Cerca

Fino a quando possono circolare i diesel Euro 3 e dove sono già vietati?

Aggiornamento sui divieti di circolazione per i diesel Euro 3 tra blocchi strutturali, misure emergenziali e accesso a ZTL e fasce verdi

Diesel Euro 3: dove non possono più circolare e fino a quando saranno ammessi altrove
diRedazione

Molti proprietari di diesel Euro 3 scoprono il divieto solo dopo aver ricevuto una multa o aver trovato i varchi elettronici già attivi. Per evitare errori costosi, è essenziale capire dove questi veicoli sono già banditi in modo strutturale, quando scattano i blocchi emergenziali per smog e come verificare, caso per caso, se il proprio mezzo può ancora entrare in ZTL, fasce verdi e aree urbane soggette a limitazioni.

Quali divieti colpiscono oggi i diesel Euro 3 in Italia

I divieti che colpiscono i diesel Euro 3 in Italia non derivano da un’unica norma nazionale, ma da un mosaico di ordinanze locali, piani regionali sulla qualità dell’aria e regolamenti di ZTL e aree a traffico limitato. In generale, i diesel Euro 3 sono considerati veicoli ad alte emissioni e vengono spesso inclusi sia nei blocchi strutturali (validi ogni anno in determinati periodi e fasce orarie) sia nei blocchi emergenziali che scattano quando si superano le soglie di inquinamento.

Un elemento chiave è l’accordo tra le regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), che ha portato a blocchi coordinati dei diesel Euro 3 nelle principali aree urbane, soprattutto nei giorni feriali. Un riepilogo di queste misure è stato richiamato da un approfondimento di Quattroruote sui blocchi del traffico nella pianura padana, che evidenzia come i diesel Euro 3 siano tra i primi veicoli ad essere stati oggetto di stop sistematici.

Oltre ai blocchi regionali, molti Comuni hanno introdotto regolamenti specifici per ZTL, fasce verdi e aree urbane a traffico limitato. In queste zone, il diesel Euro 3 può essere vietato in modo permanente, oppure ammesso solo con deroghe, abbonamenti chilometrici o in determinate fasce orarie. Per chi utilizza l’auto quotidianamente, il rischio è di sottovalutare la differenza tra divieti “strutturali” e divieti “temporanei”, con conseguenze dirette sulla possibilità di accesso ai centri urbani.

Dove i diesel Euro 3 non possono più circolare stabilmente

I divieti stabili per i diesel Euro 3 si concentrano soprattutto nelle grandi città e nelle regioni con piani aria più restrittivi. Nel bacino padano, diverse amministrazioni hanno trasformato i blocchi stagionali in limitazioni strutturali, valide ogni anno nello stesso periodo. Un esempio significativo è Bologna, dove l’ordinanza sulla qualità dell’aria per il periodo 1 ottobre 2025 – 31 marzo 2026 prevede il divieto di circolazione per tutti i veicoli diesel Euro 0, 1, 2 e 3, con ulteriori restrizioni per gli Euro 4 in specifiche fasce orarie, come riportato dal Comune di Bologna nel documento dedicato alle limitazioni qualità dell’aria.

Nel contesto lombardo, i diesel Euro 3 sono da anni al centro delle misure permanenti nei Comuni di fascia 1 e in parte dei Comuni di fascia 2, con blocchi nei giorni feriali e, in alcuni casi, con l’uso di sistemi di monitoraggio chilometrico (come i servizi di tipo Move-In) per consentire un numero limitato di chilometri annui in deroga. Un’analisi di Quattroruote sui blocchi in Lombardia ricorda come, a partire dall’autunno 2025, i diesel Euro 3 e 4 siano inclusi in un quadro di restrizioni estese nei Comuni più popolosi.

Al di fuori del bacino padano, anche altre città hanno adottato divieti stabili per i diesel Euro 3. A Roma, la ZTL Fascia Verde prevede il divieto di accesso per le vetture diesel fino a Euro 3 comprese, mentre la Regione Lazio ha scelto di non estendere il blocco alle diesel Euro 4 e 5: questo assetto è stato ricostruito da Quattroruote in un approfondimento sulla Fascia Verde di Roma. Per un automobilista che si sposta tra regioni diverse, ciò significa che un diesel Euro 3 può essere ancora ammesso in alcune città medio-piccole, ma risultare già bandito in modo permanente nei grandi centri.

Blocchi emergenziali: quando i diesel Euro 3 vengono fermati in più città

I blocchi emergenziali entrano in gioco quando le concentrazioni di inquinanti superano le soglie previste dai piani aria regionali. In questi casi, i diesel Euro 3 sono spesso tra i primi veicoli ad essere fermati, anche in città dove normalmente possono circolare con meno vincoli. A Torino, ad esempio, le misure antismog per il periodo dal 15 settembre 2025 al 15 aprile 2026 prevedono, in caso di livello arancio di allerta, il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 ed Euro 4 tutti i giorni dalle 8:00 alle 19:00, esteso anche ai diesel Euro 5: il dettaglio è riportato dal Comune di Torino sulle misure antismog.

