Fain Binda: “Sindacati degli agenti? Lottare sì, ma per altri obiettivi”
Le associazioni dei consumatori e i sindacati degli agenti in difesa degli intermediari stessi (molti dei quali, specie al Sud Italia, potrebbero perdere il lavoro perché le Compagnie pare vogliano fuggire dal costosissimo Meridione): ne abbiamo parlato qui. Ora sentiamo l’opinione di un consulente assicurativo, tra i più bravi in Italia: Renzo Fain Binda.
Fain Binda, che ne pensa della posizione dei sindacati, in difesa degli agenti?
“I sindacati Sna Unapass si comportano esattamente come purtroppo sono soliti fare i sindacati di altre categorie, ovvero cavalcano l’onda. Stupisce innanzitutto come si trovino schierati come legioni romane al fianco delle associazioni consumatori, le uniche a caldeggiare l’introduzione del sistema di indennizzo diretto, salvo poi disconoscerne la paternità quando questo si è tradotto in premi assicurativi in aumento e difficoltà di controllo delle truffe. E poi c’è il problema della classe familiare”.
Ci spieghi.
“Le associazioni dei consumatori hanno salutato l’alba radiosa della classe familiare o della mancata applicazione del malus in alcuni casi di concorsualità, quando tutto gli operatori del settore, agenti inclusi, presagivano una sofferenza tariffaria”.
Ma allora per che cosa ci si dovrebbe battere?
“Secondo me, il sindacato agenti dovrebbe lottare per altri aspetti. Anzitutto, la redditività agenziale ridotta causa nuovi disposti normativi, ma soprattutto le riorganizzazioni delle procedure interne alle Compagnie. Che hanno addossato alle singole agenzie adempimenti un tempo assunti da personale direzionale (vedi apertura sinistri). Inoltre, ci sono classi di merito prive di senso, in quanto, grazie alla Legge 40, il rischio è immutato, ma i premi incassati sono inferiori causa un aumento di classi basse (fino alla 5) in luogo dell’evoluzione dalla 14 in giù. E ancora: serve maggiore trasparenza nei confronti della rete commerciale sul costo dei sinistri e frequenza, in quanto le Compagnie non ragionano più in termini solamente di andamento sinistri premi ma di combined ratio. Ossia il ‘costo globale di gestione’, sul quale incidono variabili non sempre chiare”.
Questa l’opinione di Fain Binda. Ma Governo, Ania, Isvap, Gruppi assicurativi, associazioni dei consumatori tirati in ballo hanno la massima libertà di esporre le loro ragioni nei commenti del post. Oppure possono ribattere attraverso una “controintervista” su Automobilista.it. Siamo a disposizione per dare spazio a tutti, senza distinzioni.