità comporta una sanzione amministrativa pecuniaria, la cui entità cresce con la gravità dell’eccesso.
Il Codice prevede inoltre che, in presenza di particolari condizioni, gli enti proprietari della strada possano fissare limiti diversi da quelli generali, sempre nel rispetto delle direttive ministeriali e con adeguata segnalazione. Questo significa che, in un centro abitato, il limite può essere inferiore a 50 km/h su determinati tratti, e la violazione di tali limiti specifici è sanzionata come violazione del limite vigente su quel tratto. Se il conducente supera più volte questi limiti, ogni singolo episodio genera un verbale autonomo, con la relativa sanzione economica, senza che il Codice, nel testo consultabile, preveda un automatismo che sommi le violazioni in un anno per creare una “super-sanzione” aggiuntiva.
Per quanto riguarda la reiterazione, il Codice della Strada contiene esempi in cui la ripetizione di una violazione entro un certo periodo comporta sanzioni accessorie più gravi, come la revoca della patente, ma questi casi sono espressamente indicati per specifiche fattispecie, come i servizi di piazza o di noleggio con conducente. Non vi è, nella documentazione disponibile, una norma analoga che, riferita direttamente all’articolo 142, stabilisca che il superamento del limite di velocità in città “più di due volte in un anno” faccia scattare automaticamente una sanzione aggiuntiva rispetto a quelle già previste per ciascun singolo episodio.
Resta comunque fermo che, ogni volta che si supera il limite di velocità, oltre alla sanzione pecuniaria, possono essere applicate sanzioni accessorie come la sospensione della patente, secondo le regole generali del Titolo VI e le specifiche previsioni collegate alle singole violazioni. Il Codice, nelle sue disposizioni generali sulle sanzioni amministrative, chiarisce che quando da una violazione consegue una sanzione pecuniaria, si applicano le norme della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo modifiche e deroghe previste dal Codice stesso. Questo inquadra il sistema sanzionatorio in un contesto più ampio, in cui la reiterazione di comportamenti illeciti può avere rilievo anche sul piano complessivo della posizione del conducente.
In sintesi, chi supera più volte il limite di velocità nei centri abitati si espone a una somma di sanzioni economiche, una per ogni violazione, e all’eventuale applicazione di sanzioni accessorie previste per i singoli episodi. Non è però possibile, sulla base del solo testo del Codice disponibile, individuare una norma che preveda una specifica “aggravante annuale” automatica legata al numero di infrazioni per eccesso di velocità in città. Le conseguenze più pesanti derivano piuttosto dall’effetto cumulativo delle violazioni sul punteggio della patente e sulle misure accessorie che possono essere adottate quando il punteggio scende sotto determinate soglie.
Come funziona la sospensione della patente e la decurtazione punti nei casi reiterati
Per comprendere cosa accade alla patente quando si superano più volte i limiti di velocità, è necessario richiamare il sistema della patente a punti, disciplinato dall’articolo 126-bis. Nella documentazione disponibile, l’articolo 126-bis non è riportato integralmente, ma viene richiamato da altre norme, come l’articolo 136-bis, che stabilisce che alle patenti rilasciate da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo riconosciute dall’autorità italiana si applica la disciplina dell’articolo 126-bis. Questo conferma che il sistema dei punti è centrale nella gestione delle conseguenze delle violazioni, comprese quelle relative alla velocità.
Il meccanismo di base della patente a punti prevede che a ogni violazione che comporti decurtazione venga sottratto un certo numero di punti dal punteggio iniziale. Più le violazioni sono gravi, maggiore è il numero di punti sottratti. Gli eccessi di velocità rientrano tra le violazioni che incidono sul punteggio. Di conseguenza, se un conducente supera più volte il limite in città, subisce più decurtazioni, che si sommano nel tempo e possono portare a una riduzione significativa del punteggio complessivo.
Quando il punteggio scende sotto determinate soglie, entrano in gioco ulteriori strumenti previsti dal Codice. Un esempio è l’articolo 218-ter del Codice della Strada, che disciplina la sospensione della patente in relazione al punteggio. Questa norma prevede che, nei confronti dei conducenti per i quali è richiesta la patente di guida, oltre alla sanzione pecuniaria, si applichi anche la sospensione della patente quando, al momento dell’accertamento di determinate violazioni, dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida risulta che il punteggio attribuito alla patente è inferiore a venti punti per effetto delle decurtazioni subite. La durata della sospensione varia in funzione del punteggio residuo, con periodi più lunghi per chi ha meno punti.
È importante notare che l’articolo 218-ter elenca una serie di violazioni specifiche per le quali si applica questa sospensione “in relazione al punteggio”. Nella lista non sono richiamate direttamente le violazioni dell’articolo 142, ma il principio che emerge è chiaro: la reiterazione di condotte illecite che comportano decurtazione di punti può portare, quando il punteggio scende sotto certe soglie, all’applicazione di una sospensione della patente collegata proprio alla situazione del punteggio. Anche se l’eccesso di velocità in città non è espressamente menzionato in questo elenco, resta il fatto che la somma delle decurtazioni dovute a più violazioni può avvicinare il conducente a soglie critiche, con il rischio di misure più severe previste dall’insieme delle norme sulla patente a punti.
In conclusione, se si supera il limite di velocità in città più volte in un anno, il Codice della Strada – per quanto emerge dalla documentazione disponibile – non prevede una “aggravante automatica” specifica legata al solo numero di violazioni annuali dell’articolo 142. Tuttavia, ogni singola infrazione comporta sanzioni economiche e decurtazione di punti, e la reiterazione può portare, attraverso il progressivo abbassamento del punteggio e l’applicazione delle norme sulla sospensione in relazione al punteggio, a conseguenze molto pesanti sulla validità della patente.
Fonti normative
- Articolo 142 del Codice della Strada – Limiti di velocità
- Articolo 218-ter del Codice della Strada – Sospensione della patente in relazione al punteggio
- Articolo 136-bis del Codice della Strada – Disposizioni in materia di patenti rilasciate da Stati UE/SEE e rinvio all’art. 126-bis
- Articolo 140 del Codice della Strada – Principio informatore della circolazione
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada.