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Da quando il foglio complementare non è più obbligatorio per i veicoli e cosa lo ha sostituito?

Aggiornamento sulla sostituzione del foglio complementare con certificato di proprietà e documento unico per le pratiche al PRA e alla Motorizzazione

Foglio complementare: da quando non è più obbligatorio e cosa lo ha sostituito
diRedazione

Molti automobilisti conservano ancora il vecchio foglio complementare senza sapere se abbia ancora valore o se vada sostituito. Il rischio più comune è presentarsi a un passaggio di proprietà o a una pratica al PRA con documenti incompleti o superati, causando ritardi e costi aggiuntivi. Comprendere da quando il foglio complementare non è più obbligatorio e quale documento lo ha sostituito permette di gestire correttamente vendite, successioni ed eventuali aggiornamenti dei dati del veicolo.

Che cos’era il foglio complementare e a cosa serviva

Il foglio complementare era il documento che attestava la proprietà giuridica del veicolo per i mezzi iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), prima dell’introduzione del certificato di proprietà. A differenza della carta di circolazione, che riportava i dati tecnici e di idoneità alla circolazione, il foglio complementare conteneva le informazioni patrimoniali: intestatario, eventuali vincoli (come ipoteche o fermi) e annotazioni relative ai trasferimenti di proprietà registrati nel tempo.

Nella pratica quotidiana, il foglio complementare veniva utilizzato soprattutto per il passaggio di proprietà: al momento della vendita, l’atto di trasferimento veniva redatto sul retro del documento o comunque con riferimento a esso, per poi essere trascritto al PRA. In uno scenario tipico, se un veicolo datato veniva venduto tra privati, l’acquirente doveva verificare che il venditore fosse in possesso del foglio complementare originale, perché senza questo titolo la trascrizione al PRA non poteva essere completata correttamente.

Le tappe che hanno portato alla sua abolizione

La progressiva abolizione del foglio complementare è il risultato di un percorso di razionalizzazione della documentazione di circolazione e proprietà dei veicoli. Un passaggio chiave è rappresentato dal decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 98, che ha istituito il documento unico di circolazione e di proprietà per i veicoli iscritti al PRA, prevedendo la sostituzione dei precedenti titoli, tra cui la carta di circolazione, il certificato di proprietà e il foglio complementare. Questo impianto normativo è descritto nella pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Successivamente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito modalità e tempi di attuazione. Una comunicazione ministeriale ha evidenziato che, in attuazione della riforma della pubblica amministrazione, dal 1° luglio 2018 viene introdotto il documento unico di circolazione per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, destinato a sostituire certificato di proprietà e libretto di circolazione. Questo passaggio è richiamato nella news del MIT dedicata alla nascita del documento unico per gli autoveicoli, consultabile sul sito del Ministero tramite la pagina sulla riforma della PA e documento unico.

Un’ulteriore tappa è rappresentata dall’adozione del modello unificato di circolazione e proprietà, con la conseguente abrogazione della vecchia modulistica per immatricolazioni e aggiornamenti della carta di circolazione. Secondo quanto comunicato dal MIT, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo decreto, dal 1° gennaio 2020 la modulistica tradizionale è stata sostituita dal modello unificato per il documento unico di circolazione e proprietà, come indicato nella specifica news ministeriale sul modello unificato.

Da quando il foglio complementare non è più obbligatorio

Per capire da quando il foglio complementare non è più obbligatorio occorre distinguere tra veicoli già circolanti con vecchia documentazione e nuove pratiche. Il decreto legislativo 98/2017, come riportato nella sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha previsto che il documento unico sostituisca, per i veicoli iscritti al PRA, i precedenti documenti di circolazione e di proprietà, tra cui il foglio complementare. Ciò significa che, per le nuove immatricolazioni e per le operazioni successive all’entrata in vigore del sistema, non è più emesso alcun foglio complementare, perché il titolo di proprietà è incorporato nel nuovo documento unico.

Secondo le indicazioni operative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la carta di circolazione, redatta su modello europeo, è divenuta il documento unico di circolazione e di proprietà, sostituendo i due documenti precedenti. Una news del MIT dedicata al documento unico di proprietà degli autoveicoli chiarisce che il nuovo titolo riunisce in sé le funzioni prima svolte separatamente da carta di circolazione e certificato di proprietà/foglio complementare, rendendo non più necessario il rilascio di questi ultimi per le pratiche gestite con il nuovo sistema, come illustrato nella pagina ministeriale sul documento unico di proprietà degli autoveicoli.

