Fino a quando possono circolare i diesel Euro 4 nelle principali città italiane?
Aggiornamento sulle restrizioni alla circolazione dei diesel Euro 4 nelle città italiane e sulle prospettive future per accessi ZTL e blocchi del traffico
In sintesi
- Non esiste un divieto nazionale: le restrizioni sono decise da ordinanze regionali e comunali.
- Lombardia: limitazione tutto l’anno per Euro 4 nei Comuni di Fascia 1 e in alcuni di Fascia 2 (>30.000 abitanti); confermata per il 2025.
- Milano (Area B): divieto per diesel Euro 4 dal 1° ottobre 2022, feriali 7:30–19:30.
- Bologna (ZTL ambientale): dal 1° gennaio 2024 divieto per diesel Euro 4 negli orari 7:00–20:00, salvo deroghe.
- Nelle Regioni del Bacino Padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto) gli Euro 4 sono inclusi nei blocchi strutturali invernali.
Molti proprietari di diesel Euro 4 stanno scoprendo solo al momento di una multa o del rinnovo dell’assicurazione che il loro veicolo non può più entrare in certe aree urbane, oppure solo in orari limitati. Conoscere le regole aggiornate e le differenze tra città e Regioni è essenziale per evitare sanzioni e pianificare per tempo una sostituzione o una soluzione alternativa.
Regole generali per la circolazione dei diesel Euro 4 in Italia
I diesel Euro 4 rientrano ormai da anni tra i veicoli considerati più impattanti in termini di emissioni nelle politiche locali di qualità dell’aria. A livello nazionale non esiste un divieto unico e valido per tutta Italia: le restrizioni vengono introdotte con ordinanze regionali e comunali, spesso legate ai piani aria e alle direttive condivise tra Regioni del Bacino Padano e Capoluoghi metropolitani. Questo significa che lo stesso veicolo può circolare liberamente in alcune zone e trovarsi invece vietato in altre nello stesso giorno.
Un primo elemento da chiarire per non sbagliare è la distinzione tra blocchi strutturali (o “permanenti”, anche se spesso limitati a certe fasce orarie o periodi dell’anno) e misure emergenziali attivate solo al superamento di soglie di inquinamento. I diesel Euro 4 sono ormai quasi ovunque coinvolti nei blocchi strutturali invernali nelle Regioni del Nord, mentre nei grandi centri urbani del Centro-Nord entrano nelle ZTL ambientali e nelle fasce verdi con divieti sempre più estesi.
Per chi utilizza un diesel Euro 4 è quindi fondamentale controllare due livelli di norme: da un lato le ordinanze regionali sulla qualità dell’aria, dall’altro i regolamenti comunali di accesso alle ZTL e alle aree a traffico limitato. Il rischio concreto, specie per chi entra saltuariamente in città per lavoro o visite sanitarie, è di sottovalutare divieti che non sono segnalati in autostrada, ma solo all’ingresso dell’area urbana.
Un utile confronto per capire l’evoluzione del quadro complessivo è con i veicoli benzina di analoga classe: chi possiede anche un’auto a benzina può verificare i diversi limiti leggendo l’approfondimento dedicato alle auto benzina Euro 4 nelle città italiane, così da valutare quale mezzo usare nelle giornate soggette a maggiori restrizioni.
Blocchi permanenti e stagionali nelle principali Regioni del Nord
Le Regioni del Bacino Padano (in particolare Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto) hanno adottato da tempo una strategia coordinata che inserisce i diesel Euro 4 tra i veicoli soggetti a misure strutturali. In Lombardia, secondo le informazioni riportate dalla Regione nelle pagine sulle misure di qualità dell’aria, la limitazione per i diesel Euro 4 è in vigore tutto l’anno nei Comuni di Fascia 1 e in un gruppo di Comuni di Fascia 2 con più di 30.000 abitanti, con conferma della misura per il 2025 (“Regione Lombardia – Misure di limitazione qualità dell’aria”). Questo implica che in molte aree della pianura lombarda il diesel Euro 4 è già oggi fortemente penalizzato, al di là delle sole stagioni invernali.
In Piemonte, e in particolare a Torino, le limitazioni sono nate come misure stagionali ma con carattere strutturale. La Città di Torino ha precisato che il blocco ai diesel Euro 4 nel periodo invernale 1 ottobre–31 marzo ha natura strutturale, pur avendo concesso deroghe parziali fino al 30 aprile 2021, come riportato dalla stessa amministrazione nel documento sulle misure antismog e limitazioni strutturali. Di norma quindi il proprietario di un diesel Euro 4 che utilizza l’auto nel capoluogo piemontese deve attendersi restrizioni ricorrenti ogni stagione fredda.
Emilia-Romagna e Veneto applicano schemi simili, con blocchi stagionali che coinvolgono i diesel Euro 4 nei mesi autunnali e invernali nelle aree urbane più critiche dal punto di vista dell’inquinamento. Un automobilista che, ad esempio, si sposta abitualmente per lavoro tra città di regioni diverse potrebbe trovarsi in una situazione in cui il proprio veicolo è consentito in una città di provincia ma vietato nel capoluogo vicino, o dove il calendario dei blocchi inizia e termina in date leggermente differenti.
Per chi utilizza il diesel Euro 4 nei tragitti quotidiani nel Nord Italia, la buona pratica è salvare tra i preferiti i portali istituzionali dei propri Comuni e Regioni e verificare periodicamente gli aggiornamenti sui calendari dei blocchi. In caso di trasferte occasionali verso altre regioni del Bacino Padano, conviene controllare in anticipo se nel periodo scelto sono attive misure emergenziali dovute a sforamenti prolungati delle soglie di PM10, che spesso estendono i divieti anche al sabato o ad altre categorie di veicoli.
Limitazioni nelle grandi città e nelle ZTL ambientali
Nelle principali città italiane i diesel Euro 4 sono entrati nel mirino in modo particolarmente deciso attraverso ZTL ambientali e aree a traffico regolamentato. A Milano, il calendario ufficiale di Area B indica che per i diesel Euro 4 il divieto di accesso è scattato dal 1° ottobre 2022, nei giorni feriali e nella fascia oraria 7:30–19:30, come riportato dal “Comune di Milano – Area B Calendario dei divieti”. Per molti pendolari che entravano in città abitualmente con un Euro 4, questo ha significato la necessità di trovare parcheggi di interscambio esterni o di riorganizzare completamente il tragitto casa-lavoro.
A Bologna, il Comune ha istituito una vera e propria ZTL ambientale nel centro storico. Secondo quanto dichiarato nel comunicato “Comune di Bologna – ZTL ambientale”, dal 1° gennaio 2024 i possessori di veicoli diesel Euro 4 non possono più circolare in questa area negli orari 7:00–20:00, se non rientrando in specifiche deroghe o autorizzazioni. Lo stesso Comune ha inoltre pubblicato una tabella della qualità dell’aria che per il periodo 1 ottobre 2023 – 30 aprile 2024 prevede limitazioni stagionali per varie classi diesel, inclusi gli Euro 4, come da documento ufficiale disponibile nella tabella qualità dell’aria 2023–2024.
Firenze ha adottato già da alcuni anni un approccio simile, estendendo il blocco oltre il solo centro storico. Il Comune ha annunciato che, a seguito di un accordo con la Regione Toscana, lo stop ai diesel inquinanti coinvolge anche gli Euro 3 ed Euro 4, con divieto di accesso e transito non solo nella ZTL ma anche in una porzione dei viali di circonvallazione, misura operativa dal 2020 come indicato nel comunicato “Stop ai diesel inquinanti”. Per chi arriva da fuori città questo significa che il blocco può scattare prima ancora di raggiungere i parcheggi più centrali.
Roma offre un quadro più articolato, legato alla nuova ZTL Fascia Verde. Roma Capitale ha comunicato una proroga al 2024 del divieto di circolazione per le auto diesel Euro 4 all’interno di questa area, con entrata in vigore legata al monitoraggio della qualità dell’aria, come chiarito nella notizia istituzionale “Nuova ZTL Fascia Verde, proroga al 2024”. Successivamente, decisioni a livello regionale hanno ulteriormente spostato in avanti l’orizzonte di un divieto pienamente operativo, segno di un equilibrio politico delicato tra esigenze ambientali e impatto sociale sui residenti che possiedono diesel Euro 4.
Deroghe, esenzioni e possibili alternative per chi ha un diesel Euro 4
Le limitazioni ai diesel Euro 4 non sono però sempre assolute: la maggior parte delle ordinanze prevede deroghe e regimi speciali, ad esempio per residenti anziani, veicoli adibiti a trasporto persone con disabilità, servizi di emergenza o categorie specifiche di lavoratori. In alcuni casi le deroghe sono legate a precise fasce orarie (come la mattina presto o la tarda sera), in altri sono concesse attraverso permessi temporanei, spesso a pagamento, per motivi documentati (visite ospedaliere ricorrenti, assistenza a familiari non autosufficienti, turni notturni).
