Gasolio in autostrada torna a 2,17 €/l: sconto annullato?
Gasolio in autostrada a 2,170 €/l: i nuovi dati Mimit e cosa significano

Il gasolio self in autostrada ha superato stabilmente i 2,17 euro al litro, con l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) che per il 21 agosto 2026 rileva circa 2,19 euro al litro sulla rete autostradale, contro poco più di 2,12 euro sulla rete stradale. Questo livello coincide con quello precedente all’ultimo decreto-legge sulle accise, che aveva prorogato uno sconto di 17 centesimi al litro.
Il risultato è che, nonostante lo sconto sulle accise sia ancora formalmente in vigore fino al 25 agosto 2026, per chi viaggia in autostrada il prezzo pratico alla pompa è tornato ai valori pre intervento. Le associazioni dei consumatori, come Codacons, ricordano che in trent’anni la benzina è praticamente raddoppiata e il diesel è quasi triplicato, segnale di un caro carburanti strutturale che incide in modo diretto sui costi di ogni pieno.
Gasolio in autostrada a 2,170 €/l: i dati Mimit
Il 17 agosto 2026 l’Osservatorio prezzi carburanti Mimit certifica un prezzo medio del gasolio self in autostrada pari a 2,170 euro al litro, contro 2,093 euro sulla rete stradale nazionale, con un differenziale di alcuni centesimi che penalizza i rifornimenti in viaggio. Nei giorni successivi la curva non si ferma: 2,173 euro al litro il 18 agosto e 2,178 euro il 19 sulla rete autostradale, con valori sempre superiori ai corrispondenti sulla rete ordinaria.
La progressione prosegue con 2,186 euro al litro il 20 agosto e circa 2,194 euro al litro il 21 agosto 2026, sempre secondo i bollettini giornalieri del Mimit, mentre sulla rete stradale il gasolio self sale da 2,099 a circa 2,122 euro al litro nello stesso periodo. Come riportato da ANSA sui livelli pre decreto accise, il valore del 18 agosto in autostrada coincide con quello del 4 agosto, giorno di proroga del taglio di 17 centesimi sulle accise.
Questo significa che il beneficio del decreto-legge sulle accise carburanti, almeno per il diesel in autostrada, risulta sostanzialmente assorbito dai rincari successivi, con un quadro coerente con quanto segnalato da analisi sui prezzi carburanti aggiornati di benzina e diesel. Il gasolio ha recuperato in pochi giorni l’intero margine dello sconto, riportando il costo dei pieni ai livelli precedenti all’intervento governativo e rendendo il tema particolarmente sensibile per chi utilizza spesso la rete autostradale.
Rete ordinaria vs autostrade: quanto pesa sul pieno
La differenza tra rete ordinaria e autostradale non è solo una questione di cartellone ma di spesa concreta per ogni rifornimento. Con un prezzo medio del gasolio self in autostrada vicino a 2,19 euro al litro contro circa 2,12 euro sulla rete stradale, il divario di alcuni centesimi al litro moltiplicato per i litri di un serbatoio completo genera un sovraccosto significativo, come già mostrano analisi sul peso del diesel oltre 2,1 euro al litro sul pieno per molti automobilisti.
Anche per la benzina la fotografia Mimit indica prezzi medi self prossimi ai 2 euro al litro, con valori in autostrada sistematicamente superiori rispetto alla rete stradale nazionale, in linea con quanto evidenziato da chi monitora le differenze di prezzo della benzina in autostrada. Per chi sta programmando un viaggio lungo, spostare il rifornimento dalla rete autostradale a quella ordinaria, quando possibile senza deviazioni eccessive, può ridurre la spesa complessiva del viaggio.
Trent’anni di caro carburanti secondo Codacons
Nel confronto di lungo periodo il quadro è ancora più netto. Sulla base dei dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per il secondo trimestre 1996 e 2026, il prezzo medio della benzina è passato da 0,929 a 1,854 euro al litro, con un aumento di circa il 99,7 per cento. Nello stesso arco di tempo il gasolio è salito da 0,73 a 2,019 euro al litro, con un incremento vicino al 176,6 per cento, come evidenzia anche la denuncia Codacons ripresa da Virgilio sul caro carburanti in 30 anni.
Tradotti in termini di pieno, questi numeri significano che per un serbatoio da 50 litri la spesa per il diesel è passata da poco più di 36 euro a circa 101 euro, con un aggravio di quasi 65 euro ogni rifornimento secondo i calcoli Codacons. Sommando questo quadro di lungo periodo agli ultimi rialzi, emerge come il caro carburanti non sia un fenomeno episodico ma una tendenza strutturale, che rende ancora più rilevanti le scelte su dove conviene fare il pieno dopo gli ultimi rincari e come organizzare i viaggi per contenere i costi complessivi di utilizzo dell’auto.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale