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È davvero possibile bandire i monopattini elettrici dalle strade italiane?

Regole del Codice della Strada per l’uso dei monopattini elettrici, responsabilità in caso di incidente e sanzioni per conducenti e automobilisti

È davvero possibile bandire i monopattini elettrici dalle strade italiane?
diEzio Notte

In sintesi. Regole del Codice della Strada per l’uso dei monopattini elettrici, responsabilità in caso di incidente e sanzioni per conducenti e automobilisti

  • Cosa dice davvero la legge sui monopattini elettrici
  • Chi paga quando c’è un incidente: regole e responsabilità
  • Le infrazioni più comuni che trasformano un tragitto in rischio
  • Perché il dibattito è esploso di nuovo adesso

Un nuovo grave incidente che coinvolge un monopattino elettrico ha riportato al centro dell’attenzione le regole di circolazione e le responsabilità in caso di scontro con auto e pedoni. Chi guida, ma anche chi li incrocia in strada, rischia sanzioni pesanti se ignora gli obblighi previsti. Capire cosa dice davvero il Codice della Strada evita errori che, in pochi secondi, possono avere conseguenze irreversibili.

Cosa dice davvero la legge sui monopattini elettrici

I monopattini elettrici, dal punto di vista giuridico, sono veicoli con una disciplina propria, distinta sia dalle biciclette sia dai motocicli. Non possono essere trattati come semplici giochi per il tempo libero, perché circolano nello stesso spazio di auto, moto e pedoni. Di norma sono ammessi sulle strade urbane e su alcune tipologie di percorsi, ma con limiti precisi di velocità, di equipaggiamento e di comportamento del conducente, che resta sempre il primo responsabile del mezzo.

Per evitare multe e problemi in caso di incidente, chi usa un monopattino deve sapere che esistono regole su: dove può circolare, a quali velocità massime, in quali orari e con quali dotazioni obbligatorie. Rientrano tra queste, per esempio, luci anteriori e posteriori funzionanti, dispositivi catarifrangenti, campanello o altro segnalatore acustico e, in diversi contesti, anche l’obbligo di casco, soprattutto per i più giovani. Ci sono poi limiti al trasporto di passeggeri, oggetti ingombranti e al traino di altri veicoli o persone, elementi spesso sottovalutati ma che in caso di sinistro pesano molto sulla valutazione delle responsabilità.

Un altro punto chiave riguarda le aree vietate. Il monopattino non è pensato per muoversi liberamente ovunque: marciapiedi, zone pedonali affollate o tratti extraurbani ad alto scorrimento, in molte situazioni, non sono compatibili con questo mezzo. Se, per esempio, si percorre un tratto tra i pedoni, zigzagando e senza moderare la velocità, anche un urto “banale” può trasformarsi in un caso complesso dal punto di vista legale, con la possibilità di contestare al conducente sia la violazione delle norme di circolazione, sia la mancata prudenza.

Chi paga quando c’è un incidente: regole e responsabilità

Nei sinistri che coinvolgono monopattini ed auto, la domanda cruciale è sempre la stessa: chi paga i danni? La risposta non è automatica, perché tutto dipende dalla ricostruzione dei fatti, dalla presenza di eventuali testimoni e dal rispetto (o meno) delle norme stradali da parte di tutti i soggetti coinvolti. In linea generale, non è il mezzo in sé a essere “colpevole”, ma il comportamento del conducente, che viene valutato alla luce delle regole che disciplinano quel tipo di veicolo e delle norme generali di prudenza.

Per capire come si distribuiscono le responsabilità, è utile ragionare su alcuni scenari tipici:

  • Monopattino che attraversa improvvisamente la strada fuori dalle strisce.
  • Auto che svolta senza controllare la presenza di mezzi leggeri sulla destra.
  • Conducente del monopattino che procede contromano o sul marciapiede.
  • Automobilista che supera senza distanza laterale di sicurezza.
  • Utilizzo del monopattino in due persone o con carichi instabili.

Se, per esempio, il monopattino taglia la strada all’auto senza alcun preavviso, lontano da attraversamenti consentiti, sarà molto difficile scaricare la responsabilità sul solo automobilista. Al contrario, se il conducente dell’auto sorpassa a ridosso, non rispetta i limiti o non presta attenzione in prossimità di incroci e piste ciclabili, il suo ruolo nella causazione del sinistro diventa centrale. In molti casi, i giudizi su questi sinistri mettono in luce concorsi di colpa: entrambe le parti hanno violato regole diverse, e la ripartizione delle responsabilità segue la gravità di tali violazioni.

