Dove va tenuto il giubbotto catarifrangente in auto per essere in regola?
Indicazioni pratiche su dove tenere il giubbotto catarifrangente in auto per rispettare le regole e aumentare la sicurezza in caso di emergenza
Molti automobilisti tengono il giubbotto catarifrangente nel bagagliaio, accanto al triangolo, senza rendersi conto che così rischiano una sanzione e soprattutto di esporsi a pericoli inutili in caso di emergenza. Sapere dove collocarlo nell’abitacolo, come organizzarlo per conducente e passeggeri e quali errori evitare permette di essere in regola e di muoversi in sicurezza quando si è costretti a scendere dall’auto in condizioni critiche.
Perché il giubbotto catarifrangente deve essere facilmente raggiungibile
La prima cosa da chiarire è che il giubbotto catarifrangente serve prima di scendere dall’auto, non dopo. La normativa sulla segnalazione di veicolo fermo e sulla protezione degli utenti della strada, richiamata dall’art. 162 del Codice della Strada, impone che il conducente sia ben visibile quando si muove sulla carreggiata o nelle sue immediate vicinanze. Se il giubbotto è nel bagagliaio, per prenderlo occorre uscire dal veicolo senza protezione, esponendosi al rischio di essere investiti, soprattutto in autostrada o di notte.
Un’altra ragione per cui il giubbotto deve essere facilmente raggiungibile è la rapidità di reazione nelle situazioni di emergenza. Se l’auto si ferma in corsia di emergenza, in galleria o in un tratto buio, ogni secondo perso a cercare il giubbotto aumenta il tempo in cui si rimane poco visibili. In uno scenario tipico, se il veicolo si arresta improvvisamente e dietro sopraggiungono altri mezzi a velocità elevata, il conducente deve poter indossare il giubbotto ancora seduto al posto di guida, prima di aprire la portiera, riducendo al minimo il tempo trascorso senza protezione rifrangente.
La Polizia di Stato, nelle proprie schede informative dedicate ai dispositivi di sicurezza a bordo, sottolinea che il giubbotto deve essere indossato quando si scende dal veicolo in condizioni di scarsa visibilità o su strade ad alto scorrimento, e che deve essere omologato e mantenuto in buone condizioni di efficienza. Un giubbotto mal riposto, schiacciato sotto altri oggetti o dimenticato nel vano di carico può rovinarsi, sporcarsi o diventare difficile da recuperare proprio quando serve di più, vanificando la sua funzione protettiva.
Posizioni consigliate per tenere il giubbotto in auto
La domanda pratica è: dove metterlo, allora, per essere davvero pronti a usarlo? La regola di buon senso è che il giubbotto catarifrangente deve essere raggiungibile dal posto di guida senza dover scendere dal veicolo. Questo significa che andrebbero privilegiate le zone dell’abitacolo vicine al conducente, ma che non interferiscono con la guida e non rappresentano un pericolo in caso di frenata brusca. Prima di scegliere una posizione, è utile sedersi al volante e verificare se, con la cintura allacciata, si riesce a prendere il giubbotto con un gesto semplice e immediato.
Le posizioni più pratiche e diffuse, che rispettano questo criterio, sono in genere le seguenti:
- tasca della portiera lato guida, se abbastanza capiente e non già occupata da altri oggetti voluminosi;
- vano portaoggetti centrale tra i sedili anteriori, se presente e facilmente apribile;
- tasca posteriore dello schienale del sedile anteriore (lato passeggero), purché raggiungibile allungando il braccio;
- vano portaoggetti davanti al passeggero, a patto che il giubbotto sia in cima e non nascosto sotto documenti o altri accessori;
- gancio o appendino interno, se non ostacola la visuale e se il giubbotto è fissato in modo da non svolazzare o cadere.
