Cerca

Il navigatore può sbagliarti strada: perché e cosa fare

Dal satellite allo schermo: come il GPS trova la tua posizione

Mani adulte afferrano un volante mentre navigano con un dispositivo GPS all'interno di un'auto.
diEzio Notte

Il navigatore satellitare in auto oggi decide deviazioni, orari di arrivo e, spesso, anche dove fermarsi a mangiare. Ogni volta che ricalcola il percorso non sta facendo “magia”, ma sta usando segnali radio dallo spazio, mappe digitali e una serie di algoritmi che devono aiutare il conducente senza rubargli l’attenzione dalla strada.

Dal satellite allo schermo: come il GPS trova la tua posizione

Il sistema di posizionamento globale, noto come GPS, funziona perché il ricevitore dell’auto ascolta contemporaneamente il segnale di più satelliti e misura il tempo che ogni segnale impiega ad arrivare. Da queste differenze di tempo il software ricava la distanza dai vari satelliti e, incrociando i dati, calcola la posizione del veicolo su una mappa, in genere con un margine di errore di pochi metri nelle condizioni normali di ricezione.

Quando il segnale è debole o disturbato, per esempio in galleria, tra palazzi alti o in presenza di fitte coperture, il navigatore combina il GPS con sensori interni come velocità e direzione dell’auto. In questo modo può “indovinare” dove si trova lungo la strada finché non torna un segnale satellitare stabile, riducendo i salti improvvisi di posizione che manderebbero fuori strada le indicazioni mostrate al conducente.

Mappe, traffico e POI: cosa elabora davvero il navigatore

Un navigatore auto non mostra solo la posizione su una cartina, ma lavora su un archivio di strade, sensi unici, limiti di velocità e punti di interesse. Le mappe digitali descrivono ogni tratto di strada con attributi come direzione consentita, categoria della via e presenza di incroci o rotatorie, così l’algoritmo può calcolare il percorso tenendo conto delle regole di circolazione e delle caratteristiche del tracciato, non solo della distanza in linea d’aria tra partenza e arrivo.

La maggior parte dei navigatori elabora anche dati sul traffico, spesso ricevuti via rete o radio, per proporre deviazioni in caso di code o incidenti, e usa i POI, cioè punti di interesse come distributori, parcheggi e aree di servizio, per offrire soste utili lungo il viaggio. Se il conducente deve comunicare rapidamente la posizione a un servizio di soccorso, come ricorda ACI Infomobility nella pagina dedicata all’uso delle coordinate GPS in caso di auto in panne, la localizzazione mostrata dal navigatore diventa un riferimento immediato.

Navigatore satellitare, smartphone e sistemi integrati: differenze pratiche

Il classico navigatore satellitare in auto dedicato è un dispositivo pensato solo per guidare il conducente, con schermo e comandi ottimizzati per l’uso a bordo, ma va posizionato e alimentato correttamente per non trasformarsi esso stesso in un ingombro pericoloso. I sistemi integrati di ultima generazione, montati nel cruscotto e collegati con i comandi al volante, riducono i movimenti delle mani e lo spostamento dello sguardo, migliorando la sicurezza rispetto a un supporto improvvisato sul parabrezza o sulle bocchette dell’aria.

L’uso del navigatore sullo smartphone merita particolare attenzione perché il telefono è regolato dall’art. 173 del Codice della strada, richiamato anche dal Ministero della Salute nella pagina sulle regole per i telefoni cellulari alla guida: è consentito solo con viva voce o comandi vocali e senza tenerlo in mano. ACI, nelle sue raccomandazioni sulla guida sicura su strada, ricorda che la distrazione da dispositivi elettronici è tra le cause principali di incidenti, motivo per cui smartphone e display devono essere gestiti con grande prudenza.

Limiti, errori tipici e quando il navigatore può sbagliare percorso

Il navigatore GPS non è infallibile e può sbagliare percorso quando le mappe non sono aggiornate, per esempio dopo modifiche recenti alla viabilità, oppure quando il segnale satellitare è impreciso e il software “aggancia” la strada sbagliata. In aree urbane dense o vicino a svincoli complessi, una posizione sfalsata di pochi metri può spingere il sistema a suggerire un’uscita o una svolta errata, costringendo il conducente a manovre improvvise che aumentano il rischio di errore e di conflitto con il traffico circostante.

Gli studi sul rischio legato ai sistemi di bordo, come richiamato dal XV Rapporto ACI–Censis dedicato anche alla percezione del pericolo con il navigatore satellitare acceso durante la guida, mostrano che la distrazione resta il vero punto critico: ACI nella pagina sulle raccomandazioni per la guida sicura invita a impostare il percorso prima di partire, a limitare le interazioni con il display e a usare la voce guida come supporto, non come ordine cieco. Se le indicazioni sembrano incoerenti con la reale situazione stradale, il conducente deve fidarsi del colpo d’occhio e delle regole del Codice della strada, non del cursore che si muove sullo schermo.