Il nuovo decreto autovelox e il tutor sul Lotto 0: cosa cambia davvero per le multe
Guida pratica ai nuovi controlli con autovelox, tutor e telelaser e a quando una multa può davvero valere un ricorso
In sintesi
- Il decreto sugli autovelox è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 luglio 2026, norma attesa da 34 anni.
- A Siena, sul Lotto 0 (bretella Siena-Grosseto/Siena-Bettolle) il tutor è riattivato e riprenderanno i controlli con telelaser.
- 850 autovelox non omologati verranno spenti, mentre 3.150 dispositivi risultano già attivi e resteranno in funzione.
- Il verbale deve indicare tipo di dispositivo, punto esatto, limite vigente e riferimento all’omologazione per essere valido.
- Per il tutor verificare i tempi di passaggio; per il telelaser controllare orario, cronologia e modalità di rilevazione.
Autovelox spenti da un giorno all’altro, tutor che tornano a controllare tratti “caldi” e vigili di nuovo in strada col telelaser. No, non è caos: è l’effetto del nuovo decreto sugli autovelox appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 luglio 2026, atteso da 34 anni. E il caso più concreto, per chi gira nel Centro Italia, è il Lotto 0 a Siena.
Sulla bretella che collega la Siena-Grosseto alla Siena-Bettolle il Comune riattiverà il tutor e riprenderà i controlli di velocità con il telelaser. Intanto centinaia di dispositivi vengono spenti perché non omologati, mentre 3.150 restano attivi. L’errore classico adesso? Pensare “hanno spento un sacco di velox, rischio meno multe”. Sbagliato: cambiano i punti dove ti beccano e soprattutto diventano più rigide le regole su omologazione, taratura e limiti. Qui ti serve capire dove aspettarti più controlli, quando una multa è davvero valida e in quali casi ha senso parlare di ricorso.
Cosa succede sul Lotto 0: tutor e telelaser di nuovo attivi
La prima novità concreta è proprio sul Lotto 0 di Siena, la bretella tra Siena-Grosseto e Siena-Bettolle. Il Comune ha annunciato la riattivazione del tutor, dopo il via libera dato dal nuovo decreto ministeriale sugli autovelox. Tradotto: su quel tratto tornerà il controllo della velocità media, non solo dei picchi registrati in un punto.
In parallelo, la Polizia municipale riprenderà i controlli con il telelaser. Quindi oltre al tutor potresti trovarti pattuglie piazzate in zone ritenute più pericolose, con rilevazioni puntuali. Se sei abituato a passare “allegro” in bretella perché negli ultimi mesi i controlli sembravano più blandi, è il momento di cambiare abitudini: la probabilità di una multa torna molto concreta, soprattutto se superi stabilmente il limite.
Non tutti gli strumenti però verranno riaccesi. I dispositivi fissi di tipo “Velocar Vrs Evo R” installati a Siena resteranno spenti, perché non rientrano tra quelli considerati idonei secondo i nuovi criteri di omologazione. Questo significa che il Comune punterà di più su sistemi considerati più affidabili come tutor e telelaser, meno su colonnine fisse “dubbie”. L’obiettivo dichiarato è avere regole certe e omogenee e togliere di mezzo gli apparecchi contestabili.
Se vuoi un quadro più ampio sul nuovo scenario dei controlli di velocità media, può esserti utile leggere anche come cambiano i controlli di velocità media con il nuovo censimento nazionale dei tutor, che spiega la logica con cui vengono scelti e gestiti i tratti monitorati.
Nuovo decreto autovelox: quanti dispositivi vengono spenti e perché
Il cuore della “rivoluzione” è il decreto per l’omologazione dei dispositivi di controllo della velocità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 luglio 2026. È una norma attesa da 34 anni che mette ordine in un panorama dove ogni Comune faceva un po’ a modo suo. Ora le regole diventano nazionali e molto più precise su cosa è ammesso e cosa no.
Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, 850 autovelox non omologati saranno spenti perché non rispettano i nuovi requisiti. Al contrario, 3.150 autovelox risultano già in funzione e restano attivi proprio perché in regola con quanto richiesto. Non stiamo parlando quindi di una “grazia” per gli automobilisti, ma di una selezione: meno apparecchi, ma più blindati dal punto di vista legale.
Il decreto definisce in modo puntuale l’omologazione dei sistemi di controllo di velocità, dalle postazioni fisse a quelle mobili, fino ai dispositivi di nuova generazione e ai tutor. Per chi guida, la conseguenza pratica è che sarà più difficile contestare una multa solo dicendo “l’autovelox non era omologato”, ma allo stesso tempo spariscono dal gioco molti apparecchi borderline. Un’analisi dettagliata delle nuove prescrizioni si trova, ad esempio, nella scheda dedicata al decreto sugli autovelox pubblicata da alVolante sul nuovo decreto in vigore.