In termini pratici, se oggi si immatricola un veicolo o si effettua un’operazione che comporta il rilascio di un nuovo titolo (ad esempio un trasferimento di proprietà che genera il documento unico), non viene più richiesto né rilasciato il foglio complementare. Tuttavia, per i veicoli più datati che non sono ancora transitati al nuovo sistema, il foglio complementare può ancora esistere come documento storico e, in alcuni casi, essere utilizzato come titolo di proprietà nelle pratiche che lo prevedono, finché non viene sostituito da un certificato di proprietà digitale o dal documento unico.

Cosa ha sostituito il foglio complementare tra certificato di proprietà e documento unico

La sostituzione del foglio complementare è avvenuta in due fasi concettuali: prima con il certificato di proprietà (cartaceo e poi digitale) e poi con il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU). Il certificato di proprietà ha preso il posto del foglio complementare come titolo rilasciato dal PRA, mantenendo la funzione di attestare la titolarità giuridica del veicolo e di riportare eventuali gravami. Con l’introduzione del DU, questa funzione è stata ulteriormente integrata nel nuovo documento, che unisce dati tecnici e patrimoniali in un unico atto.

Le indicazioni operative del MIT sul Documento Unico precisano che, dal 1° ottobre 2021, per le operazioni di motorizzazione e PRA viene sempre rilasciato il DU al posto della carta di circolazione, dei tagliandi di aggiornamento e del certificato di proprietà. La scheda dedicata al Documento Unico di Circolazione e di Proprietà sul sito del Ministero chiarisce che il nuovo titolo sostituisce i precedenti documenti separati, rendendo superfluo il foglio complementare per le praticiche gestite con il nuovo sistema, come descritto nella pagina sul Documento Unico di Circolazione e di Proprietà.

Dal punto di vista dell’utente, questo significa che, se il veicolo è già dotato di certificato di proprietà digitale o di DU, non esiste più alcun foglio complementare da esibire o conservare. In un caso concreto, se si acquista un’auto usata recente, il venditore fornirà il DU (oppure il certificato di proprietà digitale gestito telematicamente), e non sarà necessario alcun foglio complementare. Solo per veicoli più anziani, mai aggiornati a questi sistemi, il foglio complementare può ancora rappresentare il titolo di proprietà da presentare nelle pratiche che richiedono.

Implicazioni pratiche per chi possiede ancora vecchi documenti

Chi possiede ancora un veicolo con foglio complementare deve innanzitutto capire se il documento sia ancora richiesto per le pratiche che intende svolgere. Le guide dell’ACI sul passaggio di proprietà indicano che, per trascrivere la vendita di un veicolo non ancora dotato di certificato di proprietà digitale o di Documento Unico, tra i documenti da presentare al PRA rientrano il certificato di proprietà cartaceo o il foglio complementare. Questo è specificato nella guida ACI dedicata alla vendita del veicolo, disponibile alla pagina “Devo vendere la mia auto, cosa devo fare?”.

In situazioni particolari, come successioni ereditarie o casi complessi di passaggio di proprietà, l’ACI ribadisce che, se il veicolo non ha ancora un certificato di proprietà digitale o un Documento Unico, tra i documenti da presentare può esserci il certificato di proprietà cartaceo o il foglio complementare. Questo vale, ad esempio, quando un erede deve intestarsi un veicolo molto datato rimasto fermo per anni: se l’unico titolo disponibile è il foglio complementare, sarà necessario conservarlo con cura e presentarlo al PRA per completare la pratica, come indicato nelle sezioni ACI dedicate ai casi particolari di passaggio di proprietà e all’eredità dei veicoli.

Dal punto di vista operativo, chi ha ancora il foglio complementare dovrebbe verificare lo stato documentale del proprio veicolo: se non è mai stato emesso un certificato di proprietà digitale o un DU, il foglio complementare resta il titolo di proprietà da esibire in caso di vendita, radiazione o successione. Se invece, a seguito di una pratica recente, è stato rilasciato il DU, il vecchio foglio complementare non è più utilizzato nelle procedure e può essere conservato solo come documento storico. In ogni caso, prima di avviare una pratica complessa, è prudente controllare presso gli sportelli ACI-PRA o la Motorizzazione quali documenti siano effettivamente richiesti, per evitare di presentarsi con titoli non più necessari o, al contrario, con documentazione incompleta.