In Lombardia è stato introdotto il sistema di controllo chilometrico MoVe-In, che per i diesel Euro 4 permette una circolazione limitata in deroga alle restrizioni, monitorata tramite black box. Le informazioni riportate da fonti specialistiche indicano che per i diesel Euro 4 aderenti a MoVe-In la soglia annuale per circolare in deroga all’interno dell’Area B di Milano è pari a 1.800 km, secondo quanto sintetizzato da “Quattroruote/Newsauto – Stop diesel Euro 4”. Questo meccanismo rende particolarmente importante, per chi usa poco l’auto in città, valutare con attenzione i chilometri necessari nell’arco dell’anno.
Un’altra variabile è la presenza del filtro antiparticolato (FAP/DPF) e di eventuali retrofitting omologati: in alcuni regolamenti locali la presenza di un FAP efficace, o l’adesione a programmi di rottamazione con contestuale acquisto di un veicolo meno inquinante, consente esenzioni temporanee o incentivi economici. In situazioni in cui l’auto viene usata solo occasionalmente per entrare in città (ad esempio per recarsi in un ospedale in centro un paio di volte al mese), può risultare più conveniente combinare parcheggi di interscambio e trasporto pubblico rispetto al mantenimento di un veicolo penalizzato.
Per chi sta valutando se mantenere il proprio diesel Euro 4 o sostituirlo, può essere utile confrontare il quadro con le classi immediatamente più vecchie, ad esempio i diesel Euro 3 e dove sono già vietati, e con lo scenario di medio periodo illustrato nelle analisi su quando il diesel sarà vietato in Italia ed Europa. Questo consente di capire se abbia senso sostituire l’auto con un usato più recente, puntare su un veicolo a benzina/GPL o orientarsi direttamente verso soluzioni ibride o elettriche a seconda dei propri chilometraggi annui.
Prospettive future: cosa aspettarsi per i diesel Euro 4 dopo il 2026
La traiettoria regolatoria degli ultimi anni suggerisce che i diesel Euro 4 saranno soggetti a restrizioni crescenti e più omogenee tra le principali città italiane. I dati già citati per Milano (divieto stabile in Area B dal 2022), Bologna (esclusione dalla ZTL ambientale dal 2024) e Firenze (stop ai diesel Euro 4 da almeno il 2020 in ZTL e viali critici) mostrano una tendenza chiara: progressiva estensione dei divieti alle aree urbane più estese e a fasce orarie sempre più ampie. È ragionevole attendersi che, oltre il 2026, gli spazi di circolazione effettiva per un diesel Euro 4 nelle grandi città si riducano ancora.
Roma rappresenta un caso emblematico delle tensioni tra esigenze ambientali e tutela della mobilità dei residenti. La proroga al 2024 e i successivi rinvii sulla Fascia Verde, documentati dalle comunicazioni istituzionali di Roma Capitale, dimostrano che l’entrata in vigore dei divieti per i diesel Euro 4 può essere graduale e condizionata al monitoraggio dei dati di qualità dell’aria. Tuttavia, le linee guida europee sulla riduzione delle emissioni e gli obiettivi di neutralità climatica rendono probabile che, sul medio periodo, i margini per il mantenimento di deroghe ampie a favore dei diesel Euro 4 vadano restringendosi.
Per chi possiede oggi un diesel Euro 4 e vive o lavora in area metropolitana, il messaggio operativo è chiaro: considerare questo tipo di veicolo come una soluzione con orizzonte temporale limitato, soprattutto per l’accesso alle zone più centrali. Chi prevede di tenere l’auto ancora alcuni anni può adottare una strategia “ponte”, riducendo l’uso in città, sfruttando deroghe come MoVe-In dove disponibili e pianificando nel frattempo una sostituzione con classi meno inquinanti o con trazioni alternative.
Un’ultima verifica utile, soprattutto in vista di controlli sempre più automatizzati tramite telecamere e varchi elettronici, è quella della classe ambientale effettiva del proprio veicolo, da verificare tramite la carta di circolazione o consultando i servizi online dedicati. Per completare il quadro normativo sulle altre categorie, può essere interessante anche esaminare gli approfondimenti sulle auto benzina Euro 3 e scooter Euro 3, così da comprendere come l’inasprimento dei limiti riguardi in prospettiva l’intero parco circolante, non solo i diesel.