Se ti interessa capire meglio quali verifiche devono essere fatte sui dispositivi dopo il 12 giugno 2025 e come vengono gestiti gli elenchi ufficiali, c’è anche una guida specifica su cosa cambia davvero con il nuovo decreto autovelox MIT, che si incastra con le regole attuali di omologazione.
Tutor, autovelox e telelaser: come capire se la multa è valida e quando fare ricorso
La domanda vera di chi guida è semplice: con questo decreto, come faccio a capire se una multa è “a prova di ricorso”? La prima verifica è sempre formale. Nel verbale devono comparire in modo chiaro il tipo di dispositivo usato (autovelox fisso, tutor, telelaser), il punto esatto del rilevamento, il limite di velocità vigente su quel tratto e i riferimenti alla omologazione o approvazione ministeriale dell’apparecchio.
Se manca il riferimento all’omologazione, se il limite indicato non corrisponde a quello che hai trovato sulla segnaletica, o se il tratto non era correttamente preavvisato da cartelli di controllo elettronico della velocità, ci sono già elementi da far valutare a un professionista per un eventuale ricorso. Con il nuovo decreto, l’Amministrazione è tenuta a usare solo dispositivi in regola: se nel verbale viene indicato un modello che risulta tra gli 850 da spegnere, la contestazione diventa molto più solida.
Un altro punto chiave riguarda tutor e telelaser. Il tutor misura la velocità media tra due portali, quindi se la multa arriva devi verificare se i tempi di passaggio riportati hanno senso con il tuo percorso (ad esempio se ti sei fermato in un’area di servizio intermedia). Il telelaser invece prevede la presenza della pattuglia: in genere l’infrazione viene contestata subito, ma se ricevi una notifica a casa devi controllare con attenzione cronologia, orario e modalità di rilevazione.
Quando conviene parlare seriamente di ricorso? In sintesi, i casi tipici sono:
- Verbale con errori su targa, data, orario o luogo del rilevamento.
- Indicazioni incomplete o inesatte su tipo di dispositivo e relativa omologazione.
- Limite di velocità incoerente con la segnaletica effettivamente presente.
- Mancanza di preavviso dei controlli elettronici nei tratti in cui è obbligatorio.
- Dispositivo rientrante fra quelli dichiarati non idonei dopo il nuovo decreto.
Se ti interessa scendere nel tecnico su verifiche e tempi, c’è un approfondimento dedicato a come verificare la correttezza dei nuovi autovelox dopo il decreto 2026, utile prima di spendere soldi in ricorsi improvvisati. E se le tue preoccupazioni principali sono le multe in orario serale o notturno, con limiti variabili, può esserti utile anche l’analisi su come cambiano davvero le multe notturne con autovelox e tutor.
Dove cambiano davvero i controlli di velocità per gli automobilisti italiani
La riattivazione del tutor sul Lotto 0 è l’esempio concreto, ma il cambio di scenario vale per tutta Italia. Dove ti devi aspettare davvero più controlli? In generale, sulle tratte considerate più critiche per incidenti e velocità eccessive: superstrade di grande scorrimento, tangenziali urbane, raccordi autostradali e tratti statali con molto traffico pendolare. L’idea è concentrare tutor, autovelox omologati e telelaser dove il rischio è più alto.
Il caso della provincia di Siena rende bene la fotografia di un territorio molto controllato: prima del riordino risultavano 75 autovelox distribuiti in 28 comuni, con il Senese al 21° posto su 101 province italiane per numero di dispositivi. Il 92% degli autovelox aveva un limite registrato e la velocità massima più diffusa era 50 km/h, tipica dei centri abitati e delle periurbane. Montepulciano, da sola, contava 9 autovelox. È evidente che in scenari del genere un riordino era quasi obbligato.
Con lo spegnimento degli apparecchi non omologati, il quadro cambia: alcuni Comuni perderanno le colonnine “facili”, ma potranno rafforzare controlli con tutor e telelaser su tratti mirati. Altri, che già usavano strumenti in regola, manterranno una rete di controlli intensa. Per chi guida, la regola pratica diventa: meno sorprese in stradine secondarie semi-deserte, più attenzione su assi principali dove i limiti sono chiari e spesso giustificati dall’incidentalità.
Se vuoi farti un’idea complessiva di come si stanno muovendo i gestori delle strade dopo il riordino, può servire lo speciale dedicato a tutor 3.0 e nuove regole sugli autovelox 2026, che racconta l’evoluzione dei sistemi di controllo. L’altra mossa intelligente, subito, è ritarare il tuo stile di guida: tenere qualche km/h in meno in superstrada, alzare lo sguardo sui cartelli e smettere di contare solo sulle app anti-autovelox. Con meno dispositivi ma più selezionati, l’unico vero “trucco” per evitare sanzioni e punti in meno sulla patente resta guidare entro i limiti.