Diesel di nuovo sopra i 2 euro: cosa cambia ora
Quanto paghi in più alla pompa adesso
In sintesi. Impatto del dimezzamento dello sconto sulle accise di benzina e diesel su pieni, tragitti quotidiani, viaggi in autostrada e spesa mensile degli automobilisti
- Quanto paghi in più alla pompa adesso
- Perché il diesel sale mentre la benzina tiene
- Fino a quando dura lo sconto e cosa può succedere dopo
- Chi rischia di sentirlo di più tra pendolari e viaggiatori
Chi fa rifornimento di gasolio ha trovato il prezzo medio nazionale vicino alla soglia dei 2 euro al litro, mentre lo sconto sulle accise è stato dimezzato. L’effetto per chi usa l’auto ogni giorno rischio è di sottovalutare quanto cresce il costo di un pieno e quanto questo incide sui tragitti casa-lavoro e sui viaggi più lunghi.
Quanto paghi in più alla pompa adesso
Il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self service si colloca intorno a 1,997 €/l, mentre la benzina self viaggia su una media di 1,890 €/l. Questi valori sono calcolati sulla rete ordinaria e servono come riferimento per capire quanto è diventato “pesante” il pieno dopo il dimezzamento dello sconto sulle accise. Sulla rete autostradale, dove i listini partono in genere da livelli più alti, il superamento dei 2 euro al litro per il diesel è ancora più frequente, con un impatto immediato per chi affronta lunghi tragitti.
Lo sconto sul gasolio è passato da 12,2 a 6,1 centesimi/litro, mentre l’accisa rideterminata dal decreto interministeriale fissa aliquote di 622,90 €/1000 litri sia per la benzina sia per il gasolio nel periodo di proroga. Questo significa che ogni pieno di un’auto a gasolio sconta oggi la metà dell’agevolazione fiscale rispetto alle settimane precedenti. Se in un mese si effettuano più rifornimenti, per esempio due o tre pieni completi per coprire scuola-lavoro e piccoli spostamenti, la riduzione dello sconto si somma e diventa una voce concreta nel bilancio familiare.
Perché il diesel sale mentre la benzina tiene
Il gasolio si trova in questo momento molto vicino ai 2 euro al litro in media nazionale, a fronte di una benzina che resta leggermente più bassa, intorno a 1,890 €/l. La dinamica diversa dipende anche dal fatto che il taglio delle accise sul gasolio è stato dimezzato rispetto al periodo precedente, quando lo sgravio raggiungeva 12,2 centesimi/litro. Ora lo sconto effettivo è di 6,1 centesimi, allineato a quello previsto per la benzina, con una riduzione della “protezione” fiscale per chi rifornisce diesel proprio mentre i prezzi industriali restano tesi.
Per chi guida un’auto a benzina l’impatto immediato alla pompa è meno evidente, perché il livello di accisa rideterminato è lo stesso ma non c’è stato un dimezzamento di un beneficio specifico come accaduto per il gasolio. Se si confrontano i due carburanti in un medesimo distributore della rete ordinaria, è facile osservare il diesel ormai allineato o addirittura superiore al prezzo della benzina, situazione che fino a qualche anno fa era rara e che oggi si riflette sui costi di esercizio di molte auto aziendali e di chi percorre tanti chilometri l’anno.
Fino a quando dura lo sconto e cosa può succedere dopo
Lo sconto dimezzato sulle accise di benzina e gasolio è stato fissato dal decreto interministeriale per il periodo che va dal 7 giugno al 3 luglio 2026, con un’aliquota rideterminata a 622,90 €/1000 litri e una riduzione di 6,1 centesimi/litro rispetto alle aliquote ordinarie. In pratica, la proroga mantiene una forma di agevolazione, ma con un’intensità minore per il gasolio rispetto alle settimane comprese tra il 23 maggio e il 6 giugno, quando lo sconto era di 12,2 centesimi/litro. Chi programma spostamenti importanti dovrebbe quindi guardare alle date sul calendario e valutare se i rifornimenti principali cadranno ancora in questa finestra agevolata.
Dopo il 3 luglio 2026, lo scenario dipende dalle decisioni future sul livello delle accise: se l’agevolazione non venisse rinnovata o risultasse ulteriormente ridotta, la componente fiscale sul prezzo finale potrebbe tornare ai livelli ordinari, aumentando il costo di ogni litro sia di benzina sia di diesel. Se, ad esempio, si ha in programma una vacanza con lunghi tratti autostradali nella prima metà di luglio, conviene ipotizzare che la spesa carburante possa crescere rispetto ai pieni effettuati a giugno e organizzarsi di conseguenza, verificando gli aggiornamenti ufficiali nelle settimane immediatamente precedenti alla partenza.
Chi rischia di sentirlo di più tra pendolari e viaggiatori
Chi usa l’auto a gasolio tutti i giorni per i tragitti casa-lavoro è tra i più esposti al dimezzamento del taglio delle accise. Un pendolare che percorre ogni settimana decine di chilometri in tangenziale o in extraurbana, rifornendosi alla rete ordinaria, si trova con un risparmio fiscale ridotto su ogni litro rispetto a pochi giorni prima. Se il pieno viene fatto regolarmente all’inizio della settimana per coprire gli spostamenti lavorativi e familiari, la differenza di qualche centesimo al litro, ripetuta più volte al mese, incide direttamente sulla spesa fissa per mobilità, spesso già appesantita da assicurazione e manutenzione periodica.
Anche i viaggiatori che si preparano a lunghi tratti autostradali, magari in vista di vacanze o rientri in famiglia, devono fare i conti con un gasolio che sulla grande viabilità supera con facilità la soglia psicologica dei 2 euro al litro. In uno scenario tipico, se si parte con il pieno fatto in città e ci si trova a dover rifornire di nuovo in autostrada in un weekend di grande traffico, il minor sconto sulle accise si somma al listino mediamente più alto di questi impianti. Organizzare le soste carburante, pianificando rifornimenti nelle stazioni meno care e monitorando gli aggiornamenti sui prezzi nelle settimane precedenti alla partenza, diventa un passaggio fondamentale per contenere l’impatto del diesel caro sul budget del viaggio.