Un nodo delicato è la copertura assicurativa. Laddove sia prevista una polizza specifica per il monopattino, questa può intervenire per i danni causati a terzi, ma solo se l’uso del mezzo è conforme alle condizioni della polizza e alle regole di circolazione. Se invece il conducente utilizza il mezzo in modo palesemente vietato (ad esempio alterando la velocità massima o circolando in aree non consentite), la situazione si complica e il rischio è che, in caso di sinistro grave, debba rispondere personalmente dei danni provocati, anche per importi molto elevati.

Le infrazioni più comuni che trasformano un tragitto in rischio

Le infrazioni commesse con i monopattini elettrici sono spesso le stesse che, a bordo di un’auto, giudicheremmo gravissime, ma vengono a volte percepite come “veniali” solo perché il mezzo è piccolo e apparentemente innocuo. In realtà, la combinazione tra velocità, assenza di protezioni e presenza di pedoni rende certe condotte particolarmente pericolose. Le violazioni più frequenti riguardano il rispetto dei limiti di velocità, l’uso su marciapiedi e zone pedonali, la circolazione in contromano e il mancato rispetto di semafori e attraversamenti.

Un’altra categoria di comportamenti a rischio riguarda chi guida: non è raro vedere monopattini condotti da minorenni senza adeguata esperienza, persone che utilizzano il cellulare mentre sono in movimento o che salgono sul mezzo in due. Tutte situazioni che, in caso di incidente, pesano in modo determinante sull’attribuzione della colpa. Se, per esempio, un monopattino investe un pedone sulle strisce mentre il conducente è distratto dallo smartphone, la responsabilità tenderà a ricadere quasi interamente sul guidatore, perché oltre a violare le regole di circolazione ha rinunciato a qualsiasi forma di prudenza minima.

Va considerato anche il tema delle sanzioni. A fronte delle infrazioni più comuni, possono essere contestati diversi illeciti, che si traducono in multe, eventuale sequestro del mezzo e, nei casi più gravi, anche in reati se il comportamento ha messo seriamente in pericolo l’incolumità altrui. Se un automobilista urta un monopattino che circola contromano a forte velocità, la presenza dell’infrazione di chi guida il mezzo leggero non assolve automaticamente l’auto, ma entra nella valutazione complessiva del sinistro. Il risultato è che un semplice tragitto casa-lavoro, se gestito con superficialità, può trasformarsi in un caso lungo e costoso da dirimere.

Perché il dibattito è esploso di nuovo adesso

Ogni nuovo incidente grave riapre il dibattito pubblico sui monopattini elettrici, con reazioni a caldo che spesso alternano richieste di divieto assoluto a difese altrettanto radicali della micromobilità. A far deflagrare la discussione non è solo il numero di mezzi in circolazione, ma il fatto che questi veicoli si inseriscono in un tessuto urbano già complesso, fatto di auto, moto, bici, bus, taxi e pedoni. Ogni volta che accade una tragedia, emergono in modo evidente le zone grigie: troppa tolleranza verso comportamenti vietati, controlli discontinui, scarsa consapevolezza dei rischi reali.

Dal punto di vista di chi guida un’auto, la sensazione è spesso quella di trovarsi all’improvviso un monopattino in traiettoria, senza luci o con manovre imprevedibili. Dal lato dei conducenti di monopattini, invece, è comune la percezione di essere “sorpassati a filo”, ignorati alle intersezioni o spinti verso il margine della strada senza adeguato spazio di sicurezza. In questo contesto si inserisce anche la discussione sulla possibilità di bandire del tutto questi mezzi: tema che accende gli animi, ma che rischia di spostare l’attenzione dalle vere priorità, cioè il rispetto delle norme e la loro applicazione concreta.

Per chi frequenta ogni giorno la città in auto, la domanda più utile non è tanto se i monopattini debbano esistere o meno, ma come comportarsi quando li si incontra, per ridurre il rischio di incidenti e contenziosi. Mantenere adeguate distanze laterali, moderare la velocità in aree dove sono presenti piste ciclabili o percorsi misti, usare con anticipo indicatori di direzione e controllare gli specchietti prima di una svolta sono accorgimenti che tutelano tutti, indipendentemente dalle decisioni future del legislatore su questi mezzi.

L’aspetto più trascurato resta quello della consapevolezza giuridica: molti conducenti di monopattini ignorano che valgono, per loro, obblighi e divieti simili a quelli degli altri veicoli, e molti automobilisti sottovalutano il peso delle norme di prudenza quando si trovano a condividere la strada con mezzi più vulnerabili. Se si considera che la responsabilità, in caso di incidente, si costruisce proprio intorno al rispetto o meno di queste regole, diventa chiaro che la vera “svolta” non passa tanto dal divieto, quanto dall’uso informato e corretto di ogni mezzo in circolazione.