Un aspetto spesso trascurato è la compatibilità con gli airbag e con i sistemi di ritenuta. Non è consigliabile appoggiare il giubbotto sul cruscotto, sul piantone dello sterzo o in zone dove potrebbe interferire con l’apertura degli airbag o scivolare ai piedi del conducente. Se, per esempio, si sceglie la tasca della portiera, è bene controllare che il giubbotto non sporga al punto da incastrarsi tra sedile e montante, rendendo più difficile l’uscita rapida in caso di necessità.
Per chi vuole organizzare in modo sistematico tutti gli oggetti obbligatori a bordo, può essere utile affiancare al giubbotto una piccola borsa o custodia con triangolo, guanti e altri accessori, ricordando però che il giubbotto deve restare separato e più vicino possibile al posto di guida. Una panoramica completa di ciò che è bene avere sempre con sé è disponibile nella pagina dedicata a cosa devo avere sempre con me in auto, utile per non dimenticare altri elementi importanti per la sicurezza e la regolarità dei controlli.
Errori da evitare nella custodia del giubbotto catarifrangente
Il primo errore da evitare è riporre il giubbotto nel bagagliaio insieme al triangolo e agli attrezzi. Anche se può sembrare ordinato, questa scelta costringe a scendere dall’auto senza protezione per aprire il portellone, spesso sul lato esposto al traffico. Se, per esempio, l’auto si ferma in corsia di emergenza in autostrada, il conducente dovrebbe camminare fino al retro del veicolo senza giubbotto, proprio nella zona in cui i veicoli sopraggiungono a velocità elevata, aumentando notevolmente il rischio di investimento.
Un altro errore frequente è usare il giubbotto come “contenitore” o appoggio per altri oggetti: bottiglie d’acqua, mappe, cavi di ricarica, piccoli attrezzi. In questo modo il giubbotto si sgualcisce, si sporca e può perdere parte della sua efficacia rifrangente, oltre a diventare più difficile da indossare rapidamente. Se, al momento del bisogno, il giubbotto è arrotolato sotto una pila di oggetti o incastrato in un vano troppo stretto, il conducente potrebbe rinunciare a usarlo per non perdere tempo, esponendosi a rischi evitabili.
Va evitato anche di lasciare il giubbotto esposto al sole diretto per lunghi periodi, ad esempio sul cruscotto o sul ripiano posteriore sotto il lunotto. L’irraggiamento prolungato può scolorire il tessuto e ridurre la visibilità delle bande rifrangenti. Se si nota che il colore fluorescente è sbiadito o che le strisce riflettenti non brillano più quando illuminate, è opportuno sostituire il giubbotto con un modello omologato, verificando la presenza delle marcature previste dalle norme tecniche richiamate nei documenti ufficiali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
Un errore più sottile, ma non meno importante, riguarda la confusione tra giubbotti omologati e semplici capi ad alta visibilità non conformi. Alcuni prodotti promozionali o economici possono assomigliare a un giubbotto catarifrangente, ma non rispettare i requisiti di superficie rifrangente e fluorescente richiesti. Per evitare contestazioni durante un controllo e, soprattutto, per garantire una reale protezione, è bene verificare che sul giubbotto siano riportate le indicazioni di conformità alle norme tecniche richiamate dalle autorità competenti.
Come organizzare più giubbotti per conducente e passeggeri
Chi viaggia spesso con la famiglia o con colleghi si chiede se sia sufficiente un solo giubbotto a bordo. La normativa si concentra in particolare sul conducente e su chi scende dal veicolo in situazioni di pericolo, ma dal punto di vista della sicurezza è prudente prevedere più giubbotti, in modo che ogni persona che deve abbandonare l’abitacolo possa essere ben visibile. Se, per esempio, si viaggia con bambini o anziani, è probabile che in caso di emergenza debbano essere accompagnati a piedi fino a un luogo sicuro, e avere un giubbotto per ciascun adulto che li assiste aumenta la protezione complessiva.