Le stesse misure torinesi prevedono che, con l’innalzarsi dei livelli di allerta, il coinvolgimento dei diesel Euro 3 si estenda anche ai veicoli adibiti al trasporto merci e ad altre categorie, come chiarito dall’ordinanza n. 2537/2025 sulle limitazioni alla circolazione veicolare. In parallelo, l’agenzia ANSA ha riportato che, in occasione di specifiche ondate di smog, il blocco dei diesel è stato esteso fino agli Euro 5, con stop anche nei fine settimana, a conferma di come i diesel Euro 3 siano ormai stabilmente nel mirino delle misure emergenziali.

Uno scenario tipico è quello dell’automobilista che, in un giorno feriale con livello di allerta attivo, entra in città convinto di poter circolare perché il suo diesel Euro 3 non è soggetto a blocco strutturale, ma si ritrova invece fermato dalle misure emergenziali. Se il bollettino aria segnala un livello arancio o superiore, allora il veicolo può essere bloccato anche in orari e giorni normalmente consentiti. Per questo è fondamentale verificare sempre, sul sito del proprio Comune o della Regione, se sono attive ordinanze temporanee prima di mettersi in viaggio.

Come controllare se il tuo diesel Euro 3 può ancora entrare in ZTL e fasce verdi

Per capire se un diesel Euro 3 può ancora circolare in una determinata area urbana, il primo passo è verificare con certezza la classe ambientale del veicolo. Se non si ha a portata di mano la carta di circolazione, è possibile utilizzare i servizi online ufficiali che permettono di controllare la classe Euro inserendo la targa. Una volta accertato che il veicolo è effettivamente Euro 3 diesel, occorre incrociare questa informazione con i regolamenti specifici di ZTL, fasce verdi e aree a traffico limitato della città in cui si intende entrare.

Nel caso di Milano, ad esempio, l’accesso all’Area B per i diesel Euro 3 è oggi fortemente limitato. Il Comune ha chiarito che questi veicoli possono accedere e circolare solo se in possesso di una deroga specifica richiesta tramite il portale dedicato: la posizione è illustrata in una nota del Comune di Milano sulle deroghe per i veicoli diesel Euro 3 in Area B. Un atto dirigenziale successivo (DD 3941/2025) elenca inoltre, in modo tecnico, le categorie di autoveicoli Euro 3 diesel leggeri con filtro antiparticolato di serie soggetti ai divieti vigenti in Area B, con riferimento ai valori riportati al campo V.5 della carta di circolazione.

Per chi utilizza spesso Milano, è utile anche conoscere le evoluzioni previste per Area C e per i veicoli più datati, ad esempio consultando l’approfondimento dedicato a come cambiano i divieti in Area C tra 2025 e 2028 per Euro 3 e moto. In altre città, come Roma, la verifica deve passare per i regolamenti della ZTL Fascia Verde, che indicano in modo puntuale quali classi Euro sono ammesse o vietate e in quali orari. In ogni caso, se si pianifica un viaggio con un diesel Euro 3, una buona pratica è simulare il percorso sui portali ufficiali delle ZTL o consultare le mappe delle fasce verdi, verificando se il proprio veicolo rientra tra quelli bloccati o se sono previste deroghe per residenti, lavoratori o categorie particolari.

Alternative e incentivi per chi possiede ancora un diesel Euro 3

Chi possiede ancora un diesel Euro 3 si trova di fronte a un bivio: continuare a utilizzare il veicolo accettando limitazioni crescenti, oppure valutare un cambio di alimentazione o di mezzo. In molte regioni, i piani aria sono accompagnati da incentivi alla rottamazione e all’acquisto di veicoli meno inquinanti, spesso estesi anche alle alimentazioni alternative come ibrido, elettrico, metano o GPL. In alcuni casi, sono previsti contributi specifici per chi sostituisce un diesel Euro 3 con un veicolo a basse emissioni, soprattutto se utilizzato per lavoro o per il trasporto merci in ambito urbano.

Per chi non può o non vuole passare subito all’elettrico, una delle strade possibili è valutare il metano, anche alla luce del fatto che gli incentivi destinati ai trasporti pesanti possono avere ricadute indirette sul mercato delle auto e dei veicoli leggeri. Un’analisi dedicata a perché gli incentivi al metano nei trasporti pesanti contano anche per le auto aiuta a capire come le politiche di sostegno alle alimentazioni alternative stiano cambiando l’offerta complessiva.

In parallelo, chi valuta di mantenere ancora per qualche anno il proprio diesel Euro 3 deve mettere in conto non solo i divieti già attivi, ma anche le restrizioni future e i possibili costi aggiuntivi (ad esempio, l’installazione di dispositivi di monitoraggio chilometrico o l’acquisto di abbonamenti specifici per accedere a determinate aree). Se il veicolo viene usato solo saltuariamente, può avere senso sfruttare eventuali deroghe chilometriche o temporanee; se invece serve per l’uso quotidiano in città soggette a blocchi, la pianificazione di una sostituzione programmata diventa una scelta quasi obbligata per evitare di ritrovarsi, da un anno all’altro, con un’auto di fatto inutilizzabile nei tragitti abituali.