Per organizzare più giubbotti senza creare disordine, è utile assegnare una posizione fissa a ciascuno. Una soluzione pratica è la seguente:
- un giubbotto nella tasca della portiera lato guida, dedicato al conducente;
- un giubbotto nel vano portaoggetti o nella tasca della portiera lato passeggero anteriore;
- uno o due giubbotti ripiegati nelle tasche posteriori dei sedili anteriori, a disposizione dei passeggeri dietro;
- eventuali giubbotti aggiuntivi in una piccola borsa morbida nel vano piedi posteriore, purché facilmente afferrabile.
Quando si viaggia spesso con gli stessi passeggeri, può essere utile stabilire una piccola routine: prima di partire per un viaggio lungo o notturno, il conducente può chiedere a chi siede a bordo se sa dove si trova il proprio giubbotto e, se necessario, mostrarglielo. Se, per esempio, si affronta un tragitto autostradale con più soste previste, sapere già dove sono i giubbotti riduce lo stress in caso di imprevisto. Un’organizzazione simile a quella che si adotta per le cinture di sicurezza o per i seggiolini dei bambini aiuta a trasformare l’uso del giubbotto in un’abitudine naturale.
Chi desidera un quadro più ampio sugli obblighi di dotazione a bordo può consultare anche le indicazioni su cosa è obbligatorio tenere a bordo in auto secondo il Codice della Strada, così da coordinare la presenza dei giubbotti con quella di altri dispositivi come il triangolo, la ruota di scorta o i kit di pronto intervento, evitando sovrapposizioni o dimenticanze.
Altre buone pratiche di sicurezza quando si scende dall’auto in emergenza
La corretta posizione del giubbotto è solo una parte della gestione sicura di un’emergenza in strada. Quando si è costretti a fermarsi per guasto o incidente, è importante seguire una sequenza di azioni ordinate. La prima regola è mantenere la calma e accendere immediatamente le quattro frecce, poi indossare il giubbotto ancora seduti, verificando che sia ben chiuso sul davanti. Solo dopo si può aprire con cautela la portiera dal lato meno esposto al traffico, controllando dallo specchietto che non sopraggiungano veicoli a distanza ravvicinata.
Una volta fuori dall’auto, occorre allontanarsi il più possibile dalla carreggiata e dalla corsia di emergenza, portando con sé eventuali passeggeri, soprattutto se si tratta di bambini o persone con mobilità ridotta. Se la situazione lo consente, si può posizionare il triangolo di presegnalazione alla distanza prevista dalla normativa, sempre indossando il giubbotto. In caso di incidente con feriti, è fondamentale evitare di creare ulteriori pericoli: se, per esempio, ci sono veicoli fermi in mezzo alla carreggiata, è preferibile segnalare la situazione a distanza di sicurezza e chiamare i soccorsi, piuttosto che muoversi tra le corsie senza protezione adeguata.
Per chi vuole approfondire i comportamenti corretti dopo un sinistro, è utile consultare le indicazioni su cosa fare dopo un incidente auto con feriti, che aiutano a non sbagliare i passaggi cruciali e a coordinare l’uso del giubbotto con le altre azioni di sicurezza. Le schede divulgative della Polizia di Stato sui giubbotti ad alta visibilità ricordano inoltre che il dispositivo deve essere indossato ogni volta che ci si muove sulla carreggiata o nelle sue vicinanze, non solo in autostrada ma anche su strade extraurbane o in tratti urbani poco illuminati.
Un’ultima buona pratica consiste nel verificare periodicamente lo stato del giubbotto e la sua posizione. Ogni qualche mese, o dopo aver caricato e scaricato molti oggetti dall’auto, è utile controllare che il giubbotto sia ancora dove lo si è collocato, che non sia stato spostato da altri occupanti e che le bande rifrangenti siano integre. Se si presta l’auto a un familiare o a un amico, può essere utile indicare brevemente dove si trova il giubbotto e ricordare di indossarlo in caso di sosta di emergenza, così da estendere le buone abitudini di sicurezza anche a chi utilizza il veicolo solo occasionalmente.